{"id":38127,"date":"2015-06-21T20:04:14","date_gmt":"2015-06-21T18:04:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=38127"},"modified":"2015-06-23T10:33:09","modified_gmt":"2015-06-23T08:33:09","slug":"la-lezione-che-viene-dalla-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/06\/la-lezione-che-viene-dalla-grecia\/","title":{"rendered":"La lezione che viene dalla Grecia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Festa-&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;&lt;br \/&gt;\n&lt;p&gt;CGIL.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38130\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Festa-CGIL-300x148.png\" alt=\"Festa CGIL\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Festa-CGIL-300x148.png 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Festa-CGIL-600x296.png 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Festa-CGIL.png 1005w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em> di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 qualcosa di epico nel complesso negoziato che vede impegnati, ormai da cinque mesi, il governo greco di Alexis Tsipras, da un lato, e i suoi creditori internazionali \u2013 Commissione UE, Banca Centrale Europea (BCE), Fondo Monetario Internazionale (FMI) \u2013, dall\u2019altro. Nella fase attuale della trattativa, alla dura posizione negoziale dei creditori \u2013 che vorrebbero da Atene ulteriori riforme in senso neoliberista, con nuovi tagli alle pensioni e agli stipendi, e interventi sull\u2019IVA \u2013, il governo greco ha risposto presentando un proprio piano di riforme, essenzialmente incentrato sulla fine dell\u2019austerit\u00e0, sullo sblocco degli aiuti e sulla ristrutturazione del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2009 \u2013 da quando, cio\u00e8, \u00e8 esplosa la crisi nel Paese e, come contromisura, sono state adottate le politiche di austerit\u00e0 \u2013 la situazione economica e sociale in Grecia si \u00e8 fortemente deteriorata: la disoccupazione \u00e8 arrivata al 25% e quella giovanile ha raggiunto il 50%; la classe media \u00e8 stata distrutta dai tagli agli stipendi e alle pensioni; il 30% circa della popolazione \u00e8 finita sotto la soglia di povert\u00e0; il sistema sanitario e la previdenza sociale sono allo stremo; la crescita \u2013 nonostante una breve fase di ripresa nel 2014 (trascinata dalle esportazioni e dagli investimenti), che ha comportato per\u00f2 costi sociali pesantissimi \u2013 si \u00e8 arrestata. Col voto del 25 gennaio scorso \u2013 che ha portato alla nascita del governo guidato da Tsipras, frutto dell\u2019alleanza fra il partito del Primo ministro, <em>Syriza<\/em> (<em>Synaspism\u00f3s Rizospastik\u00eds Arister\u00e1s<\/em>, tradotto: Coalizione della Sinistra Radicale), e <em>Anel<\/em> (<em>Anexart\u012btoi Ell\u012bnes<\/em>, tradotto: Greci indipendenti), un partito di destra guidato dall\u2019attuale ministro della Difesa, Panos Kammenos \u2013, i cittadini greci hanno condannato le durissime misure di austerit\u00e0 imposte loro dalle istituzioni europee e, contemporaneamente, hanno affermato la loro volont\u00e0 di rimanere nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale che sia lo scenario che si imporr\u00e0 alla fine della trattativa, una cosa \u00e8 certa: le politiche di austerit\u00e0 \u2013 se mai avessero davvero avuto una reale possibilit\u00e0 di inaugurare una fase espansiva per l\u2019economia \u2013 hanno fallito e l\u2019esempio dato dalla Grecia, finora unita dietro al suo governo, impegnato in un \u00abnegoziato tra soggetti che non sono alla pari\u00bb \u2013 per usare le parole di J. Stiglitz e di Martin Guzman (in \u00abInternazionale\u00bb, n. 1107, Anno 22, p. 40) \u2013, potrebbe