{"id":40924,"date":"2017-06-25T21:08:34","date_gmt":"2017-06-25T19:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=40924"},"modified":"2017-06-27T23:33:25","modified_gmt":"2017-06-27T21:33:25","slug":"uno-sguardo-volto-alla-realta-i-contratti-di-solidarieta-espansiva-nella-proposta-di-piergiovanni-alleva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2017\/06\/uno-sguardo-volto-alla-realta-i-contratti-di-solidarieta-espansiva-nella-proposta-di-piergiovanni-alleva\/","title":{"rendered":"Uno sguardo volto alla realt\u00e0. I \u00abcontratti di solidariet\u00e0 espansiva\u00bb nella proposta di Piergiovanni Alleva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Maria C. Fogliaro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-40925\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz-1024x768.jpg\" alt=\"Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz\" width=\"485\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz-300x225.jpg 300w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Sebastian-Diaz-Morales_Maria-Munoz-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte all\u2019aumento vertiginoso della disoccupazione e alle gigantesche difficolt\u00e0 di trovare o mantenere un lavoro stabile, all\u2019assoggettamento degli occupati a condizioni di lavoro precarie e scarsamente tutelate, allo scollamento sempre pi\u00f9 marcato tra vita e lavoro, in terra d\u2019Emilia c\u2019\u00e8 chi non si arrende a quello che appare come il corso degli eventi, determinato sia dall\u2019impatto della robotica e della automazione nel lavoro, sia dagli sviluppi del neoliberismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo rifiuto, che preconizza una ripresa dell\u2019iniziativa da parte delle forze sindacali e politiche vicine al mondo del lavoro, sta il senso dell\u2019incontro, coordinato da Alberto Leiss (giornalista), che si \u00e8 tenuto il 22 giugno presso la Camera del lavoro di Bologna, nell\u2019ambito della presentazione della nuova serie di \u00abCritica marxista\u00bb pubblicata da Ediesse, la casa editrice della CGIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il titolo del dibattito &#8211; <em>I contratti di solidariet\u00e0 espansiva: una proposta di legge per la riduzione negoziata dell\u2019orario di lavoro e lo sviluppo di nuova occupazione stabile e qualificata<\/em> &#8211; lasciava presagire, si \u00e8 discusso del progetto di legge presentato nel gennaio di quest\u2019anno in Emilia-Romagna da Piergiovanni Alleva (giuslavorista e consigliere regionale del Gruppo assembleare L\u2019Altra Emilia-Romagna), che ha individuato nel \u00abcontratto di solidariet\u00e0 espansiva\u00bb &#8211; introdotto nel 1984 (legge n. 863 del 19 dicembre), e recentemente rilanciato dall\u2019articolo 41 del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 &#8211; lo strumento giuridico pi\u00f9 adatto, se opportunamente corretto alla luce delle \u00abvistose lacune della disciplina nazionale\u00bb, per raggiungere un duplice obiettivo: ridurre la disoccupazione e migliorare le condizioni dei lavoratori gi\u00e0 occupati, tramite una importante riduzione dell\u2019orario lavorativo settimanale (portato a quattro giornate di lavoro per un totale di 32 ore a settimana) e di una piccola diminuzione del salario (l\u20198 per cento sulla busta paga &#8211; il resto, ai fini della compensazione, verrebbe dall\u2019utilizzo del salario di ingresso per i neoassunti, del <em>welfare<\/em> aziendale e da uno specifico contributo della Regione -).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 si tratta di un accordo sindacale aziendale e la decisione sulla riduzione dell\u2019orario di lavoro deve, quindi, avere \u00abcarattere volontario, negoziato e contrattato\u00bb, si \u00e8 ritenuto opportuno &#8211; ha spiegato Alleva &#8211; saggiare prima di tutto la disponibilit\u00e0 dei lavoratori nei confronti del progetto di legge, organizzando un sondaggio scientifico che \u00e8 stato rivolto a un campione rappresentativo dei lavoratori dipendenti (con contratto a tempo pieno e a tempo indeterminato) &#8211; ripartiti per et\u00e0, sesso, reddito, mansione, titolo di studio &#8211; dell\u2019Emilia-Romagna. I risultati, che rappresentano &#8211; come ha precisato Vittorio Martinelli (responsabile della ricerca per lo Studio MV di Modena) nel corso dell\u2019incontro &#8211; una \u00abvalutazione iniziale rispetto alla proposta\u00bb, hanno mostrato che il 55 per cento del campione (soprattutto giovani e laureati) \u00e8 favorevole alla riduzione dell\u2019orario di lavoro ed \u00e8 quindi disponibile a discutere la proposta, della quale \u00absono pi\u00f9 che apprezzati il tema degli aspetti contributivi, la ricaduta occupazionale, il miglioramento della qualit\u00e0 della vita con un giorno libero in pi\u00f9\u00bb. Si \u00e8 registrata, invece, una fortissima diffidenza nei confronti dell\u2019ipotesi che il 30 per cento della retribuzione prenda la forma di buoni acquisto o servizi, probabilmente percepita &#8211; ha detto Martinelli &#8211; come una interferenza nella libert\u00e0 individuale di comportamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Alleva si tratta di \u00abdati incoraggianti\u00bb, perch\u00e9 &#8211; tenendo conto del fatto che in regione ci sono 160 mila disoccupati a fronte di due milioni di lavoratori dipendenti &#8211; \u00abse la met\u00e0 dei lavoratori dipendenti \u00e8 favorevole ad accettare una riduzione del proprio orario di lavoro, allora il problema della disoccupazione sarebbe interamente cancellato\u00bb. Pertanto su questa proposta, che deve continuare a essere oggetto di dibattito e migliorata con il prezioso contributo dei sindacati e degli altri attori sociali, \u00abl\u2019<em>endorsement <\/em>della CGIL &#8211; ha detto Alleva &#8211; \u00e8 fondamentale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta, pur con rilievi critici che in parte sono stati gi\u00e0 superati, \u00e8 stata favorevolmente accolta da Giacomo Stagni (segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana &#8211; CGIL Bologna), per il quale c\u2019\u00e8 bisogno di muoversi in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo nel mondo del lavoro e di \u00abrilanciare una stagione di contrattazione inclusiva, nella quale &#8211; certamente &#8211; la riduzione di orario \u00e8 un pezzo importante\u00bb. Posizione condivisa da Maurizio Lunghi (segretario generale della CdLM- CGIL Bologna), il quale &#8211; intervenendo a margine dell\u2019incontro &#8211; ha manifestato la disponibilit\u00e0 della CGIL bolognese a discutere nel merito una proposta che dovr\u00e0 essere esaminata con il gruppo regionale della CGIL, e che rappresenta uno strumento prezioso da poter \u00abmettere in campo sul piano delle politiche attive\u00bb. Cominciando con delle \u00absperimentazioni concrete con le imprese\u00bb, si pu\u00f2 avviare un percorso virtuoso il cui duplice obiettivo deve essere il riassorbimento della disoccupazione strutturale che l\u2019Emilia-Romagna, prima della crisi, non aveva mai conosciuto, e insieme la redistribuzione del lavoro a fronte delle trasformazioni tecnologiche in atto. \u00c8 una sfida &#8211; ha detto Lunghi &#8211; che non pu\u00f2 non essere colta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sanno bene i sindacati &#8211; abituati a confrontarsi con la concretezza materiale delle vite delle persone -, lavoro, sviluppi della tecnica, disoccupazione sono fra le questioni chiave del nostro tempo. E anche se non \u00e8 pensabile che si possa uscire dal pantano nel quale la crisi ha precipitato il Paese solamente per via economica, senza cio\u00e8 un\u2019analisi radicale dell\u2019impatto complessivo della rivoluzione neoliberista sulla nostra societ\u00e0, il dibattito che la proposta di Piergiovanni Alleva sta innescando, e che vede coinvolti i principali attori sociali, politici, istituzionali dell\u2019Emilia-Romagna (dai sindacati alla Chiesa alla Regione), pu\u00f2 far ben sperare lavoratori e disoccupati, che &#8211; senza dover aspettare i \u00abgrandi investimenti\u00bb delle politiche nazionali &#8211; vi possono vedere la possibilit\u00e0 concreta di trovare un lavoro e, al contempo, di aprirsi a una vita pi\u00f9 umana e civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria C. 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