{"id":1427,"date":"2013-05-26T18:34:54","date_gmt":"2013-05-26T18:34:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=1427"},"modified":"2013-05-27T06:55:07","modified_gmt":"2013-05-27T06:55:07","slug":"cartoline-da-un-paese-non-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2013\/05\/cartoline-da-un-paese-non-ordinario\/","title":{"rendered":"Cartoline da un paese non ordinario di Marco Benni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/benni3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1445\" title=\"benni\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/benni3.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Dal momento in cui Valore Lavoro ha deciso di organizzare una serie di incontri post elezioni, la scaletta delle cose da dire \u00e8 cambiata ben pi\u00f9 che quotidianamente. Cos\u00ec come quotidianamente sarebbe necessario\u00a0 aggiornare la geografia delle candidature a futuro segretario, relegando di fatto la recente elezione di Epifani a un passaggio che oramai sembra sbiadito tra i ricordi. Nonostante questa analisi venga ultima nella lista di quelle gi\u00e0 prodotte e volendo tener fede al principio che per imparare a non commettere di nuovo gli errori, soprattutto quelli gravi, bisogna anche imparare a capirne le ragioni, sarebbe necessario rileggere un po&#8217; \u00a0la storia sia recente che passata. Vale la pena quindi ripercorrere velocemente cosa ci ha portato a dovere addirittura discutere di rifondare o resettare e mi son permesso di fare un passo ulteriore e proporre la formattazione del disco fisso del Pd. Dopo Tangentopoli, dopo il ventennio berlusconiano, dopo cinque \u00a0anni allucinanti di promesse, falsit\u00e0 e malgoverno ci si sarebbe aspettato, alle elezioni politiche in un paese normale, che venisse premiata la principale forza di opposizione, oltre naturalmente un incremento dei movimenti di protesta e una inevitabile astensione tra delusi e stremati dalla troppo lunga crisi economica.\u00a0\u00c8 invece \u00e8 accaduto quello che si \u201csarebbe dovuto osservare\u201d: bastava ascoltare la gente che si incontrava nei luoghi di lavoro, facendo la spesa, guardando un oggetto autoreferenziale come la tv ma che ancora qualche sintomo riesce a farlo trasparire, ma soprattutto chi avesse osservato la tendenza delle discussioni sui social network.<\/p>\n<p>Da queste banali osservazioni si potevano facilmente prevedere: il ritorno della vecchia politica fatta di promesse;<br \/>\nl&#8217;insopportabilit\u00e0 dell&#8217;ingerenza tedesca ed europea spesso identificate come fonte dei mali e dei sacrifici nelle scelte di governo italiane;\u00a0la bocciatura, anch&#8217;essa ampiamente prevedibile, dei 12 mesi di governo tecnico, dei suoi ministri, dei suoi sostenitori e delle sue proposte e risultati;\u00a0la sottovalutazione del M5S, sempre pi\u00f9 esorcizzato che analizzato e compreso;\u00a0il cullarsi nell&#8217;illusione delle primarie che, anch&#8217;esse prevedibilmente, si sono rivelate una ciambella di salvataggio della classe politica che invece avrebbe dignitosamente dovuto costruire una alternativa per una classe dirigente, pi\u00f9 giovane, pi\u00f9 preparata, pi\u00f9 carica di innovazione ed entusiasmo e soprattutto meno compromessa o forse anche solo meno usurata da anni di battaglie.<\/p>\n<p>Non si spiegherebbe altrimenti Grillo che passa dal 12% al 25% dopo la campagna elettorale e Berlusconi che si riprende una fetta importante del suo elettorato dopo cinque anni di disastri. Si spiega invece con Bersani che ha fatto una campagna elettorale all&#8217;insegna del buon padre di famiglia, ma con una proposta programmatica balbettante se non inesistente.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 un perch\u00e9 se i voti del 24 febbraio hanno lasciato cos\u00ec poco vantaggio al centrosinistra\u00a0 rispetto a quanto ci si sarebbe dovuto aspettare dopo un periodo cos\u00ec disastroso?