{"id":1563,"date":"2013-06-18T15:27:07","date_gmt":"2013-06-18T15:27:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=1563"},"modified":"2013-06-19T15:27:25","modified_gmt":"2013-06-19T15:27:25","slug":"la-sofferenza-capitale-delle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2013\/06\/la-sofferenza-capitale-delle-banche\/","title":{"rendered":"La sofferenza capitale delle banche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/carlo-milani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1569\" title=\"carlo-milani\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/carlo-milani.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Perch\u00e9 le banche tornino a sostenere l\u2019economia reale \u00e8 necessario ripulire i loro bilanci dagli attivi di peggiore qualit\u00e0 e contemporaneamente immettere capitale. Purch\u00e9 sia \u201ccapitale vero\u201d e non creato in modo fittizio dalle regole di Basilea, con il meccanismo dell\u2019autovalutazione del rischio.<\/p>\n<p>UN EQUILIBRIO INSTABILE<br \/>\nIn un recente intervento su lavoce.info, Giovanni Majnoni ha posto a confronto due tesi che cercano di individuare le ragioni della restrizione creditizia fronteggiata dalle imprese italiane. La prima \u00e8 quella di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, che vedono nell\u2019insufficiente capitalizzazione delle banche italiane il problema principale (\u201cA corto di idee e senza capitali\u201d,\u00a0Corriere della Sera, 3 aprile 2013). La seconda \u00e8 quella illustrata in alcuni miei precedenti interventi, sempre su lavoce.info (\u201cLa coperta corta delle banche italiane\u201d e \u201cLe sofferenze bancarie frenano il credito\u201d), nei quali ho posto l\u2019enfasi sul peggioramento del portafoglio crediti come fattore determinante del restringimento del credito.\u2028In realt\u00e0, le due tesi possono essere interpretate come due facce della stessa medaglia. Dall\u2019analisi del Fondo monetario internazionale, citata anche nelle recenti considerazioni finali del governatore della Banca d\u2019Italia, Ignazio Visco, si rileva come l\u2019industria bancaria italiana sia ben capitalizzata, tanto da poter essere in grado di resistere a condizioni economico-finanziarie particolarmente avverse. In altri termini, secondo il Fmi, il capitale attualmente disponibile \u00e8 adeguato per mantenere in vita, senza grandi preoccupazioni per il futuro, il settore bancario domestico. Dagli stress test condotti dal Fmi non si pu\u00f2 per\u00f2 desumere quali siano le capacit\u00e0 del settore produttivo, soprattutto quello con buone prospettive di crescita nel medio-lungo termine, di sopravvivere senza l\u2019opportuno sostegno finanziario da parte delle banche. In questo ambito le due tesi citate si intrecciano e possono essere cos\u00ec riassunte: l\u2019ingente peso dei crediti dubbi nel portafoglio non permette di erogare ulteriore credito perch\u00e9 altrimenti si comprometterebbe l\u2019equilibrio (non molto stabile) raggiunto in termini di coefficienti patrimoniali bancari. Per sciogliere il circolo vizioso, l\u2019unica strada \u00e8 liberarsi della \u201cpalla al piede\u201d che ostacola la ripresa del credito, cedendo i finanziamenti in sofferenza o attraverso la costituzione di una bad bank, ovvero rilanciando le cartolarizzazioni, anche grazie alle possibili soluzioni che la Bce sta studiando. In ogni caso, se la valutazione di questi crediti verr\u00e0 effettuata a valori di mercato, le banche dovranno sostenere perdite rilevanti che andranno a erodere il capitale accumulato, da cui discende l\u2019esigenza di ricapitalizzazione. Ci\u00f2 che forse sperano gli istituti di credito, e che li induce a temporeggiare, \u00e8 invece un supporto esterno \u201cbenevolo\u201d, del tipo di quello ottenuto dalle banche americane nel 2008-09, quando fu lanciato il Troubled Asset Relief Program (Tarp), che permetta loro di cedere i crediti rischiosi a valori pi\u00f9 elevati di quelli di mercato.<br \/>\nIL MECCANISMO DEI COEFFICIENTI DI PONDERAZIONE<br \/>\nEscludendo l\u2019intervento \u201cbenevolo\u201d, l\u2019unica via per tornare a sostenere l\u2019economia reale \u00e8 quella di ripulire i bilanci dagli attivi di peggiore qualit\u00e0 e contemporaneamente immettere capitale, \u201ccapitale vero\u201d e non creato in modo fittizio, quasi per magia, dalle regole di Basilea. Infatti, le attuali regole consentono di aggiustare i coefficienti di ponderazione utilizzati per l\u2019autovalutazione del rischio delle attivit\u00e0 detenute dagli istituti di credito (i cosiddetti risk-weighted asset) per migliorare, sulla carta, i livelli di patrimonializzazione. Nell\u2019ultimo Financial Stability Review la Bce ha approfondito il tema confrontando i diversi coefficienti