{"id":2973,"date":"2015-01-19T11:40:34","date_gmt":"2015-01-19T11:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=2973"},"modified":"2015-02-08T18:36:27","modified_gmt":"2015-02-08T18:36:27","slug":"charlie-hebdo-e-dintorni-atei-laici-credenti-liberta-e-fraternita-delle-creature-umane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/01\/charlie-hebdo-e-dintorni-atei-laici-credenti-liberta-e-fraternita-delle-creature-umane\/","title":{"rendered":"Charlie Hebdo e dintorni. Atei, laici, credenti: libert\u00e0 e fraternit\u00e0 delle creature umane."},"content":{"rendered":"<p>di Amina Crisma<\/p>\n<p>1. \u00c0 nous la libert\u00e9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-republique.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2974\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-republique-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-republique-300x199.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-republique.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Presentando il numero di Charlie Hebdo uscito l\u2019altro ieri, il disegnatore Luz diceva fra l\u2019altro, trovando il coraggio di sorridere attraverso una soverchiante emozione, che gli atei di Charlie Hebdo fanno miracoli, come quello di far suonare per loro le campane di N\u00f4tre Dame. Ma il miracolo pi\u00f9 grande di questi giorni \u00e8 stata quella grande e variopinta piazza di Parigi che ha restituito carne e sangue, vita e respiro a parole che prima, ma ora davvero non pi\u00f9, potevano sembrarci retoriche, vacue e spente: libert\u00e9, fraternit\u00e9.<\/p>\n<p>Quella piazza ci mette sotto gli occhi quello che ci accomuna nella nostra diversit\u00e0, nella nostra irriducibile pluralit\u00e0 \u2013 la pluralit\u00e0 che \u00e8 la legge della Terra, come diceva Hannah Arendt. Irriducibilmente plurali, e insieme intimamente accomunati da quello che prima di essere un\u2019idea o un ragionamento, \u00e8 un comune sentire: il sentimento comune della nostra fraternit\u00e0 umana, del nostro essere fr\u00e8res humains. Il senso della solidariet\u00e0 che ci lega, a partire dalla percezione fisica della nostra fragilit\u00e0, del nostro essere inermi ed esposti al dolore, del nostro essere mortali \u2013 un sentire comune che \u00e8 inscritto in ciascuno di noi, e che nessun arrogante e feroce banditore di odio, per quanto nefasto possa essere, riuscir\u00e0 mai a estirpare. Nessun chiassoso predicatore di Guerre di Religione e Scontri di Civilt\u00e0, per quanto temibile, riuscir\u00e0 mai a cancellare il senso di questa fondamentale, semplice, irrecusabile, primaria e universale <em>religio<\/em>.\u00a0 E alla sfilata dei potenti e dei governanti che si svolgeva distinta e separata, quella piazza ricordava, con la sua stessa nuda presenza, che ci sono dei doveri da adempiere verso le creature umane, come li chiamava Simone Weil.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-universel.jpg_large.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2975\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-universel.jpg_large-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-universel.jpg_large-300x300.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-universel.jpg_large-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-universel.jpg_large.jpeg 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma torniamo alla pluralit\u00e0. Io sono cristiano, ebreo, musulmano, ateo, diceva Luz. E ancora diceva: Noi siamo dei bambini. Dei bambini che vogliono ridere e giocare.<\/p>\n<p>Queste parole mi hanno ricordato la storia singolare di una donna che mi sembra per tanti versi esserne la concretizzazione, e che ho incontrato a Parigi vent\u2019anni fa. Si chiamava Janine Cahen, era nata nel 1931 a Mulhouse, \u00e8 morta il 10 agosto 2011. Proveniva da una famiglia ebraica: nella sua casa di Meudon, rue President Paul Doumer, c\u2019era il pianoforte di suo cugino morto ad Auschwitz.