{"id":2372,"date":"2014-05-02T09:54:38","date_gmt":"2014-05-02T09:54:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2372"},"modified":"2014-05-02T09:54:38","modified_gmt":"2014-05-02T09:54:38","slug":"staffetta-generazionale-solo-con-regole-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2014\/05\/staffetta-generazionale-solo-con-regole-comuni\/","title":{"rendered":"Staffetta generazionale? Solo con regole comuni"},"content":{"rendered":"<div><a title=\"Posts by Andrea Stuppini\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/author\/andrea-stuppini\/\" rel=\"author\">Andrea Stuppini<\/a><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2120\" title=\"convegno 2011\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/convegno-2011.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<p><em>La ministra Madia ha proposto di svecchiare la pubblica amministrazione partendo da una staffetta generazionale. E un gruppo di lavoro ne sta studiando i costi. Ma prevedere regole diverse tra pubblico e privato su lavoro e pensioni \u00e8 un errore che il nostro paese ha pagato duramente in passato.<\/em><\/p>\n<p>IL COSTO DEL PREPENSIONAMENTO<\/p>\n<p>La ministra Marianna Madia ha avanzato l\u2019idea di\u00a0svecchiare la pubblica amministrazionepartendo da una\u00a0staffetta generazionale\u00a0che consentirebbe il prepensionamento di circa 85mila \u201cesuberi\u201d del pubblico impiego per favorire l\u2019assunzione (in ragione di un terzo) di forze fresche digitalizzate, uscendo dal blocco del turn over.<br \/>\nLa Ragioneria dello Stato ha per\u00f2 sollevato gli inevitabili\u00a0problemi di copertura\u00a0per i costi dei pensionamenti, delle buonuscite e degli stipendi dei sostituti. \u00c8 stato quindi istituito un gruppo di lavoro interministeriale con Inps e Ragioneria per affrontare il problema e individuare le possibili soluzioni.<br \/>\nSar\u00e0 bene tener presente che non si tratta solo di un problema di costi, ma anche di equit\u00e0, nel paese che ancora non \u00e8 riuscito a dare una risposta complessiva alle migliaia di esodati creati dalla legge Fornero.<br \/>\nCirca un anno fa,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/il-costo-della-staffetta-generazionale\/\" target=\"_blank\">Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone avevano ricordato su<em>lavoce.info<\/em><\/a>\u00a0le origini francesi dell\u2019idea. I presupposti del\u00a0<em>contrat de g\u00e9n\u00e9ration<\/em>\u00a0sono per\u00f2 diversi: il ragionamento di base \u00e8 quello di ottenere una\u00a0compresenza di lavoratori giovani e anziani, cercando di creare nuovi occupati tra i primi senza intaccare l\u2019occupazione dei secondi. Questo, oltre che per elevare il tasso complessivo di occupazione, anche per non disperdere le competenze professionali dai lavoratori maturi, che potrebbero invece essere trasmesse a coloro che entrano per la prima volta nel mercato del lavoro o che hanno in ogni caso poca esperienza.<br \/>\nL\u2019esperienza francese\u00a0si \u00e8 sviluppata nel settore privato, attuandosi con un contratto a tempo indeterminato di tipo\u00a0<em>full time<\/em>:\u00a0per ogni coppia di lavoratori coinvolti (giovani under 26 e anziani over 55), lo Stato offre alcuni incentivi economici alle aziende con meno di 50 dipendenti; mentre le imprese da 50 a 300 dipendenti sono invece obbligate ad attivare il<em>contrat de g\u00e9n\u00e9ration<\/em>, attraverso accordi collettivi, aziendali o settoriali, pena l\u2019applicazione di sanzioni o la revoca di alcuni incentivi contributivi.<br \/>\nNell\u2019ottobre scorso il ministro del lavoro Michel Sapin ha reso noti alcuni dati: circa mille accordi aziendali nelle imprese sopra i 300 dipendenti, 7 accordi di settore che coprono circa il 15% delle medie imprese e circa 13.000 richieste individuali di lavoratori vicini alla pensione nelle piccole imprese sotto i 50 dipendenti.<br \/>\nPoi il 5 marzo scorso \u00e8 stata approvata una legge sulla formazione professionale che vuole sostenere questo tipo di contratti. Si rientra quindi nella discussione sul part-time di fine carriera che riemerge periodicamente anche nel dibattito italiano.