{"id":41025,"date":"2017-11-22T14:56:06","date_gmt":"2017-11-22T13:56:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41025"},"modified":"2017-11-23T16:56:45","modified_gmt":"2017-11-23T15:56:45","slug":"cosa-intendiamo-oggi-per-umanita-un-dibattito-sulla-rivista-parolechiave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2017\/11\/cosa-intendiamo-oggi-per-umanita-un-dibattito-sulla-rivista-parolechiave\/","title":{"rendered":"Cosa intendiamo oggi per &#8220;umanit\u00e0&#8221;? Un dibattito sulla rivista &#8220;parolechiave&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>di AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41028\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/umani_ta_lg.jpg\" alt=\"umani_ta_lg\" width=\"478\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/umani_ta_lg.jpg 478w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/umani_ta_lg-205x300.jpg 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\"><i>Nel n. 57\/2017 della rivista che \u00e8 erede e prosecutrice di \u201cProblemi del socialismo\u201d, il celebre periodico fondato quasi sessant\u2019anni fa da Lelio Basso, la densa polisemia di tale termine \u00e8 affrontata da molteplici prospettive critiche in un dibattito a pi\u00f9 voci, sia in riferimento alle sue definizioni nella storia culturale d\u2019Occidente e d\u2019Oriente, sia in rapporto alle sue elaborazioni nei problematici scenari di oggi.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Come ci ricorda Giacomo Marramao nel saggio introduttivo del nuovo numero (57\/2017) di\u00a0<i>Parolechiave<\/i>, rivista a lungo diretta da Claudio Pavone e poi da Mariuccia Salvati\u00a0 che dal 1993 \u00e8 la nuova serie monografica del periodico\u00a0<i>Problemi del socialismo<\/i>\u00a0fondato nel 1958 da Lelio Basso, \u201cla definizione di\u00a0<i>umanit\u00e0<\/i>\u00a0e di\u00a0<i>umano<\/i>\u00a0\u00e8 stata da sempre intrinsecamente conflittuale, in quanto ha sempre rappresentato un campo di lotta tra strategie, forze materiali, spinte ideali avverse, un terreno di scontro drammatico e spesso sanguinoso fra pratiche di potere e logiche discriminatorie verso l\u2019esterno (autoctoni e stranieri, \u201cnoi\u201d e \u201cgli altri\u201d) come verso l\u2019interno (\u00e9lite e massa).\u201d \u201cL\u2019<i>inumanit\u00e0<\/i>\u00a0e la\u00a0<i>disumanit\u00e0<\/i>\u00a0sono dunque state sin dalle origini innervate nell\u2019umano come fattori costitutivi del suo significato\u201d, e quindi \u201cnon \u00e8 da oggi che si \u00e8 prodotto lo sconfinamento tra umano e disumano: quello che a prima vista si presenta come confine \u00e8 stato in realt\u00e0 sempre una<i>\u00a0linea d\u2019ombra<\/i>\u00a0lungo la quale venivano attivati tanto i rituali di inclusione quanto i meccanismi di esclusione o reiezione\u201d. Cos\u00ec dunque tanto la soglia umano\/disumano, che molte terribili vicende della storia passata e presente si incaricano di illustrare, quanto il transito umano\/post-umano prefigurato nel presente e verosimilmente dispiegato in un inquietante futuro, sono entrambi espressioni di una costitutiva e tremenda ambivalenza dell\u2019umano in s\u00e9, \u201ccapace di fare il male quanto il bene\u201d, come ci rammenta l\u2019<i>Antigone\u00a0<\/i>di Sofocle.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Da queste premesse muove la riflessione critica a pi\u00f9 voci svolta nelle pagine seguenti, che si sviluppa, com\u2019\u00e8 consuetudine della rivista fin dalle sue origini, in prospettive interdisciplinari e interculturali che muovono dal passato al presente per additare possibilit\u00e0 future. Nel dialogo fra Gennaro Sasso, Stefano Petrucciani e Giacomo Marramao, \u201cL\u2019umano tra diritto e politica\u201d\u00a0 si ripercorre l\u2019elaborazione del concetto di umanit\u00e0 attraverso la storia dell\u2019Occidente, per proporne infine un nuovo orizzonte, che non si limiti a valorizzare la pluralit\u00e0, ma che tenti di costruire una comunit\u00e0 umana improntata a un universalismo della differenza. Sostanzialmente concordi con questo orientamento sono le considerazioni