{"id":2127,"date":"2014-02-19T18:23:24","date_gmt":"2014-02-19T17:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2127"},"modified":"2020-11-14T19:12:08","modified_gmt":"2020-11-14T18:12:08","slug":"citta-metropolitane-no-solo-province-indebolite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2014\/02\/citta-metropolitane-no-solo-province-indebolite\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 metropolitane? No, solo province indebolite"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bologna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2128\" title=\"bologna\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bologna.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"126\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>La citt\u00e0 metropolitana delineata nella legge Delrio \u00e8 inadeguata. I nuovi enti assomigliano molto alle province, ulteriormente indebolite. La questione del sindaco metropolitano e gli obiettivi e le competenze da rafforzare. Almeno quattro i punti chiave che il Senato dovrebbe migliorare.<\/em><\/p>\n<p>di Roberto Camagni<\/p>\n<p>CITT\u00c0 METROPOLITANE NELLA LEGGE DELRIO<\/p>\n<p>Il disegno di legge Delrio, approvato dalla Camera e ora in discussione al Senato, oltre a trasformare le attuali province in enti di secondo livello e in prospettiva in pure agenzie a supporto dei comuni e delle unioni di comuni, stabilisce l\u2019organizzazione, le funzioni e le modalit\u00e0 di elezione degli organi delle\u00a0<strong>citt\u00e0 metropolitane<\/strong>, previste dal Titolo V della nostra Costituzione.<br \/>\nIl sindaco del comune capoluogo diverrebbe anche il sindaco metropolitano, e il nuovo ente, che si sostituirebbe alla provincia sul suo territorio, sarebbe governato da un consiglio, eletto da \u2013 e fra \u2013 gli attuali sindaci e consiglieri comunali, e da una conferenza in cui siederebbero tutti gli attuali sindaci.\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?original_referer=http%3A%2F%2Fwww.lavoce.info%2Fcitta-metropolitane-delrio-province%2F&amp;source=tweetbutton&amp;text=Il%20sindaco%20metropolitano%20attribuirebbe%20deleghe%20a%20consiglieri%20di%20sua%20fiducia%3B%20tutte%20le%20cariche%20sarebbero%20a%20titolo%20gratuito&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.lavoce.info%2Fcitta-metropolitane-delrio-province%2F\">Il sindaco metropolitano attribuirebbe deleghe a consiglieri di sua fiducia; tutte le cariche sarebbero a titolo gratuito\u2009<\/a>, in omaggio all\u2019obiettivo della legge di \u201cridurre la classe politica\u201d e di limitare la\u00a0<strong>spesa pubblica<\/strong>. A certe condizioni, dopo tre anni si potrebbe procedere all\u2019elezione del sindaco a\u00a0<strong>suffragio universale<\/strong>.<br \/>\nCon il disegno di legge Delrio \u00e8 la terza volta in cui ci si accinge a costituire il nuovo ente, ritenuto necessario per rilanciare la competitivit\u00e0 delle nostre grandi citt\u00e0 nonch\u00e9 l\u2019efficienza e la qualit\u00e0 delle loro aree di influenza: speriamo che sia la volta buona! Ma il problema sta nel fatto che la parte delle legge che tratta del tema della citt\u00e0 metropolitana, al suo stato attuale, \u00e8 inadeguata: la\u00a0<strong>distanza fra obiettivi e soluzioni<\/strong>\u00a0appare tale da far presagire un\u2019ennesima occasione mancata per il paese.<br \/>\nCome recita la stessa relazione al disegno di legge iniziale, servirebbe \u201cuno strumento di governo dalle ampie e robuste competenze\u201d. Ma la proposta legislativa va in tutt\u2019altra direzione: le citt\u00e0 metropolitane\u00a0<strong>assomigliano in larghissima misura alle province<\/strong>, gi\u00e0 deboli istituzionalmente e ulteriormente indebolite; sono \u201centi governati dai sindaci\u201d che prestano gratuitamente i loro servizi, senza risorse per le poche competenze aggiuntive. Le <strong>funzioni<\/strong>\u00a0assegnate sono infatti \u201cle funzioni fondamentali delle province\u201d: pianificazione territoriale di puro coordinamento, infrastrutture interne e servizi di mobilit\u00e0, ambiente, rete scolastica. Di nuovo troviamo sostanzialmente solo:<br \/>\n&#8211; il piano strategico: uno strumento di coordinamento e di indirizzo, certamente utile, ma che \u00e8 possibile attivare comunque, come ha dimostrato la recente esperienza realizzata dalla provincia e dal comune di Bologna;<br \/>\n&#8211; la promozione dello sviluppo, ma totalmente senza risorse;<br \/>\n&#8211; la pianificazione territoriale generale, non meglio definita, che duplica e rischia di appiattirsi sulla pura pianificazione di coordinamento.<br \/>\nDi pi\u00f9: se si volesse passare all\u2019elezione diretta del sindaco metropolitano occorrerebbe lo <strong>smembramento del comune capoluogo<\/strong>, una vecchia e sbagliata idea dei primi anni Novanta. Perch\u00e9 indebolire la citt\u00e0 centrale per costruire una citt\u00e0 metropolitana gi\u00e0 debole?