{"id":38886,"date":"2015-08-18T17:23:22","date_gmt":"2015-08-18T15:23:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=38886"},"modified":"2015-08-19T12:39:25","modified_gmt":"2015-08-19T10:39:25","slug":"tamara-de-lempicka-torino-rende-omaggio-alla-regina-dellart-deco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/08\/tamara-de-lempicka-torino-rende-omaggio-alla-regina-dellart-deco\/","title":{"rendered":"Tamara de Lempicka. Torino rende omaggio alla regina dell&#8217;Art D\u00e9co"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/01_Jeune-fille-en-vert.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38893\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/01_Jeune-fille-en-vert-300x188.jpg\" alt=\"01_Jeune-fille-en-vert\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/01_Jeune-fille-en-vert-300x188.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/01_Jeune-fille-en-vert.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abCerco di vivere, e creare in modo tale da imprimere sia alla mia vita sia alle mie opere il marchio dei tempi moderni\u00bb afferm\u00f2, in un\u2019intervista del 1932, Tamara de Lempicka. E &#8216;moderna&#8217; Tamara lo fu davvero, per scelta e per destino. Poliglotta e cosmopolita, affascinante e misteriosa, trasgressiva e sofisticata, Tamara Rosalia Gurwik-Gorska \u2013 che nel 1916 spos\u00f2 Tadeusz Lempicki, avvocato polacco di nobili origini \u2013 ha attraversato da protagonista uno dei periodi culturalmente pi\u00f9 effervescenti e, al contempo, pi\u00f9 drammatici nella storia d\u2019Europa. Lasciata San Pietroburgo in seguito alla rivoluzione d\u2019Ottobre, Lempicka visse intensamente la Parigi delle <em>ann\u00e9es folles<\/em>, rifugio, in quel frizzante dopoguerra, di aristocratici russi, di emigrati polacchi e del fior fiore degli ingegni di un\u2019epoca. Viaggiatrice instancabile, soggiorn\u00f2 frequentemente a Berlino, Londra, in Italia, e nel 1929 approd\u00f2 a New York, dove \u2013 amava dire, fantasticando \u2013 era arrivata in concomitanza con il crollo di Wall Street. Dopo il divorzio da Tadeusz Lempicki, spos\u00f2 in seconde nozze il barone Raoul Kuffner, ebreo nato nell\u2019impero austro-ungarico, con il quale nel 1939 \u2013 a causa della marcia inesorabile delle dittature nazi-fasciste \u2013 lasci\u00f2 l\u2019Europa e approd\u00f2 in America. Artista affermata, poi caduta in disgrazia e infine riscoperta, vag\u00f2 fra Europa e Stati Uniti per tutta la seconda met\u00e0 del Novecento, fino a quando, nel 1976, raggiunse la sua ultima meta: Cuernavaca, in Messico, dove si spense nel 1980. Le sue ceneri furono sparse dalla figlia Kizette e da Victor Manuel Contreras, ultimo amore di una vita intensa e complicata, sul vulcano Popocatepetl.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Tamara-de-Lempicka-foto..jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-38888\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Tamara-de-Lempicka-foto..jpg\" alt=\"Tamara de Lempicka, foto.\" width=\"105\" height=\"134\" \/><\/a>Fino al 30 agosto Torino celebra la regina dell\u2019Art D\u00e9co, con un\u2019esposizione, curata da Gioia Mori, a Palazzo Chiablese. La mostra \u2013 che accoglie i visitatori con la <em>Ragazza in verde<\/em> (1930-1931), prestito eccezionale del Centre Pompidou \u2013 raduna, secondo un percorso tematico diviso in sezioni, circa cinquanta dipinti dall\u2019inizio degli anni Venti alla met\u00e0 degli anni Cinquanta; gli acquarelli del periodo russo; una vasta selezione di opere su carta; foto, filmati e oggetti personali.