di Pietro Costa svolte in un testo del 2008 qui riprodotto, \u201cI diritti oltre lo Stato\u201d, che analizzando la dimensione retorica della\u00a0<i>Dichiarazione<\/i>\u00a0del \u201948 suggerisce di ravvisarvi un elemento potenzialmente fertile, qualora la si consideri \u201cnon tanto come l\u2019epifania di un\u2019universalit\u00e0 gi\u00e0 data, ma come un testo aperto a sempre nuove stipulazioni di significato, suggerite dal confronto e dalla contaminazione fra culture diverse\u201d (e significative affinit\u00e0 con questa prospettiva mi sembra si possano cogliere, ad esempio, in\u00a0<i>Per un consenso etico fra culture<\/i>\u00a0di PierCesare Bori, del 1991).<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Interrogandosi se sia ancora possibile\u00a0<i>una critica marxista dei diritti umani<\/i>\u00a0\u0116tienne Balibar si chiede se la rivendicazione di eguaglianza abbia ancora un senso che sia formulabile politicamente, o se invece non sia proprio nelle attuali condizioni che essa acquista tutta la sua urgenza, imprescindibile per una politica dei diritti che non si riduca a mera finzione. In analoga direzione, e segnatamente in riferimento alla condizione\u00a0 degli immigrati senza documenti, Ayten G\u00fcndogdu si richiama a Marx e alla Arendt per definire oggi una nozione di umanit\u00e0 che non sia elusiva, e segue l\u2019elaborazione di Claude Lefort per comprendere come il divario uomo\/cittadino sia utilizzato come meccanismo di esclusione che implacabilmente genera una condizione di assenza.di diritti. E ancora in tema di diritti umani Daniele Menozzi ripercorre l\u2019evoluzione dell\u2019atteggiamento della Chiesa, dalla contrapposizione del passato al delinearsi di nuove modalit\u00e0 di convergenza caratteristiche del pontificato di Francesco e maturate nella percezione delle nuove e gravi minacce poste dalla societ\u00e0 contemporanea alla dignit\u00e0 delle persone.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Nella sezione dedicata ai\u00a0<i>modelli<\/i>, Marcello Flores raffigura le peculiarit\u00e0 di un\u2019idea e di una pratica di umanit\u00e0 che appaiono davvero uniche nella storia del Novecento, quelle incarnate nella paradigmatica esperienza di Nelson Mandela. Dal canto suo il contributo di Francesco Remotti, \u201cL\u2019umanit\u00e0 in mano all\u2019umanit\u00e0\u201d, dopo aver evidenziato gli aspetti salienti dei processi di antropo-poiesi, sottolinea con forza l\u2019esigenza di costruire una nozione di umanit\u00e0 che non guardi solo all\u2019attualit\u00e0 di se stessa, ma anche al di l\u00e0 e al\u00a0 di fuori dei propri confini: in direzione di dei e antenati, di altri gruppi umani, degli altri esseri che abitano il mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Nella sezione\u00a0<i>Storie e luoghi<\/i>\u00a0Luca Baccelli ricostruisce l\u2019istruttiva vicenda della discussione intorno alla nozione di umanit\u00e0 nella conquista dell\u2019America, che offre spunti per considerazioni molto attuali: se essa da un lato ci mostra esempi eloquenti di un suo uso imperialistico e strumentale, fino a giustificare i genocidi dei nativi, dall\u2019altro invece rivela la possibilit\u00e0 di un diverso approccio, pluralistico e inclusivo, paradigmaticamente concretizzato nell\u2019opera di Las Casas, in cui il riferimento alla comune umanit\u00e0 si configura come un\u2019irrinunciabile risorsa di validit\u00e0 perenne.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">Nel mio saggio (Amina Crisma, \u201cUmanit\u00e0 nelle tradizioni di pensiero cinesi\u201d) cerco di mostrare come il confronto con esse sia ineludibile, se si vuol davvero uscire dall\u2019eurocentrismo, e al tempo stesso non se ne pu\u00f2 sottovalutare la complessit\u00e0, irriducibile al vieto gioco di specchi di una stereotipata antitesi Oriente\/Occidente. Le nozioni di umanit\u00e0 elaborate nella Cina antica se da un lato si inscrivono in un comune\u00a0<i>background<\/i>\u00a0che concordemente privilegia la relazionalit\u00e0 intrinseca degli esseri umani, dall\u2019altra si sono esplicitate in una vasta gamma di differenti