{"id":39722,"date":"2016-03-31T16:12:02","date_gmt":"2016-03-31T14:12:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39722"},"modified":"2016-04-01T17:00:45","modified_gmt":"2016-04-01T15:00:45","slug":"la-vecchia-hollywood-dei-fratelli-coen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/03\/la-vecchia-hollywood-dei-fratelli-coen\/","title":{"rendered":"La vecchia Hollywood dei fratelli Coen"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ave-cesare-film-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-39724\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ave-cesare-film-2-300x160.jpg\" alt=\"ave-cesare-film-2\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ave-cesare-film-2-300x160.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ave-cesare-film-2-600x320.jpg 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ave-cesare-film-2.jpg 740w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Hollywood, negli anni Cinquanta, c\u2019\u00e8 un direttore di produzione insostituibile. Si chiama Eddie Mannix (un fantastico Josh Brolin). \u00c8 fervente cattolico, innamorato della propria famiglia e completamente dedito al lavoro. Ma, soprattutto, Eddie \u00e8 il <em>fixer<\/em> \u2212 il risolutore di problemi \u2212 della Capitol Pictures.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assistito dall\u2019efficientissima segretaria Natalie (Heather Goldenhersh) \u2212 il sogno dei capi pi\u00f9 seri ed esigenti \u2212, Mannix \u00e8 l\u2019uomo che salva carriere e vite private di divi capricciosi e irresponsabili, e risolve ogni tipo di problema che possa nascere dentro o fuori gli <em>Studios<\/em>, tenendo a bada la pettegola stampa sempre in cerca di uno scandalo. Ad esempio lo vediamo imporre &#8211; per soddisfare le richieste di un <em>boss<\/em> della <em>major<\/em> per cui lavora &#8211; l\u2019attore di film <em>western<\/em> Hobie Doyle (Alden Ehrenreich) \u2212 bravo a cavalcare, ma incapace di recitare \u2212 come protagonista di un film in costume al sofisticato regista Laurence Lorentz (un Ralph Fiennes che si ispira a Vincente Minnelli). Poi, si precipita sul <em>set<\/em> della diva\u2212sirena DeeAnna Moran (una magnifica Scarlett Johansson) per convincerla a sposarsi, per non causare un danno alla propria immagine, dal momento che aspetta un bambino. Inoltre, poich\u00e9 gli <em>Studios<\/em> stanno girando un <em>kolossal<\/em> dal titolo <em>Ave, Cesare!<\/em> \u2212 che racconta una storia sul Cristo e che ha per protagonista un tribuno romano interpretato dalla <em>star<\/em> Baird Whitlock (George Clooney) \u2212 Mannix, che \u00e8 un uomo serio con una visione alta del proprio lavoro (totale \u00e8 infatti la sua dedizione al \u00absistema\u00bb), organizza un incontro fra un prete cattolico, un ortodosso, un protestante e un rabbino per accertarsi che il film non scontenti nessuna fede. Per stare pi\u00f9 vicino alla famiglia e allontanarsi da un mestiere che impegna le sue forze senza un attimo di tregua, Eddie sta tuttavia valutando la possibilit\u00e0 di accettare la proposta di lavoro della Lockheed e di lasciare gli <em>Studios<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inaspettatamente, per\u00f2, Mannix si trova di fronte a un caso difficile: Baird Whitlock \u00e8 scomparso proprio prima di girare la scena finale, e pi\u00f9 importante, del film. Non si tratta di una banale fuga volontaria cui sarebbe facile porre rimedio: la <em>star<\/em>, infatti, \u00e8 stata rapita, come si vedr\u00e0, da un\u2019organizzazione che si fa chiamare <em>The Future<\/em>, che chiede un riscatto di centomila dollari per liberarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizia cos\u00ec <em>Ave, Cesare!<\/em> (<em>Hail, Caesar!