{"id":41397,"date":"2019-06-18T19:40:40","date_gmt":"2019-06-18T17:40:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41397"},"modified":"2019-06-18T19:40:40","modified_gmt":"2019-06-18T17:40:40","slug":"inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2019\/06\/inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/","title":{"rendered":"Inciampi e delusioni lungo la Via della Seta: il Memorandum Italia-Cina"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> MAURIZIO SCARPARI<\/strong><\/p>\n<p>(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Maurizio Scarpari: Inciampi e delusioni lungo la Via della seta. Il Memorandum Italia-Cina<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-53202\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Maurizio Scarpari: Inciampi e delusioni lungo la Via della seta. Il Memorandum Italia-Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/\" rel=\"bookmark\">Maurizio Scarpari: Inciampi e delusioni lungo la Via della seta. Il Memorandum Italia-Cina<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Maurizio Scarpari\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/maurizio-scarpari\/\" rel=\"author\">Maurizio Scarpari<\/a> | 18 Giugno 2019 | <a title=\"Comments for Maurizio Scarpari: Inciampi e delusioni lungo la Via della seta. Il Memorandum Italia-Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53203\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/CINA.jpg\" alt=\"\" width=\"341\" height=\"224\" \/><\/p>\n<p>Inciampi e delusioni lungo la Via della seta: il <em>Memorandum<\/em> Italia-Cina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Le cose sono andate com\u2019era facile immaginare. Le preoccupazioni espresse nel settembre dello scorso anno circa l\u2019inadeguatezza del nostro governo ad affrontare la \u201cquestione Cina\u201d, resa ogni giorno pi\u00f9 complicata di quanto gi\u00e0 non fosse dalla politica trumpiana dei dazi e delle sanzioni, hanno trovato la loro conferma nelle settimane successive al rientro di Xi Jinping e Signora a Pechino dalla \u201cvisita imperiale\u201d in Italia, Monaco e Francia.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Il viaggio di Luigi Di Maio negli Stati Uniti nei giorni successivi (per la Lega era andato, poco prima dell\u2019arrivo di Xi in Europa, Giancarlo Giorgetti, a met\u00e0 giugno \u00e8 stata la volta di Matteo Salvini) e quello di Giuseppe Conte a Pechino in occasione del Forum sulla Via della Seta a fine aprile hanno reso evidente l\u2019insuccesso per l\u2019Italia della stipula del controverso <em>Memorandum of Understanding<\/em> sulla Bri (Belt and Road Initiative, la Nuova Via della seta),<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> osteggiata sia dall\u2019amministrazione americana, che considera la Cina la principale minaccia per l\u2019Occidente e il nemico numero uno degli Stati Uniti, sia dai principali partner europei che non hanno ritenuto opportuno sottoscriverlo in assenza di regole condivise che garantissero rapporti di reciprocit\u00e0 effettiva e la tutela degli interessi e delle aziende dell\u2019Unione Europea. Il difficile processo negoziale si trascina da lungo tempo, forse troppo, e ha visto, in questo come in altri casi, un\u2019Unione Europea esitante sino alla paralisi, incapace di agire con prontezza e in modo coeso e coerente. La situazione gioca a favore della Cina (ma anche di Stati Uniti e Russia), consentendole di trattare con ogni singolo paese pi\u00f9 liberamente e da una posizione di maggior forza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> La firma del <em>Memorandum<\/em> da parte di un paese del G7 ha dunque rappresentato un grande successo politico per Xi Jinping, mentre ha isolato l\u2019Italia, ancor pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non lo fosse, dai suoi partner tradizionali. In cambio di cosa?<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattata di un\u2019operazione fortemente voluta dal Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise), condotta con una buona dose di leggerezza, che ha sollevato reazioni critiche e preoccupazioni in molti ambienti, nazionali e internazionali. Contro ogni evidenza si \u00e8 voluto credere (forse su motivazioni inconsce) e far credere agli italiani (di certo intenzionalmente) che si stava lavorando a un accordo quadro di natura puramente commerciale, per nulla vincolante, privo di connotazioni e implicazioni politiche, che avrebbe consentito grandi vantaggi per la nostra economia, essendo l\u2019Italia, una volta tanto, arrivata prima in una competizione che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8 mai stata, e che, se ci fosse stata, non ci avrebbe di certo visti arrivare primi. Lo \u201cscatto in avanti\u201d del governo italiano appare pi\u00f9 uno \u201cstrappo in avanti\u201d, frutto di una scelta improvvisata e pasticciata, dettata dal bisogno di trovare investitori pronti a pagare il conto di promesse elettorali che le dissestate casse statali non sono in grado di soddisfare e da un esasperato narcisismo (non solo politico) dei suoi protagonisti, poco preoccupati dalla grave e per certi versi imbarazzante irrilevanza in cui l\u2019Italia \u00e8 precipitata a livello internazionale (non solo europeo) a causa del loro inadeguato comportamento istituzionale e della drammatica situazione economica in cui versa l\u2019Italia.