{"id":3260,"date":"2015-03-10T16:23:47","date_gmt":"2015-03-10T16:23:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=3260"},"modified":"2015-03-11T11:46:15","modified_gmt":"2015-03-11T11:46:15","slug":"quanto-resta-della-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/03\/quanto-resta-della-notte\/","title":{"rendered":"Quanto resta della notte?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3316\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/l_costituzione-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/l_costituzione-300x169.png 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/l_costituzione.png 478w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019articolo raccoglie e sviluppa le riflessioni e l\u2019intreccio di dialoghi emersi dall\u2019incontro dal titolo \u00abRiforma elettorale e riforma del Senato. Uno strappo al sistema democratico?\u00bb, organizzato \u2013 il 7 marzo 2015 \u2013 presso la Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia, dall\u2019Associazione reggiana per la Costituzione, dall\u2019ANPI e dalla CGIL reggiane.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00abQuanto dura la notte? \u00c8 dai tempi di Isaia che ce lo chiediamo\u00bb \u2013 afferma, non senza un amaro filo d\u2019ironia, Carlo Galli, filosofo politico e deputato della Repubblica,\u00a0 intervenendo, insieme a Danilo Barbi, della segreteria nazionale della CGIL, e a Giovanni Notari, partigiano e presidente dell\u2019ANPI di Reggio Emilia, all\u2019incontro dal titolo \u00abRiforma elettorale e riforma del Senato. Uno strappo al sistema democratico?\u00bb, organizzato \u2013 il 7 marzo 2015 a Reggio Emilia \u2013 dall\u2019Associazione reggiana per la Costituzione \u2013 rappresentata per l\u2019occasione da Rina Zardetto \u2013, dall\u2019ANPI e dalla CGIL reggiane, e moderato dal giornalista Gabriele Maestri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro questa domanda si nasconde tutta la complessit\u00e0 di un passaggio epocale per la vita della Repubblica. \u00c8 vero, questa \u00e8 una storia che parte da lontano. Risale al fallimento del sistema dei partiti della cosiddetta prima Repubblica, crollato sotto i colpi di Tangentopoli; risiede nel passaggio dal fordismo al post-fordismo \u2013 che ha cambiato i modi di produzione economica e spianato la strada alla marcia trionfale del capitale \u2013; si \u00e8 nutrita della trasformazione dello spazio politico globale determinato dalla fine della guerra fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cambiamento nel modo di produzione capitalistico, la fine dei \u00abtrenta gloriosi\u00bb e del compromesso socialdemocratico, la crisi dello Stato rappresentativo e dei concetti sui quali si fondava la politica moderna (primi fra tutti, l\u2019individuo e la rappresentanza, e il rapporto interno-esterno), la fine della fase espansiva del capitalismo e l\u2019inizio di quella neoliberale, la crisi dei partiti e il risorgere in nuove forme del vecchio antiparlamentarismo \u2013 che in Italia ha solide radici \u2013: tutti questi fattori, che sono fra le questioni cruciali del nostro tempo, sono stati lo sfondo principale del percorso di riflessione che ha visto impegnati interlocutori fra loro certamente diversi \u2013 per prospettive e biografie personali \u2013 e che, anche grazie alle loro differenze, sono riusciti a fare chiarezza e a portare ordine all\u2019interno di un dibattito pubblico non sempre comprensibile e spesso confuso.<a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMG_0650.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3267\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMG_0650-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0650\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMG_0650-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/IMG_0650-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nella complessit\u00e0 di questo contesto che deve essere collocato il percorso italiano verso le riforme, che non sono altro che misure orientate a far s\u00ec che \u00abl\u2019Italia \u2013 come afferma Carlo Galli \u2013 sia inserita, in modo omogeneo, all\u2019interno dello spazio politico-economico europeo, che \u00e8 retto da linee di pensiero e da pratiche riconducibili \u00a0alla teoria economica e sociale chiamata ordoliberalismo\u00bb. \u00a0Inquadrata all\u2019interno di questa teoria economica \u2013 nota anche come \u00abeconomia sociale di mercato\u00bb e con questa definizione entrata nei trattati istitutivi dell\u2019Unione Europea \u2013, la marcia a tappe forzate del nostro Parlamento per approvare in tempi rapidi le riforme si riveste di nuovi significati e la contrapposizione vecchio-nuovo \u2013 <em>leitmotiv<\/em> del discorso pubblico gi\u00e0 dai tempi del governo Monti \u2013 si mostra, in realt\u00e0, come parte integrante di un progetto politico pi\u00f9 ampio e ben articolato, che nasce dalla reazione di una parte del mondo intellettuale tedesco (soprattutto cattolico) alle crisi che hanno preceduto la Seconda guerra mondiale: la crisi del 1929 e quella del 1933.