{"id":41328,"date":"2019-03-29T10:58:46","date_gmt":"2019-03-29T09:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41328"},"modified":"2019-03-30T23:14:25","modified_gmt":"2019-03-30T22:14:25","slug":"in-margine-alla-visita-di-xi-jinping-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2019\/03\/in-margine-alla-visita-di-xi-jinping-in-italia\/","title":{"rendered":"In margine alla visita di Xi Jinping in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MAURIZIO SCARPARI<\/strong><\/p>\n<p><strong>(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/strong><\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Maurizio Scarpari: In margine alla visita di Xi Jinping in Italia<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-51945\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Maurizio Scarpari: In margine alla visita di Xi Jinping in Italia\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-in-margine-alla-visita-di-xi-jinping-in-italia\/\" rel=\"bookmark\">Maurizio Scarpari: In margine alla visita di Xi Jinping in Italia<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Maurizio Scarpari\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/maurizio-scarpari\/\" rel=\"author\">Maurizio Scarpari<\/a> | 29 Marzo 2019 | <a title=\"Comments for Maurizio Scarpari: In margine alla visita di Xi Jinping in Italia\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-in-margine-alla-visita-di-xi-jinping-in-italia\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-51946\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/mattarellaxi.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A conti fatti la visita in Europa di Xi Jinping \u00e8 stata un grande successo diplomatico per la Cina e, direi, anche per il Principato di Monaco e per la Francia, assai meno per l\u2019Italia. Per il nostro paese i risultati sono stati alquanto modesti, sia sul piano dell\u2019immagine sia su quello economico. Secondo quanto trionfalmente annunciato, sarebbero stati sottoscritti accordi per un valore di 2,5 miliardi, con un potenziale, tutto da esprimere, di 20 miliardi. Pu\u00f2 sembrare una cifra importante, ma in realt\u00e0 si tratta di poca cosa, se si pensa a quanto abbiamo concesso sul piano politico e, in prospettiva, strategico.<\/p>\n<p>La Francia, dove Xi si \u00e8 recato nei giorni successivi al soggiorno in Italia, ha firmato accordi per circa 10 miliardi e venduto 300 aerei del consorzio europeo Airbus, per un controvalore di 30 miliardi (effettivi, non potenziali), senza aver firmato il controverso <em>Memorandum of Understanding<\/em> sulla Bri (Belt and Road Initiative, la nuova Via della seta). Emmanuel Macron ha anche sollevato la spinosa questione dei diritti universali dell\u2019uomo, tema delicato tutt\u2019altro che inopportuno, non solo in considerazione della progressiva riduzione degli spazi di libera espressione e della deriva autoritaria avvenute in Cina, ma anche in riferimento al progetto della Via della seta. Nella Regione autonoma del Xinjiang, snodo strategico cruciale per il successo della Bri, essendo un passaggio obbligato per le principali rotte di terra verso occidente, \u00e8 stata messa in atto una politica di controllo e repressione delle dissidenze ai danni della popolazione uigura di fede musulmana in base alla quale almeno un milione di persone \u00e8 attualmente rinchiuso nei cosiddetti \u201ccentri di formazione vocazionale\u201d.<\/p>\n<p>Nemmeno la Germania, il principale partner commerciale europeo della Cina, ha firmato il <em>Memorandum<\/em>; ci\u00f2 nonostante, senza incontrare particolari difficolt\u00e0, ha promosso accordi strategici sulle infrastrutture, sia porti che linee ferroviarie, e stipulato accordi miliardari, come ad esempio quello siglato a Berlino la scorsa estate con il premier Li Keqiang per un valore di oltre 20 miliardi (effettivi, non potenziali).<\/p>\n<p>Se i benefici economici per l\u2019Italia almeno per il momento appaiono modesti, quali sono dunque le opportunit\u00e0 offerte da questa operazione, fortemente voluta dal sottosegretario Michele Geraci e prontamente fatta sua dal ministro Luigi Di Maio? Il principale vantaggio, ha spiegato il ministro, \u00e8 l\u2019aver giocato d\u2019anticipo rispetto alle nazioni europee che contano: una fuga in avanti che avrebbe consentito all\u2019Italia di arrivare prima in una competizione che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8 mai stata, e che, se ci fosse stata, non ci avrebbe di certo visti arrivare primi. Abbiamo firmato un\u2019intesa alla quale siamo stati costretti ad aderire, pena la mancata ratifica degli accordi e la condanna a permanere nell\u2019irrilevanza in cui ci troviamo da tempo a causa della drammatica situazione di fragilit\u00e0 economica e istituzionale che \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile mascherare (siamo il fanalino di coda tra i paesi dell\u2019Europa che conta sia per prodotto interno lordo sia per volume di scambi commerciali con la Cina).