<\/p>\n<p>In Europa solo i paesi di minor peso politico ed economico si sono affrettati a sottoscrivere il <em>Memorandum<\/em> nella speranza di ricevere qualche trattamento preferenziale (salvo poi lamentarsi per la mancata concretizzazione di parte dei vantaggi promessi), gli altri ipotetici concorrenti di questa competizione che in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 mai stata \u2013 vale a dire quelli che contano \u2013 hanno resistito alle pressioni cinesi senza rinunciare comunque a siglare contratti, in genere pi\u00f9 vantaggiosi e redditizi di quelli firmati dall\u2019Italia (distintasi, tanto per cambiare, come fanalino di coda), concentrando gli sforzi sul tentativo, non facile da tradurre in strategia, di stilare norme comuni a livello europeo, nella convinzione che i singoli paesi da soli non potranno mai dialogare \u201calla pari\u201d con un colosso come la Cina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> Inutile ripercorrere gli eventi di quei giorni, le analisi e le valutazioni, quasi tutte critiche, che ne sono scaturite (le nostre sono facilmente rintracciabili nella versione <em>online<\/em> di questa rivista). Come si sia arrivati al \u201cpasticcio cinese\u201d, per parafrasare il titolo di un intervento di Pier Carlo Padoan,<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> \u00e8 stato ricostruito da Giulia Pompili, la giornalista esperta di Asia de <em>Il Foglio<\/em>, che segue da vicino la politica cinese e la politica italiana in Cina.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Il quadro che emerge \u00e8 desolante e certifica il grave livello di inadeguatezza e improvvisazione che ha caratterizzato le mosse del Mise. Sorprende l\u2019assenza pressoch\u00e9 totale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il cui ruolo dovrebbe essere tutt\u2019altro che secondario, e non pu\u00f2 certo essere considerato un caso che a firmare il <em>Memorandum<\/em> sia stato il ministro Di Maio e non il titolare della Farnesina, come prassi vorrebbe e com\u2019\u00e8 avvenuto per gli altri paesi che hanno aderito alla Bri, europei compresi.<\/p>\n<p>Che la Cina sia un interlocutore da cui \u00e8 impossibile prescindere \u00e8 un dato di fatto, sarebbe assurdo sostenere il contrario e un errore gravissimo anche solo immaginare di non dover tenere nel dovuto conto il ruolo economico e politico di prima grandezza ormai assunto dal paese e rivendicato dal governo di Pechino. \u00c8 quindi senz\u2019altro opportuno e persino doveroso per qualsiasi governo valorizzare le relazioni reciproche e cogliere, laddove possibile e nelle forme pi\u00f9 adeguate, le immense opportunit\u00e0 che la Bri pu\u00f2 offrire. L\u2019Italia si trova in una posizione geopolitica ideale, grazie alla sua centralit\u00e0 nel Mar Mediterraneo e ai suoi porti (in particolare quelli liguri e dell\u2019Alto Adriatico) che ne fanno la porta di accesso naturale a numerosi paesi dell\u2019Europa continentale (\u00e8 utile ricordare che 2016 la Cina ha acquisito una partecipazione del 49,9% del container terminal di Vado Ligure). A condizione per\u00f2 di avere un progetto di sviluppo del paese di grande respiro che comprenda un piano di ammodernamento delle infrastrutture italiane, in gran parte obsolete e inadeguate a gestire il volume di traffico che l\u2019arrivo delle navi container cinesi comporterebbe,<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> che risolva una volta per tutte la questione del trasporto merci via gomma o rotaia e \u201cla frammentazione in cui versa da sempre il sistema portuale italiano\u201d che \u201crischia di portare oggi a scelte infauste dal punto di vista dello sviluppo economico del paese\u201d.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> Potenzialit\u00e0 immense che consentirebbero all\u2019Italia di svolgere un ruolo di primissimo piano e di trarre benefici enormi, sia in termini di ristrutturazione infrastrutturale dell\u2019intera rete stradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale e logistica sia in termini strettamente economici.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque tanta apprensione per la firma di un <em>Memorandum<\/em> che, a conti fatti, potrebbe rivelarsi una mossa vincente per il rilancio delle relazioni Italia-Cina e per la realizzazione di progetti ambiziosi che vedrebbero l\u2019Italia al centro di un disegno strategico di grande respiro o, al contrario, una semplice <em>good intentions list<\/em> dal corto respiro, anche solo a causa del malfunzionamento della macchina decisionale e operativa italiana, a prescindere dalla volont\u00e0 cinese di passare dalle intenzioni ai fatti?