\u00a0Occorre inoltre osservare che le chance di vittoria elettorale il Pd le aveva sepolte nel cassetto nel novembre 2011, accettando \u00a0il governo tecnico: qui a mio modesto parere, sta l&#8217;inizio della fine della gestione bersaniana del Pd.<\/p>\n<p>Un partito che non rivendica il diritto-dovere di porre in essere le proprie idee anche e soprattutto in un momento di crisi, pu\u00f2 significare solo due cose: paura di governare, assenza di una visione, di un progetto o di un programma. Di conseguenza\u00a0delegare a terzi le proprie responsabilit\u00e0 ha significato lasciare sul campo speranze, tempo, voti. Sinceramente alle minacce sulla liquidit\u00e0 e sul fallimento dell&#8217;Italia non ci si pu\u00f2 proprio credere.\u00a0Purtroppo ha prevalso ancora una volta quella che chiamo la vocazione minoritaria del Pd, l&#8217;incapacit\u00e0 di credere in quello che si fa, di valorizzare e ammodernare il proprio patrimonio di idee e di uomini.<br \/>\nPaghiamo e, se non si inverte decisamente la rotta, pagheremo \u00a0le non scelte sulla riforma dei costi della politica, che avrebbero dato il senso di mettere elettori ed eletti allineati a una stessa ideale riga di partenza pi\u00f9 equa nel bel mezzo di una crisi devastante, la scelta di non forzare per la riforma del parlamento e sulla legge elettorale, di non tenere il punto a costo di far cadere il governo Monti sulle scelte in economia e sul lavoro.<\/p>\n<p>Per onest\u00e0 intellettuale \u00e8 anche vero che oggi il Pd e Bersani pagano in un solo attimo errori che vengono da lontano nel tempo. Ad esempio la proposta di riforma del parlamento scaturita dal Primo Vday di Grillo a Bologna fu sottoposta al centrosinistra.<br \/>\nMa allora c&#8217;erano Veltroni e Prodi.<\/p>\n<p>Nel suo piccolo la nostra associazione ne \u00e8 una prova.\u00a0Dopo il fallimento in gran parte dell&#8217;esperienza dei Forum, la tanta fatica fatta per ancorare la discussione del nostro partito, e\u00a0 voglio sottolineare il nostro, a tematiche concrete soprattutto legate alla crisi e alle possibili soluzioni, ai problemi delle imprese, delle cooperative, degli artigiani, dei giovani, dei lavoratori e dei lavoratori autonomi, che chiedevano aiuto ascolto e offrivano tempo e investivano disponibilit\u00e0 nei confronti del Pd, lo sforzo fatto per ricostruire un momento di discussione fra gli amministratori e chi nel Pd segue i vari temi, la fatica per tornare a dare un senso e un seguito alla discussione che si svolge nelle varie sedi del Pd e i circoli che ora viaggiano su binari paralleli \u00e8 naufragata in un contesto di sufficienza, certamente derivante da un presunto risultato elettorale positivo.<\/p>\n<p>Alla luce di queste considerazioni, dobbiamo ascoltare seriamente chi dice che non abbiamo capito la gravit\u00e0 della crisi o cosa stava succedendo in Italia prima e durante la campagna elettorale.<br \/>\nForse chi lo dice non avr\u00e0 capito.\u00a0Ricordo di avere personalmente fatto vedere, rischiando quasi accuse di spamming, e inoltrato decine di foto delle piazze di Grillo, piene di preoccupazione ma anche di entusiasmo, assieme ai tanti segnali e messaggi di rassegnazione e preoccupazione se non sconforto, raccolti banalmente ascoltando iscritti, elettori del Pd, normali cittadini.<br \/>\nNon saprei sintetizzare meglio quello che dissi gi\u00e0 dopo le &#8220;parlamentarie&#8221; di Gramellini nel suo <em>Buongiorno.