{"id":41187,"date":"2018-10-07T01:00:19","date_gmt":"2018-10-06T23:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41187"},"modified":"2018-10-07T01:00:19","modified_gmt":"2018-10-06T23:00:19","slug":"lalfabeto-filosofico-di-giangiorgio-pasqualotto-dialogo-fra-orienti-e-occidenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2018\/10\/lalfabeto-filosofico-di-giangiorgio-pasqualotto-dialogo-fra-orienti-e-occidenti\/","title":{"rendered":"L&#8217;Alfabeto filosofico di Giangiorgio Pasqualotto: dialogo fra Orienti e Occidenti"},"content":{"rendered":"<div id=\"page\" class=\"clearfix\">\n<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\">\n<div><\/div>\n<div>di <strong>AMINA CRISMA <\/strong><\/div>\n<div>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/div>\n<div id=\"breadcrumbs\" title=\"Permanent Link to Amina Crisma: L\u2019Alfabeto filosofico di Giangiorgio Pasqualotto. Un dialogo fra pensiero antico e moderno, tra Orienti e Occidenti.\">\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-48715\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-48716\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Alfabeto.png\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"263\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Un libro che in ventun voci \u2013 da Assoluto a Zen, da Felicit\u00e0 a Umanismo, da Giustizia a Relazione \u2013 compendia le letture di una vita e un peculiare stile di riflessione, e che con la sua pacatezza discorsiva ci offre un salutare antidoto al dilagante fragore di tanta vacua retorica corrente.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sovente <em>Inchiesta<\/em> (www.inchiestaonline.it ) ha additato all\u2019attenzione dei lettori l\u2019originale proposta di riflessione interculturale che sottende le opere di Giangiorgio Pasqualotto, da <em>East &amp; West<\/em> (2003) a <em>Estetica del vuoto<\/em> (2006), da <em>Figure di pensiero<\/em> (2007) a <em>Oltre la filosofia<\/em> (2008), da <em>Filosofia e globalizzazione<\/em> (2011) a <em>Taccuino giapponese<\/em> (2018); non pu\u00f2 dunque mancare di segnalar loro il suo lavoro pi\u00f9 recente, <em>Alfabeto filosofico<\/em>, da poco uscito da Marsilio (2018), che di tale proposta rappresenta un esito particolarmente significativo.<\/p>\n<p>Come chiarisce la premessa, la finalit\u00e0 di questo libro non \u00e8 di offrire un dizionario, ossia un repertorio concluso e definitivo di concetti, quanto piuttosto \u201cun elenco esemplare di alcune idee che si sono formate e consolidate nella storia del pensiero, ma che continuano a dimostrarsi talmente feconde da rimanere aperte a sempre nuove interpretazioni\u201d. Questa formulazione, oltre che descrivere la caratteristica saliente del volume, ben si presta a compendiare il peculiare stile filosofico del suo autore, ispirato a una concezione eminentemente dialogica dell\u2019attivit\u00e0 intellettuale. L\u2019esercizio del pensiero \u00e8 da lui inteso \u201ccome pratica filosofica mediante la quale il soggetto si forma e si trasforma\u201d, per riprendere la definizione da lui stesso offerta ne Il Tao della filosofia, seminal work del 1989 ristampato nel 2015 che ha costituito la prima attestazione del suo interesse per i pensieri d\u2019Oriente: un interesse infaticabilmente svolto negli anni successivi non solo attraverso i suoi scritti e il suo insegnamento all\u2019Universit\u00e0 di Padova, ma anche tramite innumerevoli iniziative, convegni e incontri di cui \u00e8 stato promotore e animatore, e di cui d\u00e0 un\u2019efficace rappresentazione il volume collettaneo in suo onore <em>La filosofia e l\u2019Altrove<\/em> (Mimesis 2016) a cura di Emanuela Magno e Marcello Ghilardi, nel quale \u2013 cosa piuttosto rara in un panorama accademico generalmente piuttosto propenso alla settorialit\u00e0 \u2013 si vengono significativamente a incrociare protagonisti di ambiti diversi, dalla filosofia alla storia delle religioni, dall\u2019indologia alla sinologia alla yamatologia.