{"id":39993,"date":"2016-06-05T23:00:01","date_gmt":"2016-06-05T21:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=39993"},"modified":"2016-06-05T23:00:01","modified_gmt":"2016-06-05T21:00:01","slug":"han-feizi-voce-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/06\/han-feizi-voce-del-potere\/","title":{"rendered":"Han Feizi, voce del potere"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/culture-e-religioni\/amina-crisma-han-feizi-voce-del-potere\/attachment\/han-feizi\/\" rel=\"attachment wp-att-39167\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39167\" title=\"Han Feizi\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Han-Feizi.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"264\" \/><\/a><strong>di AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p><em>Appare finalmente in traduzione italiana (a cura di Giulia Kado, Einaudi 2016) un\u2019ampia antologia dello <strong>Han Feizi<\/strong>, opera fondamentale del pensiero politico della Cina antica il cui autore formula una disincantata teoria del potere e della natura umana per certi versi accostabile alle concezioni di Niccol\u00f2 Machiavelli. In collaborazione con www.inchiestaonline.it, pubblichiamo la recensione di <strong>Amina Crisma<\/strong> apparsa su Alias, supplemento de Il manifesto, il 17 aprile 2016. L\u2019 immagine in alto \u00e8 del maestro Han Fei (circa 250-233 a.C).<\/em><\/p>\n<p>Nonostante i considerevoli sviluppi degli studi che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, nella percezione corrente l\u2019immagine della Cina antica sembra rimanere perpetuamente affidata allo stucchevole stereotipo \u201corientalistico\u201d di un\u2019eterna, univoca e prevedibile saggezza, della quale \u201cconfucianesimo\u201d e \u201ctaoismo\u201d \u2013 a loro volta effigiati come immobili entit\u00e0 metastoriche anzich\u00e9 come fenomeni multiformi, dinamici e cangianti \u2013 sarebbero gli unici e invariabili ingredienti. Eppure, gi\u00e0 da tempo sono disponibili al lettore italiano riferimenti divenuti ormai classici, da <em>La ricerca del Tao<\/em> di Angus C. Graham (Neri Pozza 1999, ed. or. 1989) alla <em>Storia del pensiero cinese<\/em> di Anne Cheng (Einaudi 2000, ed. or. 1997), che offrono rappresentazioni assai articolate dell\u2019epoca degli Stati Combattenti, fra il V e il III secolo a.C., fertile stagione di libero dibattito e di ineguagliata creativit\u00e0 intellettuale. Da esse si pu\u00f2 agevolmente evincere il grande rilievo di una corrente che ha a lungo subito una sorta di pervicace <em>damnatio memoriae<\/em> da parte della storiografia di ispirazione confuciana, e che invece ha profondamente inciso sull\u2019<em>esprit des moeurs <\/em>e sulle istituzioni cinesi, come gi\u00e0 mostrava un pionieristico studio di L\u00e9on Vandermeersch <em>(La formation du l\u00e9gisme, <\/em>1965); la sua duratura influenza sino ai giorni nostri si pu\u00f2 constatare, fra l\u2019altro, dalle significative rivendicazioni del suo retaggio esibite da Xi Jinping nel corso di alcune dichiarazioni pubbliche. Si tratta del cosiddetto\u201dlegismo\u201d (<em>fajia<\/em>), un indirizzo emerso nell\u2019ambito della prassi e della teoria politica alla corte dello stato di Qin, protagonista dell\u2019unificazione cinese; esso ispir\u00f2 le radicali riforme di Shang Yang, vissuto nel IV secolo a.C., a cui si attribuisce lo <em>Shangjunshu<\/em>, ossia il <em>Libro del Signore di Shang<\/em> (Adelphi 1989) e pose le premesse per la fondazione nel 221 a.C. dell\u2019impero centralizzato. Tale orientamento \u00e8 improntato a una pragmatica considerazione della realt\u00e0 effettuale, e delinea una tecnica del potere destituita di ogni connotazione etica e di ogni rispetto per la tradizione; la sua pi\u00f9 compiuta elaborazione si deve a un grande pensatore che Jean Levi (<em>Le Tao du Prince<\/em>, Seuil 1999) propone di accostare a Machiavelli e a Hobbes: Han Feizi.