<\/em>\u00a0Notare la data: 15\/01\/2013<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Consigli non richiesti a Bersani<\/strong><br \/>\nRicominci a pettinare le bambole. Il Bersani presidenziale, in gessato e ingessato, ha perso simpatia senza guadagnare carisma. Smaltita l\u2019emozione delle primarie, il partito strafavorito sta iniziando a rinculare nei sondaggi. Servirebbero Renzi e il pullman dell\u2019Ulivo: qualcuno o qualcosa che parli ai cuori e alle pance. Lei, Bersani, \u00e8 un politico del Novecento (lo dico a suo merito), pi\u00f9 credibile come amministratore pubblico che come seduttore appassionato. Il suo problema \u00e8 che non d\u00e0 mai un titolo. Invece le campagne vivono di slogan, messaggi semplici, frasi a effetto. &#8220;L\u2019Italia giusta&#8221;, col suo sorriso ammainato accanto, ha invaso le citt\u00e0 come un preludio di quaresima: non ne parla nessuno, nemmeno per dirne male. Le sue interviste grondano buon senso e competenza, ma non contengono una sola idea concreta facilmente afferrabile. Lei non sta dettando l\u2019agenda di queste elezioni. Va sui giornali con argomenti di politichese &#8211; l\u2019accordo con Monti, la desistenza con Ingroia &#8211; o espressioni vaghe (&#8220;confermeremo l\u2019austerit\u00e0, accompagnandola con intelligenti politiche di crescita&#8221;) che rassicurano i mercati, non le famiglie con due disoccupati in casa. Spezzi il tran tran del vincitore designato, organizzi eventi che attirino l\u2019attenzione. Ma cosa aspetta a coccolare lo spirito anticasta degli elettori, proponendo come primo atto del nuovo governo il dimezzamento del numero dei parlamentari e dei consiglieri locali?\u00a0 Se non cambia rotta vincer\u00e0 comunque, ma rischia di vincere male e per poco. Peccato, perch\u00e9 fra quelli in gara probabilmente \u00e8 il migliore\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;eccesso di sicurezza, con tutta la struttura del Pd che pregustava gi\u00e0 organigrammi e strategie post-voto, l&#8217;egoismo e la miopia di chi ha condotto il Pd sino a qui e non solo il segretario, ha prodotto prima e dopo il voto la situazione cui si sta cercando di porre mano in questi giorni.\u00a0Con il crescendo rossiniano che \u00e8 culminato nelle votazioni per il presidente della Repubblica svoltesi in maniera quasi demenziale e concluse come ben ricordiamo.\u00a0Per chi ritenesse eccessivo l&#8217;aggettivo consiglio la visione di questi video di Zoro:<\/p>\n<p>http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hDPqOT9vXlg<\/p>\n<p>Nella nostra associazione abbiamo discusso a lungo, ai tempi delle primarie, quale candidato sostenere. Col senno di poi la scelta istintiva che avevamo maturato si \u00e8 rivelata quella che ci avrebbe evitato questa impasse, pur avendo comunque l\u2019ambizione di discutere e spesso cambiare alcune proposte che Renzi aveva avanzato nel corso della sua campagna per le primarie e criticare l\u2019accento eccessivo sul dato generazionale.<br \/>\nMa non \u00e8 stato possibile nemmeno allora parlare di cose concrete perch\u00e9 si \u00e8 trasformata quella consultazione in una battaglia fra guelfi e ghibellini, che prescindeva anche quella dall\u2019ancoraggio a temi e proposte concrete, bens\u00ec si \u00e8 semplificato il tutto in una scelta tra giovani e rottamatori e amanti dell\u2019usato sicuro.<\/p>\n<p>Oggi le proposte cha avanziamo ambiscono a un superamento delle correnti mediante l\u2019aggregazione sulle politiche che il Pd vorr\u00e0 portare avanti per i giovani, le persone anziane, la sanit\u00e0, la riforma dello Stato, l\u2019economia, la lotta alla disoccupazione (11,5% sul totale e 38,5% gli under 25 anni), la lotta alle mafie come quella alla corruzione e all\u2019evasione. Tre malattie endemiche e devastanti del nostro Paese. Quest\u2019ultima ad esempio \u00e8 stimata in 270 miliardi di euro evasi ogni anno secondo l\u2019Istat pari al 17% del Pil annuo. Solo recuperandone una quota magicamente svanirebbe il dibattito sull\u2019Imu si\/Imu no, o sull\u2019Irap&#8230; perch\u00e9 non ce ne sarebbe bisogno!<\/p>\n<p>L\u2019ovvia impossibilit\u00e0 di andare al voto per il Pd in queste condizioni, d\u00e0 fiato alla retorica della necessit\u00e0 del governo Letta che il Pdl (partito proprietario che <em>non<\/em> rischia di frantumarsi) usa e user\u00e0 nei prossimi mesi, con le figure prescelte piuttosto che con le proposte di programma, per frantumare anzi il Pd, decidendo il momento pi\u00f9 opportuno per incassare col voto quello che noi non abbiamo incassato nel novembre 2011.