<\/p>\n<p>Nell\u2019<em>Alfabeto filosofico<\/em>, la dialogicit\u00e0 caratteristica dello stile di lavoro di Pasqualotto, che si rif\u00e0 a un antico modo di intendere la filosofia come \u201cesercizio comunitario di un pensare critico\u201d e che trovava fra l\u2019altro cospicua espressione nei suoi seminari padovani di cui da met\u00e0 degli anni Novanta ho avuto il privilegio di essere partecipe interlocutrice, attraversa tutte le ventun voci che vi hanno spazio, da Assoluto a Zen, da Felicit\u00e0 a Umanismo, da Giustizia a Relazione, da Esistenza a Verit\u00e0. In riferimento a ogni termine, si rimette in causa l\u2019ingenua presunzione che fa ritenere un assunto autoevidente una definizione data, mostrando come essa sia passibile da pi\u00f9 punti di vista di revoca in dubbio e di problematizzazione. Relativit\u00e0 e relazionalit\u00e0 sono la strumentazione critica che viene incessantemente giocata contro ogni sostanzialismo, secondo una propensione antiessenzialistica che trae alimento da un ampio e ricco ventaglio di voci differenti, antiche e moderne, da Nietzsche ai classici taoisti alle fonti buddhiste.<\/p>\n<p>Ma proprio perch\u00e9 il libro dichiara aperte le proprie conclusioni, ogni lettore sar\u00e0 indotto a sua volta a proseguire per conto suo l\u2019interrogazione e l\u2019investigazione. Cos\u00ec dunque, ad esempio, potrebbe accadergli, a proposito delle pagine dedicate a un\u2019articolata disamina dell\u2019idea di Libert\u00e0, di consentire con il rifiuto della mitologia che ne fa un astratto assoluto, e di rilevarne, d\u2019accordo con l\u2019autore, il condizionamento (che \u00e8, secondo la convinzione buddhista, intrinseca e ineludibile caratteristica d\u2019ogni realt\u00e0 oggettiva e soggettiva): e peraltro, egli potrebbe obiettare, la \u201cliberazione dall\u2019idea di libert\u00e0\u201d come da una perniciosa illusione che viene qui proposta non \u00e8 a sua volta passibile di esser ritenuta illusoria? In altri termini, non \u00e8 forse una certa dose di illusione cos\u00ec intimamente consustanziale al nostro vivere, come riteneva Giacomo Leopardi, che immaginare una totale emancipazione da essa risulterebbe velleitario? E ancora, illusoria o meno che sia, si potr\u00e0 chiedere se il motto famoso \u201clibert\u00e0 va cercando ch\u2019\u00e8 s\u00ec cara\/ come sa chi per lei vita rifiuta\u201d, sia totalmente destituito di significato, o se invece non abbia rappresentato e non rappresenti un fertile orizzonte di senso per tante passate e presenti battaglie di emancipazione, da Martin Luther King a Nelson Mandela a Malala Yousafzai, la ragazza pachistana Premio Nobel e testimonial della libert\u00e0 di istruzione delle donne.<\/p>\n<p>Comunque \u00e8 precisamente la capacit\u00e0 di suscitare domande, e non di provocare un torpido e quieto appagamento nelle risposte, l\u2019esatta misura della feconda dialogicit\u00e0 del libro, che metodicamente si dispiega su un duplice versante, ossia fra pensiero antico e moderno e fra Orienti e Occidenti. Nelle stesse pagine si incontrano cos\u00ec Platone e Confucio, Eraclito e il Laozi, Wittgenstein e il taoista Zhuangzi (IV secolo a.C.), audace decostruzionista e critico radicale dei limiti del linguaggio, Whitehead e Thich Nhat Hanh, Kant e l\u2019\u201dilluminismo\u201d antimetafisico del Buddha, Spinoza, Merleau-Ponty e lo Huangdi Neijing.