{"id":40451,"date":"2016-12-22T18:59:07","date_gmt":"2016-12-22T17:59:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40451"},"modified":"2016-12-22T21:36:48","modified_gmt":"2016-12-22T20:36:48","slug":"un-cattolicesimo-che-preferisce-star-basso-un-cristiano-piccolo-piccolo-di-guido-mocellin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/12\/un-cattolicesimo-che-preferisce-star-basso-un-cristiano-piccolo-piccolo-di-guido-mocellin\/","title":{"rendered":"Un cattolicesimo che preferisce &#8220;star basso&#8221;: &#8220;Un cristiano piccolo piccolo&#8221;, di Guido Mocellin"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-un-cattolicesimo-che-preferisce-star-basso-un-cristiano-piccolo-piccolo-di-guido-mocellin\/attachment\/mocellin\/\" rel=\"attachment wp-att-42986\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-42986\" title=\"Mocellin\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mocellin.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p>di\u00a0<strong>AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p><em>Questo libro singolare, attraverso venticinque ritratti (soprattutto di donne), ci restituisce l\u2019immagine intensa e sorprendente di un cattolicesimo lontano dai clamori, dalle ostentazioni e dalle luci della ribalta: una semplice, dimessa, discreta presenza<\/em> <em>in scenari inapparenti di vita quotidiana. <\/em><\/p>\n<p>Sono testimonianze di vita minuta, provenienti da una realt\u00e0 marginale e dissonante rispetto a molti diffusi e prevalenti <em>mainstream<\/em> di questo nostro presente, ad abitare le pagine di <em>Un cristiano piccolo piccolo. Storie di fede in questo tempo<\/em>, di Guido Mocellin, giornalista, collaboratore di <em>Avvenire<\/em> e de <em>Il Regno<\/em> (Edizioni Dehoniane di Bologna, 2010). Si tratta di un libro singolare: ne sono inconsueti sia il tono sommesso, lontano da qualsiasi enfasi, che nelle sue spoglie movenze fa pensare, per certi versi, al <em>Diario di un curato di campagna <\/em>di Georges Bernanos (ma qui <em>l\u2019ennui<\/em> \u00e8 assente), sia l\u2019argomento: attraverso venticinque ritratti, soprattutto di donne, l\u2019autore ci restituisce l\u2019immagine intensa e sorprendente di un mondo appartato di credenti cattolici, distante dai clamori, \u00a0dalle ostentazioni, dalle luci della ribalta, immerso nella spesso estenuante fatica della vita quotidiana. Per nulla propenso alle prediche, esso \u00e8 dedito invece a un\u2019assai concreta e tangibile attenzione agli altri, registrata in varie situazioni \u2013 dalle scene di vita coniugale a quelle delle tentazioni di infedelt\u00e0 \u2013 e in varie declinazioni: nel senso di prontezza a dar loro una mano, di cui \u00e8 un esempio fra i tanti l\u2019episodio della famiglia transitoria di un bambino in affido, o semplicemente di capacit\u00e0 di ascoltarli e di rispettarli anche in circostanze difficili di confronti conflittuali, come nel caso dello scontro generazionale fra genitori e figli riferito nell\u2019episodio intitolato \u201cDiciott\u2019anni\u201d, o ancora, nel senso dell\u2019\u201damore semplice e acritico, discreto e inesorabile\u201d di una donna per i suoi figli e i suoi nipoti evocato nelle pagine dedicate a \u201cUna bella festa\u201d. Prima ancora che di un comportamento o di un atteggiamento, si tratta, mi pare, di una qualit\u00e0 di sguardo, di percezione: di un \u201csaper guardare e percepire l\u2019altro\u201d che \u00e8 un semplice \u2013 e profondamente interiorizzato \u2013 modo di essere, al quale sono costitutivamente estranei il narcisismo, l\u2019egocentrismo, l\u2019esasperato individualismo di cui sono impregnate molte diffuse retoriche contemporanee.<\/p>\n<p>E\u2019 un mondo di gente comune, pressoch\u00e9 invisibile, che non fa notizia, ad essere evocato in questo libro, che si potrebbe riassumere, prendendo in prestito un suggestivo titolo di Fran\u00e7ois Jullien, come <em>\u0116loge de la fadeur, <\/em>\u201cElogio dell\u2019insapore\u201d, ossia dell\u2019inapparente, e che risulta decisamente <em>altro<\/em> non soltanto rispetto ai modelli esistenziali ossessivamente produttivistici e consumistici imposti su scala planetaria dal dogmatismo neoliberista, ma anche rispetto agli ambienti di un certo clericalismo occidentale \u201csoddisfatto e benpensante\u201d, intento a sbandierare i cosiddetti \u201cvalori\u201d in chiave di rivendicazioni autoritarie e identitarie (Jullien ne ha offerto una descrizione efficace in alcune pagine de <em>La grande image n\u2019a pas de forme<\/em>, 2003, <em>La grande immagine non ha forma, <\/em>2004).