{"id":40548,"date":"2017-01-25T15:14:37","date_gmt":"2017-01-25T14:14:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40548"},"modified":"2017-02-17T11:50:29","modified_gmt":"2017-02-17T10:50:29","slug":"basquiat-rabbia-e-talento-in-mostra-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2017\/01\/basquiat-rabbia-e-talento-in-mostra-a-milano\/","title":{"rendered":"Basquiat, rabbia e talento in mostra a Milano"},"content":{"rendered":"<p><em>Centoquaranta opere dell&#8217;artista newyorkese al MUDEC fino al 26 febbraio 2017<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em><strong>di Maria C. Fogliaro<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-40549\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Basquiat-1-1024x682.jpg\" alt=\"Basquiat 1\" width=\"485\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Basquiat-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Basquiat-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Basquiat-1-600x399.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;immediatezza che tuttavia cela in s\u00e9 molteplici livelli di significato: questo \u00e8 il giudizio sintetico che si forma in chi si accosta alle opere di Jean-Michel Basquiat (1960-1988), in mostra al MUDEC (Museo delle Culture) di Milano fino al 26 febbraio 2017. Una vasta retrospettiva, curata da Jeffrey Deitch e da Gianni Mercurio, che ripercorre i quasi dieci anni di una carriera artistica che ha incrociato ai suoi esordi anche il nostro Paese: fu infatti a Modena, nella galleria di Emilio Mazzoli, che nel 1981 fu organizzata su ispirazione di Sandro Chia la prima personale di Basquiat. Mentre l\u2019anno successivo, ancora a Modena, l\u2019artista newyorkese fu incluso nella mostra <em>Transavanguardia: Italia\/America<\/em>, curata da Achille Bonito Oliva e ospitata nella Galleria Civica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso alcuni video e circa centoquaranta opere realizzate fra il 1980 e il 1987 \u2212 dipinti (spesso di materiali riciclati), <em>collage<\/em>, disegni, foto, e la serie di ritratti realizzati con l\u2019evidenziatore nero su piatti in ceramica \u2212 si esplora il tragitto articolato di un artista autodidatta che, partito dalla strada \u2212 quando insieme all\u2019amico Al Diaz firmava graffiti e scritte enigmatiche con l\u2019acronimo SAMO (<em>Same Old Shit<\/em>) \u2212, ha incarnato lo spirito e la vitalit\u00e0 della comunit\u00e0 artistica newyorkese degli anni Ottanta. E al contempo ha saputo rappresentare \u2212 date le sue origini haitiane e portoricane \u2212 l\u2019esistenza lacerante dell\u2019uomo di colore, in un periodo in cui la discriminazione razziale negli Stati Uniti era ancora molto forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondendo graffito e pittura, e associando frequentemente alle immagini testi criptici, scarabocchi ossessivi, frasi cancellate \u2212 frutto di parole a volte inventate, che egli inserisce nei dipinti e che spesso sono rivolte contro la discriminazione razziale e il mondo dell\u2019arte \u2212, Basquiat d\u00e0 vita a composizioni drammatiche dall\u2019aura sovversiva, popolate da \u00abmostri\u00bb e senza traccia di abbellimenti estetici, nelle quali entrano anche raffigurazioni dettagliate di parti del corpo umano. Opere dai colori rabbiosi e violenti, caratterizzati da accostamenti inusuali e dissonanti \u2212 come si pu\u00f2 vedere in lavori dalla grande forza compositiva come <em>Back of the Neck<\/em> (1983), <em>Untiteld <\/em>(<em>Bracco di ferro<\/em>) del 1983, e <em>Pyro<\/em> (1984) \u2212 cos\u00ec chiamato in omaggio a un personaggio della Marvel Comics creato nel 1981 \u2212. Fra i dipinti in mostra solo <em>Rodo<\/em> (1984), che esprime bene \u2212 con il riferimento a Rhodos la moglie di Helios, immortalata in una stanza bianca vuota in bilico sul bordo di una sedia, con alle spalle una finestra blu \u2212 la commistione sempre cercata da Basquiat fra storia e contemporaneit\u00e0, fra \u00abcultura alta\u00bb e \u00abcultura bassa\u00bb, \u00e8 un quadro dall\u2019equilibrio e dalla serenit\u00e0 spiazzanti, molto diverso dalle altre opere delle quali \u00abl\u2019ottanta per cento \u00e8 rabbia\u00bb \u2212 come afferm\u00f2 una volta lo stesso artista \u2212.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rapidissima ascesa del pittore newyorkese, scomparso tragicamente a ventisette anni per una <em>overdose<\/em> di eroina, coincise con \u00abl\u2019et\u00e0 dell\u2019oro\u00bb del mercato dell\u2019arte, il quale proprio dagli anni Ottanta inizi\u00f2 \u2212 in linea con le tendenze pi\u00f9 generali della politica e dell\u2019economia americane dettate dall\u2019ottimismo reaganiano \u2212 a influenzare in maniera pi\u00f9 aggressiva che in passato le sorti complesse e mutevoli della scena artistica internazionale. Di questo rovesciamento nel rapporto tradizionale fra arte e mercato e del proprio appartenere a un tempo in cui l\u2019artista nasce &#8216;nel&#8217; mercato, Basquiat fu consapevole. Della propria epoca egli denunci\u00f2, infatti, le intrinseche contraddizioni, che riusciva perfettamente a cogliere anche in quanto \u00abuomo di colore\u00bb celebrato come artista da un mondo di collezionisti <em>nouveaux riches<\/em> che in realt\u00e0 ghettizzava le persone sulla base del colore della pelle. Una denuncia che emerge in tutte le sue opere, e molto pi\u00f9 direttamente in quelle realizzate in collaborazione con Andy Warhol (di cui fu intimo amico), alle quali l\u2019esposizione dedica una intera sala. Nati dal sodalizio fra due artisti appartenenti a generazioni diverse, e animati da uno spirito pittorico e da concezioni estetiche differenti, in questi lavori Warhol e Basquiat hanno voluto rappresentare gli sconvenienti eccessi prodotti dalla <em>reaganomics<\/em>, come testimonia chiaramente l\u2019inquietante <em>silhouette<\/em> nera su sfondo giallo senape del volto di Reagan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mostra quindi che permette di incontrare da vicino un artista poliedrico, che am\u00f2 profondamente anche la musica e la scrittura; che volle disperatamente diventare famoso ed essere accettato in un mondo che pure sapeva scandaloso e ipocrita; ma che anche in questo fu completamente figlio del suo tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centoquaranta opere dell&#8217;artista newyorkese al MUDEC fino al 26 febbraio 2017 di Maria C. 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