{"id":2225,"date":"2014-03-17T12:47:47","date_gmt":"2014-03-17T12:47:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2225"},"modified":"2014-03-17T12:47:47","modified_gmt":"2014-03-17T12:47:47","slug":"un-taglio-alle-leggi-anche-in-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2014\/03\/un-taglio-alle-leggi-anche-in-regione\/","title":{"rendered":"Un taglio alle leggi anche in Regione"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Stuppini<a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2120\" title=\"convegno 2011\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La riforma del Titolo V per definire le competenze di Stato e Regioni \u00e8 opportuna. Ma non basta. Bisogna porre un freno anche all\u2019inflazione di leggi regionali, spesso inutili, mal coordinate fra loro e mai sottoposte a valutazione. Il buon esempio dell\u2019Emilia Romagna.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>TROPPE LEGGI REGIONALI<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>riforma del Titolo V<\/strong>\u00a0della Costituzione \u00e8 uno degli impegni del Governo nei prossimi mesi, soprattutto per la definizione della competenza di materie che negli ultimi dodici anni hanno alimentato un contenzioso crescente tra Stato e Regioni, tanto da rappresentare oggi un terzo del lavoro della Corte Costituzionale (prima del 2001 era il 10 per cento). Negli ultimi anni il baricentro della Corte si \u00e8 spostato progressivamente a favore dello Stato, accogliendo il 50 per cento dei suoi ricorsi, contro il 20 per cento di quelli delle Regioni.<br \/>\nMa non si tratta solo di questo: le Regioni sono chiamate anche a uno sforzo di semplificazione.<br \/>\nSolo da pochi anni, nel nostro paese, ha cominciato ad affermarsi il concetto che la\u00a0<strong>quantit\u00e0 di leggi<\/strong>\u00a0non \u00e8 sinonimo di buona amministrazione e di adeguata risposta alla crescente complessit\u00e0 della societ\u00e0.<br \/>\nQuando, nel marzo 2010, il ministro Calderoli annunci\u00f2 il rogo di migliaia di leggi inutili mancavano pochi giorni alle elezioni regionali. Il tempo si \u00e8 incaricato di dimostrare che quel fal\u00f2 era un\u2019operazione prevalentemente mediatica senza riscontri amministrativi reali, ma \u00e8 significativo che in quella occasione nessuno abbia citato il tema della normativa regionale.<br \/>\nEppure, se il problema \u00e8 quello dell\u2019inflazione di norme, nei loro oltre quaranta anni di storia, anche le Regioni hanno dato un contributo non indifferente, come dimostra la tabella sotto.<br \/>\n<strong>Oltre ventimila leggi regionali vigenti<\/strong>\u00a0(non sono disponibili i dati 2012 per Sicilia, Sardegna e provincia autonoma di Bolzano) equivalgono al numero delle leggi nazionali attuali, e al contrario del livello nazionale, il trend non appare decrescente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"cid:DCFAE479-CD7F-4A4B-BA53-86E755B53D62@lan\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>A loro volta, ed esattamente come accade per quelle nazionali, le leggi regionali spesso hanno dato luogo a una serie di\u00a0<strong>regolamenti applicativi comunali e locali<\/strong>, che hanno ulteriormente complicato il quadro.<br \/>\nIl fenomeno colpisce l\u2019Italia in modo pi\u00f9 grave rispetto ad altri Stati europei: paesi come Francia o Gran Bretagna, non solo hanno un numero di leggi nazionali considerevolmente inferiore al nostro, ma non prevedono norme regionali.<\/p>\n<p>L\u2019ESEMPIO DELL\u2019EMILIA ROMAGNA<\/p>\n<p>Sono tutte utili queste normative regionali? Evidentemente no, anche perch\u00e9 si possono individuare sommariamente\u00a0<strong>tre tipologie<\/strong>: leggi di principio e non finanziate, senza alcuna ricaduta effettiva; norme applicative delle leggi nazionali (delle quali le imprese cominciano a contestare la eccessiva eterogeneit\u00e0) e infine leggi che erogano contributi a soggetti pubblici e privati nell\u2019ambito regionale.<br \/>\nNon deve destare sorpresa quindi se nel quadro di un riassetto istituzionale un po\u2019 confuso, che ha individuato nelle province (o meglio nel loro livello politico) l\u2019anello debole della catena, riemergono\u00a0<strong>spinte centraliste<\/strong>, che vorranno rivedere gli aspetti di legislazione concorrente previsti dal Titolo V della Costituzione, e non mancheranno neanche coloro che proporranno di sopprimere le competenze normative delle Regioni, mantenendo per loro soltanto funzioni amministrative.<br \/>\nTuttavia, se l\u2019obiettivo \u00e8 la semplificazione, esistono soluzioni intermedie.<br \/>\nNel corso del 2013, ad esempio, la Regione Emilia-Romagna ha istituito un tavolo per la semplificazione che ha coinvolto anche parti sociali ed enti locali e che, dopo un lavoro di alcuni mesi, ha portato all\u2019<strong>abrogazione di una ottantina di leggi regionali\u00a0<\/strong>giudicate obsolete, soprattutto in materia urbanistica e ambientale.<br \/>\nTuttavia, il problema dell\u2019inflazione normativa italiana non risiede semplicemente nel numero delle leggi, ma nella loro mancanza di coordinamento e nel loro contenuto frammentario.<br \/>\nL\u2019effettiva utilit\u00e0 di una legge deve essere inoltre\u00a0<strong>valutata a posteriori<\/strong>, non solo da semplici monitoraggi (comunque utili), ma da una analisi controfattuale che verifichi cosa sarebbe successo in loro assenza. La mancanza di effettivi percorsi di valutazione contribuisce a una ideologizzazione del dibattito politico. In questo senso appare opportuno che ogni Regione e ogni struttura pubblica in generale si doti di un tavolo di semplificazione per ridurre e accorpare testi normativi e provvedimenti amministrativi in generale. Almeno una parte della\u00a0<strong>retribuzione di risultato<\/strong>\u00a0di dirigenti e funzionari andrebbe collegata al raggiungimento di obiettivi in questa direzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*\u00a0Le opinioni espresse nell\u2019articolo sono personali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bologna 14 marzo 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Stuppini &nbsp; La riforma del Titolo V per definire le competenze di Stato<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34,59,15,7],"tags":[],"class_list":["post-2225","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-credito-e-sviluppo","category-innovazione-politica","category-lavoro-ed-economia","category-normativa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2225"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2228,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions\/2228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}