{"id":39808,"date":"2016-04-20T16:36:15","date_gmt":"2016-04-20T14:36:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39808"},"modified":"2016-04-27T17:54:27","modified_gmt":"2016-04-27T15:54:27","slug":"litalia-e-la-quarta-sponda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/04\/litalia-e-la-quarta-sponda\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia e la \u00abquarta sponda\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/IMG_3652.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-39807\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/IMG_3652-300x225.jpg\" alt=\"IMG_3652\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/IMG_3652-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/IMG_3652-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione a Bologna il 13 aprile \u2212 presso la Biblioteca dell\u2019Archiginnasio \u2212 della nuova edizione del libro di Sergio Romano, <em>La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe<\/em> (Milano, Longanesi, 2015, pp. 326), ha dato vita a un illuminante confronto fra l\u2019Autore (storico, ex ambasciatore e giornalista), Lucio Caracciolo (direttore di \u00abLimes\u00bb) e Giuseppe Cucchi (Generale della riserva dell\u2019Esercito e consigliere scientifico di \u00abLimes\u00bb), i quali \u2212 partendo dagli interessi storici dell\u2019Italia in Libia \u2212 hanno principalmente discusso della situazione libica attuale, con particolare riferimento ai riflessi sistemici che il caos in cui versa il Paese sta producendo sia sul versante mediterraneo sia sulla regione saheliana, e alle prospettive di riuscita del piano di pace elaborato il 17 dicembre scorso per porre termine alle ostilit\u00e0 fra le diverse fazioni che da cinque anni si contendono il governo del territorio. L\u2019incontro \u00e8 stato organizzato dalla rivista \u00abPandora\u00bb, in collaborazione con il \u00abLimes Club Bologna\u00bb, la Biblioteca dell&#8217;Archiginnasio e la casa editrice Longanesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro \u2212 la cui prima edizione risale al 1977 \u2212 \u00e8 centrato sulla guerra italo-turca del 1911-12 e sull&#8217;occupazione italiana delle due province ottomane in Africa settentrionale, la Tripolitania e la Cirenaica, che furono unite subito dopo la conquista, ma \u00e8 stato riveduto e aggiornato per consentire una migliore comprensione della storia libica fino alla caduta \u2212 anche per l\u2019intervento militare anglo-francese-americano risultato determinante \u2212 del regime di Gheddafi nel 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi chiedo \u2212 ha affermato Sergio Romano \u2212 se non stiamo facendo un errore parlando di Libia, e trattando la Libia come se fosse una unit\u00e0\u00bb. Quello che oggi noi continuiamo a chiamare Libia \u2212 ha spiegato Romano \u2212 non \u00e8 mai stata una sola realt\u00e0 territoriale, ma deriva dall\u2019unione di due entit\u00e0 politico-amministrative storicamente e culturalmente separate: la Tripolitania, con importanti centri urbani dalla lunga tradizione commerciale, caratterizzata da una organizzazione tribale di grande complessit\u00e0; e la Cirenaica che aveva una sua struttura amministrativo-spirituale rappresentata da una confraternita islamica \u2212 la Senusiyya \u2212 che garantiva alla provincia una sorta di continuit\u00e0 dinastica. Pertanto, la realt\u00e0 storica del territorio \u2212 completamente trascurata nella preparazione dell\u2019intervento militare deciso da Cameron e Sarkozy nel 2011 e avviato senza, tra l\u2019altro, aver pianificato alcuna ipotesi sull\u2019assetto futuro del Paese \u2212 induce Romano a ritenere che \u00abci possono essere circostanze in cui spartire, dividere, un territorio risponde alla logica geografica, politica, storica e culturale di un Paese\u00bb. Pur comprendendo i timori di chi preferirebbe una diversa soluzione \u2212 ancora memori degli avvenimenti nei territori della ex-Jugoslavia all\u2019inizio degli anni Novanta del secolo scorso \u2212 secondo Romano \u00abil tentativo di continuare a lavorare per un governo libico in questo momento\u00bb \u00e8 \u00abtempo perduto\u00bb, e non \u00e8 improbabile