{"id":22,"date":"2012-03-24T13:39:04","date_gmt":"2012-03-24T13:39:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.datalexis.it\/wp\/informa_riformalavoro\/?p=22"},"modified":"2015-03-19T18:59:05","modified_gmt":"2015-03-19T18:59:05","slug":"lettera-degli-economisti-sulla-fiat-da-sbilanciamoci-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2012\/03\/lettera-degli-economisti-sulla-fiat-da-sbilanciamoci-it\/","title":{"rendered":"Lettera degli economisti sulla Fiat (da sbilanciamoci.it)"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>I fatti dietro l&#8217;accordo di Mirafiori, i tagli alla produzione della Fiat in Italia e il crescente orientamento finanziario, le alternative. La lettera degli economisti sul conflitto Fiat-Fiom gi? sottoscritta da circa 150 docenti e ricercatori.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Il conflitto Fiat-Fiom scoppiato a fine 2010 sul progetto per lo stabilimento di Mirafiori a Torino ? che segue l?analoga vicenda per lo stabilimento di Pomigliano d?Arco &#8211; ? importante per il futuro economico e sociale del paese. Giornali e tv presentano la versione Fiat, sostenuta anche dal governo, per cui con la crescente competizione internazionale nel mercato dell?auto i lavoratori devono accettare condizioni di lavoro peggiori, la perdita di alcuni diritti, fino all?impossibilit? di scegliere in modo democratico i propri rappresentanti sindacali.<\/p>\n<p>Vediamo i fatti. Nel 2009 la Fiat ha prodotto 650 mila auto in Italia, appena un terzo di quelle realizzate nel 1990, mentre le quantit? prodotte nei maggiori paesi europei sono cresciute o rimaste stabili. La Fiat spende per investimenti produttivi e per ricerca e sviluppo quote di fatturato significativamente inferiori a quelle dei suoi principali concorrenti europei, ed ? poco attiva nel campo delle fonti di propulsione a basso impatto ambientale. A differenza di quanto avvenuto tra il 2004 e il 2008 &#8211; quando l?azienda si ? ripresa da una crisi che sembrava fatale ? negli ultimi anni la Fiat non ha introdotto nuovi modelli. Il risultato ? stata una quota di mercato che in Europa ? scesa al 6,7%, la caduta pi? alta registrata nel continente nel corso del 2010.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, tuttavia, nel terzo trimestre del 2010 la Fiat guida la classifica di redditivit? per gli azionisti, con un ritorno sul capitale del 33%. La recente divisione tra Fiat Auto e Fiat Industrial e l?interesse ad acquisire una quota di maggioranza nella Chrysler segnalano che le priorit? della Fiat sono sempre pi? orientate verso la dimensione finanziaria, a cui potrebbe essere sacrificata in futuro la produzione di auto in Italia e la stessa propriet? degli stabilimenti.<\/p>\n<p>A dispetto della retorica dell?impresa capace di ?stare sul mercato sulle proprie gambe?, va ricordato che la Fiat ha perseguito questa strategia ottenendo a vario titolo, tra la fine degli anni ottanta e i primi anni duemila, contributi pubblici dal governo italiano stimati nell?ordine di 500 milioni di euro l?anno.<\/p>\n<p>A fare le spese di questa gestione aziendale sono stati soprattutto i lavoratori. Negli ultimi dieci anni l?occupazione Fiat nel settore auto a livello mondiale ? scesa da 74 mila a 54 mila addetti, e di questi appena 22 mila lavorano nelle fabbriche italiane. Le qualifiche dei lavoratori Fiat sono in genere inferiori a quelle dei concorrenti, i salari medi sono tra i pi? bassi d?Europa e la distanza dalle remunerazioni degli alti dirigenti non ? mai stata cos? alta: Sergio Marchionne guadagna oltre 250 volte il salario di un operaio.<\/p>\n<p>Questi dati devono essere al centro della discussione sul futuro della Fiat. L?accordo concluso dalla Fiat con Fim, Uilm e Fimsic per Mirafiori ? che la Fiom ha rifiutato di firmare &#8211; prevede un vago piano industriale, poco credibile sui livelli produttivi, tanto da rendere improbabile ora ogni valutazione sulla produttivit?. L?accordo appare inadeguato a rilanciare e qualificare la produzione, e scarica i costi sul peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Sul piano delle relazioni industriali i contenuti dell?accordo sono particolarmente gravi: l?accordo si presenta come sostitutivo del contratto nazionale di lavoro, e cancellerebbe la Fiom dalla presenza nell?azienda e dal suo ruolo di rappresentanza dei lavoratori che vi hanno liberamente aderito. Il referendum del 13-14 gennaio tra i dipendenti sull?accordo, con la minaccia Fiat di cancellare l?investimento nel caso sia respinto, pone i lavoratori di fronte a una scelta impossibile tra diritti e lavoro. In questa prospettiva, la strategia Fiat appare come la gestione di un ridimensionamento produttivo in Italia, scaricando costi e rischi sui lavoratori e imponendo un modello di relazioni industriali ispirato agli aspetti peggiori di quello americano.<\/p>\n<p>Esistono alternative a una strategia di questo tipo.