<\/p>\n<p>Nato all\u2019inizio del III secolo e discendente diretto dei duchi di Han di cui portava il nome, egli fu uno dei rari pensatori della Cina antica appartenente all\u2019alta nobilt\u00e0. Inviato come ambasciatore a Qin presso il futuro Primo Imperatore, fu oggetto di una violenta campagna denigratoria, imprigionato e costretto al suicidio nel 233: non diversamente da altri illustri \u201clegisti\u201d (fatti a pezzi come Shang Yang, o come Li Si, primo ministro di Qin fra il 246 e il 208 a.C., le cui sorti ci rammentano quanto si narra ne <em>Il Principe<\/em> di Remirro de Orco, zelante emissario del duca Valentino che per suo ordine fin\u00ec tagliato in due), egli fu vittima di una morte violenta ad opera di quel potere sovrano al cui consolidamento aveva dedicato tutte le risorse della sua acuta intelligenza.<\/p>\n<p>L\u2019opera che ne reca il nome \u00e8 un insieme di saggi, coerentemente argomentati in un\u2019energica prosa, in cui alle disincantate riflessioni circa la natura eminentemente egoistica degli esseri umani si affiancano considerazioni ironiche e beffarde nei confronti delle loro marcate propensioni alla credulit\u00e0 e alla stolidit\u00e0, esemplarmente effigiate in memorabili aneddoti spesso divenuti proverbiali: come il racconto dell\u2019uomo di Song, che poich\u00e9 ha visto una volta una lepre andare a schiantarsi contro un ceppo, rimane perennemente in fiduciosa attesa del prodursi di un identico caso, o la boccaccesca vicenda del vecchio messer Li, convinto dalla giovane moglie che il ragazzo nudo dai lunghi capelli uscito dal letto di lei non \u00e8 il suo amante, bens\u00ec una visione demoniaca di cui il marito si dovr\u00e0 esorcizzare immergendosi negli escrementi di molti diversi animali.<\/p>\n<p>Non meno della forza del ragionamento, \u00e8 un sapido gusto narrativo a fare di questo libro uno dei testi pi\u00f9 straordinari della letteratura cinese di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Un\u2019estesa antologia dello <em>Han Feizi<\/em> (29 capitoli sui 55 che compongono l\u2019opera) viene oggi presentata per la prima volta in edizione italiana a cura di Giulia Kado, gi\u00e0 autrice di una traduzione dei capitoli 36-39 (<em>Le confutazioni di Han Fei<\/em>, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici 2009), con il corredo di una succinta postfazione la cui brevit\u00e0, forse dettata dall\u2019intento di non tediare il pubblico con apparati troppo grevi, lascia peraltro un po\u2019 sfocati alcuni aspetti sui quali la curiosit\u00e0 dei lettori rimane inappagata, come ad esempio l\u2019esplicitazione dei criteri in base ai quali sono stati selezionati i testi proposti. Tale questione risulta di speciale interesse in considerazione del carattere composito del libro che, come evidenziano recenti ricerche, d\u00e0 luogo a diverse interpretazioni delle posizioni dell\u2019autore: c\u2019\u00e8 chi lo vede come teorico dell\u2019autocrazia e fautore di un\u2019assoluta obbedienza di ministri e sudditi, e chi invece lo ritiene, s\u00ec, sostenitore di un ordine autocratico, ma in ultima analisi rivolto alla sicurezza e al benessere del popolo; c\u2019\u00e8 chi sottolinea una sua pressoch\u00e9 ossessiva dedizione all\u2019interesse del sovrano, e chi ne mette in luce, piuttosto, l\u2019adesione al punto di vista della burocrazia.<\/p>\n<p>Ciascuna di queste tesi pu\u00f2 essere comprovata sulla base di pagine diverse del testo, che non di rado sconcerta il lettore per il suo elevato grado di contraddittoriet\u00e0. Ma anche questa constatazione d\u00e0 luogo \u2013 a sua volta \u2013 a conclusioni divergenti: alcuni interpreti avanzano l\u2019ipotesi che il testo sia una miscellanea partorita da autori diversi, altri invece lo ritengono frutto di un unico autore, il quale adatta abilmente a circostanze e a uditori diversi i propri discorsi, indirizzando, volta a volta, agli orecchi del sovrano o dei ministri le fertili risorse di una retorica persuasiva ed efficace.