{"id":38932,"date":"2015-09-07T17:00:24","date_gmt":"2015-09-07T15:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=38932"},"modified":"2015-09-07T20:34:29","modified_gmt":"2015-09-07T18:34:29","slug":"il-dialogo-interrotto-fra-cultura-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/09\/il-dialogo-interrotto-fra-cultura-e-politica\/","title":{"rendered":"Il dialogo interrotto fra cultura e politica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2810.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38936\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2810-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2810\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2810-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2810-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/IMG_2810-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p>Riflettere oggi, in Italia, sulla forma-partito, sulla sua metamorfosi, la sua crisi e il suo destino, significa misurarsi con una molteplicit\u00e0 di questioni che, prese insieme, investono direttamente le logiche della legittimit\u00e0 e dell\u2019unit\u00e0 politica stessa della \u00abseconda repubblica\u00bb. Davanti alle multiformi sfide disorientanti del tempo presente, la politica \u2013 quasi del tutto ridotta a mera gestione delle emergenze, cui l\u2019ha condannata la sua subalternit\u00e0 al blocco economico-finanziario-mediatico oggi egemonico \u2013 cerca di recuperare una qualche forma di legittimazione affidandosi al mito della governabilit\u00e0 e al potere personale del leader \u2013 del Capo politico che, grazie alla propria capacit\u00e0 di entrare in rapporto diretto con il popolo, saltando ogni mediazione, \u00e8 in grado di stabilire alleanze e di agire efficacemente nei confronti dei problemi che, di volta in volta, si impongono \u2013. Eppure, la gravit\u00e0 e la complessit\u00e0 delle sfide correnti richiederebbero la presenza di soggettivit\u00e0 politiche organizzate e certe di s\u00e9, in grado di comprendere le ragioni strutturali dei fenomeni, di produrre analisi, e di articolare e indirizzare le domande composite provenienti da una societ\u00e0 in continua evoluzione, attraversata da antiche e nuove linee di frattura.<\/p>\n<p>Di questa necessit\u00e0 e, soprattutto, dell\u2019allontanamento rovinoso fra politica e cultura si \u00e8 parlato il 5 settembre scorso a Milano, alla Festa nazionale dell\u2019Unit\u00e0 2015, nell\u2019incontro seminariale dal titolo <em>Storie e culture politiche costituenti<\/em>, che ha visto protagonisti Stefano Bonaccini (presidente della Regione Emilia-Romagna), Carlo Galli (filosofo politico e deputato), Barbara Pollastrini (deputato). L\u2019incontro era parte delle due giornate di studio e dibattito, dal titolo <em>Il PD riparte dal PD <\/em>(5-6 settembre), organizzate da Andrea De Maria (deputato e responsabile nazionale della formazione politica del Partito Democratico) e alle quali hanno partecipato studiosi, politici, numerosi funzionari e militanti di partito.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprire i lavori Barbara Pollastrini, protagonista di primo piano del PD fin dalla sua fondazione, ha sottolineato che la forza originaria del Partito Democratico risiede nella sua pluralit\u00e0 interna e nella sua capacit\u00e0 di rapportarsi all\u2019esterno con movimenti e forze sociali. Una pluralit\u00e0 che \u2013 osserva Pollastrini \u2013 richiede lo sforzo continuo della mediazione, altrimenti rischia di rovesciarsi in debolezza, e a cui, tuttavia, non si deve rinunciare in nome di un passivo unanimismo. Vincere e governare, per Pollastrini, non \u00e8 sufficiente. Per cambiare davvero il Paese, da sinistra e nel segno di una ritrovata \u00abmoderata utopia\u00bb, \u00e8 necessaria una rigenerazione del partito, che deve rispondere, innanzitutto, al bisogno di \u2018senso\u2019, ovvero di direzione e di orientamento che proviene dalla societ\u00e0, che dovrebbe essere la finalit\u00e0 principale di qualsiasi partito politico. La minoranza interna, quindi, va considerata una forza e non un problema.