di ponderazione utilizzati dalle principali banche dell\u2019area euro, tra il 2010 e il 2012, per la valutazione del rischio di credito verso imprese e famiglie. Se \u00e8 vero che i coefficienti di ponderazione per il rischio delle varie istituzioni possono essere radicalmente differenti (grafico 1, parte a), in quanto pu\u00f2 incidere il rating, il modello di business adottato e l\u2019area geografica di riferimento, quel che \u00e8 degno di attenzione per la Bce \u00e8 la variabilit\u00e0 di questi pesi (grafico 1, parte b). Per definire i coefficienti di ponderazione dovrebbero essere utilizzate serie storiche sufficientemente lunghe, che non possono quindi essere influenzate da variazioni di breve termine, evitando in tal modo anche un\u2019eccessiva pro-ciclicit\u00e0 del meccanismo pensato a Basilea. La Bce rileva, per\u00f2, che negli ultimi due anni i coefficienti di ponderazione sul rischio di credito hanno osservato delle forti oscillazioni, ben superiori a quelle che ci si poteva attendere e che implicano una potenziale sottostima dell\u2019attuale rischiosit\u00e0 degli attivi bancari. (1) Ci\u00f2 desta non poche preoccupazioni sul fronte della stabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019Eurozona, soprattutto se si pensa che da una precedente situazione di sottovalutazione dei rischi, quella che ha coinvolto in particolare le societ\u00e0 di rating che elargivano giudizi tripla A sui titoli con sottostante mutui subprime, \u00e8 scaturita la crisi finanziaria che stiamo ancora affrontando.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Unknown3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1573\" title=\"Unknown\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Unknown3.jpg\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Unknown3.jpg 608w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Unknown3-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In definitiva, il meccanismo di autovalutazione del rischio pensato con Basilea II, e perpetuato in Basilea III, si \u00e8 basato su un presupposto abbastanza semplice e solo apparentemente condivisibile: chi, se non la banca stessa, che fa della valutazione dei rischi il fondamento stesso della sua esistenza, \u00e8 in grado di stimare meglio la rischiosit\u00e0 del proprio attivo? Ma pensiamo di applicare lo stesso principio ad altri settori, come ad esempio quello dell\u2019autotrasporto: chi meglio di un autotrasportatore conosce i limiti del proprio mezzo, la tenuta di strada, lo spazio di frenata, per non parlare dei limiti personali in termini di resistenza alla guida, riflessi, e cosi via? Il ragionamento implica che il codice della strada, con le regole sui limiti di velocit\u00e0, per esempio, dovrebbero essere lasciate all\u2019autovalutazione del singolo autotrasportatore. Per la sicurezza delle strade il legislatore, nazionale e internazionale, si \u00e8 ben guardato (fortunatamente) dal perseguire questa linea, per la \u201csicurezza\u201d dei mercati finanziari c\u2019\u00e8 invece ancora molta strada da fare.<br \/>\n(1) Per la Bce questa evidenza spiega anche perch\u00e9 molti analisti hanno oramai perso fiducia sugli indici di capitalizzazione basati su attivi ponderati per il rischio e preferiscono invece fare riferimento a indicatori pi\u00f9 semplici e meno manipolabili, come il leverage ratio (pari al rapporto tra il capitale e le riserve iscritte in bilancio e il totale dell\u2019attivo).<br \/>\nCarlo Milani: Economista presso il Centro Europa Ricerche (CER). Svolge prevalentemente la sua attivit\u00e0 di ricerca nel campo del banking, ambito nel quale ha pubblicato diversi studi su riviste nazionali e internazionali. E\u2019 inoltre esperto di modelli econometrici utilizzati per la previsione e la simulazione di scenari macroeconomici. Per molti anni ha lavorato presso l&#8217;Ufficio Studi dell&#8217;Associazione Bancaria Italiana (ABI). E&#8217; stato visiting researcher presso la London School of Economics (LSE). Twitter @MilaniC<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 le banche tornino a sostenere l\u2019economia reale \u00e8 necessario ripulire i loro bilanci dagli<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,15,16],"tags":[41,39,38,40],"class_list":["post-1563","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-credito-e-sviluppo","category-lavoro-ed-economia","category-news","tag-credit-crunch","tag-credito","tag-sofferenze-bancarie","tag-sviluppo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1563"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1563\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1575,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1563\/revisions\/1575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}