<\/p>\n<p>Tutta questa impressionante vastit\u00e0 di riferimenti \u00e8 declinata con una pacatezza discorsiva davvero inconsueta in questi nostri tempi cos\u00ec propensi alla magniloquenza retorica, ed \u00e8 quanto mai distante da quella sorta di solenne ampollosit\u00e0 sentenziosa prediletta da un certo comparativismo molto in voga, che ama declamare intorno ai presunti immutabili Destini di un Oriente e di un Occidente reificati e ridotti a monolitici feticci; essa \u00e8 semmai rivolta a mostrarci quanti volti molteplici e plurali ci rivelino gli Orienti e gli Occidenti, e quante risorse per i nostri pensieri odierni siano racchiuse nei pensieri d\u2019ogni epoca e latitudine. Questo sottrarsi a ogni facile schematismo si connette con una certa idea di filosofia, che rifiuta risolutamente di ricondurla entro i confini di uno specialismo:<\/p>\n<p>\u201cLa filosofia, a dispetto di ogni classificazione disciplinare, emerge all\u2019interno di ogni attivit\u00e0 umana alimentata da un pensare critico, immune da ogni presupposto, che non si pone come obiettivo quello di conquistare e possedere la verit\u00e0, ma \u201csoltanto\u201d quello di ricercarla senza tregua\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 di questo genere di atteggiamento e di questa pacata misura discorsiva che credo abbiamo pi\u00f9 che mai bisogno oggi, a fronte del fragoroso riemergere degli idola tribus di un arrogante senso comune dichiaratamente, programmaticamente e ferocemente nemico non solo di ogni socratica ricerca, ma anche di ogni buon senso di manzoniana memoria. Ed \u00e8 in particolare alla vexata quaestio dell\u2019Identit\u00e0 che si riferiscono alcune limpide considerazioni:<\/p>\n<p>\u201cLe critiche al concetto di identit\u00e0 non vanno intese come tentativi di ridurre o addirittura di annientare ogni identit\u00e0, ma all\u2019opposto vanno colte come intenzioni di mostrare che ogni identit\u00e0 \u00e8 di fatto pi\u00f9 ricca, ramificata e stratificata di quanto il senso comune, per ignoranza o anche solo per pigrizia, ha sempre creduto e continua a credere (..). Ogni identit\u00e0 pu\u00f2 essere paragonata a un punto inteso non come atomo isolato, ma come luogo di incrocio di infinite linee che lo costituiscono e insieme lo collegano a tutti gli altri infiniti punti. Queste immagini esemplari (..) possono servire a evitare prospettive marcate da rapporti di reciproca indifferenza e, addirittura, scenari dominati da involuzioni conflittuali\u201d.<\/p>\n<p>Fra i passi pi\u00f9 pregnanti voglio infine ricordare quelli dedicati alla Giustizia: che ci rammentano come questa non rappresenti un immobile dato, bens\u00ec il frutto di una dinamica tensione armonizzatrice, come la concepiscono Eraclito e Laozi. Esse ci rammentano altres\u00ec che tale nozione filosofica di giustizia risult\u00f2 essere troppo alta e troppo ardua per la giustizia \u201cstorica\u201d, ossia per quella concretamente praticata dai poteri e dai governi effettivi, sicch\u00e9 si trovarono accomunati da un destino di spettatori inermi nei confronti della realt\u00e0 effettuale, un destino che conobbero anche Platone e Confucio. \u201cEppure, nonostante tutti i fallimenti nella realizzazione delle sue proposte, la filosofia, sia in Oriente sia in Occidente, deve porsi sempre il problema della giustizia\u201d, il che equivale a dire, mi sembra, che nonostante tutto essa non dovr\u00e0 mai rinunciare alla sua intrinseca politicit\u00e0, ossia alla sua coraggiosa capacit\u00e0 di progettare mondi possibili: inattuale, e proprio per questo forse oggi pi\u00f9 che mai necessaria.<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\n<div><strong>AMINA CRISMA <\/strong><\/div>\n<div>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) Un libro che in ventun voci \u2013<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41187","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41187"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41188,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41187\/revisions\/41188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}