<\/p>\n<p>QUATTRO PUNTI CHIAVE<\/p>\n<p>Vediamo pi\u00f9 in dettaglio quattro punti chiave. La\u00a0<strong>pianificazione territoriale di area vasta<\/strong>\u00a0\u2013 cui si dovrebbe attribuire il compito fondamentale di ridurre l\u2019insensato consumo di suolo, anche riorientando l\u2019attivit\u00e0 edilizia verso la rigenerazione urbana \u2013 temo stia subendo lo stesso destino che si vuole per le province: un sostanziale ridimensionamento. La sua attribuzione a istituzioni di secondo livello \u00e8 certo accettabile, come avviene in Francia per le Communaut\u00e9s urbaines, ma a condizione che se ne definiscano i poteri di inquadramento e di vincolo sulla pianificazione comunale, le funzioni loro trasferite dai comuni, il sistema di incentivi; in sintesi, \u201cl\u2019adeguatezza\u201d delle nuove strutture per esercitare funzioni di area vasta. Occorrerebbe almeno indicare che la pianificazione metropolitana coincida con la \u2018pianificazione di struttura\u2019 introdotta e definita da molte leggi regionali italiane, come \u00e8 stato giustamente suggerito da Luciano Vandelli, uno dei trentacinque saggi per le riforme nominati da Enrico Letta.<br \/>\nQuanto alla condizione dello\u00a0<strong>scorporo del comune centrale<\/strong>\u00a0\u2013alleggerita alla Camera per le citt\u00e0 metropolitane con pi\u00f9 di 3 milioni di abitanti, ma in modo non facilmente giustificabile \u2013 potrebbe rispondere all\u2019esigenza di evitare conflitti fra il sindaco del comune centrale e il sindaco metropolitano, una volta che entrambi siano eletti direttamente, secondo la giusta preoccupazione di molti. Ma perch\u00e9 utilizzare uno strumento nato per tutt\u2019altro obiettivo \u2013 quello di evitare scontri fra capoluogo e hinterland \u2013 e comunque sbagliato? Perch\u00e9 temere un conflitto aperto fra le due istituzioni, che potrebbe essere evitato differenziando in modo chiaro le funzioni loro attribuite? Questa condizione renderebbe ancora pi\u00f9 difficile il passaggio all\u2019elezione diretta del sindaco metropolitano, un obiettivo di democrazia, anche se da raggiungere nel lungo periodo.<br \/>\nUna parola sul\u00a0<strong>numero di citt\u00e0 metropolitane prevedibili<\/strong>\u00a0sulla base del testo di legge Delrio. In Francia, dopo un periodo di sperimentazione di cinquant\u2019anni sulle Communaut\u00e9s urbaines, si \u00e8 deciso oggi di passare alle M\u00e9tropoles istituendone tre (per il momento). In Italia, dopo un dibattito di qualche mese e soprattutto nessuna sperimentazione, stiamo per lanciarne<strong>\u00a0diciotto<\/strong>\u00a0(nove obbligatorie + Roma + cinque possibili nelle Regioni a statuto speciale + tre nelle province con pi\u00f9 di un milione di abitanti), aumentabili in futuro, pi\u00f9 uno statuto di simile autonomia per due province montane. Ogni commento \u00e8 superfluo.<br \/>\nInfine, occorrerebbe rafforzare nettamente sia gli\u00a0<strong>obiettivi<\/strong>\u00a0che le\u00a0<strong>competenze<\/strong>\u00a0attribuite alle citt\u00e0 metropolitane, prevedendo almeno:<br \/>\n&#8211; una robusta competenza di pianificazione territoriale \u201cdi struttura\u201d;<br \/>\n&#8211; una delega sulla fiscalit\u00e0 delle trasformazioni immobiliari e sulle relative rendite, oggi frammentata e tenuta a livelli incompatibili col finanziamento finanche delle infrastrutture di base e della manutenzione urbana;<br \/>\n&#8211; un esplicito obiettivo di riduzione dei consumi di suolo,<br \/>\n&#8211; un obiettivo di semplificazione ed efficientamento della gestione delle aree produttive,<br \/>\n&#8211; una competenza su edilizia sociale e riuso del patrimonio edilizio inutilizzato,<br \/>\n&#8211; l\u2019istituzione di un \u201cconsiglio di sviluppo\u201d metropolitano con le parti sociali, economiche e culturali, sull\u2019esempio francese,<br \/>\n&#8211; la proposizione di credibili procedure per la partecipazione dei cittadini,<br \/>\n&#8211; un\u2019azione di comunicazione e di costruzione di un\u2019identit\u00e0 metropolitana.<br \/>\nSi tratta di materie che potrebbero essere anche successivamente introdotte nei\u00a0<strong>singoli statuti metropolitani<\/strong>\u00a0con leggi regionali, ma sulle quali sarebbe molto meglio che la legge nazionale desse almeno un forte indirizzo, invece di restare totalmente muta. Al Senato spettano oggi, a mio avviso, queste cruciali responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>ROBERTO CAMAGNI<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; Professore Ordinario di Economia Urbana al Politecnico di Milano e Direttore del gruppo di ricerca di Economia Regionale e Urbana. \u00c8 esperto di sviluppo regionale e urbano, diffusione territoriale delle tecnologie e dell&#8217;innovazione, valutazione di processi di trasformazione urbana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 metropolitana delineata nella legge Delrio \u00e8 inadeguata. 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