{"id":39924,"date":"2016-05-29T22:48:29","date_gmt":"2016-05-29T20:48:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39924"},"modified":"2016-05-30T16:41:56","modified_gmt":"2016-05-30T14:41:56","slug":"referendum-costituzionale-alla-festa-della-cgil-di-bologna-si-e-no-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/05\/referendum-costituzionale-alla-festa-della-cgil-di-bologna-si-e-no-a-confronto\/","title":{"rendered":"Referendum costituzionale. Alla festa della CGIL di Bologna \u00abS\u00ec\u00bb e \u00abNo\u00bb a confronto"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-39925\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_3742-1024x768.jpg\" alt=\"IMG_3742\" width=\"480\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_3742-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_3742-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_3742-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di riforme costituzionali in vista del <em>referendum<\/em> previsto per ottobre hanno parlato a Bologna il 27 maggio \u2212 in un incontro organizzato dalla CGIL bolognese nell\u2019ambito della manifestazione \u00abIdee al lavoro\u00bb, e moderato da Simone Arminio (\u00abil Resto del Carlino\u00bb) \u2212 Danilo Barbi (segreteria nazionale CGIL), Andrea Morrone (costituzionalista, Universit\u00e0 di Bologna) e Monica Minnozzi (ANPI nazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A imprimere tono e direzione al confronto \u00e8 stato Danilo Barbi, che \u2212 prima di entrare nel merito dei contenuti della riforma \u2212 ha voluto ribadire quanto sostenuto nel documento del direttivo nazionale della CGIL votato il 24 maggio. E cio\u00e8 che la riforma costituzionale \u2212 oltre al fatto di essere stata il frutto di un\u2019iniziativa governativa e non parlamentare, come avrebbe dovuto \u2212 ha anche il vizio di essere stata oggetto di una discussione che \u00ab\u00e8 proceduta in un modo sbagliato e che non ci convince radicalmente\u00bb \u2212 poich\u00e9 fin dall\u2019inizio pesantemente condizionata dal governo, che \u00abha imposto il ritmo della discussione\u00bb \u2212, e che oggi viene polarizzata in modo pericoloso con conseguenze imprevedibili per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ANPI \u00e8 entrata nel merito della riforma costituzionale con una posizione contraria alla linea del governo, emersa dopo un lungo confronto interno e rafforzata dall\u2019ultimo congresso (svoltosi a Rimini dal 12 al 14 maggio) che ha visto la rielezione del presidente Carlo Smuraglia. Una posizione che \u2212 ha spiegato Monica Minnozzi \u2212 in base al suo Statuto e alla sua storia l\u2019ANPI aveva tutto il diritto di prendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con riferimento ai contenuti, Minnozzi ha evidenziato soprattutto gli effetti distorsivi del combinato disposto fra riforme costituzionali e nuova legge elettorale (il cosiddetto <em>Italicum<\/em>, che secondo lei ripresenta, peggiorandoli, gli stessi profili di incostituzionalit\u00e0 della precedente legge elettorale, il <em>Porcellum<\/em>). Insieme queste riforme \u2212 gi\u00e0 di per s\u00e9 contestabili \u2212 vedrebbero un Senato numericamente ridotto rispetto alla Camera e sottratto alla sovranit\u00e0 dei cittadini, ma che parteciperebbe alla funzione legislativa e di revisione costituzionale; e una Camera votata con un sistema elettorale che \u2212 oltre al problema dei capilista bloccati \u2212 garantirebbe alla maggioranza 340 seggi, e quindi il controllo pieno, e senza contrappesi, del partito di maggioranza sul Parlamento. Questo \u2212 ha affermato Minnozzi \u2212 determinerebbe una \u00abcompressione degli spazi di democrazia, un indebolimento dell\u2019esercizio della sovranit\u00e0 da parte del popolo, e quindi la sostanziale crisi della rappresentanza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che secondo Andrea Morrone \u00e8 