{"id":40125,"date":"2016-07-11T20:29:26","date_gmt":"2016-07-11T18:29:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40125"},"modified":"2016-07-12T10:12:17","modified_gmt":"2016-07-12T08:12:17","slug":"edward-hopper-laltra-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/07\/edward-hopper-laltra-modernita\/","title":{"rendered":"Edward Hopper: l\u2019altra modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lamostra-905x500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40126\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lamostra-905x500-300x166.jpg\" alt=\"lamostra-905x500\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lamostra-905x500-300x166.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lamostra-905x500-600x331.jpg 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lamostra-905x500.jpg 905w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonare il tempo ed entrare in una dimensione alternativa, lontana dai paradigmi moderni della velocit\u00e0 e del progresso, nella quale si percepisce un\u2019energia nuova, che sconcerta e inquieta, mentre si risveglia con lucidit\u00e0 estrema, nello strato pi\u00f9 profondo, la memoria di \u00abqualcosa\u00bb che sentiamo di conoscere, come se ci fosse appartenuto da sempre: questa \u00e8 la duplice sensazione che sorprende chi avvicina con attenzione le opere di Edward Hopper (1882\u22121967), fino al 24 luglio in mostra a Palazzo Fava a Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato a Nyack (New York), Hopper studia alla New York School of Art, sotto la guida di Robert Henri, iniziatore dell\u2019anticonformista Aschan School contro la soffocante tradizione classica delle accademie americane in favore di una profonda osservazione della realt\u00e0, e di William Merritt Chase, sofisticato esponente dell\u2019Impressionismo statunitense. Fra il 1906 e il 1913 Hopper viaggia a pi\u00f9 riprese in Europa, soggiornando soprattutto a Parigi, dove \u2212 estraneo alle Avanguardie \u2212 assimila la lezione dei grandi maestri dell\u2019Impressionismo (Degas su tutti); trascorre molto tempo osservando le architetture e la vita nelle strade e nei <em>bistrots<\/em>; e matura gradualmente il proprio linguaggio e la propria originale visione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato la quintessenza dell\u2019artista americano \u2212 pittore, illustratore, incisore formidabile \u2212, Hopper ha saputo come pochi cantare la poetica delle cose ordinarie (negozi, distributori di benzina, caff\u00e8, <em>drugstores<\/em>, camere d\u2019albergo, stanze chiuse, case, strade, fari, ponti) e rappresentare gli aspetti meno esaltanti e appariscenti, ma anche pi\u00f9 sorprendenti, della modernit\u00e0 americana \u2212 come, ad esempio, la vita urbana della provincia \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione di Bologna \u2212 curata da Barbara Haskell, in collaborazione con Luca Beatrice \u2212, che si apre con l\u2019<em>Autoritratto<\/em> realizzato fra il 1903 e il 1906, contiene una vasta selezione di dipinti, acquerelli, incisioni (ad acquaforte e a puntasecca) e disegni \u2212 a cui viene data nella mostra molta rilevanza, in quanto espressione di libera creativit\u00e0 nonch\u00e9 elementi preparatori dei quadri principali \u2212 che vanno dagli inizi del Novecento fino agli anni Cinquanta e Sessanta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/C_2_fotogallery_3000491_1_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40127\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/C_2_fotogallery_3000491_1_image-300x225.jpg\" alt=\"67.13\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/C_2_fotogallery_3000491_1_image-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/C_2_fotogallery_3000491_1_image-1024x769.