{"id":40457,"date":"2016-12-27T12:49:13","date_gmt":"2016-12-27T11:49:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40457"},"modified":"2017-01-16T17:41:24","modified_gmt":"2017-01-16T16:41:24","slug":"dallantica-alla-nuova-via-della-seta-una-mostra-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/12\/dallantica-alla-nuova-via-della-seta-una-mostra-a-roma\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;antica alla nuova Via della Seta: una mostra a Roma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-40502 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-1.jpg\" alt=\"Mostra-1\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-1.jpg 200w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-1-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-40503 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-2.jpg\" alt=\"Mostra-2\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-2.jpg 200w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-2-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-40504 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-3.jpg\" alt=\"Mostra-3\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-3.jpg 200w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-3-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Mostra-3-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>di <strong>MAURIZIO SCARPARI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Diffondiamo un articolo di <strong>Maurizio Scarpari,<\/strong>\u00a0dell&#8217;Universit\u00e0 di Venezia, dal catalogo della mostra di cui \u00e8<\/em><em> curatore, insieme a (Palazzo del Quirinale, Roma,\u00a0 dal 6 dicembre al 26 febbraio), che illustra la storia millenaria dei rapporti fra Cina e Occidente. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La mostra si articola in diverse sezioni che espongono capolavori provenienti dai pi\u00f9 importanti musei europei e italiani tra cui il British Museum di Londra, il Mus\u00e9e du Louvre, il Mus\u00e9e Cernuschi e Guimet di Parigi, il Museo di Berlino, il Museo di Lione, il Museo d\u2019Arte Orientale di Torino, il Museo delle Civilt\u00e0 \/ Museo d\u2019Arte Orientale \u201cGiuseppe Tucci\u201d di Roma, e molti altri. Sono presenti anche una ventina di opere moderne provenienti dalla Cina e realizzate da grandi artisti cinesi contemporanei.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lungo l\u2019antica Via della Seta che attraversava il vasto continente euroasiatico, l\u2019Oriente e l\u2019Occidente sono entrati in contatto e si sono arricchiti rispettivamente con lo scambio di merci, tecniche e informazioni di ogni genere. Missionari di varie fedi, Cristiani, Confuciani e Buddhisti, seguendo le piste della Via della Seta, si sono conosciuti, hanno dialogato e contribuito a diffondere un clima di tolleranza cha ha scavalcato le frontiere incerte degli Stati e aiutato i popoli a crescere. Tra gli uomini che hanno affrontato il lungo viaggio dall\u2019Italia alla Cina, Marco Polo, i gesuiti Matteo Ricci e Martino Martini.\u00a0Nelle intenzioni dei curatori la mostra vuole essere un omaggio dell\u2019Italia al progetto cinese denominato Yidai yilu \u201cUna cintura e una via\u201d (One Belt, One Road), altres\u00ec noto come \u201cCintura economica della Via della Seta\u201d\u00a0e \u201cVia della Seta marittima del XXI secolo\u201d. Si tratta di un ambizioso progetto strategico, volto a creare infrastrutture moderne che favoriscano i collegamenti e la cooperazione commerciale, diplomatica e culturale tra i popoli dell\u2019Asia, dell\u2019Europa e dell\u2019Africa, coinvolgendo 65 Paesi, che equivalgono a circa il 70% della popolazione mondiale e al 55% del PIL globale, e possiedono il 75% delle riserve energetiche conosciute. La sua realizzazione cambierebbe\u00a0radicalmente le relazioni tra le nazioni\u00a0 e gli assetti geopolitici e geoeconomici del pianeta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio