{"id":2119,"date":"2014-02-17T21:17:11","date_gmt":"2014-02-17T21:17:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2119"},"modified":"2014-02-19T22:57:52","modified_gmt":"2014-02-19T22:57:52","slug":"la-retribuzione-di-risultato-dei-dirigenti-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2014\/02\/la-retribuzione-di-risultato-dei-dirigenti-pubblici\/","title":{"rendered":"LA RETRIBUZIONE DI RISULTATO DEI DIRIGENTI PUBBLICI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2120\" aria-describedby=\"caption-attachment-2120\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2120\" title=\"convegno 2011\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2120\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Stuppini, dirigente Regione Emilia-Romagna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Che le retribuzioni dei dirigenti pubblici italiani siano elevate \u00e8 fuor di dubbio. L\u2019intervento di Perotti e Teoldi del 17 gennaio le ha comparate alle retribuzioni dei pari grado inglesi, ma pu\u00f2 essere utile un ragionamento di confronto nazionale, anche perch\u00e9 del tema si sta concretamente discutendo in molti enti pubblici. Tra il 2000 ed il 2012, in Italia, le retribuzioni di tutto il settore pubblico sono aumentate del 39,2%, a fronte di un aumento del 36,7% del settore privato e di una inflazione effettiva incrementata del 31%. Mentre nel settore pubblico si \u00e8 sempre registrata una maggiore omogeneit\u00e0, nel privato persiste un forte scarto tra i salari dell\u2019area manifatturiera (pi\u00f9 elevati) e quelli dell\u2019area dei servizi. E\u2019 vero che, a partire dal 2010 le retribuzioni pubbliche sono state congelate ed il rallentamento \u00e8 ora visibile soprattutto se il blocco dovesse essere confermato per un altro triennio. Tuttavia nel confronto con il privato, il pubblico impiego sembra mantenere un leggero vantaggio: secondo i dati Istat (2011) la retribuzione media contrattuale (esclusa la componente aziendale o locale) di 24.363 \u20ac annui si articola in 23.616 \u20ac per il privato e in 27.830 \u20ac per il pubblico. Naturalmente si confrontano due realt\u00e0 profondamente diverse: circa 20 milioni di lavoratori privati con circa 3,3 milioni di dipendenti pubblici. Cos\u00ec la media del privato viene abbassata dagli stranieri, dai precari e dai contratti part-time, mentre il pubblico, tra l\u2019altro, viene accreditato anche da una et\u00e0 media notevolmente pi\u00f9 alta (47,8 anni). Almeno nell\u2019ordine di grandezza generale i dati appaiono credibili: la retribuzione italiana media di fatto di 26.500 \u20ac lordi annuali, corrisponde a circa 1.300 euro netti mensili, ma anche coloro che tra i dipendenti pubblici collocano la loro retribuzione al di sotto di questa media continuano ad essere considerati dei privilegiati dalla maggioranza dell\u2019 opinione pubblica per la natura particolare del rapporto di lavoro, che di fatto (salvo casi eccezionali) li mette al riparo da licenziamenti e cassa integrazione. Se questo \u00e8 lo scenario generale, la situazione dei dirigenti pubblici si inquadra meglio: bisogna per\u00f2 precisare meglio la definizione di \u201cdirigente pubblico\u201d. Il comparto maggiore \u00e8 quello sanitario,con 135.000 dirigenti complessivi dove contrattualmente sono dirigenti i 107.000 medici, ma anche altri 18.000 laureati come biologi, farmacisti, veterinari ecc., oltre a circa 10.000 dirigenti amministrativi in senso stretto che normalmente sono i soli ad essere computati come dirigenti della pubblica amministrazione. Ci sono poi 10.000 magistrati, 16.000 ufficiali delle forze armate e 4.000 dirigenti dei corpi di polizia con stipendi equiparabili a quelli dei dirigenti. I dirigenti amministrativi in senso stretto sono oggi circa 48.000 con una retribuzione media di 79.100 \u20ac (3.600 euro netti mensili, ma i dirigenti apicali superano i 5.000 euro); il loro costo \u00e8 quindi di circa 3,8 miliardi annui per le casse pubbliche, dei quali il 20% circa (le norme