{"id":41091,"date":"2018-01-31T17:36:10","date_gmt":"2018-01-31T16:36:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41091"},"modified":"2018-02-03T00:25:23","modified_gmt":"2018-02-02T23:25:23","slug":"sulle-strade-millenarie-delleurasia-la-via-della-seta-di-franco-cardini-e-alessandro-vanoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2018\/01\/sulle-strade-millenarie-delleurasia-la-via-della-seta-di-franco-cardini-e-alessandro-vanoli\/","title":{"rendered":"Sulle strade millenarie dell&#8217;Eurasia: &#8220;La via della seta&#8221; di Franco Cardini e Alessandro Vanoli"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41089\" src=\"https:\/\/www.valorelavoro.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/preslarc_mgx.jpg\" alt=\"preslarc_mgx\" width=\"478\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/preslarc_mgx.jpg 478w, https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/preslarc_mgx-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>di AMINA CRISMA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il libro, ripercorrendo i molteplici percorsi che hanno storicamente collegato Oriente e Occidente, \u00a0offre un contributo importante per ripensare in una prospettiva non eurocentrica la complessit\u00e0 delle radici antiche del nostro mondo globalizzato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ci ricorda un recente racconto di PierLuigi Luisi, <em>La regina di Samarcanda<\/em> (Aracne 2017), evocare la via della seta \u2013 designazione metonimica che indica l\u2019insieme delle strade che dalla remota antichit\u00e0 hanno collegato l\u2019Asia all\u2019Europa e al Mediterraneo &#8211; equivale a ripercorrere un fertile spazio dell\u2019immaginario la cui inesauribile suggestione si irradia e si rifrange in innumerevoli affabulazioni, dal <em>Viaggio in Occidente (Xiyou ji<\/em>) di Wu Cheng\u2019en a <em>Le citt\u00e0 invisibili<\/em> di Italo Calvino. Ma \u201cquel mondo che ci riempie di meraviglia e di stupore\u201d, come lo definiva Goethe affacciandovisi attraverso <em>Il Milione<\/em> di Marco Polo, se per un verso ha le fantasmagoriche sembianze che vi hanno conferito tante seducenti narrazioni, dall\u2019altro si configura da sempre come un concretissimo ambito di traffici e di scambi in cui \u00e8 in primo piano la corposa materialit\u00e0 delle merci: dall\u2019ambra alla seta, dal cobalto alle spezie, dalle ceramiche alla carta. Ed \u00e8 tale dimensione di corposa materialit\u00e0 a tornare oggi alla ribalta, negli scenari del gigantesco progetto strategico infrastrutturale <em>yi dai yi lu<\/em> (\u201cOne Belt, One Road, \u201cuna cintura una strada\u201d) che il governo cinese sta lanciando a partire da quegli antichi cammini: un progetto che ambisce a trasformare radicalmente i paesaggi del nostro mondo globalizzato, e di cui si pu\u00f2 cogliere qualche cospicua avvisaglia nelle cronache di questi ultimi mesi. Sono gi\u00e0 attivi, ad esempio, collegamenti ferroviari diretti per le merci fra Pechino, Madrid e Berlino, fra Wuhan e Lione, ed \u00e8 della fine del novembre scorso la notizia della partenza da Mortara, in provincia di Pavia, nel cuore della pianura padana, del primo treno merci diretto Italia-Cina, che in diciotto giorni di viaggio \u00e8 giunto attraverso Russia, Bielorussia e Kazakistan a Chengdu nel Sichuan, inaugurando una linea di cui si prevede una cadenza settimanale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha contribuito a proporre questa tematica una grande mostra, \u201cDall\u2019antica alla nuova via della seta\u201d che si \u00e8 tenuta l\u2019anno scorso a Roma e a Torino (il curatore Maurizio Scarpari ne ha parlato su <em>Inchiestaonline<\/em> del 27 dicembre 2016), e ora \u00e8 un volume di Franco Cardini e Alessandro Vanoli, <em>La via della seta, una storia millenaria tra Oriente e Occidente<\/em> (Il Mulino 2017) a offrirne un\u2019articolata rappresentazione, ripercorrendone le vicende dall\u2019antichit\u00e0 alle soglie dell\u2019et\u00e0 contemporanea. Il libro \u00e8 stato presentato il 17 gennaio all\u2019Archiginnasio di Bologna, per iniziativa della Societ\u00e0 di Lettura, da Giovanni Brizzi, storico della Roma antica e delle complesse dinamiche della sua espansione, insieme agli autori(il video dell\u2019incontro \u00e8 su Youtube http:\/\/bit.ly\/2Dp1JLb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interesse per i rapporti fra l\u2019Europa e il Mediterraneo e l\u2019Oriente \u00e8 da tempo presente nella sterminata bibliografia di Franco Cardini come nei saggi di Alessandro Vanoli, studioso della presenza araba e islamica nel Medioevo, che ha fra l\u2019altro dedicato alle esplorazioni e alle scoperte geografiche alcuni dei suoi titoli pi\u00f9 recenti (<em>Quando guidavano le stelle<\/em> (2015), <em>L\u2019ignoto davanti a noi<\/em> (2017). Tale comune interesse li ha spinti a narrare in questo volume la storia multiforme della rete di comunicazioni terrestri e marittime che congiunge Europa e Asia, per cui hanno transitato attraverso i secoli merci, uomini, tecniche, conoscenze, idee, che \u00e8 stata ambito di cruenti conflitti e di avvicendamenti di imperi, e insieme fecondo spazio di scambi e di interazioni culturali: dalla grande espansione del buddhismo alla diffusione dell\u2019islam alla propagazione del cristianesimo siriaco, che nella celebre stele di Xi\u2019an del VII secolo ci ha lasciato una delle sue pi\u00f9 significative testimonianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di \u201cun percorso su cui poggiano le nostre radici\u201d, e riattraversarlo non significa soltanto ricostruire il passato, ma comprendere la sostanza del nostro presente, al di fuori degli <em>idola tribus<\/em> e dei vieti schemi di un\u2019arroganza eurocentrica tuttora cos\u00ec diffusa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNel grande mare della storia, il periodo di quella che definiamo egemonia occidentale riguarda pi\u00f9 o meno cinquecento anni. Un tempo piuttosto breve, se misurato col metro delle grandi civilt\u00e0; un tempo sufficiente, per\u00f2, ad aver consentito una sorta di illusione ottica, secondo la quale l\u2019Occidente sarebbe sempre stato il <em>motore delle vicende umane.