{"id":39611,"date":"2016-03-13T13:47:04","date_gmt":"2016-03-13T12:47:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39611"},"modified":"2016-03-14T12:55:43","modified_gmt":"2016-03-14T11:55:43","slug":"lambigua-rinascita-del-confucianesimo-come-strumento-di-governo-ritorno-a-confucio9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/03\/lambigua-rinascita-del-confucianesimo-come-strumento-di-governo-ritorno-a-confucio9\/","title":{"rendered":"L&#8217;ambigua rinascita del confucianesimo come strumento di governo. Ritorno a Confucio\/9"},"content":{"rendered":"<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas ng-scope\"><strong>di MARCO FUMIAN<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas ng-scope\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas ng-scope\">(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-39618 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg.jpg\" alt=\"MFumian_lg\" width=\"485\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg.jpg 834w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg-300x300.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MFumian_lg-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Prosegue con questo intervento di<strong> Marco Fumian <\/strong>(ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 di Chieti-Pescara,dove insegna Lingua e Ltteratura cinese moderna, nella foto) \u00a0il dibattito a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it, sul libro di Maurizio Scarpari, <\/em>Ritorno a Confucio<em>. I precedenti interventi di Ester Bianchi, Attilio Andreini, Giangiorgio Pasqualotto, Paola Paderni, Luigi Moccia, Ignazio Musu e Guido Samarani sono stati pubblicati nella rubrica \u201cOsservatorio Cina\u201d di questa rivista . Il prossimo intervento \u00e8 di Umberto Bresciani. Questo testo \u00e8 stato ripreso d www.sbilanciamoci.info.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro di Maurizio Scarpari,\u00a0<em>Ritorno a Confucio. La Cina di oggi fra tradizione e mercato<\/em> (Il Mulino, Bologna, 2015) \u00e8 un libro che parla, come dice il titolo stesso, della Cina di oggi. Che ne descrive, come spiega l\u2019autore, \u201cil paradosso\u201d. Un paese che se da un lato, nel corso di pochi decenni, ha saputo realizzare una crescita economica miracolosa, riuscendo a \u201cmigliorare in modo consistente le condizioni di vita di gran parte della popolazione e a raggiungere uno status internazionale di primo piano\u201d, dall\u2019altro, in conseguenza del suo frenetico sviluppo, ha dovuto pagare prezzi altissimi, avendo tale sviluppo fatto insorgere \u201csquilibri e sperequazioni gravi che hanno messo a dura prova la tenuta sociale e ingenerato un diffuso senso di crisi.\u00c8 sui principali problemi della Cina di oggi che l\u2019autore anzitutto si sofferma, in particolare nella prima parte del libro. Con lucidit\u00e0 e ricchezza di dati, Scarpari illustra le disuguaglianze sociali createsi a partire dall\u2019affermazione dell\u2019economia di mercato, osservando come se da una parte si contano oggi in Cina \u201cpi\u00f9 miliardari che in qualsiasi altro paese al mondo, Stati Uniti esclusi, dall\u2019altra milioni di persone vivono ancora in condizioni di estrema precariet\u00e0, prive di reali tutele per il presente e di garanzie per il futuro\u201d. E descrive il crescente disagio che le trasformazioni sociali hanno prodotto: la disgregazione dei legami interpersonali causati dalla \u201cprogressiva atomizzazione della vita sociale\u201d; il \u201cmalessere profondo\u201d dei gruppi sociali svantaggiati (composti soprattutto dalla popolazione rurale) a cui l\u2019accesso al welfare \u00e8 in larga parte negato; \u201cla crescente ansia dovuta alla sempre pi\u00f9 accesa competizione\u201d; il \u201cvuoto esistenziale e morale\u201d, cos\u00ec come \u201cl\u2019individualismo e il cinismo\u201d, causati dalla \u201cmancanza di un sistema di valori a cui fare riferimento\u201d. Per non parlare del dilagante fenomeno della corruzione