{"id":40460,"date":"2016-12-28T20:36:20","date_gmt":"2016-12-28T19:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40460"},"modified":"2017-01-16T17:43:24","modified_gmt":"2017-01-16T16:43:24","slug":"il-successo-di-una-soprano-tenera-e-irrimediabilmente-stonata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2016\/12\/il-successo-di-una-soprano-tenera-e-irrimediabilmente-stonata\/","title":{"rendered":"Il successo di una soprano tenera e irrimediabilmente stonata"},"content":{"rendered":"<p><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-40462\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins-205x300.jpg\" alt=\"florence-foster-jenkins\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins-205x300.jpg 205w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins-699x1024.jpg 699w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins-1024x1500.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/florence-foster-jenkins.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa gente potr\u00e0 dire che non so cantare, ma nessuno potr\u00e0 dire che non ho cantato\u00bb: questo afferma Florence Foster Jenkins (una fantastica Meryl Streep) in <em>Florence<\/em> (Gran Bretagna, 2016, 110\u2019). A settantasei anni, il 25 ottobre 1944, la celebre soprano dilettante newyorkese, unanimemente riconosciuta come la pi\u00f9 stonata della storia, ha realizzato il suo sogno: ha cantato \u2212 accompagnata dal suo pianista Cosm\u00e9 McMoon (Simon Helberg) \u2212 alla Carnegie Hall di New York, facendo il tutto esaurito con una esibizione assolutamente fuori dall\u2019ordinario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Psicologicamente e fisicamente fragile a causa di una malattia con la quale ha convissuto per cinquant\u2019anni \u2212 questo raccontano il regista Stephen Frears e lo sceneggiatore Nicholas Martin \u2212, Florence ha trovato nella musica la pi\u00f9 efficace delle terapie, e nel suo secondo marito, St Clair Bayfield (un bravissimo Hugh Grant), un indispensabile e generoso sostenitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza St Clair, infatti, \u2212 che ha protetto la moglie dalla verit\u00e0, per lei troppo dolorosa, della sua oggettiva mancanza di talento \u2212 nessuno dei sogni di Mrs. Jenkins si sarebbe mai realizzato. L\u2019abile e pragmatico marito ha organizzato le terribili esibizioni canore di Florence al <em>Verdi<\/em>, il loro <em>club<\/em> privato, ma anche in luoghi prestigiosi come il <em>Ritz<\/em>, selezionando accuratamente il pubblico non certo scelto fra i melomani pi\u00f9 esigenti; ha remunerato oculatamente il suo compiacente maestro di canto, Carlo Edwards (David Haig); e soprattutto ha pagato per venticinque anni i giornalisti di mezza New York per avere delle critiche favorevoli.\u00a0 Insomma, tutto quanto i soldi e l\u2019abilit\u00e0 a destreggiarsi nella vita possono fare St Clair l\u2019ha fatto, e con successo. Soltanto un uomo, un giornalista del \u00abNew York Post\u00bb, non si \u00e8 fatto comprare. E sar\u00e0 proprio la sua recensione \u2212 dopo l\u2019esibizione del 1944 nell\u2019auditorium newyorkese \u2212 a minacciare il fragile equilibrio di Florence.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tratto da una storia vera, <em>Florence<\/em> racconta la vita di un\u2019ereditiera innamorata della lirica che finanzia riccamente i protagonisti della scena musicale della Grande Mela, e che con una determinazione commovente e una passione autentica insegue \u2212 per tutta la sua esistenza \u2212 il sogno di diventare una grande soprano. Riuscendo a conquistare l\u2019affetto di un vasto pubblico, che la segue non certo per le sue doti canore ma pi\u00f9 probabilmente per il divertimento che le sue esibizioni e il suo entusiasmo suscitano. Il suo disco <em>The Glory of Human Voice<\/em> \u00e8 uno dei pi\u00f9 venduti di sempre della Melotone Records.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche St Clair, a suo modo, la ammira. Mosso da un amore autentico, ma certamente non convenzionale e per questo non semplice da decifrare, la sostiene con ogni mezzo, e la asseconda con grande tenerezza in tutte le sue bizzarrie \u2212 come nell\u2019ossessione per l\u2019insalata di patate o per una valigetta di cuoio che porta sempre con s\u00e9 \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meschine e false sono, invece, le altre persone che circondano Florence. Quelle che la avvicinano solo per interesse personale, e la adulano mentendo spudoratamente \u2212 come fanno Carlo Edwards e Arturo Toscanini (John Kavanagh) \u2212 per approfittare della sua grande generosit\u00e0, ma stando sempre bene attenti a non compromettere la loro reputazione. O come i giornalisti, che invece di comportarsi da professionisti si lasciano corrompere e si rendono complici di un successo in parte conquistato col denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo fa di <em>Florence<\/em> un film bello e vero, la cui accuratezza formale \u00e8 esaltata dalla musica di Alexandre Desplat, dalla fotografia di Danny Cohen e dalle scenografie di Alan MacDonald.\u00a0 E alla fine, nonostante la simpatia e la tenerezza ispirate da Florence \u2212 cui Meryl Streep \u00e8 riuscita a infondere vero calore e grande umanit\u00e0 \u2212, l\u2019ipocrisia dei benestanti e dei benpensanti, che con il denaro dimostrano di poter comprare tutto, tranne il talento, conduce facilmente a considerazioni amare. Del resto, come ha scritto Don Rosa, seguace del grandissimo Carl Barks,\u00a0 \u00abThe poor are crazy, the rich just eccentric\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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