\u00a0 Alla base di tale progetto vi \u00e8, dunque, un\u2019idea di stabilizzazione della societ\u00e0, dalla quale deve essere espunto il conflitto e allontanata ogni forma di pensiero che non sia \u00abconforme\u00bb, e nella quale la politica deve garantire l\u2019ordine necessario al buon funzionamento del mercato, mentre lo Stato \u2013 in questa costruzione \u2013 deve essere uno \u00abStato forte\u00bb, in grado di intervenire in maniera ordinativa sul mercato, se necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il potere economico, il potere mediatico e il potere politico si sono saldati \u2013 con la fine del IV governo Berlusconi, nel 2011 \u2013 in un blocco compatto a sostegno del progetto di riforma ordoliberale, che nel nostro Paese si regge \u2013 spiega ancora Carlo Galli \u2013 su tre assi fondamentali: riforma del lavoro (<em>Jobs Act<\/em>), riforme costituzionali (riforma del Senato e del Titolo V), riforma della legge elettorale (<em>Italicum.2<\/em>) \u2013 alle quali devono essere aggiunte, per completare il quadro, la riforma della giustizia e la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo \u2013. \u00a0L\u2019intera costruzione, fondata sui parametri dell\u2019equilibrio di bilancio (inserito in Costituzione nel primo e nel quarto comma dell\u2019articolo 81), della concorrenza e dell\u2019espulsione del conflitto, mira \u2013 come \u00e8 stato detto a pi\u00f9 riprese nel corso della discussione \u2013 a un rafforzamento dei poteri dell\u2019esecutivo a scapito del legislativo e a un ritorno verso una nuova forma di centralizzazione dello Stato (riforme costituzionali); alla fluidit\u00e0 della forza lavoro e alla sua spoliticizzazione, facendo del lavoro non pi\u00f9 una questione sociale e politica \u2013 come stabilito dall\u2019art. 1 della Costituzione \u2013, ma soltanto una questione individuale e privata (<em>Jobs Act<\/em>); alla semplificazione del sistema elettorale e del sistema politico, che passa dalla dissoluzione della funzione di mediazione dei partiti \u2013 che storicamente si era realizzata in quella che Pietro Scoppola aveva efficacemente definito la \u00abRepubblica dei partiti\u00bb \u2013, sostituita dal rapporto diretto fra il leader politico e la societ\u00e0 \u2013 intesa come cittadini \u2013 (<em>Italicum.2<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messe insieme queste riforme danno come risultato un governo forte, un sistema politico accentrato, un sistema sociale fluido e subalterno rispetto alle esigenze del mercato, preannunciando, cos\u00ec, il passaggio da un sistema democratico fondato sulla centralit\u00e0 di un Parlamento sovrano a un ordine diverso, del quale non conosciamo ancora pienamente la forma, ma del quale possiamo intuire i connotati principali, caratterizzati dallo scivolamento verso una forma di rappresentanza plebiscitaria, leaderistica e ipermediatica. La trasformazione \u00e8 gi\u00e0 in atto, e tuttavia il processo non \u00e8 privo di contraddizioni \u2013 come ha recentemente dimostrato il dibattito sollevato dall\u2019emendamento, presentato alla Camera da Carlo Galli il 13 febbraio scorso, sulla deliberazione dello stato di guerra da parte del Parlamento, che ha mostrato come l\u2019introduzione di un sistema elettorale come l\u2019<em>Italicum.2<\/em> possa produrre sbilanciamenti, anche involontari, sulla Costituzione, che \u00e8 stata pensata per essere gestita attraverso un sistema elettorale proporzionale senza premio di maggioranza. \u00abL\u2019Italia \u2013 ha concluso Galli \u2013 ha bisogno di riforme, e tuttavia la direzione verso la quale condurre il Paese deve essere scelta anche sulla base della tradizione italiana, perch\u00e9 la storia conta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per Danilo Barbi sono necessarie le riforme, che devono andare insieme a grandi cambiamenti nell\u2019economia da realizzare, per\u00f2, seguendo una direzione alternativa rispetto a quella scelta dalle istituzioni europee e seguita dai governi italiani. \u00c8 necessario, per Barbi, fermare le politiche di austerit\u00e0, promuovendo una politica espansiva. A questo proposito, la CGIL ha presentato una proposta che ha chiamato \u00abPiano del lavoro\u00bb, che deve avere come sponda una nuova politica economica \u2013 in Italia e in Europa \u2013 e una seria riforma della finanza, perch\u00e9 \u2013 afferma sempre Barbi \u2013 \u00abnon si esce dalla crisi affidandosi al mercato, quando \u00e8 il mercato ad aver