<\/p>\n<p>Sono indubbi la natura strategico-egemonica e, quindi, politica e il carattere pervasivo del progetto di espansione cinese che, \u00e8 bene ricordarlo, estende le sue ambizioni principalmente lungo il continente euroasiatico fino a lambire le coste atlantiche, interessando anche i paesi dell\u2019Asia orientale e meridionale e del Sudest asiatico, l\u2019Africa e il Sudamerica. Al progetto hanno aderito una settantina di paesi, ma il numero dei paesi coinvolto \u00e8 di gran lunga maggiore ed \u00e8 destinato ad aumentare rapidamente. Sono previsti investimenti massicci, come mai si era visto nella storia dell\u2019umanit\u00e0 (un migliaio di miliardi di dollari solo nella fase di avvio), finalizzati a due obiettivi primari: posizionare la Cina al centro di una fitta rete di collegamenti infrastrutturali (stradali, ferroviari, marittimi, aerei, ma anche di oleodotti, gasdotti, reti di telecomunicazioni) e smaltire la propria sovrapproduzione industriale, creatasi in seguito alla contrazione delle esportazioni, riducendo le quali l\u2019economia cinese sarebbe destinata a un drastico ridimensionamento che causerebbe gravi ripercussioni non solo a livello interno ma anche mondiale.<\/p>\n<p>A mio avviso sono almeno quattro le condizioni da cui non si dovrebbe prescindere nello stipulare accordi nell\u2019ambito della Bri per non trovarsi in difficolt\u00e0 quando ormai \u00e8 troppo tardi, come insegna l\u2019esperienza di nazioni che senza quasi rendersene conto si sono trovate imbrigliate in debiti enormi (cadendo nella cosiddetta \u201ctrappola del debito\u201d), per pagare i quali hanno dovuto cedere ingenti quantit\u00e0 di materie prime o di sovranit\u00e0. Visto l\u2019interesse manifestato dai cinesi per i porti italiani \u00e8 bene ricordare quanto \u00e8 avvenuto al porto greco del Pireo (dove la Cosco, la compagnia di stato cinese di servizi di spedizioni marittima e di logistica portuale leader mondiale nel settore e braccio operativo della Bri, ha comprato il 67% del capitale della Piraeus Port Authority, assicurandosi di fatto il controllo del porto), al porto pachistano di Gwadar, dal quale transita il 60% del traffico mondiale di petrolio e gas (\u00e8 in fase avanzata la trattativa per la costruzione di un secondo porto nella penisola Jiwani nei pressi di Gwadar con funzione di supporto militare alla flotta cinese), al porto di Hambantota, nello Sri Lanka, ceduto in concessione per 99 anni. Diversa \u00e8 invece l\u2019acquisizione, a pagamento, di spazi rilevanti nel porto di Gibuti nel Corno d\u2019Africa, considerato un avamposto militare strategico per il controllo dell\u2019intera Africa orientale.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>La prima condizione \u00e8 apparentemente semplice, ma non \u00e8 affatto scontata: nell\u2019impostare progetti infrastrutturali di ampio respiro nell\u2019ambito della Bri \u00e8 necessario procedere con la massima prudenza, avendo ben chiari <em>a priori<\/em> gli obiettivi di minima e di massima che si vogliono raggiungere e il prezzo che si \u00e8 disposti a pagare, nella consapevolezza che i cinesi non regalano niente a nessuno, se investono all\u2019estero vogliono ricavarne un buon tornaconto, e che la loro capacit\u00e0 di penetrazione \u00e8 impressionante. L\u2019esperienza insegna che la convinzione dei governi di possedere strumenti adeguati per tenere sotto controllo la realizzazione di progetti infrastrutturali complessi concordati nell\u2019ambito della Bri si \u00e8 rivelata in diversi casi un peccato di presunzione, un errore di sopravvalutazione delle proprie capacit\u00e0 dalle conseguenze disastrose.<\/p>\n<p>In secondo luogo \u00e8 indispensabile avere a monte un proprio progetto di sviluppo del sistema-paese a medio-lungo termine che prescinda dal rapporto con la Cina, basato su solide politiche industriali e commerciali condivise non solo a livello politico ma anche e soprattutto a livello sociale, tenendo nel dovuto conto i mutamenti in atto sia a livello regionale che globale. Sarebbe necessario un governo costituito da persone preparate, capaci, affidabili e oneste (il tema della corruzione \u00e8 rilevante in questo caso pi\u00f9 di quanto gi\u00e0 non lo sia di per s\u00e9), dotate di un alto senso delle istituzioni e in grado di guardare oltre il proprio immediato interesse (sia come individui che come gruppi politici) e di comprendere la complessit\u00e0 dei processi di ridefinizione delle alleanze tra le nazioni a livello globale. In quest\u2019ottica, \u00e8 evidente che una politica strategica indipendente ma concordata in ambito comunitario darebbe una forza negoziale pi\u00f9 efficace che andrebbe a vantaggio della comunit\u00e0 nel suo insieme, ma anche di ogni singolo partner. Sembra scontato ma, come s\u2019\u00e8 visto anche in occasione della firma del <em>Memorandum<\/em>, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>In terzo luogo \u00e8 indispensabile avere una buona conoscenza della cultura e della realt\u00e0 cinesi, senza la quale \u00e8 impossibile comprendere correttamente il <em>modus operandi<\/em> dei propri interlocutori e gli obiettivi strategici delle loro politiche. \u00c8 necessario essere consapevoli di quanto i politici e gli imprenditori cinesi siano negoziatori preparati e abili, di quanto i progetti che portano avanti siano approfonditi e lungimiranti, di quanto complessi siano in Cina i processi decisionali e il rapporto tra imprenditoria, pubblica e privata, e dirigenza del paese. Ha grande importanza la comprensione dei reali obiettivi strategici di natura politica, economica, commerciale e militare di Pechino nella competizione per la supremazia mondiale, che determina le relazioni tra superpotenze, con ricadute di varia entit\u00e0 sulle nazioni pi\u00f9 piccole. \u00c8 stata messa in discussione l\u2019esistenza stessa degli attuali organismi internazionali, funzionali all\u2019assetto geopolitico tradizionale.