{"id":38764,"date":"2015-06-23T00:00:00","date_gmt":"2015-06-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/1d038ae4-2dce-4063-bfcb-bd012b3c05b3"},"modified":"2015-06-30T13:12:49","modified_gmt":"2015-06-30T11:12:49","slug":"afonsopascale_it_38702","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/06\/afonsopascale_it_38702\/","title":{"rendered":"Papa Francesco: pi\u00f9 cultura e pi\u00f9 politica per l&#8217;ambiente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019enciclica \u201cLaudato si\u2019\u201d di papa Francesco andrebbe letta pi\u00f9 volte per immedesimarsi davvero nel suo estensore. E se ne pu\u00f2 comprendere pienamente il senso solo dopo un confronto tra pi\u00f9 punti di vista, da sviluppare con un approccio multidisciplinare: teologico, storico, filosofico, antropologico, scientifico. Quello che non bisognerebbe fare \u00e8 intruppare il papa nelle proprie \u201cguerre sante\u201d ma rispettare lo spirito del documento che apre a tutte le posizioni e invita al dialogo fecondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che ne ricavo dopo una prima lettura \u00e8 che ci troviamo dinanzi ad un testo che ambisce, infatti, ad un confronto a tutto campo con tutti, indipendentemente dai convincimenti religiosi, filosofici e politici. Non solo coi credenti e non solo con gli uomini di buona volont\u00e0; tutti dovremmo poter dialogare per contaminarci vicendevolmente. Un testo che offre un\u2019analisi della questione ambientale intimamente connessa alla questione sociale e che guarda con rispetto a tutte le posizioni in campo. Un testo che parte da una profonda fiducia nell\u2019uomo e nella sua capacit\u00e0 di produrre un cambiamento e dall\u2019idea che qualsiasi persona che abiti il pianeta possa assumersi la sua quota di responsabilit\u00e0 nell\u2019affrontare la crisi sociale e ambientale, contribuendo a promuovere uno \u201csviluppo sostenibile e integrale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019enciclica sul rapporto tra uomo e ambiente si colloca nel solco gi\u00e0 scavato dalla lettera apostolica di Paolo IV \u201cOctogesima adveniens\u201d del 1971. In quel testo si parlava esplicitamente di \u201csfruttamento sconsiderato della natura\u201d e del rischio incombente che l\u2019uomo potesse \u201cdistruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione\u201d. Successivamente, Giovanni Paolo II ha invitato ad una conversione ecologica globale e Benedetto XVI ha proposto di riconoscere che l\u2019ambiente naturale \u00e8 pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile. Gran parte del testo serve dunque a ribadire posizioni gi\u00e0 espresse dai predecessori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento contiene un\u2019ampia panoramica della crisi ecologica e delle ipotesi di soluzione in campo allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile: inquinamento, rifiuti, cultura dello scarto, cambiamenti climatici, acqua, perdita di biodiversit\u00e0, deterioramento della qualit\u00e0 della vita e della mobilit\u00e0 nelle citt\u00e0 sono i temi affrontati. E nell\u2019individuare la causa di fondo di tali problemi punta il dito sulla condizione di isolamento in cui oggi si trova l\u2019individuo e la continua erosione delle relazioni interpersonali come esiti diretti del modello di sviluppo economico, fondato sull\u2019idea della crescita illimitata, e delle innovazioni tecnologiche introdotte non pi\u00f9 mediante un\u2019osmosi tra conoscenza scientifica e saperi esperienziali ma mediante forme di dominio esercitate da forze potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Non ci sono novit\u00e0 rilevanti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si riscontrano novit\u00e0 su diversi temi a partire dall\u2019aborto, la cui giustificazione \u00e8 ritenuta incompatibile con la difesa della natura (\u201cNon appare praticabile un cammino educativo per l\u2019accoglienza degli esseri deboli che ci circondano, che a volte sono molesti o importuni, quando non si d\u00e0 protezione a un embrione umano bench\u00e9 il suo arrivo sia causa di disagi e difficolt\u00e0\u201d). Anche riguardo al tema delle politiche di controllo della natalit\u00e0, l&#8217;enciclica non mostra aperture: secondo papa Francesco, infatti, \u201cla crescita demografica \u00e8 pienamente compatibile con uno sviluppo integrale e solidale\u201d, in maniera che \u201cincolpare l\u2019incremento demografico e non il consumismo estremo e selettivo di alcuni \u00e8 un modo per non affrontare i problemi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta, dunque, aperto il problema del rapporto tra crescita demografica e squilibrio nella distribuzione della popolazione nel territorio e, a tale proposito, s\u2019invoca la costruzione di un\u2019etica delle