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-janine-300x283.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2976\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-janine-300x283.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"283\" \/><\/a><\/p>\n<p>2. Storia singolare di Janine Cahen.<\/p>\n<p>Schiva e riservata, Janine Cahen non amava troppo parlare di s\u00e9. Di sicuro era laica, e una laica incinerazione \u00e8 stato anche il suo funerale; ricordo le sue battute di allegra irriverenza, la sua insofferenza verso ogni forma di bigotteria e di clericalismo. Con tutto questo, \u00e8 Janine che mi ha fatto scoprire quell\u2019appartata attestazione di spiritualit\u00e0 cristiana che \u00e8 Port Royal des Champs, e l\u2019intensit\u00e0 straordinaria del <em>Christ aux outrages<\/em> di Philippe de Champaigne che vi si trova. Quando l\u2019ho incontrata per la prima volta nel 1994, si era appena prepensionata da correttrice di bozze a Le Monde (il <em>blogscorrecteurs<\/em> del giornale fra l\u2019altro le ha dedicato un commosso ricordo), ma nella sua vita aveva fatto tante altre cose, era stata insegnante, traduttrice, redattrice, aveva fra l\u2019altro vissuto in Italia lavorando al Saggiatore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-christ_aux_outrages_G.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2977\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-christ_aux_outrages_G-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-christ_aux_outrages_G-202x300.jpg 202w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-christ_aux_outrages_G.jpg 339w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Soprattutto, nel \u201960 Janine \u00e8 stata una \u201cporteuse de valise\u201d del reseau Jeanson, la rete che appoggiava l\u2019FLN: un\u2019attivit\u00e0 che le era valsa una condanna a otto mesi di prigione. Alla durezza della condanna, spropositata rispetto alle accuse, pare non fosse estraneo lo scandalo per il fatto che un\u2019ebrea aiutasse gli arabi della resistenza algerina. In prigione aveva conosciuto Micheline Pouteau, altra militante del reseau Jeanson che aveva avuto una condanna a dieci anni e che, dopo essere evasa con cinque compagne, l\u2019aveva raggiunta a Milano, dove insieme avevano scritto un\u2019articolata cronistoria dell\u2019opposizione alla guerra d\u2019Algeria, <em>Una resistenza incompiuta: la guerra d\u2019Algeria e gli anticolonialisti francesi <\/em>(Il Saggiatore, 1964). Micheline, che avevo incontrato vent\u2019anni fa a casa di Janine, \u00e8 morta nel maggio del 2012.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi che fine ha fatto oggi la speranza e l\u2019utopia che induceva quelle ragazze di allora a militare in quella causa pagando prezzi cos\u00ec gravosi. Ma che cosa \u00e8 successo nel mondo in questi cinquant\u2019anni? Uno che se lo era lucidamente chiesto era il libanese Samir Kassir, assassinato nel 2005: credo dovremmo oggi rileggere attentamente quel suo libro <em>sull\u2019infelicit\u00e0 araba<\/em> che \u00e8 stato anche il suo testamento spirituale.<\/p>\n<p>Janine era una pluralit\u00e0 vivente. Ogni creatura umana lo \u00e8, come dimenticano gli assassini che oggi si trasformano in impersonali e atroci strumenti di morte, e che trattano come cose, come meri oggetti del loro sadismo perverso le loro vittime.<\/p>\n<p>Janine aveva infantili occhi chiari. Mi raccontava che quando era bambina la minaccia incombente su di loro non aveva tolto a lei e ai suoi fratelli la voglia di ridere e di giocare.<\/p>\n<p>E oggi rivediamo la scena di bambini ebrei minacciati di morte, al supermercato kosher di Porte de Vincennes. Non credevamo fosse possibile, dopo oltre settant\u2019anni dalla <em>rafle du v\u00e9l d\u2019Hiv<\/em>, il rastrellamento che nel luglio del \u201842 a Parigi avvi\u00f2 allo sterminio, fra i quasi tredicimila ebrei catturati,\u00a0 oltre quattromila bambini.