{"id":2949,"date":"2014-12-12T08:23:48","date_gmt":"2014-12-12T08:23:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2949"},"modified":"2015-02-04T18:59:16","modified_gmt":"2015-02-04T18:59:16","slug":"l-e-la-complessita-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2014\/12\/l-e-la-complessita-della-politica\/","title":{"rendered":"L.  e la complessit\u00e0 della politica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/20140902_1255271.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2950\" title=\"20140902_125527\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/20140902_1255271-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL., come va?\u201d. L. brontolava, come al solito. Avevano strappato l&#8217;Unit\u00e0 dalla bacheca della Weber e cos\u00ec proprio la sua fabbrica non avrebbe pi\u00f9 potuto accogliere \u201cil verbo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo a L. proprio non andava gi\u00f9. Il presidio prontamente organizzato dalla Cgil e un Camper stazionato prepotentemente davanti ai cancelli della storica industria avevano mostrato che quell&#8217;atto volgare non ci avrebbe spaventato. E che l\u2019Unit\u00e0 sarebbe ritornata presto in fabbrica.\u00a0Non era spaventato neanche L. che con gli occhi sornioni e tristi rivolti all&#8217;ingi\u00f9, il berretto blu calato a tre quarti\u00a0 e la sigaretta cadente poggiata appena sull\u2019angolo della bocca, girava tra di noi infreddoliti dalla bruma autunnale. Facendosi vedere con l&#8217;Unit\u00e0 in evidenza sul petto si offriva, a quei pochi fotoreporter svogliati che erano stati catapultati l\u00ec per raccogliere la notizia: erano del Carlino o della Repubblica? Di certo si trattava di precari se erano stati mandati l\u00ec a prendere freddo con noi.\u00a0In quella giornata uggiosa e senza molta fatica L. si era guadagnato cos\u00ec l\u2019attenzione della stampa. La domenica seguente in Bolognina non si parlava d\u2019altro. Si discuteva delle discriminazioni in fabbrica e di come recuperare la vicenda mentre lui, per far bella mostra della sua opera, faceva scivolare senza troppa disinvoltura la prima pagina sotto i nostri occhi.\u00a0\u201cHai visto?\u201d mi disse. E fu l\u2019inizio. Sapeva che ero della CGIL, cosa facessi non proprio, n\u00e9 lo interessava. Ero della CGIL e questo gli bastava, non serviva altro. Si era avvicinato e, con la esse bolognese ben marcata, mi aveva detto: \u201cPer me, sai, non \u00e8 sempre stato cos\u00ec!!\u201d &#8211; \u201cCos\u00ec cosa?\u201d era stata la mia replica. E lui, intrecciando maldestramente il dialetto al suo italiano \u201cMe a nun son mica stet semper d\u2019 la CGIL\u201c. \u201cA no?\u201d feci io con la sonnolenza della domenica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cScolta\u00a0 \u2013 mi disse \u2013 \u2018scolta ben com l\u2019\u00e8 and\u00e8\u201d. Nella frase aleggiava un velo di mistero. Ma quale storia si celava dietro questa promessa di confidenze personali? Quali sorprese? La sua era stata una vita difficile, era stata una vita sofferta o aveva anche lui vissuto l\u2019epopea partigiana? Proprio no. Mi sbagliavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Cominci\u00f2: \u201cDa ragazzino \u2013 me era quasi un c\u00ecnno \u2013 avev pur d lavurer e cos\u00ec mi presentai in fabbrica!\u201d. Il padrone mi guard\u00f2 e disse: \u201cMa t\u00e8, te vut propri lavurer?\u201d. \u201cMe s\u00e8!\u201d fece L. risoluto. \u201cMa te, dimmi, non sarai mica di quelli che fan politica?\u201d continu\u00f2 il proprietario. \u201cMe no! Cosa vuol che ne sappia io della politica, me mi interessan sol le ragazz\u00f9ole!\u201d e il padrone: \u201cMa allora, dimmi ben, quale giornale leggi?\u201d. \u201cMe? Lo Stadio!!\u201d fece L. ormai certo di aver superato la diffidenza del padrone. Il lavoro sarebbe stato suo. Era felice L., aveva gabbato il padrone. Aveva vinto lui quella sfida. Lui veniva da una famiglia comunista e l\u2019antagonismo verso \u201cil capitale\u201d lo aveva bevuto con il latte materno e gli apparteneva quella furbizia minuta con la quale da sempre la povera gente si \u00e8 difesa dall\u2019arroganza dei forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era iniziata cos\u00ec anche per lui l\u2019avventura del lavoro. Ma non era, tuttavia, di questo che voleva parlarmi, non della sua condizione di lavoro o del suo salario. Era della sua militanza sindacale o, almeno, di quella che lui riteneva tale. E cosi continu\u00f2: \u201cQuando ho cominciato a lavorare, mi si \u00e8 presentato subito un sindacalista. Era s\u00ec della UIL, ma \u2026. &#8211; disse con fare quasi sorpreso \u2013 ma \u2026 era una brava persona!\u201d come a volersi scusare di aver dato retta a chi avrebbe dovuto considerare un traditore della classe operaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u201cMi aveva detto, senti m\u00f2 L., qua siamo in tre i Confederali: CGIL CISL e UIL. Pi\u00f9 o meno siamo uguali&#8230; \u2013 disse alzando le spalle &#8211; \u2026\u00a0 fa mo t\u00e8\u201d. A L. questo approccio leggero e possibilista \u2013 oggi si direbbe soft \u2013 era piaciuto e cos\u00ec si era iscritto alla UIL. Eppoi, non era forse la UIL l&#8217;Unione italiana dei lavoratori? Allora ci poteva stare anche lui nell&#8217;unione di tutti i lavoratori!