{"id":39279,"date":"2015-12-28T13:15:29","date_gmt":"2015-12-28T12:15:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39279"},"modified":"2015-12-31T12:28:39","modified_gmt":"2015-12-31T11:28:39","slug":"francofonia-larte-la-guerra-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2015\/12\/francofonia-larte-la-guerra-la-storia\/","title":{"rendered":"Francofonia. L\u2019arte, la guerra, la Storia."},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-39270\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1-229x300.jpg\" alt=\"Mise en page 1\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1-229x300.jpg 229w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1-780x1024.jpg 780w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1-1024x1344.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1-600x788.jpg 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Francofonia-1.jpg 1219w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abUn popolo \u00e8 circondato dall\u2019oceano, un essere umano ha un oceano in s\u00e9\u00bb afferma la voce narrante in <em>Francofonia \u2212 Il Louvre sotto occupazione<\/em> (<em>Le Louvre sous l\u2019Occupation<\/em>, Francia, Germania e Olanda, 2015, 88\u2019), l\u2019ultimo lavoro di Aleksandr Sokurov (la voce narrante nella versione originale), in concorso alla Settantaduesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Nelle scene iniziali del film il regista \u00e8 a casa sua in video-collegamento, tramite il <em>computer<\/em>, con il capitano Dirk, che al comando della sua nave \u2212 carica di opere d\u2019arte di inestimabile valore \u2212 sta affrontando, con grande pericolo, il mare in tempesta. Dirk sa che, prima o poi, sar\u00e0 costretto a fare una scelta: sottrarre alla bufera nave ed equipaggio e lasciare che le opere si inabissino sul fondo del mare, o tentare di salvarle. Sballottare l\u2019arte sull\u2019oceano \u00e8 disumano, riflette Sokurov. Sa molto bene che \u00able forze del mare e della Storia sono cos\u00ec: senza coscienza, senza morale\u00bb, e che l\u2019uomo e la sua opera sono sempre esposti al rischio e alla contingenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fu per il XX secolo, che inizi\u00f2 con la Grande guerra. Cos\u00ec fu per Parigi, minacciata dalla barbarie nazista. Era il 14 giugno 1940, e il nuovo padrone tedesco entrava in citt\u00e0. Parigi era vuota, ma due uomini, sia pur nemici tra loro, sapevano che la sua anima \u2212 il Louvre \u2212 doveva essere preservata. A tal fine il conte Franziskus von Wolff Metternich (Benjamin Utzerath) \u2212 nominato dall\u2019alto comando della Wermacht a capo della <em>Kunstschutz<\/em> in Francia (la commissione tedesca per la protezione delle opere d\u2019arte) \u2212 e Jacques Jaujard (Louis-Do de Lencquesaing) \u2212 direttore del museo del Louvre e <em>grand comis<\/em> dello Stato francese \u2212 unirono forze e ingegno per proteggere l\u2019enorme patrimonio artistico custodito nel museo e trasferirono la maggior parte delle sue opere in luoghi sicuri, lontani da Parigi. Inoltre, davanti a una direttiva di Ribbentrop che esigeva il trasferimento delle opere d\u2019arte nel territorio del <em>Reich<\/em>, Metternich \u2212 a rischio della vita e finch\u00e9 non venne rimandato in Germania, nel 1942 \u2212 prese tempo, salvando in tal modo dipinti e sculture dalla rapacit\u00e0 dei gerarchi nazisti. Una grande fortuna per la Francia \u2212 \u00abi tedeschi ti hanno riconosciuto il diritto di esistere\u00bb, afferma la voce narrante \u2212, un dono immenso per tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi vorrebbe una Francia senza Louvre? Chi saremmo senza i nostri musei, senza il nostro