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2979\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-11-300x298.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-11-300x298.png 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-11-150x150.png 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-11.png 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>3. Definizioni.<\/p>\n<p>\u201cSono come i nazisti\u201d, mi ha detto mio padre, che ha ottantasette anni e certe cose le ha viste, commentando l\u2019azione del commando jihadista di Parigi. Mi sembra tutt\u2019altro che una definizione generica. Ripercorriamo la sequenza: un primo commando stermina una redazione inerme di anarchici libertari, e il secondo che vi \u00e8 collegato va a caccia di ebrei. Non capisco davvero perch\u00e9 si esiti a definire il terrore jihadista con il termine che pi\u00f9 gli si attaglia.<\/p>\n<p>E le parole pi\u00f9 dure che si sono finora sentite di condanna degli assassini sono venute dall\u2019imam di Drancy, tra i primi ad accorrere sul luogo dell\u2019eccidio: \u201cIl loro odio, la loro barbarie non hanno niente a che fare con l\u2019Islam\u201d (<em>Islam vuol dire pace,<\/em> come ben ci rammenta Vito Mancuso). \u201cSono barbari che hanno perduto la loro anima. Hanno venduto la loro anima all\u2019inferno\u201d.<\/p>\n<p>Mio padre, cattolico, e l\u2019imam di Drancy sono, spontaneamente, del tutto concordi nell\u2019inorridire di fronte alla disumanit\u00e0 del massacro, e nel definirlo chiaramente e nettamente per quello che \u00e8. Alla faccia dei farneticanti, chiassosi e non disinteressati banditori dello Scontro di Civilt\u00e0 e della Guerra di Religione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-bori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2978\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-bori-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-bori-196x300.jpg 196w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-bori.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un maestro e un amico della cui voce sentiamo particolarmente la mancanza in questi giorni, Pier Cesare Bori. Fra i testi che proponeva nel suo gruppo di lettura, anche con i detenuti del carcere della Dozza a Bologna, c\u2019erano il Corano e la Bibbia, Platone, le fonti buddhiste, Confucio e Laozi, e tanti altri ancora. Era alla ricerca di un <em>consenso etico fra culture<\/em> (cos\u00ec si intitola un suo libro importante, del 1991), le cui risorse riconosceva nelle fonti di molteplici tradizioni. In mezzo a tutto il fragore di chiacchiere che ci sommergono, sono le sue pagine che andrebbero soprattutto rilette oggi, per ritrovare, per noi e per i nostri fratelli umani, il quieto centro di verit\u00e0, di amore e di giustizia, di ragione e di sentimento, di <em>religio<\/em> e di laicit\u00e0, da cui ripartire. Ripartiamo da quelle parole autentiche, che custodiscono la speranza e la promessa di un\u2019umana <em>communio<\/em>, e che sono cos\u00ec diverse dalle urla sguaiate di coloro che nella loro arroganza blasfema si impossessano del sacro nome di Dio per i loro scopi di morte, lo sviliscono come se fosse un giocattolo di loro propriet\u00e0, lo profanano asservendolo ai loro biechi interessi di prevaricazione e di dominio.<\/p>\n<p>Come dice l\u2019imam di Drancy: al di l\u00e0 di quello che sbraitano, \u00e8 dalle loro opere, da quello che fanno, che potete chiaramente capire chi sono davvero.<\/p>\n<p>4. Ma chi \u00e8 che bestemmia?<\/p>\n<p>Adesso c\u2019\u00e8 una gran discussione su fino a dove si pu\u00f2 spingere la satira, una discussione che a quanto pare ha fra l\u2019altro attraversato e attraversa anche Charlie Hebdo. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un punto che mi sembra resti in ombra, e che \u00e8 invece importante, come ha messo in luce l\u2019intervento di Vittorio Capecchi su <em>inchiestaonline<\/em>, dal titolo apparentemente paradossale: <em>quelle vignette ci avvicinano a Dio. <\/em>La vignetta del Profeta che piange, altro che irriverente, non \u00e8 forse la lucida denuncia di una profanazione?