<\/em>, USA, 2016, 106\u2019), l\u2019ultimo esilarante film di Joel e Ethan Coen, attraverso il quale i due fratelli di Minneapolis costruiscono con abilit\u00e0 e leggerezza una critica a tratti grottesca dell\u2019industria cinematografica e delle sue interne contraddizioni, e \u2212 contemporaneamente \u2212 testimoniano un grande rispetto e un amore affettuoso e forse nostalgico per l\u2019et\u00e0 d\u2019oro di Hollywood \u2212 potendo contare sull\u2019apporto prezioso di un maestro della fotografia come Roger Deakins, sulla bella colonna sonora di Carter Burwell e sulla prestazione inappuntabile dello scenografo Jess Gonchor, che ha lavorato sul materiale d\u2019archivio per restituire l\u2019ambiente degli <em>Studios<\/em> il pi\u00f9 possibile fedele all\u2019originale \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione del \u00abcirco\u00bb che sta dietro al cinema e che ne \u00e8 parte imprescindibile \u2212 con le sue ipocrisie, la sua vacuit\u00e0, le sue <em>star<\/em> cialtronesche e fatue, regine (ma in realt\u00e0 pedine) di un mondo infantilmente semplice \u2212 \u00e8 il pretesto narrativo di cui si servono i due registi per mostrare le contraddizioni di un\u2019epoca apparentemente ingenua e sempliciotta, ma interamente dominata dalla forza di penetrazione, anche psicologica, della macchina capitalista fordista, e dalla guerra fredda (mentre l\u2019ombra lunga del maccartismo scatena una paranoia sociale che fa vittime soprattutto a Hollywood, il luogo di costruzione della narrazione della potenza americana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tutto \u00e8 raccontato alla maniera dei Coen, cio\u00e8 con intelligenza e ironia. Ogni elemento si incastra alla perfezione in quest\u2019opera, che \u00e8 soprattutto \u2212 anche per le continue citazioni e i rimandi a film e protagonisti della vecchia Hollywood \u2212 un omaggio al cinema e a un\u2019epoca immortalati proprio nel momento in cui stanno per tramontare. Vengono cos\u00ec tratteggiati scene e personaggi difficili da dimenticare: la collaborazione senza speranza fra il regista Laurence Laurentz e Hobie Doyle (che nonostante la sua semplicit\u00e0 si riveler\u00e0 fondamentale per l\u2019intreccio narrativo); la rivalit\u00e0 acrimoniosa fra le due gemelle regine del <em>gossip<\/em>, Thora e Thessaly Thacker (Tilda Swinton), dietro le quali non \u00e8 difficile intravedere (oltre alle gemelle Ann Landers e Abigail van Buren) la figura di Hedda Hopper, che negli anni del maccartismo denunciava dalla sua rubrica sul \u00abLos Angeles Times\u00bb le \u201cspie rosse\u201d che si annidavano a Hollywood; il tip tap di Burt Gurney (Channing Tatum), un omaggio a Gene Kelly; la bellissima ma un po\u2019 volgare DeeAnna Moran, ispirata alla celebre campionessa di nuoto e attrice Esther Williams; la scena paradossale con Frances McDormand che rischia di morire soffocata mentre monta una pellicola; il cagnolino Engels; ma, sopra tutti, l\u2019esilarante dialogo teologico sulla natura di Cristo e la fantastica cospirazione degli sceneggiatori comunisti, che \u2212 sfruttati dal capitale \u2212 si immaginano come l\u2019avanguardia di mondo nuovo sotto la guida di un improbabile Marcuse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un rapporto di dissacrante ironia e di affettuosa seriet\u00e0 rispetto alla fabbrica hollywoodiana dei sogni &#8211; un mondo di apparenze che \u00e8 anche profondamente umano &#8211; <em>Ave, Caesare!<\/em> \u00e8 un film ambiguo come lo sono la vita, la memoria, i sentimenti. La vita esiste solo nella narrazione (l&#8217;ironia); e la narrazione \u00e8 vita densa e vera (questa \u00e8 la affettuosa seriet\u00e0): questo \u00e8 il paradosso che i fratelli Coen ci presentano con maestria e divertita leggerezza, dicendoci anche, nel finale, che da questo paradosso non si pu\u00f2 uscire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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