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 indispensabile tenere sempre presente che quello cinese \u00e8 un regime autoritario, guidato con fermezza dal partito comunista, che rifiuta gran parte dei cosiddetti \u201cvalori occidentali\u201d ritenuti inapplicabili e per certi aspetti pericolosi per lo sviluppo di una societ\u00e0 che ha una concezione diversa dalla nostra delle libert\u00e0 e dei diritti individuali, che non esita a intervenire con forza per reprimere e bloccare sul nascere critiche e proteste verso l\u2019azione del governo o i suoi principali leader. Ignorare questi aspetti significa dimostrarsi indifferenti sul piano dei valori, con il rischio di trovarsi implicati in situazioni che potrebbero rivelarsi problematiche non solo sul piano etico (che nel mondo degli affari sembra avere sempre meno rilevanza), ma anche politico, economico e commerciale.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4.<\/strong> \u00c8 evidente che l\u2019attuale politica governativa italiana verso la Cina, che ha portato alla firma del <em>Memorandum<\/em>, non soddisfa nessuna di queste condizioni. La mancanza di un progetto di sviluppo industriale, economico e infrastrutturale che abbia un orizzonte temporale di medio-lungo periodo e che tenga conto della complessit\u00e0 della realt\u00e0 cinese e globale \u00e8 ormai di tutta evidenza. Il reddito di cittadinanza, perno della politica economica del M5S, fatta propria dall\u2019attuale governo, ha rivelato la sua natura essenzialmente assistenziale, certamente opportuna per contrastare il forte disagio in cui si \u00e8 venuta a trovare parte della popolazione italiana, ma totalmente inadeguata ad avviare quella \u201crivoluzione economica\u201d o, almeno, quella ripresa significativa che era nelle aspettative degli italiani e nelle promesse elettorali di chi aveva proposto il reddito di cittadinanza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio grazie alla mancanza di un piano di sviluppo economico da parte del governo, in particolare della sua componente pentastellata, che il progetto di sviluppo basato su una stretta collaborazione con la Cina proposto da Michele Geraci ancor prima di diventare sottosegretario al Mise \u00e8 parso al ministro Di Maio una possibile alternativa in grado di colmare la lacuna venutasi a creare nel difficile passaggio, assai pi\u00f9 complesso di quanto immaginato, di traduzione delle promesse in fatti concreti. Non \u00e8 un caso pi\u00f9 che a Salvini (Geraci \u00e8 in quota Lega) la possibilit\u00e0 di coinvolgere i cinesi \u00e8 piaciuta al titolare del Ministero da cui Geraci dipende, che di Cina sa poco o nulla, come s\u2019intuisce dai suoi sporadici interventi sul tema rilasciati prima di salire al governo, in genere dal tono generico e meramente propagandistico,<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> o in occasione dell\u2019ormai famosa gaffe compiuta nel corso della trasferta all\u2019Expo di Shanghai, dove ha pi\u00f9 volte chiamato pubblicamente Xi Jinping \u201cpresidente Ping\u201d.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> Michele Geraci \u00e8 dunque l\u2019artefice della \u201coperazione Cina\u201d, a cui dedica ogni energia nella convinzione di riuscire a realizzare quanto promesso alla vigilia della sua nomina in un articolo pubblicato sul <em>Blog di Beppe Grillo<\/em> l\u201911 giugno 2018 (diverr\u00e0 sottosegretario due giorni dopo): la Cina sar\u00e0 \u201cla variabile di impatto maggiore sulla nostra economia e societ\u00e0 durante il quinquennio 2018-2023 dell\u2019attuale legislatura\u201d.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> Secondo Geraci il coinvolgimento attivo della Cina nella nostra politica economica risolverebbe tutti i punti del programma di governo. Un\u2019ipotesi allettante per un ministro in affanno, ritrovatosi senza un \u201csuo\u201d progetto di sviluppo economico e industriale e costretto a dare forma alle proprie promesse ricorrendo per lo pi\u00f9 al debito, aumentando cos\u00ec il deficit pubblico.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n<p>L\u2019intervento di Geraci fu al centro di commenti ironici<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> e di aspre critiche, sostanzialmente dovute alla leggerezza con cui il futuro sottosegretario proponeva il modello illiberale cinese (considerato pi\u00f9 funzionale rispetto ai sistemi democratici occidentali) come fonte di ispirazione per i politici italiani.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a> Fu persino pubblicato sul giornale <em>online<\/em> <em>Chinoiresie<\/em> dell\u2019Australian Centre on China in the World dell\u2019Australian National University, un appello internazionale in lingua italiana e inglese firmato da 23 sinologi attivi in 23 universit\u00e0, 18 delle quali straniere, tutti italiani affermati e noti nel mondo accademico internazionale per i loro studi sulla Cina contemporanea, che invitava a guardare alla Cina con maggior consapevolezza critica e responsabilit\u00e0, tenendo conto della sua complessit\u00e0, senza strumentalizzazioni e mitizzazioni, criticando le affermazioni del sottosegretario in quanto ritenute parziali e assolutamente pericolose \u201cperch\u00e9 prendono a modello un sistema autoritario, ma soprattutto per il sistema di valori che sottendono\u201d.