{"id":39581,"date":"2016-03-06T14:03:01","date_gmt":"2016-03-06T13:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39581"},"modified":"2016-03-08T08:44:45","modified_gmt":"2016-03-08T07:44:45","slug":"critiche-della-tradizione-in-cina-rileggere-lu-xun-a-ottantanni-dalla-sua-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/03\/critiche-della-tradizione-in-cina-rileggere-lu-xun-a-ottantanni-dalla-sua-morte\/","title":{"rendered":"Critiche della tradizione in Cina: rileggere Lu Xun a ottant&#8217;anni dalla sua morte"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IVAN FRANCESCHINI<\/strong><\/p>\n<p>(a cura di <strong>Amina Crisma<\/strong>, in collaborazione con <strong>www.inchiestaonline.it<\/strong>)<\/p>\n<div id=\"post-main-37117\" class=\"post clearfix\"><\/div>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas ng-scope\"><\/div>\n<div>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/politica\/ivan-franceschini-leggere-lu-xun-quanto-e-importante-e-perche\/attachment\/lu-xun\/\" rel=\"attachment wp-att-37118\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37118\" title=\"LU Xun\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/LU-Xun.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"145\" \/><\/a><\/h2>\n<div><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/politica\/ivan-franceschini-leggere-lu-xun-quanto-e-importante-e-perche\/attachment\/lu-xun-2\/\" rel=\"attachment wp-att-37119\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37119\" title=\"Lu Xun 2\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Lu-Xun-2.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"145\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>In collaborazione con<strong> www.inchiestaonline.it<\/strong>, a ottant&#8217;anni dalla morte di <strong>Lu Xun (1881-1936)<\/strong> &#8211; grande scrittore cinese del Novecento, critico di ogni conformismo, attualmente espunto dalle antologie scolastiche della RPC &#8211; diffondiamo una parte dell&#8217; introduzione di Ivan Franceschini al volume di Lu Xun da lui tradotto e curato\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/sulla-altre-antiche-storie-rinarrate\/dp\/889733265X\" target=\"_blank\">Fuga sulla luna e altre antiche storie rinarrate<\/a> (ObarraO, Milano, 2014), diffusa in rete da China Files il 16 maggio 2014. I due francobolli qui riprodotti sono stati emessi nel 1951, per commemorare il 15\u00b0 anniversario della morte dello scrittore. <\/em><\/div>\n<div>Cos\u00ec scriveva nel 1919 Lu Xun, il pi\u00f9 grande autore cinese moderno, dando voce a quell\u2019\u201c<strong>antitradizionalismo totalizzante<\/strong>\u201d condiviso all\u2019epoca da tanti intellettuali coinvolti nel Movimento del Quattro maggio, una mobilitazione popolare nata da rivendicazioni antimperialiste che fin\u00ec per farsi fautrice di un pi\u00f9 vasto rinnovamento sociale, politico e spirituale. Anche nel contesto radicale di quella generazione, Lu Xun si distinse per la veemenza della sua critica alla tradizione cinese \u2013 in particolare confuciana \u2013 che in varie occasioni non esit\u00f2 a descrivere come un\u2019istigazione al cannibalismo o addirittura una sorta di sifilide del pensiero. Celebri sono le parole che egli attribuisce alla penna del protagonista di Diario di un pazzo, il racconto con cui raggiunse la notoriet\u00e0 nel 1918:<em>Ogni cosa richiede di essere studiata a fondo per essere compresa. Mi par di ricordare, seppure vagamente, che da tempo immemorabile la gente mangia spesso i propri simili. Sfogliando i libri di storia non trovo nessuna data, solamente quei bei principi confuciani di \u201cbenevolenza e moralit\u00e0\u201d scritti in lungo e in largo. Nel rileggerli con attenzione in una delle mie notti insonni, finalmente ho visto cosa si nasconde negli spazi vuoti tra una riga e l\u2019altra, fino a riempire tutti i libri: le parole \u201c<a href=\"http:\/\/china-files.com\/it\/link\/17500\/sinologie-salvate-i-bambini\" target=\"_blank\">mangia uomini<\/a>\u201d!