<\/p>\n<p>IPOTESI DA CONDIVIDERE CON IL SETTORE PRIVATO<\/p>\n<p>Perch\u00e9, dunque, ragionare solo del pubblico nel nostro paese? Hanno ragione coloro (come l\u2019Aran) che ricordano come l\u2019et\u00e0 media dei lavoratori pubblici\u00a0in Italia sia particolarmente elevata: ormai vicino ai 48 anni, rispetto ai 43 complessivi del mercato del lavoro italiano. Ma ci\u00f2 accade (nel paese pi\u00f9 anziano del mondo insieme a Germania e Giappone) anche perch\u00e9 nel settore privato vengono conteggiati 2,3 milioni di lavoratori stranieri con un\u2019et\u00e0 media di quindici anni pi\u00f9 bassa degli italiani (che nel pubblico non esistono) e circa 1,3 milioni di giovani precari che lavorano per la pubblica amministrazione a livello nazionale e locale. Senza queste due variabili, la forbice dell\u2019et\u00e0 media sarebbe molto pi\u00f9 ridotta.<br \/>\nVa inoltre ricordato che negli ultimi due anni imprese private e organizzazioni sindacali hanno stipulato alcuni accordi aziendali che si ispirano all\u2019esperienza francese ed esistono delibere di almeno due Regioni (Lombardia ed Emilia-Romagna) che hanno stanziato fondi pubblici per cercare di sostenere queste iniziative.<br \/>\nPremesso che non esistono ancora dati certi per stabilire la effettiva efficacia delle misure francesi, mentre gli accordi aziendali nostrani si muovono su scala assai ridotta, si dovrebbe quantomeno convenire sulla necessit\u00e0 di una\u00a0discussione complessiva tra settore pubblico e privato. Anche perch\u00e9 i dati drammatici della disoccupazione giovanile italiana non consentono di lavorare per compartimenti stagni.<br \/>\nPer il momento, le ministre della Pubblica amministrazione e dell\u2019Istruzione hanno espresso opinioni diverse sulla staffetta generazionale, e anche per questo sarebbe meglio ricomprendere la discussione in quella pi\u00f9 generale del cosiddetto \u201cjobs act\u201d e delle regole della flessibilit\u00e0, comprese le dichiarazioni pi\u00f9 recenti del ministro Poletti sull\u2019et\u00e0 pensionabile.<br \/>\nGi\u00e0 nel passato il paese ha pagato duramente (in tutti i sensi) regole diverse tra pubblico e privato su lavoro e pensioni.<br \/>\nSe si vuole riprendere il solco tracciato dalle\u00a0leggi Bassanini\u00a0degli anni Novanta, che sono state il tentativo pi\u00f9 serio di riforma della pubblica amministrazione, anche questa discussione sulla staffetta generazionale pu\u00f2 essere utilizzata per avvicinare le distanze tra settore pubblico e privato.<br \/>\nSe invece si decidesse di investire risorse solo sul settore pubblico, si genererebbero ulteriori contraddizioni nel mercato del lavoro e nelle regole previdenziali. E tutta l\u2019operazione solleverebbe legittimi dubbi perch\u00e9 si tratterebbe di un intervento redistributivo teso ad accelerare il processo del normale turn-over senza creare posti di lavoro aggiuntivi. Al contrario, con garanzie di volontariet\u00e0, utilizzo del part-time in entrata e in uscita e regole comuni pubblico-privato, il meccanismo potrebbe essere discusso con le parti sociali.<br \/>\nPer tutti questi motivi, il gruppo di lavoro interministeriale dovrebbe essere ricalibrato non solo in funzione del pubblico e dovrebbe indicare una stima chiara dei costi della proposta.<br \/>\nA quel punto, forse, ci si render\u00e0 conto che, in un paese nel quale vigono gi\u00e0 oltre quaranta forme contrattuali di flessibilit\u00e0 in entrata, le risorse necessarie potrebbero essere meglio utilizzate per la riduzione del cuneo fiscale o dell\u2019Irap, consentendo un miglioramento complessivo del mercato del lavoro, di cui anche il pubblico beneficerebbe.<\/p>\n<p>* Le opinioni espresse nell\u2019articolo sono personali<\/p>\n<p>Pubblicato sul sito Lavoce.info l 29.4.2014 ringraziamo Andrea per la disponibilit\u00e0<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Stuppini La ministra Madia ha proposto di svecchiare la pubblica amministrazione partendo da una<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,59,15,7,19],"tags":[32,137,67,136,47],"class_list":["post-2372","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-europa-giovani-lavoro","category-innovazione-politica","category-lavoro-ed-economia","category-normativa","category-sindacato","tag-giovani","tag-pubblica-amministrazione","tag-pubblico","tag-ricambio-generazionale","tag-rinnovamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2372"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2374,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2372\/revisions\/2374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}