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p>La figura del sottosegretario Geraci, cos\u00ec centrale nella politica governativa verso la Cina, rispecchia l\u2019approssimazione con cui talvolta vengono scelte le persone chiamate a ricoprire posizioni di rilievo nel governo e nel sottobosco governativo: in effetti il suo <em>curriculum<\/em> ufficiale delinea un percorso formativo e lavorativo di primissimo piano, svolto quasi interamente all\u2019estero. Transitato da una banca d\u2019affari all\u2019altra (senza per\u00f2 che venga mai specificata la posizione ricoperta e il periodo trascorso presso la stessa banca) fino al 2008, anno in cui \u00e8 approdato, in piena crisi finanziaria dei <em>subprime<\/em>, in Cina, riuscendo nel giro di qualche anno a costruirsi una fama di esperto economista e a entrare a stretto contatto con il mondo politico, affaristico e diplomatico italiano che gravita intorno alla Cina. Nel 2015 gli \u00e8 stata conferita l\u2019onorificenza di Cavaliere dell\u2019Ordine della Stella d\u2019Italia, per aver acquisito particolari benemerenze nella promozione dei legami tra Italia e Cina, quando in Italia (e sostanzialmente anche in Cina) nessuno al di fuori del \u201csuo\u201d giro sapeva nemmeno chi fosse. Gli sono stati inoltre affidati alcuni contratti in universit\u00e0 straniere con sede in Cina e ultimamente anche in un\u2019universit\u00e0 cinese, fatto non insolito anche per chi non ha un percorso accademico \u201ceffettivo\u201d alle spalle (inutile cercare sue pubblicazioni accademiche che ne delineino il profilo di studioso) e soprattutto si \u00e8 proposto come una sorta di \u201cambasciatore del governo cinese\u201d all\u2019estero.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> E sono proprio questo ruolo di \u201cambasciatore\u201d e la sua \u201cossessione\u201d di promuovere in modo frenetico e acritico la Cina a ogni livello e in ogni contesto a motivare le critiche che gli sono state rivolte.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a> Ha destato perplessit\u00e0 anche la creazione della Task Force China presso il Mise, a cui sembra che in un primo momento abbiano aderito circa 1300 persone (l\u2019accesso era stato consentito a chiunque manifestasse il proprio interesse), poi ridotte a qualche centinaia. Si tratta di un organismo di difficile gestione e quindi di scarsa utilit\u00e0, al punto da guadagnarsi l\u2019appellativo di \u201ctask forse\u201d. Per ovviare al problema, di recente \u00e8 stato istituito un gruppo pi\u00f9 snello di esperti che viene riunito in via riservata direttamente dalla segreteria di Geraci.<\/p>\n<p>A un certo punto della sua permanenza in Cina Geraci ha deciso che era arrivato il momento di fare il salto di qualit\u00e0 e di approdare alla politica, ritagliandosi il delicato ruolo di cerniera tra Cina e Italia. Si \u00e8 cos\u00ec dedicato alla costruzione di un percorso di avvicinamento al mondo politico e imprenditoriale che lo ha portato a contatto con esponenti di rilievo della Lega, fino ad arrivare a Salvini, a cui \u00e8 stato presentato come \u201cesperto di mercati esteri\u201d (curiosamente Salvini ha fatto il suo nome, senza peraltro insistere troppo, come possibile premier nei difficili giorni di trattativa che hanno poi portato all\u2019individuazione di Giuseppe Conte). Risale a questo periodo la collaborazione con il <em>Blog di Beppe Grillo<\/em>, dove Geraci ha esposto le sue controverse tesi che gli hanno spalancato le porte al sottosegretariato: \u201cun inno all\u2019arte tutta italiana di rinnovarsi, spiega chi lo conosce bene, e al sapersi vendere ancora meglio\u201d.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a> La sua recente presa di posizione volta a rimarcare la sua appartenenza all\u2019area leghista (nonostante la Lega abbia preso le distanze dall\u2019iniziativa del <em>Memorandum<\/em>) \u00e8 dovuta alle difficolt\u00e0 in cui si \u00e8 trovato dopo l\u2019insuccesso, per l\u2019Italia, della missione europea di Xi Jinping e alla necessit\u00e0 di smarcarsi da un M5S sempre pi\u00f9 in calo di consensi, affermando nel contempo la validit\u00e0 del suo progetto di sviluppo basato su un forte coinvolgimento della Cina anche nell\u2019ottica di un futuro governo a guida Salvini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6.