generato la crisi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando, poi, di modifiche istituzionali, la CGIL ha assunto gi\u00e0 da diverso tempo \u2013 a partire dalla vittoria del referendum contro la <em>devolution<\/em> nel 2006 \u2013 una posizione precisa sui temi in discussione, ma \u00abnoi della CGIL \u2013 dice Barbi \u2013, pur ammettendo che le riforme costituzionali non si fanno a colpi di maggioranza per principio, siamo molto pi\u00f9 preoccupati dal combinato disposto fra riforma elettorale e riforme costituzionali, che delle modifiche costituzionali in s\u00e9\u00bb. Pur comprendendo la paura che nasce dai pericoli del \u00abvoto fatale\u00bb, la riforma del Senato, ad esempio, non \u00e8 vissuta come un problema in s\u00e9. Diventa un problema se associata a una legge elettorale come quella che il Parlamento si accinge ad approvare. \u00ab\u00c8 necessario, pertanto, \u2013 prosegue Barbi \u2013 che si riapra una discussione e si riesca a bloccare quella che \u00e8 una forzatura delle forzature\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei caratteri peculiari del nostro tempo \u00e8 rappresentato dalla rottura dei rapporti tradizionali fra il sindacato e la sinistra storica in tutti i Paesi d\u2019Europa, forse con la sola eccezione dei Paesi del Nord Europa (Svezia e Danimarca). Il sindacato tedesco, che storicamente \u2013 pur avendo nelle grandi aziende un potere importante di condizionamento vero \u2013 si \u00e8 occupato solo di contrattazione, adesso, dice Barbi, a causa della crisi e dell\u2019austerit\u00e0, ha assunto anche una funzione politica.\u00a0 \u00abIl sindacato italiano, invece, \u2013 prosegue Barbi \u2013 ha sempre fatto politica. L\u2019egemonia dei partiti di massa sui sindacati in Italia \u00e8 stata solo una parentesi, che ha caratterizzato i rapporti politico-sindacali negli anni Sessanta e Settanta\u00bb. Quindi, il sindacato in Italia fa politica, perch\u00e9 storicamente ha sempre fatto politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, sollecitati da una nuova consapevolezza e persuasi che la <em>questione<\/em> oggi stia nella negazione del rilevo politico del lavoro e del conflitto, il problema del \u00abche fare?\u00bb si pone con un certo grado di urgenza. \u00a0La politica si struttura attraverso dislivelli di potere, che la visione politica dominante tende invece a negare per poter relegare il conflitto \u2013 nato proprio per riequilibrare i rapporti di potere \u2013 nell\u2019ambito del \u00abnon conforme\u00bb. La questione \u00e8 politica e interpella tutte le forze di sinistra, soprattutto quelle presenti all\u2019interno del Parlamento, mettendo alla prova la loro capacit\u00e0 di assumere credibilmente delle decisioni che giustifichino la propria esistenza. Se non ci si abbandona al pensiero che ormai \u00abnon resta che far torto o patirlo. Una feroce forza il mondo possiede\u00bb, allora una scelta \u00e8 sempre possibile e doverosa, una scelta che riporti al centro la rappresentanza politica del lavoro, la sua rivalutazione come centro e cuore della societ\u00e0, e insieme ad essa la difesa di quella che del lavoro, fin dal suo primo articolo, \u00e8 stata la massima garanzia: la Costituzione repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo appassionato intervento, Giovanni Notari ha ricordato \u2013 citando Calamandrei \u2013 come la Costituzione sia nata sul sacrificio e anche sulla pelle di chi ha lasciato la vita durante la resistenza e che \u2013 anche se fosse arrivato il momento per una sua modifica nelle parti ormai non pi\u00f9 in linea con i tempi \u2013 nessuno ha il titolo di sfregiarla nel suo impianto. Nell\u2019affrontare il tema della riforma della nostra Carta costituzionale, sarebbe doveroso tenere presente il monito che viene da chi quella Storia l\u2019ha scritta, comportandosi in modo da far s\u00ec che i tempi dell\u2019oggi siano all\u2019altezza di quelli di ieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bologna 10 marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 L\u2019articolo raccoglie e sviluppa le riflessioni e l\u2019intreccio di dialoghi emersi dall\u2019incontro dal titolo<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":3316,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,59,15,1,19],"tags":[235,24,46],"class_list":["post-3260","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dottrina","category-innovazione-politica","category-lavoro-ed-economia","category-primo-piano","category-sindacato","tag-costituzione-italiana","tag-lavoro","tag-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3260"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3317,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3260\/revisions\/3317"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}