{"id":3390,"date":"2015-04-01T14:16:34","date_gmt":"2015-04-01T14:16:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=3390"},"modified":"2015-04-08T09:25:26","modified_gmt":"2015-04-08T09:25:26","slug":"la-famiglia-belier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/04\/la-famiglia-belier\/","title":{"rendered":"La famiglia B\u00e9lier"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/bel_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3417\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/bel_n-300x169.jpg\" alt=\"bel_n\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/bel_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/bel_n.jpg 478w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Si apre con la nascita di un vitello, <em>La famiglia B\u00e9lier <\/em>(<em>La Famille B\u00e9lier<\/em>, Francia, 2014, 105\u2019<em>)<\/em>, ultimo lavoro cinematografico di Eric Lartigau, film di grande successo oltralpe \u2013 con sei nominations ai <em>C\u00e9sar du cin\u00e9ma <\/em>del 2015 \u2013, dove \u00e8 uscito nel dicembre del 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del film tutta la vita della famiglia ruota intorno all\u2019azienda agricola di propriet\u00e0 e il ritmo dell\u2019esistenza dei protagonisti \u00e8 scandito dal lavoro nei campi, dall\u2019allevamento degli animali, e dalla produzione e vendita di formaggi al mercato locale. Tutti i membri della famiglia sono sordi, eccetto la sedicenne figlia maggiore Paula (Louane Emera, rivelazione della gara canora televisiva \u00ab<em>The Voice<\/em>\u00bb), che costituisce il ponte di comunicazione indispensabile fra i suoi familiari e il resto del mondo. A interrompere la quotidianit\u00e0 domestica, descritta nella parte iniziale del film \u2013 sceneggiato da Stanislas Carr\u00e9 De Malberg e Victoria Bedos, e ispirato al romanzo di V\u00e9ronique Poulain, <em>Les mots qu\u2019on ne me dit pas <\/em>(Stock, 2014) \u2013, interviene una scoperta. Iscrittasi senza troppa convinzione a un corso di canto, Paula riconosce, grazie al giudizio attento e alla guida di Monsieur Thomasson \u2013 il maestro di canto, abilmente interpretato da \u00c9ric Elmosnino \u2013, di avere \u00abqualcosa che dorme l\u00e0 dentro\u00bb e, sollecitata dal maestro, si trova a dover decidere, senza non pochi tentennamenti, sulla propria partecipazione a un concorso canoro organizzato a Parigi da <em>Radio France<\/em>. La decisione \u00e8 tormentata e la scelta che Paula far\u00e0 \u00e8 destinata a cambiare la propria vita e quella dei suoi familiari \u2013 quella del padre Rodolphe (Fran\u00e7ois Damiens,), della madre Gigi (Karine Viard) e del fratello Quentin (Luca Gelberg) \u2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggero e divertente, vivace e ironico, il film di Lartigau affronta, in prima battuta, con delicatezza e sensibilit\u00e0, senza sentimentalismi, la questione della disabilit\u00e0. Mettendo in scena i gesti quotidiani, le difficolt\u00e0 da gestire e superare, il film spinge presto lo spettatore ad entrare nella normalit\u00e0 di questa famiglia \u2013 alle prese con le pi\u00f9 comuni dinamiche domestiche, e con le aspettative e i dubbi che si agitano nella mente di una figlia adolescente \u2013 e porta il pubblico a osservare con sguardo nuovo l\u2019impossibilit\u00e0 di sentire e di parlare dei personaggi rappresentati. Alla fine lo spettatore \u00e8 attratto non pi\u00f9 dalla condizione fisica, ma dalla personalit\u00e0 dei protagonisti \u2013 significativa, a questo proposito, \u00e8 la scena in cui Rodolphe decide di candidarsi per fare il sindaco del suo paese e per la campagna elettorale adotta il motto, a suo modo geniale, \u00abIo vi ascolto\u00bb \u2013. Man mano che il racconto procede si arriva, quasi, a non avvertire \u2013 grazie alla bravura recitativa degli attori \u2013 alcuna separazione fra il mondo di quelli che parlano e il mondo di quelli che comunicano attraverso i segni, che sono una vera lingua, con un proprio lessico, una propria grammatica e una propria sintassi. Il film di Lartigau ci mostra che il mondo \u00e8 uno, e tanti sono i codici che consentono di decifrarlo. La sfida \u00e8 imparare a comunicare in modo nuovo e a incrociare \u2013 come in un gioco multisensoriale, che coinvolge la vista, l\u2019udito e il tatto \u2013 i diversi linguaggi, quello visivo e quello sonoro, fino a scoprire che non esistono barriere insormontabili e che tutti gli eventi sono diversamente percettibili. Per raggiungere questo risultato, gli attori \u2013 tranne il giovane Luca Gelberg e Bruno Gomila (nel ruolo di Rossigneux, uno degli abitanti del paese), che sono veramente non udenti \u2013 hanno studiato, per