<\/strong> Il 2020 sar\u00e0 l\u2019anno della cultura e del turismo italiano in Cina, indetto in concomitanza del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. \u00c8 dunque facile immaginare che le relazioni tra i due paesi siano destinate a migliorare nel prossimo futuro, anche dal punto di vista economico e indipendentemente dall\u2019adesione alla Bri. A tutt\u2019oggi, per\u00f2, possiamo solo ricavare l\u2019impressione che lo \u201cstrappo in avanti\u201d voluto principalmente da Luigi Di Maio e Michele Geraci si \u00e8 rivelato un passo avventato che al momento non ha prodotto alcun risultato concreto, se non quello di aver irritato i nostri partner e, in particolare, l\u2019amministrazione americana che \u00e8 intervenuta a vari livelli per ostacolare quest\u2019operazione della quale i nostri governanti hanno dovuto, volenti o nolenti, render loro conto. Aveva saggiamente ammonito Lucio Caracciolo: \u201cL\u2019Italia \u00e8 finita senza accorgersene nel mezzo del ring dove Stati Uniti e Cina si sfidano per il titolo mondiale dei supermassimi. Esposta ai colpi degli uni e degli altri, sopra e sotto la cintura. Non \u00e8 da tutti offrirsi contemporaneamente all\u2019ira del campione in carica \u2013 nostro nominale alleato, di fatto padrone di casa \u2013 e del suo sfidante unico, che vorrebbe servirsi dello Stivale per avvicinarsi al centro del quadrato, occupato dal detentore. Il match minaccia di prolungarsi oltre i tempi regolamentari. Resta da stabilire come sia stato possibile ficcarci in tanto guaio.\u201d<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a> Aveva visto bene: si tratta di problemi complessi che non si risolvono con risposte semplici, ricette miracolistiche o improvvisando scorciatoie di comodo, richiedono conoscenze, competenze e lungimiranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Maurizio Scarpari, \u201cParliamo con la Cina, s\u00ec. Ma forse non siamo pronti\u201d, <em>La Lettura (Corriere della Sera)<\/em>, 355, 16 settembre 2018, p. 13 (anche in <em>Inchiesta online<\/em>, 18 settembre 2018), Id., \u201c<em>Timeo Danaos et dona ferentes<\/em>: timori e speranze sulla Via della seta\u201d, <em>Inchiesta online<\/em>, 16 marzo 2019, Id., \u201cIn margine alla visita di Xi Jinping in Italia\u201d, <em>Inchiesta online<\/em>, 29 marzo 2019.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> In occasione del Forum si sarebbero dovuti firmare nuovi accordi per dare maggior consistenza al <em>Memorandum<\/em>, ma ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto. Andrea Pira, \u201cConte vola a Pechino ma lo seguiranno pochi imprenditori\u201d, <em>Milano Finanza<\/em>, 23 aprile 2019, evidentemente per le pressioni contrarie esercitate dall\u2019amministrazione statunitense. La \u201cfoltissima schiera di imprenditori\u201d che secondo le dichiarazioni del Premier rilasciate in occasione dell\u2019inaugurazione del Salone del Mobile 2019 avrebbero dovuto accompagnarlo a Pechino \u00e8 rimasta a casa. Incontri a vari livelli sono comunque in corso, com\u2019\u00e8 sempre avvenuto nell\u2019ambito della normale attivit\u00e0 commerciale tra i due paesi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Pier Paolo Padoan, \u201cIl pasticcio cinese\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 19 marzo 2019.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Giulia Pompili, \u201cCos\u00ec siamo arrivati a stare con i cinesi senza avere niente in cambio\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 21 marzo 2019.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Maurizio Scarpari, \u201c<em>Timeo Danaos et dona ferentes<\/em>, cit.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Alessia Ameghini, \u201cPorti italiani lungo la via della seta\u201d, <em>La voce.info<\/em>, 15 luglio 2016.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Davide Cucino, \u201cLa Via Marittima della Seta e le dispute nel mar Cinese Meridionale\u201d, <em>Mondo cinese<\/em>, 162, 2017, pp. 81-94.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Com\u2019\u00e8 noto, nel corso della visita in Europa di Xi Jinping solo il presidente Emmanuel Macron ha sollevato la questione dei diritti umani, tema tutt\u2019altro che inopportuno, non solo in considerazione della progressiva riduzione degli spazi di libera espressione e della deriva autoritaria in atto in Cina, ma anche in riferimento al progetto sulla Via della seta. Nella Regione autonoma del Xinjiang, snodo strategico cruciale per il successo della Bri, \u00e8 stata infatti messa in atto una politica di controllo e repressione delle dissidenze ai danni della popolazione uigura di fede musulmana, in base alla quale si stima che almeno un milione di persone sia attualmente rinchiuso nei cosiddetti \u201ccentri di formazione vocazionale\u201d. Forse per recuperare il gap con la Francia, l\u2019Italia ha aderito, e forse era anche tra i promotori dell\u2019iniziativa, al comunicato congiunto rilasciato a margine del Forum sulla Nuova Via della seta di aprile a Pechino, nel quale si \u00e8 fatta esplicita menzione al rispetto dei diritti civili.