{"id":3369,"date":"2015-03-22T14:08:47","date_gmt":"2015-03-22T14:08:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=3369"},"modified":"2015-03-22T14:11:58","modified_gmt":"2015-03-22T14:11:58","slug":"vergine-giurata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/03\/vergine-giurata\/","title":{"rendered":"Vergine giurata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/vergine-giurata-locandina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3370\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/vergine-giurata-locandina.jpg\" alt=\"vergine-giurata-locandina\" width=\"130\" height=\"190\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abSiete nate storte\u00bb \u2013 afferma la madre di Hana e Lila, nelle poche righe che stentatamente riesce a scrivere alle figlie prima di morire \u2013.<\/p>\n<p>Hana \u2013 la protagonista del film, interpretata da Alba Rohrwacher \u2013 non \u00e8 ancora adolescente quando, dopo aver perso i genitori naturali, viene accolta in casa come propria figlia da suo zio Gjergj (Bruno Shllaku), il padre di Lila (Flonja Kodheli) \u2013 un uomo roccioso come le montagne che abita \u2013, e dalla moglie Katrina (Ilire Celaj).<\/p>\n<p>Siamo nel nord dell\u2019Albania, in un territorio aspro e freddo, dove il perno delle relazioni sociali \u00e8 incentrato sulla famiglia allargata, all\u2019interno di un ordine fortemente patriarcale, dove, quindi, non \u00e8 un caso che una donna si senta prigioniera e in catene. Fra queste montagne, infatti, la vita \u00e8 regolata in modo ferreo da tradizioni antiche, riunite \u2013 dal XV secolo \u2013 in un codice consuetudinario, chiamato <em>Kanun<\/em> di Dukagjini, che fu trasmesso oralmente fino all\u2019inizio del XX secolo, quando venne definitivamente codificato in forma scritta.<\/p>\n<p>All\u2019interno di un ordine siffatto un\u2019esistenza durissima attende le donne, un destino fatto di dipendenza, asservimento e riduzione alla mera funzione biologica della riproduzione: \u00abun otre che sopporta pesi e fatiche\u00bb. Per sottrarsi a questa sorte, Lila si ribella e fugge via per amore; Hana, invece, per lealt\u00e0 incrollabile all\u2019uomo che l\u2019ha salvata e di cui \u00e8 diventata figlia, decide di rimanere. E tuttavia, per conquistare la propria indipendenza, sceglie \u2013 proprio appellandosi alle regole del <em>Kanun<\/em> \u2013 di sacrificare se stessa diventando una \u00abvergine giurata\u00bb e di assumere un\u2019identit\u00e0 maschile: sottomettendosi ai valori patriarcali e riconoscendo la legittimit\u00e0 del potere maschile, muore al mondo come donna e rinasce come uomo.<\/p>\n<p><em>Vergine giurata<\/em> (Italia, Germania, Svizzera, Albania, Kosovo, 2015, 90\u2019) \u2013 primo lungometraggio di Laura Bispuri, liberamente ispirato all\u2019omonimo romanzo di Elvira Dones (Feltrinelli, 2007), in concorso alla sessantacinquesima edizione della Berlinale, il Festival internazionale del cinema di Berlino, che si \u00e8 svolto dal 5 al 15 febbraio del 2015 \u2013 \u00e8 la storia della mortificazione di un corpo e dello smembramento di un\u2019anima, della negazione e della successiva costruzione di un\u2019identit\u00e0, in un percorso di discesa e risalita che investe tanto il corpo quanto la psiche. Pur di non avere un uomo che regni su di lei, Hana decide di morire a se stessa e di rinascere come Mark, rinunciando a sperimentare la passione, i desideri, le pene e le gioie dell\u2019istinto. A questa scelta radicale, segue un periodo confuso, fatto di solitudine e disperazione: si trasforma fisicamente, si abbrutisce volontariamente, beve <em>raki<\/em>, veste, cammina e si comporta come un uomo delle montagne. Alla fine Hana, vincendo le proprie oscure resistenze, rifiuta l\u2019identit\u00e0 che ha costruito accettando i valori androcentrici, e parte alla ricerca di Lila e della propria femminilit\u00e0 perduta.