che alla fine le divisioni territoriali precedenti alla colonizzazione italiana dovranno essere seriamente prese in considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per Caracciolo c\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 storica dalla quale non si pu\u00f2 prescindere se si vuole realmente comprendere quanto sta oggi accadendo in quel territorio. In particolare \u2212 spiega il direttore di \u00abLimes\u00bb \u2212, ci sono almeno due prospettive da cui si pu\u00f2 guardare alla Libia. Una \u00e8 quella mediterranea a noi propria che considera la Libia la \u00abquarta sponda\u00bb e che in realt\u00e0 si riferisce solo a \u00abuna fascia costiera e desertica di poche decine di chilometri di profondit\u00e0 che ha i suoi punti di riferimento urbani in Tripoli e in Bengasi\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 anche una prospettiva saheliana che vede nella parte meridionale della Libia \u2212 il Fezzan \u2212, in grandissima parte desertica, una sorta di architrave del sistema di interessi francese, e che \u00e8 stata una delle ragioni probabili dell\u2019intervento militare deciso da Sarkozy nel 2011. Per quanto riguarda il nuovo governo d\u2019intesa nazionale guidato da Fayez al Sarraj, e sostenuto dalle Nazioni Unite, le sue possibilit\u00e0 di riuscita \u2212 secondo Caracciolo \u2212 sono obiettivamente limitate, ma \u00e8 un tentativo \u00abche deve essere appoggiato, perch\u00e9 le alternative sono tutte peggiori\u00bb, e perch\u00e9 ricostituire un minimo di autorit\u00e0 istituzionale quantomeno in Tripolitania potr\u00e0 se non porre immediatamente fine alla guerra civile a bassa intensit\u00e0 \u2212 che ha permesso, tra l&#8217;altro, l\u2019insediamento (per certi aspetti sopravvalutato) dello Stato islamico o meglio dei suoi affiliati, che in buona parte sono ex sostenitori di Gheddafi \u2212, almeno garantire un maggiore controllo sui flussi migratori e un miglior sostegno agli interessi di sfruttamento energetico dell\u2019ENI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte alla situazione di grave instabilit\u00e0 che si registra non solo in Libia ma anche in Iraq e in Siria, secondo Giuseppe Cucchi, bisogna prendere atto \u2212 come ha fatto l\u2019Italia \u2212 che \u00abil problema \u00e8 uno solo e deve essere trattato unitariamente\u00bb. Una volta emerso che non si pu\u00f2 tenere lo sguardo esclusivamente rivolto verso il nord\u2212est dell\u2019Europa come si \u00e8 fatto negli ultimi vent\u2019anni, \u00e8 necessario accettare l\u2019idea che non si pu\u00f2 affrontare il problema della Libia \u2212 sia dal punto di vista militare, sia dal punto di vista civile \u2212 se prima non si risolve, almeno nelle grandi linee, il problema della Siria e dell\u2019Iraq; e che, poich\u00e9 gli strumenti militari in Europa dal 1989 in poi sono stati progressivamente ridotti, dobbiamo limitarci ad azioni di determinato tipo: \u00abAl massimo \u2212 ha spiegato il Generale \u2212 possiamo fornire un appoggio di fuoco. Ma la speranza \u00e8 che questo appoggio di fuoco non sia necessario\u00bb. L\u2019Italia \u2212 ha affermato Cucchi \u2212 ha lanciato in questi mesi un importante messaggio manifestando la propria disponibilit\u00e0 a sostenere \u00abqualsiasi tentativo di riportare il Paese all\u2019unit\u00e0 e a una relativa tranquillit\u00e0\u00bb. Un tentativo che va fatto, senza tuttavia dimenticare che nel mondo in cui stiamo vivendo non si pu\u00f2 continuare a ragionare come nel secolo scorso, poich\u00e9 oggi \u00abtutto quello che succede, ovunque succede, interessa tutti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-39811\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda-724x1024.jpg\" alt=\"locandina-quarta-sponda\" width=\"408\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda-724x1024.jpg 724w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda-212x300.jpg 212w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda-1024x1449.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/locandina-quarta-sponda.jpg 1447w\" sizes=\"auto, (max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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