<\/em>Per comprendere le ragioni di tanta\u00a0<strong>acrimonia <\/strong>\u2013 che a un lettore occidentale potrebbe sembrare fuori luogo \u2013 \u00e8 importante ricordare come la Cina di epoca tardoimperiale e repubblicana fosse in pieno declino, piagata da continue rivolte interne e da pretese sempre pi\u00f9 esose da parte delle grandi potenze; come ogni tentativo di modernizzazione dell\u2019apparato politico ed economico cinese fosse stato soffocato sul nascere dall\u2019opposizione di funzionari che sostenevano la necessit\u00e0 di aderire acriticamente alla tradizione; come ogni speranza di rinnovamento legata alla nascita della nuova Repubblica fosse stata tradita dall\u2019emergere di fazioni politiche e militari in perenne lotta, le quali non si fecero scrupoli a spartirsi il Paese.Pi\u00f9 di tutto, bisogna pensare che nella\u00a0<a href=\"http:\/\/china-files.com\/it\/link\/38274\/sinologie-chen-duxiu-patriottismo-coscienza-e-comunismo\" target=\"_blank\">Cina di inizio secolo<\/a> l\u2019educazione era ancora in larga parte basata su testi filosofici e politici compilati secoli, se non millenni, prima e che la produzione letteraria era composta in una lingua classicizzante completamente disgiunta da quella che era la lingua parlata nel quotidiano. In linea con molti altri intellettuali del Quattro maggio, Lu Xun sosteneva fosse necessario\u00a0<strong>emanciparsi dalla tradizione<\/strong> e rinnovare il linguaggio per condurre la Cina sulla via del progresso.<\/p>\n<p>Tuttavia, una lettura degli scritti pi\u00f9 rappresentativi tra quelli raccolti nei venti volumi della pi\u00f9 recente edizione (2012) dell\u2019opera omnia di questo autore \u00e8 sufficiente a dare un\u2019idea di quelle che Simon Leys ha definito le \u201c<strong>sconcertanti ambiguit\u00e0<\/strong>\u201d di Lu Xun, i continui \u201cdubbi, esitazioni, ripensamenti e riserve mentali\u201d che spesso rendevano lo scrittore inviso pi\u00f9 ai suoi compagni che ai suoi avversari. Come ogni altro aspetto di un pensiero profondamente e consapevolmente asistematico, anche l\u2019antitradizionalismo di Lu Xun non \u00e8 scevro di sfumature e contraddizioni.<\/p>\n<p>[&#8230;] Altrettanto spiazzante per un campione del progresso quale Lu Xun \u00e8 il senso di disperazione che traspare dalle sue opere nei confronti dell\u2019incapacit\u00e0 della Cina di rinnovarsi. Celebre in questo senso \u00e8 l\u2019immagine della \u201c<strong>stanza di ferro<\/strong>\u201d (tiewu), descritta nell\u2019introduzione a Chiamata alle armi, raccolta di racconti del 1923:<\/p>\n<p><em>Immagina una casa di ferro, senza finestre e indistruttibile, con dentro tanta gente addormentata sul punto di morire asfissiata. Stando cos\u00ec le cose, la morte li coglier\u00e0 nel sonno e quantomeno non conosceranno le pene dell\u2019agonia. Ora, se tu inizi a gridare e svegli quelli dal sonno pi\u00f9 leggero, costringendo questi poveracci a soffrire il tormento di una morte inevitabile, ti sembra di far loro un favore?<\/em><\/p>\n<p>L\u2019intera opera di Lu Xun \u00e8 attraversata da\u00a0<strong>un\u2019intensa contraddizione<\/strong> tra l\u2019impulso attivo a chiamare i propri compatrioti \u201calle armi\u201d \u2013 seppur in una lotta metaforica contro l\u2019oscurantismo della tradizione \u2013 e la passivit\u00e0 della rassegnazione di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare un cambiamento autentico. Negli anni, Lu Xun si abbandon\u00f2 in varie occasioni al suo innato pessimismo, una vena negativa che si accentu\u00f2 dopo gli eventi della primavera del 1927, quando anche le limitate speranze riposte nella Rivoluzione Nazionalista promossa prima da Sun Yatsen e poi da Chiang Kaishek si infransero di fronte all\u2019ondata di \u201cterrore bianco\u201d seguita alla rottura del fronte comune tra nazionalisti e comunisti.