politica, che l\u2019autore icasticamente riprende rendendolo in tutta la sua magnitudine pantagruelica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel trattare dei suddetti problemi sociali, Scarpari focalizza la sua attenzione sull\u2019azione politica dell\u2019attuale leader del Partito Comunista Cinese (Pcc), Xi Jinping, il quale, da quando \u00e8 salito al potere nel 2012, \u201cha avviato una profonda ristrutturazione del paese, mirata a correggere le molte disfunzioni e diseguaglianze createsi durante il periodo del boom economico, e ha aperto una stagione di grande espansione politica, economica e culturale, tesa a creare un\u2019immagine rassicurante della Cina e un\u2019alternativa convincente all\u2019egemonia statunitense\u201d. Xi Jinping, sin dall\u2019inizio del suo mandato, ha lanciato una serie di ambiziose riforme strutturali (al momento solo in minima parte effettivamente avviate), fra cui spicca per ora la revisione del sistema giudiziario; nel mentre, si \u00e8 segnalato per la sua poderosa campagna contro la corruzione, volta a punire i funzionari disonesti e a moralizzare la vita politica ed economica del paese. Inoltre, ha incisivamente ridisegnato le forme e i contenuti dell\u2019ideologia ufficiale imperniandoli attorno allo slogan ormai famoso del \u201csogno cinese\u201d: un concetto elusivo e proteiforme che, ridotto ai minimi termini, consiste nell\u2019ideale di far \u201crinascere la grande nazione cinese\u201d, ovvero di riportare la Cina, concepita come una civilt\u00e0 antichissima e unica, creatrice nei secoli di una cultura ricchissima, allo splendore e alla centralit\u00e0 che l\u2019hanno a lungo caratterizzata nella sua storia. Lo scopo \u00e8 sia quello di unire i cinesi in un orgoglioso legame di appartenenza a una comunit\u00e0 nazionale, a una tradizione culturale e a un destino storico collettivo che si vogliono immaginare come indissolubili, sia di promuovere nel mondo una visione positiva della Cina e della sua peculiare cultura per finalit\u00e0 di\u00a0<em>soft power<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo interesse per la cultura cinese tradizionale, o meglio per l\u2019uso che si propone di farne il Pcc, che costituisce l\u2019anima del libro di Maurizio Scarpari. Se\u00a0<em>Ritorno a Confucio<\/em>parla infatti della Cina di oggi, lo fa a partire da una prospettiva particolare, quella del recupero dei valori tradizionali, principalmente di matrice confuciana, promosso oggi dal Partito Comunista al fine di governare la Cina (e non solo). Come spiega lo stesso Scarpari: \u201c\u00c8 alla propria tradizione e a quei principi di governo che hanno mantenuto unito, pur tra alterne vicende, l\u2019impero per oltre due millenni che guardano oggi con rinnovato interesse i leader cinesi. Teorie e concezioni che sembravano abbandonate sono oggi rivisitate e riformulate nella consapevolezza che lo sviluppo dell\u2019economia non pu\u00f2 procedere ulteriormente senza il sostegno di quei valori, di quegli ideali e di quelle credenze religiose che hanno tenuto insieme cos\u00ec a lungo etnie e culture diverse. L\u2019ideologia dominante all\u2019interno del Pcc si rif\u00e0 sempre pi\u00f9 a dottrine e ideali propri di sistemi di pensiero \u2013 primo fra tutti il confucianesimo \u2013 fino a poco tempo fa messi al bando perch\u00e9 ritenuti contrari all\u2019edificazione di una moderna societ\u00e0 socialista. Rispetto al pi\u00f9 recente passato si tratta di un\u2019inversione di rotta che esprime la volont\u00e0 di riappropriarsi di un sistema etico sviluppatosi nel corso dei secoli e ritenuto funzionale alla costruzione di una nuova moralit\u00e0 di stampo socialista che sappia parlare il linguaggio dell\u2019uomo, della solidariet\u00e0 e della condivisione, non solo quello dell\u2019economia e dell\u2019individualismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dunque da queste osservazioni l\u2019autore \u2013 che di mestiere \u00e8 sinologo, ed \u00e8 un autorevole esperto del pensiero