<\/p>\n<p>In Europa la crisi ? stata affrontata da imprese come la Volkswagen con accordi sindacali che hanno ridotto l?orario, limitato la perdita di reddito e tutelato capacit? produttive e occupazione; in questo modo la produzione sta ora riprendendo insieme alla domanda. Produrre auto in Europa ? possibile se c?? un forte impegno di ricerca e sviluppo, innovazione e investimenti attenti alla sostenibilit? ambientale; per questo sono necessari lavoratori con pi? competenze, meno precariet? e salari adeguati; un?organizzazione del lavoro contrattata con i sindacati che assicuri alta qualit?, flessibilit? delle produzioni e integrazione delle funzioni. E? necessaria una politica industriale da parte del governo che non si limiti agli incentivi per la rottamazione delle auto, ma definisca la direzione dell?innovazione e degli investimenti verso produzioni sostenibili e di qualit?; le condizioni per mercati pi? efficienti; l?integrazione con le politiche della ricerca, del lavoro, della domanda. Considerando l?eccesso di capacit? produttiva nell?auto in Europa, ? auspicabile che queste politiche vengano definite in un contesto europeo, evitando competizioni al ribasso su costi e condizioni di lavoro. Su tutti questi temi ? necessario un confronto, un negoziato e un accordo con i sindacati che rappresentano i lavoratori dell?azienda.<\/p>\n<p>In nessun paese europeo l?industria dell?auto ha tentato di eliminare un sindacato critico della strategia aziendale dalla possibilit? di negoziare le condizioni di lavoro e di rappresentare i lavoratori. L?accordo Fiat di Mirafiori riduce le libert? e gli spazi di democrazia, aprendo uno scontro che riporterebbe indietro l&#8217;economia e il paese.<\/p>\n<p>Ci auguriamo che la Fiat rinunci a una strada che non porterebbe risultati economici, ma un inasprimento dei conflitti sociali. Ci auguriamo che governo e forze politiche e sindacali contribuiscano a una soluzione di questo conflitto che ristabilisca i diritti dei lavoratori a essere rappresentati in modo democratico e tuteli le condizioni di lavoro. Esprimiamo la nostra solidariet? ai lavoratori coinvolti e alla Fiom, sosteniamo lo sciopero nazionale del 28 gennaio 2011 e ci impegniamo ad aprire una discussione sul futuro dell&#8217;industria, del lavoro e della democrazia, sui luoghi di lavoro e nella societ? italiana.<\/p>\n<p><strong>Primi firmatari<\/strong><\/p>\n<p>Margherita Balconi, Universit? di Pavia<\/p>\n<p>Paolo Bosi, Universit? di Modena e Reggio Emilia<\/p>\n<p>Gian Paolo Caselli, Universit? di Modena e Reggio Emilia<\/p>\n<p>Daniele Checchi, Universit? Statale di Milano<\/p>\n<p>Tommaso Ciarli, Max Planck Institute of Economics<\/p>\n<p>Vincenzo Comito, Universit? di Urbino<\/p>\n<p>Marcella Corsi, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Pasquale De Muro, Universit? di Roma Tre<\/p>\n<p>Giovanni Dosi, Scuola Superiore Sant?Anna, Pisa<\/p>\n<p>Marco Faillo, Universit? degli Studi di Trento<\/p>\n<p>Paolo Figini, Universit? di Bologna<\/p>\n<p>Massimo Florio, Universit? Statale di Milano<\/p>\n<p>Maurizio Franzini, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Lia Fubini, Universit? di Torino<\/p>\n<p>Andrea Fumagalli, Universit? di Pavia<\/p>\n<p>Mauro Gallegati, Universit? Politecnica delle Marche<\/p>\n<p>Adriano Giannola, Universit? di Napoli Federico II<\/p>\n<p>Anna Giunta, Universit? di Roma Tre<\/p>\n<p>Andrea Ginzburg, Universit? di Modena e Reggio Emilia<\/p>\n<p>Claudio Gnesutta, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Elena Granaglia, Universit? di Roma Tre<\/p>\n<p>Simona Iammarino, London School of Economics<\/p>\n<p>Peter Kammerer, Universit? di Urbino<\/p>\n<p>Paolo Leon, Universit? di Roma Tre<\/p>\n<p>Stefano Lucarelli, Universit? di Bergamo<\/p>\n<p>Luigi Marengo, Scuola Superiore Sant?Anna, Pisa<\/p>\n<p>Pietro Masina, Universit? di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221;<\/p>\n<p>Massimiliano Mazzanti, Universit? di Ferrara<\/p>\n<p>Marco Mazzoli, Universit? Cattolica di Piacenza<\/p>\n<p>Domenico Mario Nuti, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Paolo Palazzi, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Cosimo Perrotta, Universit? del Salento<\/p>\n<p>Mario Pianta, Universit? di Urbino<\/p>\n<p>Paolo Pini, Universit? di Ferrara<\/p>\n<p>Felice Roberto Pizzuti, Universit? di Roma ?La Sapienza?<\/p>\n<p>Andrea Ricci, Universit? di Urbino<\/p>\n<p>Andrea Roventini, Universit? di Verona<\/p>\n<p>Maria Savona, University of Sussex<\/p>\n<p>Francesco Scacciati, Universit? di Torino<\/p>\n<p>Alessandro Sterlacchini, Universit? Politecnica delle Marche<\/p>\n<p>Stefano Sylos Labini, Enea<\/p>\n<p>Giuseppe Tattara, Universit? di Venezia<\/p>\n<p>Andrea Vaona, Universit? di Verona<\/p>\n<p>Marco Vivarelli, Universit? Cattolica di Piacenza<\/p>\n<p>Antonello Zanfei, Universit? di Urbino<\/p>\n<div><a title=\"antivirus software comparison\" href=\"http:\/\/cheapantivirussoftwaree.com\/\">antivirus software comparison<\/a><\/div>\n<p>Adelino Zanini, Universit? Politecnica delle Marche<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fatti dietro l&#8217;accordo di Mirafiori, i tagli alla produzione della Fiat in Italia e<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-22","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dottrina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3357,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22\/revisions\/3357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}