relazioni internazionali per l\u2019uso delle risorse ambientali, ma non si indicano dei principi a cui attenersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i temi che non presentano novit\u00e0 merita di essere segnalato quello degli Organismi geneticamente modificati (Ogm). Checch\u00e9 ne dica Carlo Petrini, nel documento non c\u2019\u00e8 affatto una condanna di questa tecnologia, bens\u00ec viene ravvisata la necessit\u00e0 di \u201cassicurare un dibattito scientifico e sociale che sia responsabile e ampio\u201d. Scrive il papa: \u201cQuella degli Ogm \u00e8 una questione di carattere complesso, che esige di essere affrontata con uno sguardo comprensivo di tutti i suoi aspetti, e questo richiederebbe almeno un maggiore sforzo per finanziare diverse linee di ricerca autonoma e interdisciplinare che possano apportare nuova luce\u201d. C\u2019\u00e8 qui una critica molto esplicita a talune scelte degli Stati, a partire dal nostro Paese, che da tre lustri non finanziano pi\u00f9 linee di ricerca sugli Ogm, come denunciato ultimamente in Parlamento dalla senatrice Elena Cattaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il tema della crescita economica, bisogna fare attenzione a non fraintendere il termine \u201cdecrescita\u201d nelle proposte del papa: alcune attivit\u00e0 e realt\u00e0 devono decrescere (quelle ad alto impatto ambientale) e altre devono crescere (quelle innovative a minore o nullo impatto). La critica \u00e8 rivolta al mito della priorit\u00e0 della crescita economica senza qualit\u00e0 sociale e ambientale e non gi\u00e0 alla crescita sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una novit\u00e0 sembra essere il passaggio sulle dinamiche dei media e del mondo digitale, \u201cche, quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di\u00a0una capacit\u00e0 di vivere con sapienza, di pensare in profondit\u00e0, di amare con generosit\u00e0\u201d. E si auspica \u201cuno sforzo affinch\u00e9 tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell\u2019umanit\u00e0 e non in un deterioramento della sua ricchezza pi\u00f9 profonda\u201d. \u00c8 del tutto condivisibile l\u2019idea che \u201cla vera sapienza, frutto della riflessione, del dialogo e dell\u2019incontro generoso fra le persone, non si acquisisce con una mera accumulazione di dati\u201d e che la comunicazione mediata da internet \u201cpermette che condividiamo conoscenze e affetti, bench\u00e9, a volte impedisce di prendere contatto diretto con l\u2019angoscia, con il tremore, con la gioia dell\u2019altro e con la complessit\u00e0 della sua esperienza personale\u201d. Torna anche in questo caso, la giusta preoccupazione per l\u2019esito insoddisfacente nelle relazioni interpersonali e per i rischi di un dannoso isolamento dell\u2019individuo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38703\" aria-describedby=\"caption-attachment-38703\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.alfonsopascale.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/francesco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-38703\" src=\"http:\/\/www.alfonsopascale.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/francesco-300x283.jpg\" alt=\"Papa Francesco \" width=\"300\" height=\"283\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-38703\" class=\"wp-caption-text\">Papa Francesco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le responsabilit\u00e0 della politica e della societ\u00e0 civile<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forza dell\u2019enciclica va ricercata nelle parole usate per sottolineare l\u2019aggravamento della crisi ambientale e le responsabilit\u00e0 della politica e del mondo della cultura: \u201cIl problema \u00e8 che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c\u2019\u00e8 bisogno di costruire leadership che indichino strade, cercando di rispondere alle necessit\u00e0 delle generazioni attuali includendo tutti, senza compromettere le generazioni future\u201d. E l\u2019affondo continua cos\u00ec: \u00a0\u201cSi richiede dalla politica una maggiore attenzione per prevenire e risolvere le cause che possono dare origine a nuovi conflitti. Ma il potere collegato con la finanza \u00e8 quello che pi\u00f9 resiste a tale sforzo, e i disegni politici spesso non hanno ampiezza di vedute\u201d. Il papa imputa, dunque, l\u2019aggravamento dei problemi ambientali alla mancanza di una classe dirigente di rilevanza mondiale che sappia agire con lungimiranza e in piena autonomia rispetto ai poteri finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il dito \u00e8 puntato anche verso una societ\u00e0 civile incapace di confrontarsi rispettosamente su temi di cos\u00ec vasta portata. Il documento del papa riconosce infatti \u201cche si sono sviluppate diverse visioni e linee di