cinese classico, in primis quello confuciano \u2013 illustra nella seconda parte del libro i principi etici e politici tradizionali abbracciati dalla leadership comunista, soffermandosi su concetti basilari del pensiero confuciano come il \u201cgoverno della virt\u00f9\u201d, la nozione di \u201carmonia\u201d e il valore-cardine dell\u2019\u201camore filiale\u201d, una virt\u00f9 che, prescrivendo all\u2019individuo la deferenza non solo nei confronti dei genitori ma anche nei confronti degli anziani e dei superiori in genere, serve da fondamento per il mantenimento dell\u2019ordine non solo familiare ma sociale tout court. Anche qui vale la pena di riportare le parole dell\u2019autore, riferite agli ideali politici confuciani che l\u2019attuale leadership fa mostra di voler applicare: \u201cFine ultimo dell\u2019azione politica \u00e8 realizzare il bene del popolo, che deve essere guidato con saggezza e lungimiranza da persone capaci e preparate, selezionate in base al merito, che facciano prevalentemente uso della persuasione morale piuttosto che di sistemi coercitivi basati su leggi e punizioni. La pratica di governo dovrebbe tendere a diffondere a strati sempre pi\u00f9 ampi di popolazione comportamenti ispirati all\u2019amore per il prossimo e alla rettitudine, promossi da governanti virtuosi e da amministratori onesti, ponendo come fondamento della giustizia l\u2019esempio e non la punizione dei crimini, poich\u00e9 la repressione indurrebbe alla paura e all\u2019inganno e non all\u2019educazione del popolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ritorno a Confucio<\/em> \u00e8 un lavoro molto importante, proprio perch\u00e9 sa unire l\u2019osservazione meticolosa della realt\u00e0 sociale della Cina odierna con l\u2019indagine di alcune delle pi\u00f9 significative dinamiche culturali che la governano. La maggior parte degli studi sulla Cina prodotti oggi in Italia tendono a oscillare fra i due poli del sapere accademico \u2013 spesso \u201csinologicamente\u201d informato ma confinato fra gli steccati degli specialisti \u2013 e del sapere divulgativo non sinologico \u2013 che nel descrivere le dinamiche soprattutto politiche ed economiche cinesi rinuncia a chiarirne le logiche culturali che le muovono. Il libro di Scarpari questi poli li fonde, e per questo fa scuola. L\u2019autore presta la sua profonda conoscenza dei principi e dei valori fondanti della politica cinese tradizionale per interpretare la teoria e la prassi politica di oggi, e trasporta l\u2019acribia del filologo classico nel presente per compulsare i discorsi degli attuali governanti cinesi. E nel far questo, ci d\u00e0 delle lezioni importanti. Ci mostra infatti che il passato, la tradizione, certe strutture culturali profonde, non possono essere semplicemente cancellate dalla modernizzazione, e che esse ritornano, si rigenerano, si trasformano (o meglio sono trasformate da chi le riusa). Che non esiste un modello unico e necessario di modernit\u00e0 (quello \u201coccidentale\u201d), e che la Cina sta investendo tantissimo per costruirne uno proprio, edificandolo anche sul terreno della propria tradizione. Che per conoscere la Cina dobbiamo saper togliere le troppo comode lenti culturali eurocentriche, per provare a capire invece anche come la Cina vuol pensare se stessa (o meglio come la pensano i suoi governanti). L\u2019influenza della Cina nel mondo \u00e8 ormai enorme, per cui \u201cmigliorare la nostra conoscenza della Cina significa migliorare la conoscenza di noi stessi e della realt\u00e0 in cui vivremo nel prossimo futuro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va infine detto che, se Scarpari si mostra sincero ammiratore della cultura tradizionale cinese, pure non lesina di sottolineare l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019uso che di questa ne sta facendo il Partito Comunista. Nel parlare del\u00a0<em>soft power <\/em>cinese, per esempio, nota come esso \u201cstenti ad affermarsi nel mondo\u201d perch\u00e9 la cultura che si tenta