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Nel febbraio 2018, ad esempio, tuonava contro chi aveva svenduto ai cinesi \u201cil Made in Italy in tutti i settori, dall\u2019artigianato all\u2019agroalimentare\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> La gravit\u00e0 sul piano istituzionale di quanto accaduto temo sfugga ancor oggi a Di Maio e ai suoi collaboratori, che hanno preparato il testo del discorso, in seguito \u201cpostato\u201d sulla pagina Facebook del ministro senza che l\u2019errore venisse corretto. L\u2019inadeguatezza diplomatica dimostrata in quell\u2019occasione da Di Maio non sta tanto nell\u2019aver sbagliato in modo clamoroso il nome del presidente (in genere viene confuso il nome con il cognome, come dire \u201cpresidente Zedong\u201d invece di presidente \u201cMao\u201d, ma mai si era visto pronunciare solo una parte del nome: \u00e8 come se \u201cpresidente Gianmaria Rossi\u201d venisse storpiato in \u201cpresidente Maria\u201d), ma sta nell\u2019aver dimostrato la sua profonda ignoranza della realt\u00e0 cinese e l\u2019assoluta impreparazione con cui il leader italiano si \u00e8 presentato, in veste istituzionale, in Cina. Questa palese mancanza di rispetto \u00e8 percepita come grave in Cina (un esempio dell\u2019importanza della terza condizione). \u00c8 incredibile che il nome di Xi sia stato storpiato persino nel corso del discorso pubblico tenuto da Di Maio di fronte a un\u2019assemblea internazionale affollatissima tenutasi all\u2019Hongqiao International Economic and Trade Forum a cui partecipavano personaggi del calibro di Jack Ma e Bill Gates; se i traduttori simultanei (il discorso era in lingua italiana) hanno facilmente corretto l\u2019errore, il maxischermo alle spalle dell\u2019oratore che riportava il suo discorso in tempo reale non ha perdonato e il testo scritto, prontamente fotografato, \u00e8 diventato virale. L\u2019aver poi viaggiato in seconda classe con un volo di linea per soddisfare esigenze propagandistiche rivolte al suo elettorato (con tanto di <em>selfie<\/em> che lo ritraeva con il biglietto ben in vista mentre lanciava generiche minacce del tipo \u201cvi taglieremo tutti i privilegi\u201d, che ha creato malumore tra il suo staff, costretto <em>obtorto collo<\/em> ad adeguarsi, e imbarazzo tra gli imprenditori al seguito, che non hanno comunque rinunciato a viaggiare in prima classe), come peraltro aveva fatto nella sua prima missione in Cina nel settembre 2018, \u00e8 un\u2019ulteriore dimostrazione di scarso senso istituzionale. Non comprendere l\u2019importanza del rispetto nella cultura cinese \u00e8 causa di frequenti incidenti non solo da parte dei politici ma anche di imprenditori con rilevanti interessi in Cina, come l\u2019incresciosa vicenda di Dolce &amp; Gabbana insegna. \u00c8 curioso e sicuramente irrituale che subito dopo la disastrosa missione di Di Maio a Shanghai, il Mise si sia affrettato a pubblicare sul suo sito un\u2019intervista non firmata all\u2019ambasciatore cinese in Italia, dai toni estremamente elogiativi (\u201cIntervista all\u2019Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia S.E. Li Ruiyi\u201d, 8 novembre 2019), quasi a voler rassicurare circa lo scampato incidente diplomatico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Michele Geraci, \u201cLa Cina e il governo del cambiamento\u201d. Un secondo articolo \u00e8 ancor pi\u00f9 interessante per comprendere il pensiero di Geraci: \u201cIl Reddito di Cittadinanza per fronteggiare globalizzazione e avanzare della Cina\u201d, apparso sul <em>Blog di Beppe Grillo<\/em> il 13 aprile 2018, quando il governo era gi\u00e0 insediato e lui era sottosegretario al Mise. Scopo dichiarato era rendere \u201cappetibile anche alla Lega\u201d il reddito di cittadinanza proponendo una tesi a dir poco bizzarra: \u00e8 inutile competere con i cinesi nei settori tecnologici e scientifici dove saremmo perdenti, meglio evitare che i nostri giovani \u201cvadano a studiare ingegneria e finanza\u201d (peraltro le due materie in cui Geraci \u00e8 laureato), tanto \u201cnon portano alcun vantaggio economico\u201d; meglio puntare sulle \u201carti liberali, un investimento che lo stato fa per sprigionare quel potenziale innato in ognuno di noi e liberare i giovani dall\u2019assillo dello stipendio\u201d. Eliminato \u201cl\u2019assillo\u201d potr\u00e0 cos\u00ec emergere quel \u201ctalento che \u00e8 imprigionato nei fannulloni, costretti al bighellonaggio per la mancanza di speranza\u201d e verr\u00e0 favorito quell\u2019uno su mille che riuscir\u00e0 a esprimerlo. In quest\u2019ottica \u201cil reddito di cittadinanza va visto come una ricompensa ex-ante per quei 999 che non avranno mai un successo economico ma che il loro input, anche indiretto, servir\u00e0 a quell\u2019uno su mille che poi ce l\u2019ha fatta\u201d (<em>sic!<\/em>). Finanziare il reddito di cittadinanza cos\u00ec concepito non \u00e8 un problema, assicura Geraci in conclusione di articolo, essendo \u201cun debito che lo stato contrae con i propri cittadini, una semplice riallocazione contabile, come il gioco delle tre carte, se servisse del bridge-financing, basterebbero i mini-bot di Borghi\u201d. Se lo dice un professore di finanza\u2026<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Scenario diverso rispetto a quello prospettato sul <em>Blog delle Stelle<\/em>, ad esempio il 26 gennaio 2018 in \u201cLe coperture del programma del Movimento 5 Stelle\u201d in piena campagna elettorale, e ribadito il 26 maggio 2018 in \u201cIl terrorismo sulle coperture economiche\u201d quando ormai il M5S era al governo, che assicuravano l\u2019esistenza di \u201c70 miliardi di coperture annue a regime derivanti da tagli agli sprechi, pi\u00f9 una quota di maggiore deficit da decidere (anche in base al ciclo economico). Con l\u2019obiettivo, per\u00f2, di ridurre del 40% il debito\/Pil in 10 anni.