<br \/>\nAuspicabile quindi, ma veramente difficile da applicare nel quotidiano, l\u2019ambizione di tenere il timone e indicare la rotta di una maggioranza e di un governo siffatto.<\/p>\n<p>Basta quindi con le correnti, basta con le carriere per cooptazione, basta con le divisioni fra trentenni, quarantenni, giovani turchi, basta con le fondazioni e le associazioni. Compresa la nostra. Lo slogan potrebbe essere: si fa politica nel Pd e per il Pd.\u00a0Basta con chi usa strumentalmente le nostre divisioni per minacciare di creare aggregati o nuovi partiti per perpetuare un giochino vecchio: sfrutto le divisioni per farmi eleggere o trovare un posticino<br \/>\nOccorre provare a vincere le elezioni per portare avanti le nostre idee, non emendare da ultime quelle di Monti o del centro destra nel governo Letta, eviterei ogni commento sulla sua composizione e il panorama delle commissioni parlamentari uscito da quell\u2019accordo.<br \/>\nNon anteponiamo ancora una volta la scelta nominalistica al progetto e alla proposta politica. Gli iscritti e gli elettori delle ultime elezioni non sopportano e non potranno sopportare ulteriori balbettii, accordi sottobanco, tradimenti del voto.<br \/>\nCi si aggrega per idee, si portano idee, ci si apre a nuove idee, nel Pd per il Pd.\u00a0Se una cosa da ultimo insegnano questi mesi, \u00e8 che non dobbiamo cercare di battere\u00a0 ancora una volta un nemico all&#8217;interno del Pd, cerchiamo di battere quelli fuori il Pd.<\/p>\n<p>Sperando che l\u2019auspicio di Severgnini si riveli corretto, concluderei questo troppo lungo testo con una bella citazione tratta dal <em>Corriere della Sera <\/em>pi\u00f9 di un anno fa che si attaglia al momento particolare che nel Pd stiamo vivendo:\u00a0\u00ab&#8230; Noi italiani non abbiamo alcun bisogno di rifugiarci in queste tattiche difensive: siamo un grande popolo con alcune debolezze. Quasi sempre, purtroppo, spettacolari.<br \/>\n\u00abMa l&#8217;Italia non \u00e8 come gli orologi, che avanzano regolarmente. \u00c8 come i bambini: cresce a balzi irregolari, di solito quando uno non se lo aspetta.\u00a0Nella nostra vita pubblica c&#8217;\u00e8 un aspetto operistico che gli osservatori stranieri \u2014\u00a0bramosi di metafore colorate e comprensibili\u00a0\u2014 non mancano mai di notare: gli italiani applaudono il tenore fino al momento in cui lo cacciano dal palco a suon di fischi, pronti ad accoglierne un altro.\u00a0Lo stesso abbiamo fatto con chi ci governa: la musica non cambia.<\/p>\n<p>\u00abCredo che abbiamo capito alcune cose &#8211; tutti, anche chi si rifiuta di ammetterlo per questioni ideologiche. Non possiamo pretendere servizi sociali nordeuropei mantenendo comportamenti fiscali nordafricani.<br \/>\nNon possiamo permetterci buone scuole, buoni ospedali e buone strade se le risorse finiscono nell&#8217;economia malavitosa (140 miliardi), nelle banche svizzere (120 miliardi), in corruzione, rendite ingiustificate e sprechi. Non possiamo andare in pensione quando siamo ancora attivi, per essere mantenuti da giovani che manteniamo inattivi (chiudendo loro il mercato del lavoro).<br \/>\nNon siamo previdenti come la formica della favola; ma siamo troppo smaliziati per non intuire il destino della cicala&#8230;\u00bb. (Beppe Severgnini,\u00a0<em>Come \u00e8 possibile cambiare gli italiani?<\/em>, <em>Corriere della Sera,<\/em>\u00a011 febbraio 2012)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal momento in cui Valore Lavoro ha deciso di organizzare una serie di incontri post<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1427","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dottrina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1427"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1441,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1427\/revisions\/1441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}