{"id":40141,"date":"2016-07-19T16:47:21","date_gmt":"2016-07-19T14:47:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40141"},"modified":"2016-07-22T13:28:16","modified_gmt":"2016-07-22T11:28:16","slug":"escher-linganno-della-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/07\/escher-linganno-della-ragione\/","title":{"rendered":"Escher: l\u2019inganno della ragione"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40143\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita-300x225.jpg\" alt=\"escher-relativita\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita-600x450.jpg 600w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/escher-relativita.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scenari immaginari, realt\u00e0 libere dal vincolo gravitazionale, tassellature del piano che non lasciano spazi vuoti, ardite costruzioni geometriche, transiti da una forma all\u2019altra, architetture dell\u2019assurdo, oggetti impossibili: decifrare l\u2019universo creativo di Escher \u2212 da molti definito \u00abl\u2019enigmatico\u00bb \u2212 significa addentrarsi in un territorio liminale, nel quale possibile e impossibile sono realt\u00e0 indistinguibili, e tutto pu\u00f2 trasformarsi in qualsiasi cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intorno al percorso artistico di questo influente maestro e alla sua capacit\u00e0 di fondere \u2212 attingendo liberamente a linguaggi, stili e mondi culturali assai diversi \u2212 i principi della scienza e dell\u2019arte con uno slancio creativo fra i pi\u00f9 originali del XX secolo, ruota l\u2019esposizione ospitata a Palazzo Reale a Milano fino al 22 gennaio 2017. Una retrospettiva che i curatori \u2212 Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea (prestatore della maggior parte delle oltre duecento opere in mostra, tra xilografie, litografie e disegni) \u2212 hanno ordinato con l\u2019idea di evidenziare la continuit\u00e0 della sua produzione dagli anni della formazione fino alla maturit\u00e0, e il rapporto strettissimo della sua vicenda personale e professionale con il patrimonio artistico e paesaggistico italiano, ma, soprattutto, con l\u2019obiettivo di riaffermare \u2212 contro un\u2019interpretazione assai diffusa \u2212 il legame profondo dell\u2019incisore olandese con la tradizione pittorica e architettonica (occidentale e orientale), e con l\u2019<em>humus<\/em> culturale e artistico del suo tempo. La sezione finale della mostra (ricca anche di giochi ottici e di percezione) \u00e8, invece, interamente dedicata alle incisioni minori \u2212 come i biglietti di auguri o gli <em>Ex libris<\/em>, che in realt\u00e0 mostrano la stessa qualit\u00e0 e intelligenza delle opere pi\u00f9 grandi \u2212, e soprattutto alle influenze dell\u2019opera dell\u2019artista sulla cultura <em>hippy<\/em>, sulla musica <em>rock<\/em>, sul cinema, la pubblicit\u00e0 e la cultura <em>pop<\/em> in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la formazione alla Scuola di Arti grafiche di Haarlem sotto la guida di Samuel Jessurum de Mesquita, esponente dell\u2019Art Noveau, dagli anni Venti Maurits Cornelis Escher (1898\u22121972), anche per curare una latente depressione, inizia a viaggiare in Italia, maturando un profondo amore per il Sud della penisola, i cui paesaggi \u2212 insieme alle visite al complesso palaziale dell\u2019Alhambra a Granada e alla moschea di C\u00f3rdoba \u2212 si rivelano determinanti per la sua originale concezione dello spazio e delle architetture. Si pensi a opere come <em>Castrovalva<\/em> (Abruzzi, febbraio 1930), <em>Pentedattilo, Calabria<\/em> (ottobre 1930), o <em>Tropea, Calabria<\/em> (gennaio 1931): tutte testimonianze del fascino esercitato su Escher dalla conformazione, per lui insolita e meravigliosa, dell\u2019orografia del nostro Paese, le cui influenze riaffiorano nei capolavori della maturit\u00e0, come ad esempio <em>Relativit\u00e0<\/em> (luglio 1953), dove lo sforzo perfettamente riuscito di liberarsi dalla tirannia della gravit\u00e0 \u00e8 certamente figlio \u2212 oltre che dell\u2019impatto suscitato sul grande incisore dalla visione nel 1936 della selva di colonne della moschea di C\u00f3rdoba \u2212 della \u00absingolare spazialit\u00e0 dell\u2019urbanistica dei piccoli paesi frequentati dall\u2019artista nei suoi anni italiani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stagione dell\u2019Art Noveau, il simbolismo, il divisionismo, il futurismo, il cubismo, il surrealismo, lasciano in lui un\u2019impronta decisiva; mentre la scelta di stabilirsi a Roma (dal 1927 al 1935, quando per ragioni politiche si trasferisce in Svizzera) gli consente di entrare in contatto con i capolavori dei grandi maestri del passato \u2212 primo fra tutti Borromini \u2212, e con i circoli culturali e le tendenze artistiche contemporanee. Esperienze, queste, che si palesano in opere come, ad esempio, <em>Rossano, Calabria<\/em> (febbraio 1931), dove si scorge la vicinanza alle scelte, fra simbolismo e divisionismo, operate da artisti come Pellizza da Volpedo o Segantini; oppure in <em>Notturno romano: colonnato di San Pietro<\/em> (1934), in cui l\u2019artista riproduce una Roma notturna illuminata dalla luce artificiale, del tutto inedita e pienamente moderna, secondo i dettami del futurismo allora imperante.