a partire dal dlgs,165\/2001 direbbero il 30% ma sono applicate solo parzialmente), cio\u00e8 760 milioni annui, rappresentati dalla cosiddetta retribuzione di risultato. Che cosa \u00e8 la retribuzione di risultato? Introdotta alla fine degli anni novanta dalle \u201cleggi Bassanini\u201d, essa voleva superare lo strumento degli scatti di anzianit\u00e0 per introdurre il concetto di raggiungimento degli obiettivi: se a fine anno avrai raggiunto gli obiettivi che l\u2019amministrazione ti ha assegnato, riceverai il premio o parte di esso. Mutuata dall\u2019esperienza anglosassone del public sector, come spesso accade \u00e8 stata per\u00f2 \u201cadattata\u201d al sistema italiano, nel senso che nell\u2019esperienza anglosassone il controllo di qualit\u00e0 sull\u2019efficacia dell\u2019azione amministrativa \u00e8 affidato in larga parte ai beneficiari del servizio erogato dall\u2019amministrazione in questione. Il feedback dell\u2019utenza risulta quindi elemento centrale nella valutazione non tanto del risultato o del raggiungimento dell\u2019obiettivo da parte del singolo dirigente, ma del raggiungimento degli obiettivi da parte dell\u2019amministrazione nel suo complesso in termini di mission. Al di l\u00e0 della forma, la quasi totalit\u00e0 degli enti pubblici italiani ha invece adottato una formula di premio individuale e non collettivo, senza traccia di gradimento esterno (tranne qualche caso in sanit\u00e0) e non di rado \u00e8 il dirigente stesso (non solo apicale) che si programma gli obiettivi, con l\u2019ovvia precauzione di fissare l\u2019asticella ad una altezza raggiungibile abbastanza facilmente. Naturalmente tale prassi si estende anche ai livelli pi\u00f9 bassi della P.A., ma l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica si sofferma inevitabilmente su coloro che guadagnano quasi il triplo dell\u2019italiano medio, e per i quali il concetto di produttivit\u00e0 deve ancora trovare una adeguata definizione. Nella attuale situazione del paese, tuttavia, questa \u00e8 una riflessione gi\u00e0 in corso: molti enti vogliono, o stanno proponendo, di ridurre la retribuzione di risultato e molti dirigenti pubblici sono disposti a discuterne; il sindacato confederale ha ben chiaro il dualismo sempre pi\u00f9 problematico, tra il settore pubblico e quello privato. Ci sono gi\u00e0 accordi che vanno in questa direzione in diversi enti. E\u2019 una discussione attuale e possibile: esistono gli strumenti contrattuali per farla e questa \u00e8 la strada da perseguire, perch\u00e9 eventuali provvedimenti normativi sarebbero bloccati o rallentati da un contenzioso legale infinito. Per le casse pubbliche si potrebbero gradualmente ridurre i 760 milioni annui, per i dirigenti pu\u00f2 essere l\u2019occasione per ridiscutere l\u2019organizzazione del lavoro pubblico su criteri prevalentemente qualitativi e di maggiore soddisfazione. Forse alcuni anni fa una discussione di questo tipo sarebbe apparsa impossibile, ma se il vento spinge in questa direzione non \u00e8 soltanto per la crisi economica e le disuguaglianze da essa indotta: ma anche perch\u00e9 il dirigente pubblico ha gradualmente perduto almeno in parte, quell\u2019alone di competenza e di autorevolezza che lo ha circondato per decenni. Se molti di loro vengono oggi guardati con il sospetto di rappresentare un fattore burocratico di inutile complicazione, ridurre contrattualmente la propria retribuzione di risultato ed orientare decisamente gli obiettivi da raggiungere in direzione della semplificazione e trasparenza amministrativa (anche consultando soggetti esterni nella individuazione degli obiettivi stessi) rappresentano una occasione da cogliere. (1)<\/p>\n<p>Bologna 15 febbraio 2014<\/p>\n<p>(1)Le opinioni espresse nell\u2019articolo sono personali e non coinvolgono l\u2019ente rappresentato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Che le retribuzioni dei dirigenti pubblici italiani siano elevate \u00e8 fuor di dubbio. 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