passato? E, soprattutto, cosa saremmo senza l\u2019Europa? A queste domande il regista russo risponde guidando lo spettatore \u2212 in un viaggio surreale e, per certi versi, commovente \u2212 dentro le sale del Louvre, indugiando, con la macchina da presa, sui particolari delle singole opere, per consentire di inquadrarne ogni dettaglio. E mentre chi guarda si perde nel piacere e nella nostalgia, ammirando i capolavori del passato \u2212 una mummia egizia, <em>La zattera della Medusa<\/em> di G\u00e9ricault, <em>La Libert\u00e0 che guida il popolo<\/em> di Delacroix, la <em>Gioconda<\/em>, <em>L\u2019incoronazione di Napoleone<\/em> di David, <em>Napoleone attraversa le Alpi<\/em> di Delaroche \u2212, nelle sontuose sale del museo si aggirano come spettri (quasi a suggerire che dietro la grandezza c\u2019\u00e8 sempre la violenza) quei personaggi-simbolo che, spargendo sangue e infliggendo lutti, hanno fatto superba la Nazione: Marianne (Johanna Korthals Altes), l\u2019emblema della Repubblica, che sussurra le parole d\u2019ordine della Rivoluzione, e Napoleone (Vincent Nemeth), che \u2212 mentre ammira le opere arrivate al Louvre grazie alle sue campagne militari \u2212 orgoglioso afferma: \u00abSinon pourquoi j\u2019aurais fait la guerre, si ce n\u2019est pour l\u2019art?\u00bb (Perch\u00e9 mai avrei fatto la guerra, se non per l\u2019arte?).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 molto in <em>Francofonia<\/em>. C\u2019\u00e8 Parigi, splendidamente ripresa dall\u2019alto grazie ad inquadrature a volo d\u2019uccello e rievocata attraverso immagini d\u2019epoca. C\u2019\u00e8 l\u2019Europa, con la sua arte e le sue guerre. C\u2019\u00e8 il Louvre, ma ci sono anche l\u2019Ermitage di Pietroburgo, minacciato dalle bombe tedesche durante l\u2019assedio di Leningrado, e il destino crudele che i nazisti riservarono alle popolazioni e alle opere d\u2019arte nell\u2019Est. C\u2019\u00e8, sullo sfondo, la Francia di Vichy, e le contraddizioni di due uomini \u2212 Metternich e Jaujard, un aristocratico tedesco e un repubblicano francese \u2212 che all\u2019obbedienza agli ordini anteposero una solida concretezza umanistica. Ci sono i volti del Louvre, frutto di una ricerca \u2212 l\u2019arte del ritratto \u2212 che solo l\u2019Occidente (e non \u00e8 un caso, sembra voler suggerire il regista) ha coltivato \u2212 \u00abChi sarei stato se non avessi potuto vedere gli occhi di coloro che vissero prima di me?\u00bb si chiede infatti Sokurov \u2212. Ci sono l\u2019insensatezza e i cupi terrori della guerra.<\/p>\n<p>Ma, passando attraverso tutta una serie di associazioni di idee e di immagini (esaltate da un abile dosaggio, in fase di montaggio, tra stacchi e dissolvenze), c\u2019\u00e8 soprattutto \u2212 protagonista \u2212 la forza della Storia. Ovvero il tema della precariet\u00e0 dell\u2019esistenza umana, cui l\u2019uomo da sempre cerca di sfuggire plasmando immagini e divinit\u00e0 a suo sostegno, innalzando citt\u00e0 e templi, celebrando se stesso con i capolavori del proprio ingegno. Che cos\u2019\u00e8 l\u2019arte se non il mezzo \u2212 altissimo \u2212 attraverso il quale l\u2019uomo si illude di non morire, e di durare attraverso i secoli? Si pu\u00f2 anche vivere nell\u2019illusione \u2212 Sokurov afferma, a un certo punto, che \u00abla mano crea la forma, prima del pensiero\u00bb \u2212. Ma la verit\u00e0 non pu\u00f2 essere occultata a lungo. Non dimentichiamo, infatti, le parole iniziali del regista: l\u2019uomo \u00e8 circondato da un oceano, e ha un oceano in s\u00e9. Alla fine il cargo in mezzo al mare si inabissa, e la tempesta vince. Sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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