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/320-part-of-Metamorfose.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40146\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/320-part-of-Metamorfose-300x86.jpg\" alt=\"320 part of Metamorfose\" width=\"300\" height=\"86\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/320-part-of-Metamorfose-300x86.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/320-part-of-Metamorfose-1024x292.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/320-part-of-Metamorfose.jpg 1490w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dall\u2019<em>Autoritratto<\/em> del 1929, cui segue l\u2019intera raccolta dei <em>XXIV Emblemata<\/em> (1932) \u2212 sentenze a sfondo morale per le quali Escher realizz\u00f2 le incisioni \u00abxilografiche\u00bb \u2212, l\u2019esposizione ripercorre l\u2019opera dell\u2019artista olandese, proponendo una vasta selezione dei capolavori pi\u00f9 noti, come <em>Mano con sfera riflettente<\/em> (1935), <em>Specchio magico<\/em> (1946), <em>Altro mondo II<\/em> (gennaio 1947), <em>Mani che disegnano<\/em> (gennaio 1948), <em>Tre mondi<\/em> (dicembre 1955), <em>Vincolo d\u2019unione<\/em> (aprile 1956), fino a <em>Serpenti<\/em> (1969), l\u2019ultima enigmatica litografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ben visibili in tutto il percorso espositivo sono l\u2019incontro \u2212 fondamentale per la costruzione dei suoi <em>patterns<\/em> \u2212 con le forme astratte e simmetriche, teoricamente replicabili senza limite, dell\u2019arte nazar\u00ed, conosciuta in Spagna; l\u2019attenzione alle conquiste della scienza, e il confronto continuo con l\u2019universo geometrico e matematico, e con i concetti di spazio e di tempo \u2212 tutti aspetti che hanno ispirato Douglas R. Hofstadter in <em>G\u00f6del, Escher, Bach: un\u2019Eterna Ghirlanda Brillante<\/em> (Adelphi 1984) \u2212; il rapporto speciale con la cristallografia, testimoniato da opere come <em>Cristallo<\/em> (1947), o <em>Drago<\/em> (1952), dove l\u2019animale mitologico \u2212 che rimanda (anche se l\u2019artista non lo ha mai dichiarato) all\u2019<em>Uroboros<\/em>, il Serpente antico avvolto su se stesso e immortalato nell\u2019atto di divorare la propria coda, simbolo alchemico dell\u2019eterno ritorno \u2212 \u00e8 collocato su una formazione di \u00abcristalli di quarzo\u00bb che sembra infondergli vita vera; i legami profondi fra il mondo creativo di Escher e le correnti culturali del suo tempo, come la <em>Gestalttheorie<\/em>, sulle cui leggi della percezione visiva egli ha costruito, ad esempio, la celebre litografia <em>Convesso e concavo<\/em> (marzo 1955) \u2212 opera alla quale potrebbe non essere estraneo il ricordo dell\u2019affresco di Andrea Pozzo nel soffitto della chiesa di Sant\u2019Ignazio di Loyola in Roma \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con un uso della ragione portato ai limiti dell\u2019assurdo con coerenza estrema, Escher di fatto scuote dalle fondamenta l\u2019orgogliosa affermazione della supremazia della ragione umana e della sua capacit\u00e0 di plasmare il mondo a propria misura. Le scene di prospettive e di \u00abscale impossibili\u00bb, che, attraverso un percorso circolare, portano al nulla \u2212 come si pu\u00f2 scorgere in <em>Su e gi\u00f9<\/em> (luglio 1947), <em>Belvedere<\/em> (maggio 1958), <em>Ascendente e discendente<\/em> (marzo 1960), e <em>Cascata<\/em> (ottobre 1961) \u2212 descrivono un mondo in cui la ragione svela l\u2019evidenza inquietante che l&#8217;impossibile \u00e8 contenuto in realt\u00e0 dentro la ragione stessa, e che quindi razionale e irrazionale hanno la stessa origine e non sono separabili. Che insomma la ragione \u00e8 anche illusione e insidioso inganno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 tuttavia un messaggio disperato quello che Escher ci consegna, se vogliamo prendere sul serio le suggestioni magistralmente espresse in <em>Metamorfosi II<\/em> (novembre 1939\/marzo 1940) \u2212 la sua stampa pi\u00f9 nota e importante, costruita sul concetto di <em>kringloop<\/em> (ossia di \u00abciclo\u00bb) \u2212, e udire in esse un\u2019eco che arriva dalle epoche lontane che avevano piena coscienza di quanto labili, e in fondo illusori, sono i confini fra i mondi: l&#8217;eco di una consapevolezza priva di paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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