da evitare \u00e8 lo spostamento della discussione sul <em>referendum<\/em> costituzionale sul piano politico, con lo scatenamento di toni e atteggiamenti esasperati che confondono i cittadini, e impediscono un\u2019analisi nel merito e nei contenuti di un provvedimento che, in realt\u00e0, viene da lontano. Perch\u00e9 la riforma approvata dal Parlamento non nasce dalla volont\u00e0 di questo governo, ma affonda le proprie radici nei cambiamenti internazionali successivi alla caduta del Muro di Berlino e nella scelta fatta dagli italiani nei due <em>referendum<\/em> del 1991 e del 1993, con i quali \u2212 ha affermato Morrone \u2212 il popolo italiano alla \u00abdemocrazia consociativa e partitocratica della Prima repubblica\u00bb ha preferito \u00abuna democrazia dell\u2019alternanza, in cui gli elettori scelgono la maggioranza di governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime due legislature \u2212 ha proseguito il costituzionalista \u2212 \u00abuna convenzione costituzionale fra tutte le forze politiche\u00bb ha stabilito che l\u2019Italia doveva adeguare le proprie istituzioni al contesto della modernit\u00e0. Pertanto, legge elettorale e riforma costituzionale sono tutt\u2019uno per una condivisa scelta politica che va nella direzione di una \u00abdemocrazia maggioritaria dell\u2019alternanza\u00bb, con il governo che diventa il soggetto che \u00abdirige l\u2019indirizzo politico nel Parlamento\u00bb. Il problema diventa per lui, a questo punto, come preparare una societ\u00e0 capace di partecipare alla formazione delle organizzazioni politiche e di selezionare prima del voto la classe dirigente del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visione opposta guida invece la riflessione della CGIL, che \u2212 come ha affermato Barbi \u2212 se da un lato considera l\u2019<em>Italicum<\/em> \u00abintollerabile\u00bb per i problemi che pone sul fronte della rappresentanza e della sovranit\u00e0 del popolo, dall\u2019altro non \u00e8 mai stata contraria al superamento del bicameralismo perfetto. \u00abIl problema \u00e8 che il monocameralismo previsto dalla riforma \u2212 ha detto Barbi \u2212 \u00e8 molto imperfetto\u00bb, principalmente per l\u2019assenza di organismi di contrappeso e per l\u2019opzione del \u00abvoto a data certa\u00bb, che permetter\u00e0 al governo di avere in mano l\u2019agenda parlamentare. La posizione critica negativa della CGIL sulla riforma nel suo complesso e, in particolare, sul combinato disposto fra riforma costituzionale e legge elettorale nasce \u2212 ha detto Barbi \u2212 dalla constatazione di trovarsi di fronte a un \u00abprogetto di semplificazione democratica, che non d\u00e0 nuovi strumenti al popolo, che riduce i poteri delle regioni verso il centro, e che riduce i poteri del Parlamento verso il governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dibattito voluto dalla CGIL ha avuto certamente il merito di riportare sui contenuti la discussione sul <em>referendum<\/em> costituzionale e di mostrare come l\u2019orizzonte al quale i due fronti \u2212 quello del \u00abS\u00ec\u00bb e quello del \u00abNo\u00bb \u2212 guardano non \u00e8 lo stesso: in gioco sono infatti due modelli di democrazia radicalmente differenti \u2212 una fondata sul deciso rafforzamento dell\u2019esecutivo (che diviene cos\u00ec il baricentro di tutto il sistema politico), l\u2019altra incentrata sul Parlamento come sede della rappresentanza e della sovranit\u00e0 del popolo \u2212. Uno dei problemi di fondo \u2212 emerso in tutti gli interventi \u2212 \u00e8 che la nuova Costituzione \u00e8 stata proposta in modo divisivo, che spacca il Paese, mentre \u2212 al contrario \u2212 la Costituzione del 1948 lo un\u00ec. C\u2019\u00e8 da augurarsi che dalle divisioni si possa uscire insieme, comunque vada il voto di ottobre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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