{"id":39835,"date":"2016-04-28T00:10:45","date_gmt":"2016-04-27T22:10:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39835"},"modified":"2016-05-04T04:58:56","modified_gmt":"2016-05-04T02:58:56","slug":"ce-sempre-vita-anche-nella-banlieue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/04\/ce-sempre-vita-anche-nella-banlieue\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 sempre Vita, anche nella banlieue"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-39836\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04-300x225.jpg\" alt=\"cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04-600x450.jpg 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-14-Condominio_dei_cuori_infranti_04.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019umanit\u00e0 sola e forse rassegnata abita il grigio palazzo, in un non ben identificato punto della periferia parigina \u2212 anch\u2019essa grigia \u2212, di <em>Il condominio dei cuori infranti<\/em> (<em>Asphalte<\/em>, Francia, 2015, 100\u2019): fuori, solo chilometri di strade cineree e palazzoni fatiscenti; dentro, donne e uomini che vivono alla giornata, apparentemente senza speranza e prospettive per il futuro. Il film di Samuel Benchetrit inizia con una riunione di condominio convocata per decidere la sostituzione dell\u2019ascensore del palazzo, sempre guasto. I condomini sono tutti d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di affrontare la costosa spesa; tutti, tranne Stemkowitz (Gustave Kervern), l\u2019inquilino del primo piano. Si decide, pertanto, che Stemkowitz non verser\u00e0 la propria quota, ma non potr\u00e0 mai usare l\u2019ascensore. Nel palazzo abitano anche Charly (Jules Benchetrit), un adolescente molto intraprendente, che vive con la madre, ma che trascorre la maggior parte del tempo da solo; e la signora Hamida (Tassadit Mandi), di origini algerine, che si occupava della casa e dell\u2019amato figlio Majid (Abdelmajid \u201cMickey\u201d Barja) prima che questi finisse in prigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il destino arriva presto a sconvolgere e, in un certo senso, a rivitalizzare le esistenze solitarie e monotone di Stemkowitz, Charly e Hamida. A causa di un assurdo incidente domestico Stemkowitz si ritrova paralizzato e costretto sulla sedia a rotelle. \u00c8 solo, bloccato in casa, e \u2212 senza potersi servire dell\u2019ascensore \u2212 impossibilitato a fare qualunque cosa. Decide pertanto di usare l\u2019ascensore di nascosto, quando nessuno pu\u00f2 vederlo. Inizia cos\u00ec a uscire di notte, e \u2212 nel suo vagare in cerca di cibo e di un po\u2019 di libert\u00e0 \u2212 si ritrova a comprare sacchetti di patatine fritte dal distributore automatico del vicino ospedale. \u00c8 qui che incontra una malinconica infermiera (Valeria Bruni Tedeschi), che ogni notte \u2212 quando \u00e8 di turno \u2212 si concede il piacere di una sigaretta solitaria; ed \u00e8 qui che Stemkowitz vorr\u00e0 sempre tornare, a dispetto di tutto e di tutti, per rivedere quel volto e ascoltare quella voce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riempire le giornate sempre uguali di Charly arriva intanto Jeanne Meyer (Isabelle Huppert), la nuova vicina \u2212 una donna introversa, un po\u2019 depressa forse, ma certamente fuori posto in quel contesto \u2212, che presto il ragazzo scoprir\u00e0 essere stata un\u2019attrice di successo. Il giovane, dopo averla aiutata a risolvere piccoli inconvenienti domestici, vorr\u00e0 spronarla e sostenerla in un\u2019impresa per lei necessaria \u2212 se non vuole rimanere chiusa in se stessa per sempre \u2212: tornare a recitare. \u00c8 cos\u00ec che insieme riprendono in mano un vecchio copione, e con Charly \u2212 improvvisatosi regista \u2212 Jeanne inizia il suo percorso di risalita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019incontro pi\u00f9 spettacolare \u00e8 quello che attende la signora Hamida. Un giorno alla sua porta bussa John McKenzie (Michael Pitt), un astronauta americano che, di rientro sulla Terra, \u00e8 precipitato per errore \u2212 fra lo stupore di due ragazzi intenti ad ascoltare musica e a fumare (quasi sicuramente <em>marijuana<\/em> o <em>hascisc<\/em>) \u2212 sul tetto del palazzo in cui la signora abita. Nonostante le differenze linguistiche \u2212 l\u2019astronauta \u00e8, ovviamente, anglofono \u2212, la donna accoglie lo straniero (che sembra un alieno, con la sua tuta spaziale) nella propria casa, e lo tratta come se fosse stato suo figlio. Inizia cos\u00ec fra i due una dolcissima intesa, fatta di momenti semplici, molto intimi e commoventi \u2212 come guardare insieme una <em>soap opera<\/em> in TV o assaporare, fra i sorrisi, il <em>cuscus<\/em> preparato con tanto amore da Hamida \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tratto dall\u2019opera autobiografica del regista <em>Chroniques de l\u2019asphalte<\/em>, <em>Il condominio dei cuori infranti<\/em> \u00e8 un racconto delicato, surreale, ironico (a tratti grottesco), e \u2212 allo stesso tempo \u2212 duro e disincantato della vita quotidiana in una <em>banlieue<\/em>, rappresentata \u2212 forse per la prima volta sul \u00abgrande schermo\u00bb \u2212 non come focolaio di tensioni e di violenze da parte di sbandati criminali, ma come luogo abitato da un\u2019umanit\u00e0 vera, capace di poesia e \u2212 nonostante l\u2019emarginazione cui \u00e8 soggetta \u2212 di gesti altruistici. Il film \u2212 che pu\u00f2 contare su un montaggio ben dosato, in grado di unire e di tenere in equilibrio i differenti episodi, e sulla bella colonna sonora curata da Rapha\u00ebl Haroche \u2212 esprime chiaramente l\u2019idea che nessun \u00abindividuo signore di se stesso\u00bb pu\u00f2 esistere senza societ\u00e0, e che qualsiasi societ\u00e0 senza solidariet\u00e0 \u00e8 sterile, destinata all\u2019estinzione e alla morte \u2212 o per il precipitare della violenza, o per ignavia \u2212. Inoltre, la visione poetica (e fantastica) del mondo pu\u00f2 cambiare la realt\u00e0 delle cose, e un suono meccanico acceso dal vento \u2212 come quello che si sente ripetutamente nel corso del film \u2212 pu\u00f2 diventare qualsiasi cosa: il pianto di un bambino, un demonio, un grido, il ruggito di una tigre fuggita da un circo. E soprattutto quello che, alla fine, entra davvero nel cuore, e l\u00ec rimane, \u00e8 la profonda umanit\u00e0 dei personaggi \u2212 pi\u00f9 veri del vero \u2212. Sopra tutti la figura di mamma Hamida, nei cui gesti amorosi, nell\u2019accoglienza, negli occhi, nei silenzi, \u00e8 facile riconoscere tratti e fattezze delle antiche madri e nonne del nostro Sud.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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