<\/p>\n<p>Una competizione che non c\u2019\u00e8 mai stata: solo i paesi di serie B si sono affannati a sottoscrivere il <em>Memorandum<\/em> nella speranza di ricevere qualche trattamento preferenziale (salvo poi lamentarsi per la mancata concretizzazione di parte dei vantaggi promessi), gli altri ipotetici concorrenti hanno resistito alle pressioni, concentrando gli sforzi sul tentativo, non facile da tradurre in strategia, di stilare norme comuni a livello europeo, nella convinzione che i singoli paesi da soli non potranno mai dialogare \u201calla pari\u201d con un colosso come la Cina.<\/p>\n<p>Porre delle condizioni non ha significato dover rinunciare a concludere accordi su base bilaterale. La situazione \u00e8 complicata a causa della mancanza di coordinamento tra i partner europei, scarsamente coesi anche a motivo di complesse dinamiche internazionali, essendo Stati Uniti, Russia e Cina interessati a tenerli divisi. L\u2019Europa \u00e8 il maggior mercato al mondo ed \u00e8 quindi del tutto logico che voglia determinare le regole del gioco o quanto meno negoziare da una posizione di forza, evitando di diventare terreno di facile conquista.<\/p>\n<p>Credere e far credere che il <em>Memorandum<\/em> sia un semplice accordo commerciale senza valenze politiche, come se l\u2019economia fosse disgiunta e indipendente dalle logiche di governo, \u00e8 un\u2019assurdit\u00e0 che pagheremo cara. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 politico e strategico per un paese, e per la sua sovranit\u00e0 e sicurezza, del controllo delle sue infrastrutture, della logistica, delle energie rinnovabili, delle telecomunicazioni, del settore aeronautico e aerospaziale, dell\u2019ambiente, della sanit\u00e0, del patrimonio legato alla propria creativit\u00e0 e al proprio <em>know-how<\/em>? Lo \u201cscatto in avanti\u201d del governo italiano appare frutto di una scelta improvvisata e pasticciata, dettata da un disperato bisogno di investimenti e da un esasperato narcisismo dei suoi protagonisti.<\/p>\n<p>Diversamente da come viene presentato, il <em>Memorandum<\/em> non ci favorisce, ed \u00e8 divisivo, avendoci isolato dai nostri partner tradizionali ancor pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non fossimo. Tant\u2019\u00e8 che a Parigi il premier Giuseppe Conte non \u00e8 stato invitato a una sorta di pre-vertice a quattro organizzato <em>last-minute<\/em> da Macron con Xi Jinping, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel, un\u2019anticipazione del vertice Cina-Ue previsto il prossimo 9 aprile a Bruxelles che vedr\u00e0 la partecipazione di tutti i governi europei. Obiettivo della riunione era evidenziare l\u2019isolamento del governo italiano e ridimensionarne lo strappo, facendo comprendere \u201ca caldo\u201d a Xi Jinping quanto sia determinante in Europa l\u2019alleanza franco-tedesca: alla fine \u00e8 con Bruxelles e non con Roma che dovr\u00e0 vedersela. Macron e Merkel hanno cos\u00ec dimostrato che si pu\u00f2 portare avanti una linea comune senza dover necessariamente rinunciare ai propri interessi nazionali. Xi Jinping ha prontamente compreso l\u2019antifona e ha assecondato il presidente francese definendo la Francia \u201cpartner prioritario\u201d.<\/p>\n<p>Il governo italiano ha imboccato una strada insidiosa, che lo sta conducendo verso terre inesplorate. All\u2019inizio del febbraio 2018 Di Maio, non ancora al governo, tuonava contro chi aveva svenduto ai cinesi \u201cil Made in Italy in tutti i settori, dall\u2019artigianato all\u2019agroalimentare\u201d. Qualche tempo dopo il nostro ambasciatore a Pechino firm\u00f2, insieme ai rappresentanti di altri 26 paesi europei, un rapporto alquanto critico nei confronti del progetto sulla Via della seta, che veniva accusato di favorire quasi esclusivamente gli interessi cinesi. Per riequilibrare la situazione, il governo Gentiloni si fece promotore, insieme a Francia e Germania, di un sistema condiviso di <em>screening<\/em> degli investimenti esteri al fine di proteggere i settori strategici europei, provvedimento non sottoscritto, a febbraio di quest\u2019anno, dal governo Conte (astensione che \u00e8 stata interpretata come un primo segno di accondiscendenza verso i cinesi).