SCARPARI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>DALL&#8217;ANTICA ALLA NUOVA VIA DELLA SETA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 aprile 2016, alle ore otto, un treno simile a tanti altri arriva alla stazione di Saint Priest, quartiere periferico di Lione, con il suo carico di mercanzie: 41 container riempiti di prodotti chimici e apparecchi meccanici ed elettronici. Nulla di speciale, se non fosse che quei container erano partiti il 6 aprile da Wuhan, capoluogo della provincia cinese dello Hubei, coprendo in 15 giorni la distanza di circa 11.500 km, oltre 3600 dei quali percorsi in territorio cinese prima di raggiungere il Kazakistan e continuare il viaggio attraversando la Russia, la Bielorussia, la Polonia e la Germania. I tempi sono destinati a ridursi ulteriormente una volta completato l\u2019adeguamento dell\u2019intera linea ferroviaria transcontinentale allo scartamento standard (1435 mm), diverso da quello russo (1520\/1524 mm), passaggio essenziale per evitare di effettuare il doppio cambio di treno, con conseguente trasbordo dei container, alle frontiere tra la provincia cinese autonoma del Xinjiang e il Kazakistan e tra la Bielorussia e la Polonia, operazione che richiede dispendio di tempo e un aumento significativo dei costi. Si consideri che se lo stesso carico fosse stato spedito via mare ci sarebbero volute almeno cinque settimane, se non di pi\u00f9, per giungere a destinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi sono comunque brevi in confronto ai mesi o anche anni che ci sarebbero voluti per collegare, in un unico viaggio, le regioni costiere della Cina con quelle dell\u2019Europa occidentale lungo le rotte carovaniere o marittime dell\u2019antica Via della Seta. Un viaggio pi\u00f9 ideale che reale, essendo l\u2019idea stessa \u2013 oltre che il termine <em>Seidenstra\u00dfe<\/em>, Via della Seta, coniato nel 1877 dal barone Ferdinand von Richthofen \u2013 pi\u00f9 un\u2019astrazione dal sapore vagamente romantico che la rappresentazione fedele di un percorso pianificato e percorribile dall\u2019inizio alla fine. Mai in epoca antica, e solo raramente nei secoli dei grandi viaggiatori, le vie di terra e di mare che si dipanavano per migliaia di chilometri lungo le direttrici commerciali che collegavano il continente cinese e il Sudest Asiatico al Mediterraneo venivano percorse da un estremo all\u2019altro in un solo viaggio; per lo pi\u00f9 la meta era rappresentata da una postazione intermedia, che consentiva di impiegare le carovane o gli equipaggi per distanze relativamente brevi, che raramente superavano i limiti regionali. Un\u2019articolata rete di vie di terra collegava imperi, regni, citt\u00e0, paesi e villaggi lungo sterminate pianure alluvionali e lande desertiche, interrotte da catene montuose talvolta impervie e da corsi d\u2019acqua impetuosi, mentre le rotte di mare toccavano porti, attrezzati all\u2019accoglienza, disseminati lungo le coste che dall\u2019Asia Orientale arrivano a quelle dell\u2019Africa Orientale, che ponevano il Mare Arabico in una posizione strategica per lo sviluppo delle relazioni commerciali e diplomatiche tra gli imperi asiatici orientali e meridionali da una parte, e le diverse realt\u00e0 politiche centro-asiatiche e africane dall\u2019altra, consentendo alle navi mercantili di rifornirsi di acqua e derrate, consegnare le merci e procurarsi un nuovo carico. Tramite privilegiato di queste relazioni erano le regioni comprese lungo il bacino del fiume Tarim, dove fiorirono il regno di Khotan e citt\u00e0 come Turfan o Kashgar, della Transoxiana (l\u2019area sud-orientale dell\u2019Asia Centrale), con gli snodi di Bukh\u0101r\u0101 e Samarcanda, del Pamir e della vasta aerea che si estende dall\u2019Iran alla Penisola Arabica fino al Mar Mediterraneo. Tale frazionamento dei percorsi comport\u00f2 la creazione di un sistema d\u2019infrastrutture sempre pi\u00f9 complesso e di un\u2019organizzazione logistica sempre pi\u00f9 capillare ed efficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intermediazione \u00e8 la parola chiave di queste molteplici attivit\u00e0, il loro comune denominatore. Mercanti di diversa nazionalit\u00e0, provenienti dai luoghi pi\u00f9 disparati, si incontravano, soggiornando tanto nei centri maggiori quanto nelle remote oasi disseminate lungo la strada o, molto spesso, in caravanserragli che si trovavano grosso modo a un giorno di viaggio l\u2019uno dall\u2019altro, commerciando merci e raccogliendo informazioni, essenziali per proseguire il viaggio con profitto e in sicurezza. A loro si accompagnavano ambasciatori, monaci, esploratori e avventurieri di ogni risma. Aveva luogo uno scambio continuo di beni e di conoscenze, venivano messe a confronto usanze, pratiche, idee e fedi religiose in un mondo che ai nostri occhi appare assai pi\u00f9 tollerante e aperto di quello in cui viviamo oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle vie di transito presero dunque corpo nel corso dei secoli nelle diverse regioni che attraversavano, senza che vi fosse la reale consapevolezza di tutte le connessioni pi\u00f9 o meno remote che potevano avere, ci si basava pi\u00f9 che altro sulla direzione da prendere, verso un indefinito Occidente o verso un misterioso Oriente. E non sempre era commerciale lo scopo dei viaggi e delle esplorazioni che venivano intraprese. Durante il primo impero cinese (206 a.C. \u2013 220 d.C.), ad esempio, nel periodo della cosiddetta prima <em>pax sinica<\/em>, quando l\u2019imperatore Wu (r. 141-87 a.C.) invi\u00f2 diverse missioni verso occidente, sotto l\u2019abile guida del Generale Zhang Qian (195-114 a.C.), per trovare delle soluzioni alle continue tensioni che c\u2019erano lungo i confini imperiali con le popolazioni delle steppe, in particolare con i Xiongnu, per esplorare nuovi territori e per stabilire contatti pacifici con i governi centro-asiatici. Pi\u00f9 che da interessi commerciali, queste missioni avevano dunque una natura diplomatica, servivano ad aprire nuove strade verso mondi di cui si avevano conoscenze approssimative. Nella loro lunga storia queste strade, sorvegliate talvolta da avamposti militari, hanno conosciuto momenti alterni di prosperit\u00e0, durante i quali i mercanti potevano viaggiare agevolmente e senza correre particolari rischi, e di decadenza, durante i quali il tragitto si faceva difficile e pericoloso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al pari di quanto avveniva in Occidente, verso il 200 d.C. la <em>pax sinica<\/em>, similmente alla <em>pax romana<\/em>, inizi\u00f2 a registrare un progressivo declino e di conseguenza anche le relazioni diplomatiche e i traffici commerciali subirono notevoli contraccolpi. Per una loro ripresa bisogner\u00e0 attendere la fine del VI secolo, quando la Cina conobbe lo splendore del secondo impero e diede vita a una nuova <em>pax sinica<\/em> che inaugur\u00f2 uno dei momenti pi\u00f9 alti della storia dell\u2019Asia Orientale, caratterizzato da una forte espansione territoriale, da una situazione economica florida e dal fiorire della cultura in ogni suo ambito. Grazie a un lungo periodo di pace, prosperit\u00e0 e stabilit\u00e0 sociale e politica la nuova era favor\u00ec l\u2019espandersi dei commerci sia lungo le tradizionali rotte carovaniere e marittime verso Occidente, sia lungo nuovi itinerari. Chang\u2019an (Pace Perpetua), capitale dell\u2019impero per oltre dieci dinastie, oggi nota con il nome di Xi\u2019an (Pace Occidentale) e capoluogo della provincia dello Shaanxi, \u00e8 stata da sempre considerata il punto ideale di arrivo e di partenza di centinaia di migliaia di stranieri provenienti prevalentemente dall\u2019India e dal Medio e Vicino Oriente, ma anche dalla Corea, dal Giappone, dalle isole del Sudest Asiatico e, in minima parte, dall\u2019Europa. Nell\u2019VIII secolo la sua popolazione sfior\u00f2 il milione di abitanti, una cifra enorme per l\u2019epoca, e coloro che venivano per risiedervi pi\u00f9 