<\/em> In realt\u00e0, per un periodo lunghissimo la storia fu invece dell\u2019Asia. Prima dell\u2019et\u00e0 moderna, era la Cina a dominare l\u2019economia mondiale; ed era l\u2019Asia il cuore della civilt\u00e0. (\u2026) Oggi, di fronte alle trasformazioni globali in atto, ripercorrere quella lunga storia \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 necessario (\u2026) Che lo si voglia o meno, la via della seta ha a che fare con le nostre radici e col nostro destino.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa prospettiva di lunga durata si dipartono le molteplici sollecitazioni del libro, al cui centro sta la densa nozione di <em>Eurasia, <\/em>che ci ricorda che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 da sempre una rete di connessioni, di <em>branchements<\/em>, non solo da quando esiste internet. L\u2019esperienza umana \u00e8 da sempre intrinsecamente e costitutivamente relazionale (non pare in questo senso casuale, come ama spesso sottolineare Fran\u00e7ois Jullien, che in cinese \u201ccosa\u201d si dica <em>dongxi<\/em>, \u201cest-ovest\u201d), ed \u00e8 da sempre in cammino: il camminare intimamente le pertiene, e si percorrevano enormi distanze anche quando non c\u2019era l\u2019alta velocit\u00e0, quando si andava a piedi, o su carri, o sul dorso di animali, \u201cquando guidavano le stelle\u201d, per riprendere il pregnante titolo di Alessandro Vanoli che si \u00e8 prima ricordato. \u201cA piccoli passi si percorrono diecimila li\u201d, recita un antico detto confuciano. Immense lontananze fra Occidente e Oriente erano varcate da innumerevoli testi, come i<em> sutra<\/em> che dall\u2019India arrivavano in Cina, e transitavano per grandi cantieri di traduzioni, e da innumerevoli motivi figurativi, come si pu\u00f2 constatare osservando il panneggio inequivocabilmente greco, veicolato per il tramite dell\u2019arte del Gandhara, di numerose effigi cinesi del Buddha (e per il tragitto opposto, che ha portato nella nostra arte gotica tante immagini di provenienza orientale, non si pu\u00f2 fare a meno di evocare quello splendido libro che \u00e8 <em>Il Medioevo fantastico<\/em> di Jurgis Baltrusaitis).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La via della seta<\/em> ci mostra anche paesaggi di distruzione, come quello di Bamiyan, dove i grandi Buddha scolpiti nella roccia sono stati ridotti in polvere dai talebani nel 2001, secondo un copione di iconoclastia fondamentalista che, com\u2019\u00e8 ben noto, si \u00e8 poi ripetuto pi\u00f9 volte in spazi a noi pi\u00f9 vicini. Ma fra i molti luoghi che il libro descrive, c\u2019\u00e8 Chang\u2019an (\u201cPace eterna\u201d, che ha poi preso il nome di Xi\u2019an, \u201cPace occidentale\u201d), la cosmopolita capitale della dinastia Tang, che nel VII secolo ospitava un caleidoscopio di popoli, di lingue, di religioni: la sua grande moschea con il giardino di oleandri accanto alle pagode dove si custodiscono i sacri testi buddhisti ci parla non solo di un imponente passato, ma di un vitale presente, e di un futuro possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume si conclude sulle prospettive attuali della Nuova Via della Seta e sulle trasformazioni degli scenari globali da essa implicate. La poderosa energia che la Cina sta proiettando su quegli antichi percorsi era stata lucidamente preconizzata fin dagli anni Trenta da un grande esploratore di frontiere come Owen Lattimore, ed era chiaramente percepibile gi\u00e0 dall\u2019inizio degli anni Novanta, quando ho viaggiato su quelle strade scoprendovi la ricca polifonia di un islam cinese tuttora in larga misura misconosciuto, ho soggiornato con pastori nomadi kazaki nella zona del lago Tianchi, e nel Xinjiang alle antiche oasi degli uiguri gi\u00e0 si affiancava un pullulare di prospezioni petrolifere, e ai viaggiatori gi\u00e0 andavano sostituendosi folle di turisti. Come si decliner\u00e0 il rapporto fra la pluralit\u00e0 delle cosiddette minoranze (<em>shaoshu minzu<\/em>) e dei loro stili di vita arcaici, e l\u2019impatto tendenzialmente uniformante di una modernit\u00e0 cinese che, se da un lato rivendica la propria specifica identit\u00e0 culturale e la propria storica missione \u201carmonizzatrice\u201d del <em>tianxia<\/em>, \u201cquanto sta sotto il cielo\u201d, dall\u2019altro ha da tempo integralmente compiuto il proprio \u201cpassaggio a Occidente\u201d sotto il profilo del modo di produzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Amina Crisma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) Il libro, ripercorrendo i molteplici percorsi che<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":41098,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[105,75,1],"tags":[106],"class_list":["post-41091","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-osservatorio-cina","category-primo-piano","tag-cina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41091"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41097,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41091\/revisions\/41097"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}