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebrato come l\u2019esponente pi\u00f9 illustre del Realismo d\u2019oltreoceano e comunemente noto come \u00abil poeta che dipinge la solitudine\u00bb (secondo una famosa definizione di C. J. Bulliet, critico d\u2019arte di Chicago), nelle opere dell\u2019artista newyorkese, in realt\u00e0, si incontra qualcosa di pi\u00f9 della semplice rappresentazione della scena americana o della solitudine esistenziale dell\u2019uomo moderno. Attraverso un uso straordinario della luce \u2212 che appare tagliente, plastica, vivissima, e che (insieme alla composizione geometrizzante, alla purezza formale, alla profondit\u00e0 di visione e all\u2019estrema riduzione dei particolari) costituisce la cifra del suo linguaggio pittorico \u2212, Hopper d\u00e0 vita a paesaggi onirici, e a figure sfuggenti colte nell\u2019ardore dell\u2019attimo, immerse in atmosfere misteriose e conturbanti, che evocano la suggestione del ricordo. Tale \u00e8 l\u2019impressione che si ha osservando sia le opere degli inizi \u2212 come, ad esempio, <em>Le Bistro or The Wine Shop<\/em> (<em>La bottega del vino<\/em>, 1909), dove una scena dal sapore ordinario \u00e8 percorsa da un\u2019inquietudine di fondo, o <em>Soir Bleu<\/em> (<em>Sera blu<\/em>, 1914), un quadro nel quale a distanza di tempo i ricordi del periodo parigino riemergono potenziati dall\u2019intreccio virtuoso di realt\u00e0 e immaginazione \u2212, sia le pi\u00f9 famose tele della maturit\u00e0 \u2212 come <em>South Carolina Morning<\/em> (<em>Mattino in South Carolina<\/em>, 1955) e <em>Second Story Sunlight<\/em> (<em>Secondo piano al sole<\/em>, 1960), nelle quali sul realismo delle scene domina la luce accecante del sole \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorrendo spesso a una prospettiva angolare \u2212 che ricorda da vicino, anche per l\u2019uso del \u00abcampo medio\u00bb, la soggettiva cinematografica \u2212, Hopper induce lo spettatore ad assumere il punto di vista dell\u2019artista, mentre la staticit\u00e0 enigmatica e senza alternative, a volte compostamente angosciante, caratteristica delle scene dipinte, lascia aperto uno spazio vuoto che libera la soggettivit\u00e0 di chi osserva. Opere, insomma, costruite per sorprendere la vita nell\u2019attimo, come emerge in <em>Summer Interior<\/em> (<em>Interno d\u2019estate<\/em>, 1909) \u2212 uno dei suoi capolavori trasudante erotismo \u2212, in <em>New York Interior<\/em> (<em>Interno a New York<\/em>, 1921), o nell&#8217;incisione <em>Evening Wind<\/em> (<em>Vento della sera<\/em>, 1921). Il ricorso allo sguardo in soggettiva e l\u2019abile dosaggio della luce consentono a Hopper di mantenere alta la tensione e creare quella <em>suspense<\/em> che scatena l\u2019immaginazione dello spettatore \u2212 come, ad esempio, in <em>Stairway at 48 rue de Lille<\/em><em>, Paris<\/em> (<em>Scale del 48 di rue de Lille, Parigi<\/em>, 1906), uno dei primi lavori dal taglio cinematografico, o in <em>Night Shadows<\/em> (<em>Ombre nella notte<\/em>, 1921), la celebre incisione che testimonia, insieme ai numerosi studi presenti in mostra [come <em>Study for Office at Night<\/em> (<em>Studio per ufficio di notte<\/em>, 1940) o <em>Study for Gas<\/em> (<em>Studio per benzina<\/em>, 1940)], la fascinazione per il mondo dello spettacolo e il legame profondo di Hopper con il <em>noir<\/em>, sia nel cinema (Hitchcock su tutti) sia nella letteratura \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alle visioni di interni e alle situazioni tipicamente metropolitane, la retrospettiva di Bologna d\u00e0 conto anche di altri temi esplorati dall\u2019artista, come le scene legate alle tipiche atmosfere del New England (fari solitari e case vittoriane), alla strada e al paesaggio americano di provincia, che Hopper ben conosceva per i lunghi viaggi dal New England verso Sud, compiuti in automobile insieme alla moglie, Josephine Verstille Nivison, che fu la sua musa per tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maestro straordinario nell\u2019uso del tono e della luce; sperimentatore di nuove soluzioni formali e inventore di un \u00abmodo filmico\u00bb di guardare alla pittura, che ebbero grande influenza sui pittori e gli scultori della generazione successiva; ispiratore di grandi maestri del cinema e della letteratura, Hopper \u00e8 stato soprattutto \u00abun modernista pur rifiutando l\u2019astrazione\u00bb \u2212 come afferm\u00f2 Gail Levin, la sua principale biografa \u2212, capace di rappresentare, attraverso un vasto repertorio di motivi e generi della pittura figurativa, gli aspetti pi\u00f9 profondi dell\u2019America della prima parte del XX secolo, con un realismo che, a ben vedere, accoglie \u2212 pur nella chiarezza delle forme \u2212 tutto il mistero che della realt\u00e0 \u00e8 parte necessaria e ineluttabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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