o meno stabilmente da oltre i confini dell\u2019impero assommavano a circa centomila persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di tanti stranieri, portatori non solo di mercanzie e oggetti rari, ma anche di forme di pensiero, credi religiosi, conoscenze tecniche, usanze e stili di vita diversi ebbe un profondo impatto sulla societ\u00e0 cinese contribuendo a renderla pi\u00f9 dinamica e cosmopolita. In seguito, dopo che i mongoli ebbero conquistato gran parte dell\u2019Asia e inaugurato un periodo di relativa stabilit\u00e0 (<em>pax mongolica<\/em>), caratterizzato da condizioni di sicurezza all\u2019interno di un impero che nel momento della sua massima espansione arriv\u00f2 a comprendere la maggior parte dei territori dall\u2019Asia Orientale all\u2019Europa centrale (33 milioni di km<sup>2<\/sup> nel 1279), nuove rotte commerciali furono aperte e i traffici si svilupparono come mai era avvenuto in precedenza. Fu allora che arrivarono alla corte imperiale cinese i primi francescani, personalit\u00e0 come l\u2019italiano Giovanni da Pian del Carpine (ca. 1182-1252), autore della <em>Historia Mongalorum<\/em>, uno straordinario resoconto degli usi e costumi dei mongoli, e il fiammingo Guglielmo di Rubruck (ca. 1220-1293), autore del primo trattato scientifico sull\u2019Asia Centrale, l\u2019<em>Itinerarium fratis Willielmi de Rubruquis de ordine fratrum Minorum, Galli, Anno gratia 1253 ad partes Orientales<\/em>. E fu proprio in quel periodo che il veneziano Marco Polo (1254-1324), accompagnato dal padre e dallo zio, comp\u00ec il suo epico viaggio verso Oriente, raggiungendo la Cina. La descrizione dell\u2019Asia riportata nel <em>Milione<\/em> \u00e8 stata per secoli un\u2019inesauribile fonte d\u2019ispirazione che ha contribuito a migliorare le conoscenze di mondi e popoli poco noti in Occidente e a stimolare la ricerca di terre ignote (Cristoforo Colombo la studi\u00f2 a fondo e per tutta la vita fu profondamente convinto che le terre da lui raggiunte nel suo viaggio alle Americhe altro non fossero che le Indie e il Catai). Vennero compilate nuove mappe tenendo conto di quanto gli esploratori andavano scoprendo nel corso dei loro viaggi; tra di esse rivestono particolare importanza il planisfero di Fra\u2019 Mauro, che rappresenta tutte le terre scoperte fino alla met\u00e0 del XV secolo, e quelle dei gesuiti, i grandi esperti nell\u2019arte cartografica, come dimostrano le raffigurazioni del mondo prodotte dal Matteo Ricci (1552-1610), Giulio Aleni (1582-1649) e Ferdinand Verbiest (1623-1688).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non deve quindi sorprendere se la Cina oggi \u00e8 divenuta promotrice di un progetto strategico di grande respiro che si rif\u00e0, non solo metaforicamente, alla Via della Seta, volto a favorire la cooperazione e i collegamenti tra i paesi dell\u2019Asia, dell\u2019Europa e dell\u2019Africa. I paesi coinvolti sono 65 e rappresentano circa il 70% della popolazione mondiale e il 55% del PIL globale, e possiedono il 75% delle riserve energetiche conosciute. Secondo le proiezioni degli esperti, se il progetto sar\u00e0 portato a compimento il commercio cinese del prossimo decennio lieviter\u00e0 di almeno 2500 miliardi di dollari l\u2019anno. Per la sua realizzazione il governo di Pechino ha promosso riforme strutturali imponenti del proprio apparato economico, finanziario e burocratico, ha dato vita a nuovi organismi finanziari, primi fra tutti la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), una banca di sviluppo multilaterale alternativa alla World Bank alla cui gestione partecipano 56 nazioni, Italia inclusa, e il Fondo per la Via della Seta, la cui <em>mission<\/em> \u00e8 finanziare progetti di infrastrutture, oleodotti, aeroporti, porti, ferrovie, autostrade e quant\u2019altro possa servire a creare sviluppo e benessere nei paesi che si trovano lungo le molteplici direttrici delle nuove Vie della Seta. Centinaia di miliardi di dollari sono gi\u00e0 