<\/p>\n<p>In questo suo primo film, Laura Bispuri \u2013 assistita nell\u2019adattamento cinematografico da Francesca Manieri \u2013 racconta tutto questo abbandonando spesso il mondo della parola ed entrando nello spazio sconfinato dei gesti, dei silenzi, dei corpi, sovente ripresi immersi nell\u2019acqua \u2013 altra fondamentale protagonista intorno a cui il film ruota \u2013. I dialoghi, qui, sono scarni e le parole pi\u00f9 importanti sono quelle non dette, e tuttavia, o forse proprio per questo, \u2013 pur potendo contare sull\u2019impeccabile interpretazione di Alba Rohrwacher \u2013 la narrazione risulta a tratti ingenua (soprattutto nel finale), rinunciando \u2013 forse volutamente, nell\u2019intenzione di evitare qualsiasi giudizio di valore sul mondo raccontato \u2013 a un\u2019analisi rigorosa dei meccanismi che intervengono nella produzione della soggettivit\u00e0, da una parte, e a un\u2019opera di profonda penetrazione psicologica della protagonista, dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Il richiamo al quale risponde Hana, in tutte le sue scelte, \u00e8 quello che la porta \u2013 in un continuo processo di decostruzione\/costruzione della propria identit\u00e0 \u2013 verso un\u2019autonoma creazione del proprio s\u00e9, che passa attraverso il recupero della propria femminilit\u00e0, mai interamente posseduta, per arrivare \u2013 \u00e8 questa la sfida \u2013 a essere \u00abvergine\u00bb secondo il significato antico della parola, e cio\u00e8 essenzialmente \u00abuna-con-se-stessa\u00bb \u2013 per usare l\u2019efficace espressione di Esther Harding \u2013, con un ruolo da interpretare che \u00e8 suo e solo suo, anche rivendicando \u2013 come dice Hana \u2013 il diritto di essere \u00ablibera di non essere per forza qualcosa\u00bb. Dunque, pur a volte esitante davanti al compito di scavare fino in fondo l\u2019assenza e la presenza che si danno nel viaggio che l\u2019eroina compie, <em>Vergine giurata<\/em> narra, attraverso sequenze anche intense, la storia di un passaggio, segnato da contraddizioni e impossibilit\u00e0, in cui libert\u00e0 e potere si implicano a vicenda, e l\u2019uguaglianza \u00e8 violenza contro la differenza.<\/p>\n<p>La regista, che \u2013 pur essendo al suo primo lungometraggio \u2013 ha alle spalle tre cortometraggi di spessore (<em>Passing time<\/em> \u2013 con il quale ha vinto il premio David di Donatello nel 2010 \u2013, <em>Salve regina<\/em>, sempre del 2010, e <em>Biondina<\/em>, del 2011), mostra una grande capacit\u00e0 nel tenere insieme i due diversi livelli narrativi e temporali del racconto, che si alternano lungo tutto il film: un passato in Albania e un presente in nord Italia. La fotografia spettacolare, densa e satura, affidata alla direzione di Vladan Radovic \u2013 gi\u00e0 impegnato in film importanti come <em>Anime nere<\/em> (2014) e <em>Isole <\/em>(2011) \u2013, l\u2019uso della m.d.p. (macchina da presa) \u2013 prediletta nella narrativa di taglio documentaristico \u2013, l\u2019attenzione per le differenze linguistiche e il rigore nella scelta dei luoghi in cui il racconto \u00e8 ambientato avvicina <em>Vergine giurata<\/em> a una certa tradizione del cinema italiano, attento a rappresentare quanto pi\u00f9 fedelmente possibile il reale, non mancando per questo di slanci poetici e di orizzonti evocativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bologna, 21 marzo 2015<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSiete nate storte\u00bb \u2013 afferma la madre di Hana e Lila, nelle poche righe che<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[195,96],"tags":[267],"class_list":["post-3369","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-materiali-degli-eventi","tag-cinema"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3371,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3369\/revisions\/3371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}