espressioni, dando luogo a diverse concezioni di \u201cnatura umana\u201d (<i>xing<\/i>) e a posizioni programmaticamente divergenti fra considerazioni della realt\u00e0 effettuale e ideali, fra disincanto e utopia. Diverse sono state anche le concezioni del ruolo del Femminile, che ha conosciuto segnatamente in ambiente taoista quanto mai fertili tematizzazioni e sviluppi; ma anche la nozione del \u201csenso d\u2019umanit\u00e0\u201d (<i>ren<\/i>) confuciano, qualora se ne riconosca l\u2019articolata dialettica interna, sottraendola alle grandi narrazioni invalse che la riducono a mera disciplina conformistica e autoritaria, pu\u00f2 rivelarsi una risorsa feconda per costruire un inedito orizzonte di\u00a0<i>universalismo contestuale<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"s1\">\u201cDiritti delle donne e diritti umani\u201d e \u201cCongedarsi da una grande trasformazione: da\u00a0<i>Solaris<\/i>\u00a0a\u00a0<i>Blade Runner<\/i>\u00a0e ritorno\u201d si intitolano i saggi di Anna Rossi Doria e Carlo Donolo, entrambi recentemente scomparsi (rendono loro omaggio Andreina De Clementi, Mariuccia Salvati e Goffredo Fofi). Il primo esorta a una rinnovata riflessione sul tema della differenza sessuale, sottolineando come essa possa portare non a un rinnegamento, ma anzi a un rafforzamento del principio dell\u2019uguaglianza: nel contesto attuale tanto segnato dai pericoli dei fondamentalismi, essa pu\u00f2 contribuire alla critica di ogni concezione identitaria e fondamentalista sia della differenza sessuale che delle differenze culturali, da definire criticamente, \u201cnon come identit\u00e0 statiche, ma come frutto di continui incroci e trasformazioni\u201d. Il secondo definisce un modo peculiare di pensare alla globalizzazione, \u201cnon tanto ai fatti crudi di cui \u00e8 costruita, ma sempre e prevalentemente al modo in cui siamo in condizioni di viverla\u201d, e inoltre precisa: \u201cFin dall\u2019inizio ho scartato l\u2019ovvia ma inconsistente contrapposizione fra apocalittici e integrati, tra i fautori delle magnifiche sorti e progressive e i catastrofisti, ma anche tra gli ipercritici del reale e i\u00a0<i>laudatores temporis acti<\/i>.\u201d Rifiutando sia gli assolutismi di una critica fondamentalista sia ogni apologia della realt\u00e0 \u201cche a ben vedere \u00e8 solo copertura degli interessi dominanti\u201d, lo sforzo \u00e8 quello di \u201ccapire e vedere anche nell\u2019opacit\u00e0\u201d: muovendo da questi assunti, Carlo Donolo ci consegna in pagine penetranti due diversi panorami del mondo futuribile, quello di\u00a0<i>Solaris<\/i>, dove il futuro sembra serbare un cuore antico, e quello infernale di\u00a0<i>Blade Runner<\/i>, dove alle passioni tristi e disumane degli umani si contrappone la capacit\u00e0 dei non-umani di coltivare umanissimi affetti: in entrambi i casi, \u201cresta il grande interrogativo di una riconciliazione possibile fra passato e futuro, tra tecnica e ominazione, tra anima e civilizzazione\u201d. Un interrogativo che attraversa con la sua tensione il visionario, profetico (e ironico) testo di Philip Dick\u00a0<i>L\u2019androide e l\u2019umano<\/i>(1972) dedicato al\u00a0<i>mysterium incarnationis<\/i>\u00a0biotecnologico richiamato nell\u2019introduzione a questo volume, e opportunamente posto a suo efficace e problematico suggello.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"text-align: justify;\"><strong>AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<div id=\"shr_canvas3\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas ng-scope\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA \u00a0 Nel n. 57\/2017 della rivista che \u00e8 erede e prosecutrice di<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":41029,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41025","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41025"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41030,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41025\/revisions\/41030"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41029"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}