quattro ore al giorno tutti i giorni, per sei mesi, il linguaggio dei segni, sotto la guida vigile di un insegnante non udente di origine moldava, Alexe\u00ef Co\u00efca, che ha seguito gli attori anche sulla scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio <em>La famiglia B\u00e9lier<\/em> cade dentro una questione fondamentale che fa parte della storia intellettuale francese: si tratta della contrapposizione fra citt\u00e0 e campagna, fra la capitale e la provincia. Da <em>L\u2019albero, il sindaco e la mediateca<\/em> di Eric Rohmer del 1993, a <em>Gi\u00f9 al nord<\/em> di Dany Boon del 2008, a <em>Potiche &#8211; La bella statuina <\/em>di Fran\u00e7ois Ozon del 2010, a <em>Tre cuori<\/em> di Beno\u00eet Jacquot del 2014, questa tematica, esplicitamente formulata o velatamente accennata, \u00e8 stata molto presente nella cinematografia francese contemporanea. Il film di Lartigau, fin dalle prime sequenze, si concentra sulle immagini della campagna che si estende a perdita d\u2019occhio, su quelle del paese, delle sue strade, della sua piccola chiesa, il tutto avvolto in un\u2019atmosfera di gioiosa tranquillit\u00e0. La tensione fra la campagna \u2013 custode dei valori morali e della tradizione \u2013 e la grande citt\u00e0 \u2013 raccontata come luogo pieno di pericoli o, all\u2019opposto, come porta spalancata su infinite possibilit\u00e0 \u2013 \u00e8 qui ben rappresentata dalla figura non risolta di Monsieur Thomasson, che vive la sua condizione di cittadino di provincia come una punizione \u00abper aver commesso chiss\u00e0 quale peccato\u00bb e che sproner\u00e0, con determinazione, la sua giovane allieva Paula ad abbandonare quel \u00abbuco in mezzo ai bifolchi\u00bb. Al contrario, per i B\u00e9lier la citt\u00e0 \u00e8 un luogo pieno di insidie, dominato dal consumo omogeneizzante di massa e dall\u2019alienazione. Rodolphe vorrebbe diventare sindaco proprio per rappresentare i settori della sua cittadinanza timorosi dei pericoli che intravedono dietro i processi di modernizzazione selvaggia \u2013 nel film ben delineati dai propositi di cementificazione senza regole del sindaco M. le Maire (Stephan Wojtowicz) \u2013. Il film \u00e8 quindi, da un lato, una celebrazione della campagna profonda e della tradizione e, contemporaneamente, un invito a prendere in mano il proprio destino e a lanciarsi senza paure verso la Vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo film Eric Lartigau firma la sua quinta fatica cinematografica \u2013 in <em>Gli infedeli <\/em>(<em>Les Infid\u00e8les<\/em>, Francia, 2012) aveva diretto soltanto l\u2019episodio che porta il titolo <em>Lolita<\/em> \u2013. Bravi gli attori: divertente il duo formato da Karin Viard e Fran\u00e7ois Damiens, gi\u00e0 insieme sulle scene in <em>Rien \u00e0 d\u00e9clarer<\/em> (2010); perfetto \u00c9ric Elmosnino, che, per interpretare al meglio il personaggio di Thomasson, ha preso lezioni di canto e si \u00e8 fatto seguire da un pianista per perfezionare la propria gestualit\u00e0; fresca la recitazione della giovane Louane Emera, che con il suo personaggio rappresenta la vera traduttrice universale e il simbolo della fattibilit\u00e0 di una comunicazione nuova, che \u00e8 il vero centro del film. Perfetti i campi lunghi che valorizzano le vivaci immagini della campagna. Protagonista fondamentale di tutto il film \u00e8 la musica, composta da Evgueni e Sacha Galperine. Coinvolgente \u00e8 l\u2019omaggio reso al famoso <em>chansonnier<\/em> parigino Michel Sardou, simbolo della canzone popolare francese, artista che nel film \u00e8 amato da Monsieur Thomasson, il quale inviter\u00e0 i propri allievi a interpretare alcune delle canzoni pi\u00f9 famose del celebre cantante, da <em>Je vais t&#8217;aimer<\/em> a <em>Je vole<\/em>, passando per <em>La Java de Broadway<\/em> e <em>La Maladie d&#8217;amour<\/em>. Alla fine, chiudendo gli occhi, quello che ci si porta dentro del film \u00e8 soprattutto la musica, con il suo carico di nostalgia per un mondo che non \u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Bologna, 1 aprile 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Maria C. Fogliaro \u00a0Si apre con la nascita di un vitello, La famiglia B\u00e9lier<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3417,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[195,1],"tags":[267],"class_list":["post-3390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-primo-piano","tag-cinema"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3390"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3419,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3390\/revisions\/3419"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}