<\/p>\n<p>L\u2019anima fondamentalmente (nel senso di <em>originariamente<\/em>) moderna di Lempicka emerge gi\u00e0 all\u2019inizio del percorso espositivo, attraverso l\u2019esplorazione delle case abitate dall\u2019artista, soprattutto della casa-atelier di rue M\u00e9chain 7 a Parigi, nel palazzo progettato da Robert Mallet-Stevens, dove Tamara and\u00f2 a vivere nel 1930. Una casa \u00abfatta di cristallo e acciaio\u00bb, completamente dipinta di grigio (come le pareti della mostra in allestimento) per far risaltare al meglio i dipinti dell\u2019artista, fotografata come esempio di opera modernista sulle maggiori riviste specializzate dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>\u00c8, comunque sia, dagli anni Trenta, dopo la sua breve visita a New York, che la modernit\u00e0 entra prepotentemente nelle opere di Lempicka, nelle quali i simboli della nuova \u00e8ra fanno da sfondo a figure umane altere e sensuali, come nel caso dei grattacieli scintillanti d\u2019acciaio nel <em>Nudo con edifici<\/em> (1930) o come nel <em>Nudo con vele<\/em> (1931), dipinto in cui la sensualit\u00e0 felina della modella \u00e8 esaltata dal mare d\u2019acciaio brillante sullo sfondo e dalle vele riflettenti che sembrano fogli di metallo attorcigliati.<\/p>\n<p>La selezione esposta permette, poi, di individuare un altro fondamentale aspetto della produzione artistica di Lempicka, sul quale gi\u00e0 la critica negli anni Venti e Trenta aveva posto l\u2019attenzione: il rapporto costante con l\u2019arte del passato, lo studio accurato del manierismo italiano e di Pontormo, in particolare. La conoscenza della rappresentazione volumetrica del corpo nei dipinti italiani del Cinquecento alla quale Lempicka affianca l\u2019approfondimento \u2013 attraverso la fotografia \u2013 dell\u2019uso della luce consentono all\u2019artista di realizzare quella fusione perfetta fra antico e moderno che, insieme alla potenza espressiva, alla forza spettacolare e alla composizione architettonica dei quadri, costituiscono la cifra essenziale della sua opera.<\/p>\n<p>Grazie a uno sguardo che si \u00e8 posato a lungo sui capolavori del passato, Lempicka d\u00e0 prova di un virtuosismo tecnico e cromatico quasi inarrivabile, dimostrando un\u2019inedita padronanza nell\u2019uso di pochi colori, come testimoniano due fra i suoi quadri pi\u00f9 noti presenti in mostra: <em>La Comunicanda<\/em> (1928), che \u00e8 un gioco di bianchi, declinati in tutte le possibili tonalit\u00e0, e <em>Kizette al balcone<\/em> (1927), dove a dominare \u00e8 il grigio in tutte le sue sfumature.<\/p>\n<p>Personalit\u00e0 complessa, interprete efficace del proprio tempo, Lempicka seppe cavalcare tutte le forme espressive a lei contemporanee: la moda \u2013 con la quale ebbe un rapporto diretto e spesso anticipatore \u2013; il cinema; la cartellonistica e la grafica pubblicitaria; e, soprattutto, la fotografia, cui l\u2019esposizione di Torino rende omaggio mettendo in mostra quei lavori, realizzati da alcuni fra i maggiori fotografi dell\u2019epoca, che con i dipinti di Tamara trovano una consonanza visibilissima, come quelli di Brassa\u00ef e di Andr\u00e9 Kert\u00e9sz.<\/p>\n<p>Protagonista del bel mondo, Tamara de Lempicka fu un\u2019artista totale, nella vita privata e nel lavoro. Ricercatrice dell\u2019eleganza in ogni sua forma, am\u00f2 l\u2019eccesso, fuggendo sempre la \u201cnormalit\u00e0\u201d, anche a costo di attraversare la notte della depressione. Come disse lei stessa: \u00abVivo una vita ai margini della societ\u00e0 e le regole della societ\u00e0 non si applicano a coloro che vivono ai margini\u00bb. Margini dorati, certo; ma lo spirito di Tamara ha viaggiato sempre oltre i confini gi\u00e0 segnati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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