essere fondamentale per cambiare gli equilibri in Europa. \u00abIl caso greco sta suonando una campana sul futuro dell\u2019Europa: siamo in un momento decisivo e il futuro assetto dell\u2019Unione dipender\u00e0 molto dalla vicenda aperta dalla trattativa fra il governo greco e i suoi creditori internazionali\u00bb. A dirlo \u00e8 Danilo Barbi, della Segreteria nazionale della CGIL, in occasione di un incontro organizzato il 31 maggio scorso \u2013 nell\u2019ambito della festa \u00abIdee al lavoro\u00bb, organizzata dalla CDLM (Camera del Lavoro Metropolitana)-CGIL di Bologna \u2013 che ha visto protagonisti, oltre a Barbi, Maurizio Lunghi (Segretario generale della CDLM-CGIL di Bologna), Trachanatsis Efstathios (Segretario generale della Camera del Lavoro di Atene e responsabile delle relazioni internazionali per il lavoro di <em>Syriza<\/em>) e Jesus Montero (Segretario generale di <em>Podemos<\/em> Madrid). \u00ab\u00c8 evidente \u2013 ha affermato Barbi \u2013 che la questione del debito europeo \u00e8 una questione politica. Tutti sanno che quello che dice il governo greco \u00e8 ovvio: se l\u2019economia non riprende a crescere, se non si crea nuova occupazione, la Grecia non potr\u00e0 pagare i suoi debiti. Il problema, quindi, non \u00e8 tanto il debito; il tema vero \u00e8 quale politica economica seguir\u00e0 l\u2019Europa negli anni a venire\u00bb. \u00abQuesto negoziato \u2013 ha proseguito Barbi \u2013 d\u00e0 alla Grecia una responsabilit\u00e0 enorme e tutti coloro che hanno a cuore la storia e la civilt\u00e0 del lavoro in Europa devono sostenere il tentativo che il governo di <em>Syriza<\/em> sta facendo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per Jesus Montero di <em>Podemos<\/em> \u00e8 l\u2019intera architettura europea a essere in crisi e se le organizzazioni sociali e politiche, che mettono al centro delle proprie rivendicazioni la valenza politica del lavoro, riusciranno a imporsi democraticamente oltre che in Grecia anche in Spagna e negli altri Paesi europei, allora \u00abuna nuova Europa\u00bb sar\u00e0 possibile. \u00abDobbiamo cambiare l\u2019agenda in tutti i Paesi d\u2019Europa \u2013 ha, infatti, affermato Trachanatsis Efstathios di <em>Syriza<\/em> \u2013 e riportare al centro della politica europea il lavoro e la giustizia sociale. Dobbiamo lottare per la democrazia. Non dobbiamo dimenticare che l\u2019Europa o sar\u00e0 sociale o non continuer\u00e0 ad esistere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sbocco finale della trattativa fra governo greco e istituzioni internazionali potr\u00e0 ridare una nuova speranza all\u2019Europa se si andr\u00e0 verso una maggiore integrazione e una nuova solidariet\u00e0 sociale o \u2013 nell\u2019ipotesi di una rottura radicale \u2013 potr\u00e0 aprire la strada a un futuro che, per la troppa vicinanza, non possiamo ancora vedere nella sua interezza, ma che \u2013 se prestiamo attenzione ai segnali che gi\u00e0 si scorgono all\u2019orizzonte \u2013 si prefigura pieno di incertezze e poco rassicurante. In ogni caso, indipendentemente dagli esiti del negoziato, il rifiuto del governo greco di cedere alle \u00abassurde\u00bb \u2013 come le ha definite Tsipras \u2013 pretese dei creditori ci riporta alla mente le parole di Churchill che, davanti alla tenace e fiera resistenza del popolo greco contro l\u2019offensiva dell\u2019Italia fascista durante la Seconda guerra mondiale, afferm\u00f2: \u00abDa oggi non diremo pi\u00f9 che i greci combattono come gli eroi, ma che gli eroi combattono come i greci\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bologna, 21 giugno 2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 di Maria C. 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