<\/p>\n<p>Non mi sembra in tal senso casuale che in questo libro di Guido Mocellin appaia la rievocazione della figura di \u201cun prete che odiava i tartufi\u201d: don Tullio Contiero, eccentrico insegnante di religione, burbero e provocatorio, che nei primi anni Settanta una volta si era presentato in classe \u201ccon un gran libro rosso, ben rilegato. Lo aveva spacciato per i pensieri di Mao, e aveva iniziato a leggere: \u201cIl salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida\u201d\u2026; poi aveva svelato la messinscena: il libro era un libro liturgico, le parole erano della Bibbia\u201d.<\/p>\n<p>Il mondo evocato da Guido Mocellin ha fra i suoi registri linguistici anche questo tono forte, e comunque spesso ama parlare sottovoce; si misura quotidianamente con le incertezze dell\u2019esistenza, e non di rado gli accade di interrogarsi su un Dio che appare lontano o assente. E tuttavia, attraversa le avversit\u00e0 della vita con la tenacia inerme, la strenua capacit\u00e0 di resistenza dell\u2019umile ginestra di cui parla Giacomo Leopardi. E di figure paradigmatiche di resistenti si fa qui memoria, come quella di Giuseppe Elli, cappellano di San Giovanni in Monte arrestato dalle SS a Bologna nel 1944 con l\u2019accusa di aver aiutato alcuni detenuti e deportato a Mauthausen e Dachau, il cui diario di prigionia \u00e8 stato ripubblicato da una nota e carismatica figura di sacerdote bolognese, don Giovanni Catti, anch\u2019egli qui rievocato (su di lui, che ho avuto il privilegio di incontrare prima della sua scomparsa, rinvio al ricordo che ne ha offerto\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/\">www.inchiestaonline.it<\/a> nel luglio\u00a0 del 2014).<\/p>\n<p>Oltre alle figure e alle storie che narra, questo libro ha la capacit\u00e0 di evocarne tante altre, analoghe a quelle che sono qui effigiate, e che sono sostanzialmente accomunate da quello \u201cstar bassi\u201d che Pier Cesare Bori in sue indimenticabili pagine rappresentava, in riferimento all\u2019antropologia religiosa di Alessandro Manzoni (Bori, 2011, ripr. in <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/\">www.inchiestaonline.it<\/a> ). Nei personaggi qui raccontati, riconosco i tratti della fede ancestrale dei miei avi, sepolti in un minuscolo cimitero di montagna in Veneto,\u00a0 e il modo di stare al mondo che li accomuna a tante altre storie e figure, della memoria e del presente, di luoghi familiari e di luoghi lontani: come i giovani seminaristi provenienti da Guangzhou e il minuscolo gruppo di fedeli incontrati alla Nantang, la cattedrale di Pechino. Fanno tornare alla mente i fanti di quella tregua di Natale del 1914 sul fronte occidentale, decisa spontaneamente da loro e osteggiata dagli alti comandi, e quel semplice prete descritto da Luigi Meneghello in <em>Libera nos a Malo<\/em>, che ben prima del Concilio praticava da s\u00e9 uno spontaneo ecumenismo, e ancora i tanti altri luoghi \u2013 di Orienti e di Occidenti, medi ed estremi \u2013 di una cattolicit\u00e0 che \u00e8 <em>minorit\u00e9<\/em>, ossia minuscola, semplice, dimessa, discreta presenza \u2013 <em>discr\u00e8te et cach\u00e9e<\/em>, come recita il motto di quella parrocchia di Parigi nell\u2019XI Arrondissement, dove non pi\u00f9 di venti persone, celebranti inclusi, assistono alla messa di Natale.<\/p>\n<p><strong>AMINA CRISMA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; di\u00a0AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) Questo libro singolare, attraverso venticinque<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-40451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40451"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40452,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40451\/revisions\/40452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}