<\/p>\n<p>Attraverso una ricostruzione storico-concettuale che risale alle origini della Repubblica italiana, Carlo Galli ha evidenziato l\u2019analogia fra la collaborazione tra le forze politiche che ha dato vita alla Costituzione e quella che ha generato, passando per le esperienze dell\u2019Ulivo e dell\u2019Unione, il Pd, il cui codice etico \u00e8, nella sua parte iniziale, un aperto rinvio alla Costituzione repubblicana. Richiamandosi allo spirito della Costituente del 1946-47, Galli ha osservato che l\u2019unione tra i riformismi italiani \u2013 che costituisce l\u2019essenza del Pd \u2013 per funzionare ha bisogno non solo del pragmatismo necessario per individuare in modo preciso i problemi del presente, ma anche di un\u2019elaborazione politico-culturale in grado di ricostruire il quadro dei problemi del Paese in modo organico, a partire da un punto d\u2019origine preciso e nominato. Per Galli la politica in generale ha bisogno di ricreare un nuovo rapporto con la cultura, che le consenta di dare una lettura strutturale dei fenomeni e di avere un\u2019idea complessiva dei problemi, che la mettano realmente in grado di agire efficacemente. Per avere pi\u00f9 forza politica ed evitare di ridursi a \u00abmacchina di potere che affonda nella contingenza\u00bb e che agisce \u00absotto l\u2019onda dell\u2019emergenza e dell\u2019emozione\u00bb, il Pd, per Galli, non deve solo ingrandirsi e mirare all\u2019allargamento della propria base elettorale, ma anche irrobustirsi qualitativamente con una cultura vivente, che oggi \u2013 come agli altri partiti, del resto \u2013 gli manca.<\/p>\n<p>Stefano Bonaccini, chiudendo i lavori, ha messo in rilievo che fare politica nazionale non \u00e8 solo amministrare un territorio, e ha quindi riconosciuto che il rapporto fra cultura e politica \u00e8 un vero problema da affrontare e da risolvere, recuperando quel legame, spesso organico, che le forze politiche dell\u2019\u00abarco costituzionale\u00bb avevano consolidato con il mondo intellettuale.<br \/>\nTenere insieme prospettive anche confliggenti come decisione e radicamento, velocit\u00e0 e disegno strategico, leadership e partito, contrasto ai populismi: sono queste, secondo Bonaccini, alcune delle sfide che attendono nell\u2019immediato il PD e che lo chiamano, in quanto forza maggioritaria e di governo, a realizzare \u00abvelocemente le riforme che il Paese attende da troppi anni\u00bb. Un segnale positivo, per Bonaccini, \u00e8 gi\u00e0 arrivato dal risultato del 2 per mille delle tasse dato dai cittadini al PD, un atto compiuto in completa libert\u00e0, che, per il presidente della Regione Emilia-Romagna, testimonia il radicamento popolare di un partito che \u2013 pur all\u2019interno di un progetto nazionale e europeo \u2013 sa dare risposte alle domande che arrivano dalla base e dalle diverse realt\u00e0 locali.<\/p>\n<p>La speranza che nasce da questo seminario \u00e8 che, superando il reciproco sospetto, politica e cultura possano tornare almeno a collaborare per lo sviluppo concreto di una visione che superi i limiti di un disegno fondato esclusivamente sulla contingenza (spesso subita come coazione) e che dia conto della direzione verso la quale il PD vuole andare. Se vuole essere il punto di riferimento per quella \u00abparte\u00bb che crede ancora nella possibilit\u00e0 di una societ\u00e0 regolata e progressiva, orientata all\u2019inclusione e alla riduzione delle disuguaglianze, o se invece \u00e8 diretto altrove. E ci si augura che, alla fine, la decisione e la velocit\u00e0 non siano pagate con lo stravolgimento della vita democratica interna del partito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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