<\/p>\n<p>Tuttavia, le diverse prospettive mostrate dallo <em>Han Feizi<\/em>, che continuano a dar luogo a grandi dibattiti, si possono forse ricondurre \u2013 come gi\u00e0 Angus C. Graham a suo tempo aveva intuito e come una vasta esegesi contemporanea sostiene (si veda, ad esempio, Yuri Pines, \u201cSubmerged by Absolute Power: The Ruler\u2019s Predicament in the <em>Han Feizi<\/em>\u201d, in P.R. Goldin (a cura di), <em>Dao Companion to the Philosophy of Han Fei<\/em>, Springer, Dordrecht 2013, pp. 67-86) \u2013 a una procedura dialettica coerente, articolata in tappe diverse e riassumibile nel modo seguente: in primo luogo, si afferma l\u2019esigenza di rafforzare l\u2019autorit\u00e0 del sovrano di cui si celebra il potere assoluto, e lo si esorta soprattutto a guardarsi da chi gli sta pi\u00f9 vicino (ministri, mogli, concubine, figli sono tutti suoi potenziali traditori e nemici). Poi, al di l\u00e0 di questa fase, si procede a neutralizzarne la soggettivit\u00e0: egli viene di fatto ridotto alla funzione impersonale di assegnare ricompense, incarichi e castighi, in stretta aderenza all\u2019imparzialit\u00e0 di \u201cleggi e metodi\u201d (<em>fa<\/em>). E alla fine, si scopre che queste strategie sono, in ultima istanza, insegnate al sovrano e concretamente attuate da esperti del genere a cui appartiene Han Feizi: sono questi specialisti, in effetti, a detenere il reale potere dello Stato sotto la superiorit\u00e0 nominale del monarca, onnipotente in quanto istituzione, ma neutralizzato in quanto individuo.<\/p>\n<p>Sotto questo profilo, Han Feizi si rivela meno lontano di quanto un tempo si credesse dagli altri pensatori della sua epoca, e sembra condividere con loro, al di l\u00e0 delle molte differenze, il fine di edificare un possente stato centralizzato in cui gli intellettuali\/funzionari (<em>shi<\/em>) gratificano di omaggi ufficiali il sovrano, ma in realt\u00e0 governano in sua vece.<\/p>\n<p>Quanto alla questione dell\u2019adeguatezza o meno del termine \u201clegismo\u201d, sollevata di recente da Paul R. Goldin in un suo saggio intitolato \u201cPersistent Misconceptions about Chinese \u2018Legalism\u2019\u201d (<em>Journal of Chinese Philosophy<\/em> 1, 2011, pp. 88-104), la postfazione vi allude vagamente, e con qualche equivoco: i persistenti fraintendimenti di cui si discute non hanno tanto a che fare con \u201ci connotati negativi\u201d attribuitigli (p. 313), quanto piuttosto con la difficolt\u00e0 di definirlo in termini di \u201c<em>scienza<\/em> amorale dello stato\u201d, che a sua volta rinvia alla problematicit\u00e0 di una resa univoca del termine <em>fa<\/em> con \u201clegge\u201d. Il suo fluido campo semantico concerne, in senso lato, i metodi (in special modo le determinazioni di ricompense e castighi) che garantiscono l\u2019efficienza dell\u2019amministrazione e la docilit\u00e0 dei sottoposti, e dunque include la nozione di \u201clegge\u201d, ma non vi si esaurisce.<\/p>\n<p><strong>AMINA CRISMA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) Appare finalmente in traduzione italiana<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[195,75],"tags":[106,651,652],"class_list":["post-39993","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-osservatorio-cina","tag-cina","tag-hanfeizi","tag-pensiero-cinese"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39993"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39993\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39994,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39993\/revisions\/39994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}