stati stanziati e sono stati concretizzati i primi progetti. L\u2019investimento complessivo previsto sfiora i 4000 miliardi di dollari; per dare un\u2019idea dell\u2019ordine di grandezza di questo intervento si pensi che il Piano Marshall, avviato dagli Stati Uniti dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, attualizzato a oggi varrebbe 130 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa cinese tende a considerare l\u2019Asia e l\u2019Europa come uno spazio unitario da sviluppare e consolidare e si muove in direzione opposta ai trattati commerciali Trans Pacific Partnership (TPP) e Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) promossi dagli Stati Uniti, che si basano invece sull\u2019intento di limitare le relazioni dirette tra i due continenti, asiatico ed europeo, e di rafforzare la posizione statunitense, facendo dell\u2019America il mediatore privilegiato nelle relazioni internazionali. I progetti avviati o in corso di elaborazione, fortemente voluti dalla nuova leadership, sono destinati a cambiare radicalmente gli assetti geopolitici e geoeconomici del pianeta. Il progetto <em>Yidai yilu<\/em> \u201cUna cintura e una via\u201d (\u201cOne Belt, One Road\u201d, da cui l\u2019acronimo OBOR) \u00e8 stato presentato ufficialmente dal presidente Xi Jinping, che lo ha illustrato in due occasioni: il primo discorso, che ha come orizzonte simbolico la direttrice terrestre e che \u00e8 stato sintetizzato come progetto di una \u201cCintura economica della Via della Seta\u201d, \u00e8 stato pronunciato nel settembre 2013 all\u2019Universit\u00e0 Nazarbayev di Astana, capitale del Kazakistan, per secoli passaggio obbligato di mercanti e viaggiatori. Il secondo discorso, che ha illustrato la \u201cVia della Seta marittima del XXI secolo\u201d, \u00e8 stato rivolto il mese successivo al Parlamento indonesiano a Giacarta, l\u2019antica Batavia, storica base strategica della Compagnia delle Indie Orientali, il mitico punto di arrivo e di partenza dei vascelli asiatici e occidentali e dei traffici delle pi\u00f9 varie mercanzie: t\u00e8, cannella, pepe, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata (la cosiddetta Via delle Spezie), incenso, pietre preziose, legname pregiato, manufatti in legno, metallo o ceramica, tessuti di seta o cotone, e tanto altro ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ai moderni mezzi di comunicazione e ai processi di globalizzazione in atto, oggi il trasferimento dei saperi avviene in tempo reale; \u00e8 difficile dunque prevedere quali saranno gli effetti che il progetto cinese sulla nuova Via della Seta produrr\u00e0 non solo sul piano dei commerci e delle relazioni diplomatiche e politiche tra gli stati, ma anche sul piano del progresso e delle conoscenze reciproche, il cui miglioramento \u00e8 essenziale per realizzare un mondo migliore, rispettoso delle differenze e, di conseguenza, pi\u00f9 tollerante e pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio Scarpari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-40506 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cmapp.jpg\" alt=\"cmapp\" width=\"478\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cmapp.jpg 478w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cmapp-150x150.jpg 150w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cmapp-300x300.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/cmapp-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di MAURIZIO SCARPARI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) Diffondiamo un articolo di Maurizio Scarpari,\u00a0dell&#8217;Universit\u00e0 di<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":40506,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-40457","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40457"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40507,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40457\/revisions\/40507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}