di esportare \u00e8 troppo \u201ccondizionata da rigide politiche di governo\u201d e tende a \u201cconfondersi con la mera propaganda politica\u201d. Rileva anche come alla base dell\u2019energico interventismo di Xi Jinping vi sia, prioritaria, la volont\u00e0 di conservare il potere del Partito Comunista, gravemente delegittimato e conseguentemente messo in crisi dalla sua stessa mastodontica corruzione e dalle reiterate rivendicazioni di maggior giustizia e libert\u00e0 provenienti da molti ambiti della societ\u00e0 cinese. In questo senso, il recupero selettivo dei valori confuciani come collante politico e sociale e il nazionalismo culturale del \u201csogno cinese\u201d vanno letti come antidoto e come alternativa alle istanze democratiche che il partito rigetta perch\u00e9 sa che condurrebbero inevitabilmente alla sua dissoluzione. Non \u00e8 un caso che un grande impulso alla rivalutazione della figura di Confucio fu dato dal Pcc proprio alla fine del 1989, pochissimi mesi dopo i fatti di Tian\u2019anmen, quando Deng Xiaoping aveva represso le proteste democratiche accusandole di voler istituire \u201cuna repubblica borghese dipendente dall\u2019Occidente\u201d. Come non \u00e8 un caso che mentre Xi Jinping, in questi ultimissimi anni, si dava da fare per ri-confucianizzare l\u2019ideologia ufficiale, pure mostrava la sua fedelt\u00e0 al maoismo nell\u2019ordinare ai funzionari politici di lottare contro i vizi \u201ccapitalisti\u201d della cultura occidentale, come il \u201ccostituzionalismo democratico\u201d, i \u201cvalori universali\u201d, la \u201csociet\u00e0 civile\u201d e la \u201clibert\u00e0 di stampa\u201d. In questo senso, se \u201ccultura occidentale\u201d \u00e8 per il partito sinonimo di \u201cdemocrazia\u201d, allora \u201ccultura tradizionale\u201d \u00e8 metafora di \u201cautoritarismo\u201d. Il rischio \u00e8 che, qualora il partito riducesse, essenzializzandolo, l\u2019immenso ed eterogeneo patrimonio della cultura cinese tradizionale a quei pochi principi che servono a garantire la sottomissione della societ\u00e0, il dominio del partito, e l\u2019affermazione degli interessi politici di quest\u2019ultimo nel mondo, non solo i cinesi perderebbero un\u2019occasione per dire qualcosa sulla Cina che realmente vogliono, ma pure la Cina tutta perderebbe l\u2019occasione per conoscere realmente se stessa e per costruire una fiorente civilt\u00e0 del futuro in grado di unire, come vorrebbero i suoi leader, il meglio della propria cultura tradizionale con il meglio della moderna cultura occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MARCO FUMIAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(dibattito a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"photo\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/userphoto\/367.thumbnail.jpg\" alt=\"Marco Fumian\" width=\"80\" height=\"80\" \/><\/p>\n<div class=\"cancel-comment-reply\">\n<div class=\"auth-bio clearfix\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"bio\">\n<p><strong>About Marco Fumian<\/strong>: Marco Fumian \u00e8 ricercatore presso l&#8217;Universit\u00e0 di Chieti-Pescara,dove insegna lingua e letteratura cinese moderna. Dedito allo studio della cultura cinese moderna e contemporanea, \u00e8 soprattutto interessato a indagare le principali tendenze ideologiche dominanti della Cina di oggi. Ha pubblicato il libro<em> Figli unici. Letteratura, societ\u00e0 e ideologia nella Cina Contemporanea,<\/em> Libreria Editrice Cafoscarina, Venezia 2012.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO FUMIAN (a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it) Prosegue con questo<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":39617,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-39611","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39611"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39628,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39611\/revisions\/39628"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}