<\/p>\n<p>Mi chiedo, e vi chiedo: ma come pu\u00f2 dirsi credente chi si scandalizza per un disegno, e osa trasformare Dio nel caricatore del suo kalashnikov?<\/p>\n<p>Chi \u00e8 davvero il bestemmiatore? Chi \u00e8 davvero l\u2019empio profanatore?<\/p>\n<p>E oltre a questo, c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa da dire.<\/p>\n<p>Credo che ogni religione abbia bisogno della dialettica della laicit\u00e0 &#8211; e anche delle sue provocazioni &#8211; per salvarsi dalla possibile <em>hybris<\/em>: per salvarsi dalle tentazioni della superbia, dell\u2019arroganza, della violenza, per evitare il rischio di trasformarsi in apparato di potere o in opaca idolatria. Che abbia bisogno di questa vitale dialettica per trovare quanto di meglio, quanto di pi\u00f9 intimamente e veracemente le appartiene.<\/p>\n<p>Paradossalmente, ma forse non troppo, uno dei discorsi pi\u00f9 teologicamente profondi \u00a0che ho sentito in questi giorni \u00e8 quello del disegnatore Gipi: io sono ateo, ha detto, ma se Dio ci fosse non potrei conoscerlo, la sua infinit\u00e0 eccederebbe la mia mente e le mie parole.<\/p>\n<p>Ai credenti si chiede: ma che idea di Dio \u00e8 mai quella che non ne rispetta il mistero?<\/p>\n<p>E\u2019 al mistero della trascendenza del Padre che rinviava l\u2019apologo dei tre anelli \u2013 quella straordinaria favola medievale sulla fraternit\u00e0 delle religioni abramitiche che circolava nel\u00a0 Mediterraneo sulle rotte cosmopolite dei mercanti, che Boccaccio ha trascritto nel <em>Decameron<\/em>, che la cultura dell\u2019illuminismo con Lessing ha poi ripreso, e che Ulrich Beck additava come modello sempre attuale. Quella parabola ci ricorda una trascendenza che non si pu\u00f2 ridurre a possesso, e di cui nessuno si pu\u00f2 impadronire, arrogandosene il monopolio.<\/p>\n<p>5. Salvare i bambini.<\/p>\n<p>In un suo scritto famoso, quasi cent\u2019anni fa lo scrittore cinese Lu Xun, nel contesto di una dura polemica contro quella che egli definiva come la ferocia cannibalesca della societ\u00e0 in cui viveva, esortava \u201cSalvate i bambini\u201d. A ripeterlo negli scenari di oggi, quello slogan viene ad acquistare una inedita risonanza. Di fronte ai bambini ebrei minacciati a Parigi, alle bambine violate e massacrate in Nigeria dalle orride gesta di Boku Haram, ai bimbi di Gaza, a ogni bambino di questo mondo, e anche ai bambini inermi che tutti hanno dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Di salvare i bambini aveva parlato, duemilaquattrocento anni fa, un maestro della Cina antica, Mencio, in un passo che PierCesare Bori ha commentato in pagine dense, additandone tutta la profondit\u00e0 e l\u2019attualit\u00e0. Mencio sosteneva che la sollecitudine per loro, l\u2019insopportabilit\u00e0 della vista della loro sofferenza, \u00e8 precisamente quanto ci fa umani.<\/p>\n<p>Dobbiamo oggi, credo, ripartire da questo: riascoltare, ritrovare la pregnanza di quelle semplici, profonde e antiche parole, che ci aiutano a distinguere, al di l\u00e0 delle fragorose retoriche troppo in voga sui Grandi Feticci delle Civilt\u00e0 e delle Culture, quanto davvero accomuna, nella loro pluralit\u00e0 irriducibile, i fratelli umani, fatti di carne e di sangue, di respiro e di coscienza, sotto il Cielo. E farne programma condiviso del nostro agire quotidiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-bimbajpg_large.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2980\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-bimbajpg_large-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-bimbajpg_large-202x300.jpg 202w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/charlie-hebdo-bimbajpg_large.jpeg 692w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Amina Crisma 1. \u00c0 nous la libert\u00e9. 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