pensiero in merito alla situazione e alle possibili soluzioni\u201d. C\u2019\u00e8 chi afferma \u2013 ricorda il pontefice &#8211; che i problemi ecologici si risolveranno semplicemente con nuove applicazioni tecniche, senza considerazioni etiche n\u00e9 cambiamenti di fondo. Altri ritengono che la specie umana, con qualunque suo intervento, possa essere solo una minaccia e compromettere l\u2019ecosistema mondiale, per cui converrebbe ridurre la sua presenza sul pianeta e impedirle ogni tipo di intervento. \u201cFra questi estremi \u2013 afferma Francesco &#8211; la riflessione dovrebbe identificare possibili scenari futuri, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un\u2019unica via di soluzione. Questo lascerebbe spazio a una variet\u00e0 di apporti che potrebbero entrare in dialogo in vista di risposte integrali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dialogo tra saperi diversi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019enciclica dedica poi un capitolo alle convinzioni di fede che derivano dalla sapienza dei racconti biblici e che vengono offerte come contributo fecondo al dibattito tra scienza e fede, tra fede e ragione: elementi questi che si collocano su piani diversi ma possono integrarsi, alimentando una conoscenza reciproca tra culture, religioni, arti, convinzioni filosofiche, acquisizioni scientifiche. \u00a0Anche in questo caso non viene stravolta la visione tradizionale della Chiesa sul rapporto tra essere umano e natura ripresa dalla Genesi, che pone l&#8217;essere umano al centro del mondo naturale, con la responsabilit\u00e0 di prendersene cura. Una lettura, questa, che \u2013 da quando, nel 1967,\u00a0Lynn White, studioso statunitense di storia medievale, defin\u00ec il cristianesimo come la religione pi\u00f9 antropocentrica del mondo \u2013 si \u00e8 spesso attirata l&#8217;accusa di cadere in un eccessivo antropocentrismo, presentando l\u2019essere umano come \u201csignore della creazione\u201d, con il compito di soggiogare la natura e di domarla a suo piacere, e ponendo l&#8217;universo semplicemente al suo servizio. Una visione a cui \u00e8 stata ricondotta, anche, la responsabilit\u00e0 di aver alienato l&#8217;essere umano dall&#8217;ambiente, in quanto l&#8217;unico \u201ca immagine e somiglianza di Dio\u201d, dunque non realmente naturale, e di aver separato in maniera netta Dio dalla natura, spogliando questa di ogni sacralit\u00e0 e in tal modo svalutandola e riducendola a una materialit\u00e0 inerte, senza alcuna rilevanza salvifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche a giudizio del papa \u201cil pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura\u201d, in quanto, \u201csenza smettere di ammirarla per il suo splendore e la sua immensit\u00e0, non le ha pi\u00f9 attribuito un carattere divino\u201d. Ma in ci\u00f2 egli vede, al contrario, un\u2019ulteriore sottolineatura del \u201cnostro impegno nei suoi confronti\u201d: \u201cUn ritorno alla natura non pu\u00f2 essere a scapito della libert\u00e0 e della responsabilit\u00e0 dell\u2019essere umano, che \u00e8 parte del mondo con il compito di coltivare le proprie capacit\u00e0 per proteggerlo e svilupparne le potenzialit\u00e0\u201d. Come pure il papa riconosce all\u2019essere umano, \u201cbench\u00e9 supponga anche processi evolutivi\u201d, \u201cuna novit\u00e0 non pienamente spiegabile dall\u2019evoluzione di altri sistemi aperti\u201d, \u201cuna singolarit\u00e0 che trascende l\u2019ambito fisico e biologico\u201d: \u201cLa novit\u00e0 qualitativa implicata dal sorgere di un essere personale all\u2019interno dell\u2019universo materiale presuppone un\u2019azione diretta di Dio, una peculiare chiamata alla vita e alla relazione di un Tu a un altro tu\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approfondimento serve al pontefice per respingere un\u2019accusa contro il pensiero giudaico-cristiano che avrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della natura, ricavando dal racconto della Genesi un\u2019immagine dell\u2019essere umano come dominatore e distruttore.\u00a0 \u201cColtivare\u201d e \u201ccustodire\u201d la terra, di cui parla il testo biblico, sono due concetti che si completano a vicenda e implicano una relazione di reciprocit\u00e0 responsabile tra essere umano e natura. \u201cOgni comunit\u00e0 \u2013 argomenta l\u2019enciclica &#8211; pu\u00f2 prendere dalla bont\u00e0 della terra ci\u00f2 di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuit\u00e0 della sua fertilit\u00e0 per le generazioni future\u201d. La Bibbia non d\u00e0 adito, dunque, ad un antropocentrismo dispotico che non si interessi degli altri viventi.