<\/p>\n<p>Negli anni successivi, pur schierandosi nettamente dalla parte dei comunisti e dei sostenitori della \u201cletteratura rivoluzionaria\u201d, Lu Xun non super\u00f2 mai il trauma di vedere tanti giovani, la cui azione politica era stata ispirata dai suoi scritti, massacrati uno dopo l\u2019altro, e continu\u00f2 a insistere sulla necessit\u00e0 di osservare la realt\u00e0 \u201c<strong>tenendo gli occhi ben aperti<\/strong>\u201d (zheng le yan kan), andando oltre ogni ideologia e ogni retorica. Come si evince da un celebre scritto del settembre del 1927 \u2013 qui ripreso nella traduzione di Edoarda Masi \u2013 il dubbio e la disperazione rimanevano sempre sullo sfondo:<\/p>\n<p><em>Una volta ho detto che la storia della Cina \u00e8 un susseguirsi di banchetti di carne umana, con quelli che mangiano e quelli che vengono mangiati. Anche quelli mangiati a volte mangiano uomini, e quelli che mangiano possono venire mangiati. Ora ho scoperto che anch\u2019io ho collaborato al succedersi dei banchetti. Signore, lei ha letto le mie opere; ora le pongo una domanda: la loro lettura l\u2019ha paralizzato o le ha dato chiarezza; l\u2019ha confuso o le ha dato energia? <\/em><\/p>\n<p><em>Nel secondo caso, il mio giudizio \u00e8 provato per una buona met\u00e0. Nei banchetti cinesi ci sono i \u201cgamberi al vino\u201d: pi\u00f9 i gamberi sono freschi e vivi, pi\u00f9 sono soddisfatti quelli che li mangiano. Io ho aiutato a preparare questi gamberi al vino, ho chiarito le menti dei giovani ingenui e infelici e ho stimolato la loro coscienza, ho fatto s\u00ec che imbattendosi nella sventura provassero un dolore raddoppiato; e nello stesso tempo, che quanti li odiano traessero piacere da questo dolore pi\u00f9 intelligente e ne avessero un divertimento imprevisto.<\/em><\/p>\n<p>Lu Xun mor\u00ec nell\u2019ottobre del 1936, prima che la Rivoluzione Comunista giungesse a compimento. Sebbene in vita avesse avuto cura di tenere a debita distanza coloro che avevano cercato di servirsi del suo nome per una scalata alla notoriet\u00e0 e al successo, inclusi non pochi compagni nelle schiere della sinistra, negli anni successivi alla sua morte, la leadership comunista, all\u2019epoca basata a Yan\u2019an, ebbe mano libera nel manipolare l\u2019eredit\u00e0 letteraria e intellettuale dello scrittore, che in breve tempo fu elevato al rango di\u00a0<strong>nume tutelare della rivoluzione<\/strong>.<\/p>\n<p>[&#8230;] Il Lu Xun d\u2019epoca maoista era\u00a0<strong>un perfetto esempio di \u201cbis-pensiero\u201d orwelliano<\/strong>, un modo per dire tutto e il contrario di tutto attraverso un collage di citazioni estratte a casaccio dalla quasi ventennale produzione letteraria dello scrittore. In questo, Lu Xun si era mostrato straordinariamente preveggente, tanto che in un testo del 1934 aveva scritto:<\/p>\n<p><em>La sfortuna di uno scrittore non \u00e8 tanto essere attaccato o ignorato mentre \u00e8 in vita. Ci\u00f2 che \u00e8 veramente tragico \u00e8 se, una volta morto, le sue parole e azioni sono dimenticate e buffoni pretendono di essere suoi amici e dicono questo e quello per diventare famosi o arricchirsi, servendosi di un cadavere come strumento per ottenere notoriet\u00e0 e profitto.<\/em><\/p>\n<p>Nelle continue e imprevedibili oscillazioni del pendolo della storia, dopo la morte di Mao e l\u2019avvio delle riforme, le autorit\u00e0 di Pechino hanno cercato di recuperare la tradizione cinese, in particolare confuciana, nella funzione di instrumentum regni. Allo stesso tempo, il Lu Xun posticcio d\u2019epoca maoista \u00e8 stato gradualmente relegato a un ruolo marginale nel discorso ufficiale, una mossa che ha aperto nuovi spazi per\u00a0<strong>un recupero dello scrittore nella sua dimensione umana e storica<\/strong>. [\u2026]<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che Lu Xun goda di\u00a0<strong>nuova linfa su Internet<\/strong>, dove sempre pi\u00f9 spesso i cittadini cinesi si riappropriano delle sue parole per criticare l\u2019operato delle autorit\u00e0. Eva Shan Chou ha rilevato come nel 1989, all\u2019epoca del Movimento per la democrazia, gli studenti in piazza citassero diffusamente nei propri slogan e pamphlet i classici\u00a0Diario di un pazzo e\u00a0In morte di Liu Hezhen. Quest\u2019ultimo, scritto da Lu Xun per commemorare una sua studentessa uccisa dalle forze di polizia nel corso di una manifestazione pacifica nella Pechino del 1926, ha avuto poi larga diffusione in rete nel 2005, quando gli utenti hanno iniziato a condividerlo in segno di protesta contro la violenta repressione di una serie di rivolte contadine.