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La storia si faceva intrigante e bisognava andare a fondo. \u201cQuando a&#8217; sun torna&#8217; a ca\u2019, ero davvero soddisfatto, ho aperto la porta, ho visto mi mader e le ho detto felice: mama, oggi mi son iscritto al sindac\u00e0\u201d e mi meder: \u201cBravo figlio mio! E dimmi ben, a quale sindacato ti sei iscritto? Dimmi m\u00f2!\u201d, L.: \u201cMama, alla UIL!\u201d e lei \u201cSaragattiano!!\u201d url\u00f2 scandalizzata. La presenza di Satana l&#8217;avrebbe sconvolta di meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, si sa la mamma \u00e8 pur sempre la mamma e la discussione fin\u00ec rapidamente l\u00ec dove era iniziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0I giorni passavano, ma dalla UIL nessuna notizia. Come mai? Il giornalino della UIL era onore e vanto di quella confederazione ed era certamente lo strumento pi\u00f9 efficace della sua strategia di proselitismo. Ma a L. non arrivava niente. L. non sapeva quale motivazione dare a questo trattamento differenziato. Che davvero la Uil avesse una doppiezza di comportamento come si vociferava tra comunisti? Era anche lui vittima della strategia politica avversaria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Trov\u00f2 risposta alle sue domande un mattino quando, prima di uscire di casa si gir\u00f2 di scatto per salutare sua madre e \u2026 ZOOTT!!. Lei\u00a0 era l\u00ec che con mossa lesta e decisa\u00a0 lanciava sul fuoco acceso del camino la voce dei lavoratori della UIL!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L. aveva capito \u2013 oramai &#8211; che quella sua scelta iniziale non poteva aver seguito e che se sua madre non lo aveva certo contrastato apertamente nelle sue scelte \u00a0\u2013 per amore materno, si diceva prima &#8211; il sabotaggio del nemico, quello s\u00ec che era stato possibile, anzi dovuto in nome del sol dell\u2019avvenire!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L. qualcosa doveva pur fare per dipanare l\u2019intricata matassa e fu cos\u00ec che si risolse ad andare dall&#8217;allora Segretario cittadino del PCI \u2013 il Partito Comunista Italiano di Bologna, in via Barberia che sin dall\u2019origine avrebbe dovuto essere il suo riferimento certo. Almeno per sua madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa te, lo conoscevi R.?\u201d mi domand\u00f2. \u201cCerto che lo conoscevo \u2013 risposi io \u2013 da ragazzo non era mica stato il Segretario della cellula universitaria del PCI?\u201d. L. sapeva che non ero mai stata comunista, ma la mia pronta e compiuta conoscenza del suo mondo mi rendeva interlocutrice accettabile. Di certo non ero contro e cos\u00ec continu\u00f2: \u201cAndai da R. e gli dissi: senti m\u00f2, compagno Segretario, me son comunista ma \u2026.. \u2013 dopo un breve silenzio e con uno sguardo circospetto &#8211; \u2026 ma son iscritto alla UIL!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai il pi\u00f9 era fatto, aveva confessato il suo peccato mortale. Concluse: \u201cTe, che sei il Segretario dimmi m\u00f2 cosa devo fare? Mi cancello dalla Uil? Ma poi, come si fa? Me a &#8216;un so&#8217; mica!\u201d e M., che lo aveva ascoltato attentamente e non senza stupore, dopo aver pensato un po\u2019 e\u00a0 lanciandogli una sguardo complice, sentenzi\u00f2: \u201cStai m\u00f2 ben dove sei L., eppoi \u2026.\u00a0 quando quelli della UIL presentano le piattaforme \u2026. te vota contro! Vota contro sempre!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L. trasecol\u00f2 e il Segretario, cui non era sfuggita la sua aria attonita continu\u00f2 con clemenza didattica: \u201cVedi, compagno, noi abbiamo assolutamente bisogno del sindacato unitario e se la CGIL \u00e8 troppo forte e c&#8217;\u00e8 solo lei, come facciamo a farlo? Dobbiamo far crescere, quindi, anche la CISL e la UIL , noi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFu cos\u00ec \u2013 concluse L. un po\u2019 sconsolato, ma certo di essere stato in quel modo definitivamente cooptato, nelle pi\u00f9 intime strategie politiche del Partito \u2013 che capii allora e per sempre che la politica l\u2019\u00e8 una cos \u2026. <strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">COMPLESSA<\/span><\/em><\/strong>!!!\u201d e sollevando al cielo gli occhi si allontan\u00f2 scuotendo la testa e con i suoi giornali sotto il braccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\">Bologna, 11 novembre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>Anna Salfi\u00a0\u00a9\u00a0<\/em><em>Tutti i diritti sono riservati<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL., come va?\u201d. L. brontolava, come al solito. 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