\u00a0 E la Chiesa non dice in maniera semplicistica che le altre creature sono completamente subordinate al bene dell\u2019essere umano, come se non avessero un valore in s\u00e9 stesse e noi potessimo disporne a piacimento. La sapienza biblica \u00e8 pervasa dalla convinzione che \u201ctutto \u00e8 in relazione, e che la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura \u00e8 inseparabile dalla fraternit\u00e0, dalla giustizia e dalla fedelt\u00e0 nei confronti degli altri\u201d. Insomma, il papa prende le distanze dall&#8217;\u201dossessione di negare alla persona umana qualsiasi preminenza\u201d. E nega che \u201cun antropocentrismo deviato\u201d possa lasciare il posto \u201ca un biocentrismo\u201d, perch\u00e9 ci\u00f2 implicherebbe introdurre un nuovo squilibrio, che non solo non risolverebbe i problemi, bens\u00ec ne aggiungerebbe altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enciclica opera uno sforzo evidente per superare gli aspetti pi\u00f9 anti-ecologici della tradizione giudaico-cristiana: sia riconoscendo agli altri esseri viventi un valore proprio di fronte a Dio; sia ricordando \u201cche noi stessi siamo terra\u201d; sia abbracciando una visione olistica, in cui tutto \u00e8 intimamente connesso, tutto \u00e8 in relazione, tutti gli esseri formano \u201cuna sorta di famiglia universale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rifondare il rapporto tra scienza, tecnica e societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura di questo capitolo sulle convinzioni di fede ci riporta, per molti versi, a quella cultura contadina che compone la linfa vitale delle radici delle nostre societ\u00e0 odierne.\u00a0 La trasformazione della natura a fini di utilit\u00e0 \u00e8 una caratteristica del genere umano fin dai suoi inizi, e in tal modo la tecnica \u201cesprime la tensione dell\u2019animo umano verso il graduale superamento di certi condizionamenti materiali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, la nascita dell\u2019agricoltura, diecimila anni fa, combinandosi con l\u2019uso di simboli, misure, calcolo e scritture, rese possibile lo sviluppo della scienza applicata.\u00a0 E ci\u00f2 ha consentito alle societ\u00e0 umane di evolvere verso forme di organizzazione complesse. La cultura agricola esperienziale, propria del mondo rurale, e quella scientifica, agronomica ed economico-agraria, si sono entrambe caratterizzate, fino agli albori degli anni sessanta, per la loro capacit\u00e0 di far convivere una visione economico-produttivistica dell\u2019attivit\u00e0 agricola con una visione conservativa delle risorse ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cultura contadina \u00e8 presente da un tempo immemorabile l\u2019idea che la terra in determinate condizioni \u201csi stanchi\u201d. Ora, l\u2019idea di stanchezza attiene ad un organismo vivente e il fatto che i contadini abbiano sempre associato questa condizione anche alla terra per rispettarne il decorso \u00e8 la prova di un profondo senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di questo bene. \u00a0Il momento in cui avviene la rottura tra la conoscenza scientifica e la cultura agricola esperienziale e, dunque, dell\u2019equilibrio tra visione produttivistica dell\u2019attivit\u00e0 agricola e visione conservativa delle risorse ambientali va, a mio avviso, collocata dagli anni sessanta in poi con il venir meno progressivamente di un impegno pubblico nella trasmissione del progresso tecnico e, pi\u00f9 complessivamente, nelle politiche territoriali che guardano non solo al sostegno agli investimenti ma anche alle attivit\u00e0 educative e di crescita culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da l\u00ec bisogna ripartire, con una visione globale dei problemi ambientali e coinvolgendo l\u2019insieme dei cittadini, per ridefinire il rapporto tra scienza, tecnica e societ\u00e0, rifondandolo sulla responsabilit\u00e0, sull\u2019educazione e sull\u2019interazione dei saperi. Da questa angolatura, l\u2019enciclica contiene un\u2019impostazione chiara, aperta e fiduciosa. E potr\u00e0 sicuramente essere di stimolo ad una ripresa del confronto su questioni decisive che riguardano il futuro dell\u2019umanit\u00e0, se tutti accettiamo l\u2019invito all\u2019ascolto reciproco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alfonsopascale.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Laudato_Si.pdf\" target=\"_blank\"><strong><span style=\"color: #993300;\">Testo dell&#8217;Enciclica<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>Fonte : <b>afonsopascale.it<\/b> apri l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.afonsopascale.it\/?p=38702\" target=\"_blank\">articolo originale<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019enciclica \u201cLaudato si\u2019\u201d di papa Francesco andrebbe letta pi\u00f9 volte per immedesimarsi davvero nel suo estensore. 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