<\/p>\n<p>\u00c8 avvenuto un capovolgimento di prospettiva, determinato dall\u2019attivismo del sinofilo di provata fede Geraci, convinto che la Cina possa risolvere ogni nostro problema ed essere presa a modello dai nostri politici. \u00c8 lui il vero artefice del nuovo orientamento, Di Maio l\u2019ha seguito per pura necessit\u00e0, per colmare un vuoto programmatico e fare cassa, mentre Matteo Salvini (primo sponsor di Geraci al governo) si \u00e8 mosso con maggiore cautela, ricevendo le continue sollecitazioni dell\u2019ambasciatore statunitense a Roma, preoccupato per la repentina svolta intrapresa dal governo italiano. In questa situazione non sar\u00e0 certo il sistema di <em>golden power<\/em> che garantir\u00e0 la salvaguardia degli interessi e della sicurezza nazionali, sar\u00e0 infatti sempre il governo a decidere se e quando applicarlo. Si sa bene che le logiche che sottendono alle decisioni della nostra classe dirigente sono conflittuali e raramente lungimiranti, a differenza delle programmazioni dei cinesi che hanno pianificato le tappe della loro politica di espansione egemonica fino al 2050.<\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 alta, le societ\u00e0 sono in rapida trasformazione e le relazioni tra le nazioni stanno subendo cambiamenti radicali. La contesa Cina-Usa per la supremazia \u00e8 solo agli inizi: la dirompente e per molti versi destabilizzante politica di ridefinizione degli assetti geopolitici ed economici a livello globale avviata con aggressivit\u00e0 da Donald Trump impone ai governi scelte coraggiose e lungimiranti. Ora \u00e8 necessario promuovere progetti di sviluppo ben ponderati e creare alleanze solide che, senza sacrificare le sovranit\u00e0 nazionali, siano in grado di affrontare le competizioni in modo pacifico, evitando ogni tentazione di ricorso alle armi.<\/p>\n<p>L\u2019alto valore politico e strategico attribuito da Xi Jinping alla sua missione europea \u00e8 deducibile dall\u2019imponenza della delegazione al suo seguito: oltre alla moglie, l\u2019elegantissima Peng Liyuan, impareggiabile icona del <em>soft power<\/em> cinese, hanno accompagnato il presidente alcuni esponenti di primo piano del partito comunista e alti funzionari del governo, tra cui tre ministri e due vice-ministri, centinaia di imprenditori, direttori di musei e di altre istituzioni, 120 giornalisti, un centinaio di addetti alla sicurezza e alla direzione dello staff (tra il personale al seguito non sono mancati i cuochi che si sono portati dalla Cina un\u2019enorme quantit\u00e0 di cibo): in tutto oltre 500 persone, con una cinquantina di automobili a disposizione, tra vetture blindate (due Hongqi N501 arrivate appositamente dalla Cina), berline e van.<\/p>\n<p>Incurante delle polemiche che hanno preceduto il suo arrivo in Italia, \u201cil presidente di tutto\u201d, \u201cil presidentissimo\u201d, \u201cl\u2019imperatore\u201d, com\u2019\u00e8 soprannominato in Occidente Xi Jinping, ha voluto rimarcare il forte peso istituzionale della missione, riconoscendo l\u2019importante ruolo svolto dall\u2019Italia, paese fondatore dell\u2019Unione Europea e primo, e finora unico, paese del G7 ad aver firmato il <em>Memorandum<\/em> sulla Bri. Grazie all\u2019iniziativa italiana si \u00e8 aperto un varco per arrivare al cuore dell\u2019Europa che conta: indipendentemente dagli accordi siglati, \u00e8 un chiaro messaggio per Trump che con la sua dissennata politica sui dazi invece di fermare ha favorito l\u2019espansione e le mire egemoniche della Cina.<\/p>\n<p>Il corteo presidenziale di Xi Jinping, in perfetto stile imperiale, ha dato la misura della <em>grandeur<\/em> della \u201cCina della nuova era\u201d: nulla a che vedere con quanto documentato dai <em>selfie<\/em> del vicepremier Di Maio nei sui viaggi ufficiali in Cina, i voli in seconda classe e i riferimenti al \u201cpresidente Ping\u201d, una gaffe apparentemente banale, rivelatrice per\u00f2 della sua scarsa conoscenza della realt\u00e0 cinese. Altrettanto imbarazzante \u00e8 stata l\u2019assenza dei vertici di governo a Fiumicino all\u2019arrivo del presidente cinese: ad accoglierlo c\u2019era solamente il ministro alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, per via forse del primo carico di arance finalmente in viaggio per la Cina\u2026 Questo disprezzo per le pi\u00f9 elementari consuetudini diplomatiche evidenzia la distanza che separa chi ha il senso delle istituzioni da chi non ce l\u2019ha, chi conta davvero da chi invece crede di contare.<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\u00a0<strong>MAURIZIO SCARPARI<br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAURIZIO SCARPARI (a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75,1],"tags":[],"class_list":["post-41328","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-osservatorio-cina","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41328"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41331,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41328\/revisions\/41331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}