<\/p>\n<p>Similmente, nell\u2019ottobre del 2013,<strong> un fotomontaggio<\/strong> di Lu Xun in divisa da carcerato, accompagnato dalle didascalie \u201cNon ho scritto io questi articoli\u201d e \u201cNon ho visto Liu Hezhen venire colpita\u201d, ha fatto la sua comparsa su Internet in risposta all\u2019ennesima campagna intimidatoria delle autorit\u00e0 cinesi contro le voci critiche online.<\/p>\n<p>Nel 2007, sempre la rete \u00e8 stata l\u2019arena in cui i cittadini hanno dato voce alla propria opposizione ai piani governativi di\u00a0<a href=\"http:\/\/china-files.com\/it\/link\/8124\/lu-xun-non-insegna-piu-nulla\" target=\"_blank\">ridurre la presenza degli scritti di Lu Xun nei testi scolastici per le scuole superiori di Pechino<\/a>, a favore di selezioni pi\u00f9 neutre dall\u2019opera di Louis Cha, un noto autore di romanzi di cappa e spada. Di fronte alla progressiva cancellazione dei brani di Lu Xun dalle antologie scolastiche, cos\u00ec ha scritto un anonimo commentatore in un post che negli ultimi quattro anni \u00e8 periodicamente ricomparso sul web cinese:<\/p>\n<p>Lu Xun \u00e8 stato mandato fuori dalle palle [dai libri scolastici] perch\u00e9 la societ\u00e0 di oggi non ha bisogno di \u201cpugnali e lance\u201d, ma di inni, cosmetici e anestetici. [\u2026]<\/p>\n<\/div>\n<div><strong>IVAN FRANCESCHINI<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"photo\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/userphoto\/21.thumbnail.jpg\" alt=\"Ivan Franceschini\" width=\"80\" height=\"80\" \/><\/p>\n<div id=\"post-main-37117\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"auth-bio clearfix\">\n<div class=\"bio\">\n<p><strong>About Ivan Franceschini<\/strong>:\u00a0 Ha conseguito il Dottorato in Lingue, culture e societ\u00e0 presso l&#8217;Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari di Venezia; oggi \u00e8 Marie Curie Fellow presso l&#8217;<em>Australian Centre on China in the World<\/em> (Canberra) con un progetto di ricerca sul lavoro cinese in prospettiva globale. Blogger di\u00a0<em>Cineresie<\/em>, ha realizzato insieme a Tommaso Facchin il documentario\u00a0<a href=\"http:\/\/china-files.com\/it\/link\/11745\/dreamwork-china-una-classe-operaia-moderna\" target=\"_blank\"><em>Dreamwork China<\/em><\/a>. Ha vissuto in Cina dal 2006 e poi in Cambogia per un anno e mezzo. Ha pubblicato nel 2009 <em>Cronache dalle fornaci cinesi<\/em> (Cafoscarina); nel 2010 ha curato<em> Germogli di societ\u00e0 civile in Cina<\/em> (Brioschi) insieme a Renzo Cavalieri; nel 2012 ha scritto il libro <em>Cina.net. Post dalla Cina del nuovo millennio,<\/em> Ed. ObarraO. Nel 2015 ha curato il rapporto <em>Made in China 2014<\/em> per conto dell&#8217;Iscos Cisl; sempre nel 2015 ha curato e tradotto il libro di Lu Xun, <em>Fuga sulla luna e altre antiche storie rinarrate<\/em>, Ed. ObarraO , Milano.<\/p>\n<p>(a cura di <strong>Amina Crisma<\/strong>, in collaborazione con <strong>www.inchiestaonline.it<\/strong>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IVAN FRANCESCHINI (a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it) In collaborazione con<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":39594,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75,1],"tags":[106,531,533,532],"class_list":["post-39581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-osservatorio-cina","category-primo-piano","tag-cina","tag-cina-lu-xun-critica-della-tradizione","tag-critica-della-tradizione","tag-lu-xun"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39581"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39595,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39581\/revisions\/39595"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}