\u201d<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Si veda, ad esempio, l\u2019articolo di Pietro Sacc\u00f2 \u201cMichele Geraci, un fan di Xi al ministero dello Sviluppo economico\u201d apparso su <em>Avvenire<\/em> del 22 agosto 2018.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Si veda la lunga intervista rilasciata a Claudio Messora, ex portavoce del M5S, dall\u2019ambizioso titolo \u201cLa Cina spiegata bene\u201d (https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eot8MfzYgso).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> \u201cLa panacea cinese? Una risposta al Sottosegretario Geraci\u201d, <em>Chinoiresie<\/em>, 4 luglio 2018, prontamente rilanciato da <em>Inchiesta<\/em> l\u20198 luglio 2018 con il titolo \u201cLa panacea cinese? Una risposta al Sottosegretario Geraci. Perch\u00e9 \u00e8 pericoloso prendere la Cina come modello dei flussi migratori\u201d, <em>Inchiesta online<\/em>, 8 luglio 2019.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> \u00c8 un fenomeno interessante, meritevole di essere approfondito a parte. Nel dicembre 2015 \u00e8 stata costituita l\u2019Associazione degli Accademici italiani in Cina (AAIIC), che mette insieme docenti che lavorano esclusivamente in atenei cinesi o stranieri con sede distaccata in Cina e docenti che lavorano in Cina ma che hanno una posizione accademica strutturata in atenei italiani.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Per la qualifica di \u201cambasciatore del governo cinese\u201d si veda Pietro Sacc\u00f2, cit. Il termine \u201cossessione\u201d \u00e8 stato coniato da Giulia Pompili. A Michele Geraci ha dedicato diversi articoli, i pi\u00f9 interessanti dei quali sono \u201cChi Mise la Cina al governo\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 7 marzo 2019, e \u201cIl sottosegretario italiano che gira l\u2019Europa per promuovere la Cina\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 11 maggio 2019. A causa dei suoi articoli, evidentemente sgraditi, Giulia Pompili \u00e8 stata minacciata dal capo dell\u2019ufficio stampa dell\u2019Ambasciata cinese in Italia, Yang Han, in occasione della conferenza stampa tenuta da Xi Jinping al Quirinale il 22 marzo scorso. Un episodio increscioso, riportato in un articolo dal significativo titolo \u201cNon siamo a Pechino\u201d (<em>Il Foglio<\/em>, 23 marzo 2019), che si conclude con le seguenti parole: \u201cPoich\u00e9 l\u2019Italia non \u00e8 la Cina \u2013 e il Quirinale non \u00e8 il palazzo della Citt\u00e0 proibita \u2013 c\u2019\u00e8 il pieno diritto di esprimere idee e critiche. Se il portavoce dell\u2019Ambasciata della Repubblica cinese non lo capisce, bisogner\u00e0 probabilmente farsi qualche domanda ulteriore su questi nostri nuovi amici.\u201d Sulle reazioni del mondo politico e dell\u2019Ordine dei giornalisti si vedano \u201cLa solidariet\u00e0 della politica sulle minacce cinesi al giornalista del Foglio. Il silenzio di Lega e M5s\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 23 marco 2019, e Claudio Cerasa, \u201cIl governo accetta il bullismo diplomatico dell\u2019ambasciata cinese\u201d, <em>Il Foglio<\/em>, 26 marzo 2019. Geraci \u00e8 stato oggetto di critiche anche per aver voluto imporre al Mise come sua assistente personale una giovane cinese priva delle necessarie qualifiche che vive a Shanghai e non parla l\u2019italiano (con un contratto da 36.000 euro annui), Chen Lingjia. Le si voleva affidare una posizione importante visto che la giovane assistente avrebbe avuto accesso all\u2019agenda del sottosegretario; la questione, alquanto delicata, ha preoccupato anche i nostri servizi di intelligence (Emiliano Fittipaldi, \u201cPer Salvini ci sono \u201cprima gli italiani\u201d, ma al ministero assumono cinesi\u201d, <em>espresso.repubblica.it<\/em>, 4 dicembre 2018). Alla fine \u00e8 intervenuta la Corte dei Conti che ha bocciato l\u2019assunzione. Geraci ha allora fatto assumere la sua collaboratrice presso gli uffici dell\u2019ICE di Shanghai con la qualifica di stagista a titolo gratuito, e l\u2019ha inserita nella delegazione che ha partecipato ai lavori del Baoao Forum for Asian Annual Conference 2019, la cosiddetta Davos cinese, come membro dell\u2019ufficio stampa del Mise, ruolo che non ha mai ricoperto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Giulia Pompili, \u201cChi Mise la Cina al governo\u201d, cit.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/maurizio-scarpari-inciampi-e-delusioni-lungo-la-via-della-seta-il-memorandum-italia-cina\/#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Lucio Caracciolo, \u201cL\u2019Italia sul ring tra Usa e Cina\u201d, <em>La Repubblica<\/em>, 14 marzo 2019, p. 29.<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\u00a0<strong>MAURIZIO SCARPARI<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\u00a0(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAURIZIO SCARPARI (a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41397","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41397"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41398,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41397\/revisions\/41398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}