{"id":41404,"date":"2019-06-24T22:39:31","date_gmt":"2019-06-24T20:39:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41404"},"modified":"2019-06-24T22:39:31","modified_gmt":"2019-06-24T20:39:31","slug":"lavoratori-sulla-nuova-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2019\/06\/lavoratori-sulla-nuova-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Lavoratori sulla Nuova Via della Seta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IVAN FRANCESCHINI<\/strong><\/p>\n<p>(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/lavoro-e-sindacato\/\">Lavoro e Sindacato<\/a> \u00bb <strong>Ivan Franceschini: Lavoratori sulla Nuova Via della Seta<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-53477\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Ivan Franceschini: Lavoratori sulla Nuova Via della Seta\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/ivan-franceschini-lavoratori-sulla-nuova-via-della-seta\/\" rel=\"bookmark\">Ivan Franceschini: Lavoratori sulla Nuova Via della Seta<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Ivan Franceschini\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/ivan-franceschini\/\" rel=\"author\">Ivan Franceschini<\/a> | 24 Giugno 2019 | <a title=\"Comments for Ivan Franceschini: Lavoratori sulla Nuova Via della Seta\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/ivan-franceschini-lavoratori-sulla-nuova-via-della-seta\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-53478\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Ivan.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"341\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sin dal momento dell\u2019annuncio nel settembre del 2013, la \u2018Nuova Via della Seta\u2019 delle autorit\u00e0 cinesi ha suscitato controversie. Se da un lato questo piano da un trilione di dollari ha ricevuto un caloroso benvenuto da parte di \u00e9lite politiche e gruppi d\u2019interesse in molti degli oltre settanta Paesi coinvolti, dall\u2019altro non sono mancati appelli alla prudenza. Da un punto di vista geopolitico, ci si \u00e8 chiesti se l\u2019iniziativa non sia altro che uno stratagemma delle autorit\u00e0 di Pechino per ottenere il controllo di asset strategici in altri Paesi. Il caso pi\u00f9 citato in questo senso \u00e8 quello del porto di Hambantota in Sri Lanka, che nel 2017 \u00e8 stato ceduto in concessione per 99 anni alle due aziende statali cinesi che lo avevano costruito dopo che le autorit\u00e0 locali si erano dimostrate incapaci di ripagare i debiti contratti. Similmente, ci si \u00e8 interrogati se attraverso questa pioggia di investimenti le autorit\u00e0 cinesi non stiano cercando di incrinare alleanze regionali pi\u00f9 o meno consolidate, basta pensare alle preoccupazioni che circondano l\u2019iniziativa 16+1 in contesto europeo o la recente firma di un accordo separato tra lo stato australiano di Victoria e la Cina nel novembre del 2018. Da un punto di vista economico, l\u2019interrogativo principale \u00e8 se gli investimenti cinesi abbiano un impatto positivo sulle economie locali oppure si tratti semplicemente di un modo con cui il governo cinese sta cercando di inondare mercati esteri con i propri prodotti e la propria manodopera per risolvere il problema dell\u2019eccesso di capacit\u00e0 produttiva del proprio sistema industriale. Infine, dal punto di vista ambientale sono stati sollevati dubbi sulle potenziali conseguenze della proliferazione di nuovi impianti elettrici, miniere, strade, ferrovie, porti e aeroporti in Paesi in cui la supervisione ambientale \u00e8 scarsa.<\/p>\n<p><strong>Nel mezzo di tanti dibattiti, ben poca attenzione \u00e8 stata riservata alla questione del lavoro<\/strong>. Media locali in vari Paesi hanno ripetutamente dato voce alle preoccupazioni dei cittadini per una presunta \u2018invasione\u2019 di lavoratori cinesi, che starebbero sottraendo opportunit\u00e0 lavorative alla popolazione locale. In un articolo uscito nel febbraio del 2019 con il titolo \u2018Come mai ci sono cos\u00ec tanti lavoratori cinesi qui?\u2019, il <em>Philippine Daily Inquirer <\/em>lamentava la presenza nelle Filippine di un numero compreso tra 200.000 e 400.000 lavoratori cinesi, in competizione con i 2.3 milioni di disoccupati locali per posizioni nel settore edile, minerario e dell\u2019intrattenimento. Pi\u00f9 di recente, nel giugno del 2019, un articolo del <em>South China Morning Post<\/em> titolava: \u2018Perch\u00e9 i lavoratori cinesi sono cos\u00ec impopolari nel sudest asiatico?\u2019 Sempre leggendo i media locali, si scoprono storie di acquisizioni da parte di investitori cinesi dominate dall\u2019ansia per il futuro della forza lavoro dopo il passaggio di propriet\u00e0. Il caso pi\u00f9 notevole in questo senso \u00e8 probabilmente quello del Porto del Pireo di Atene, che nel 2008 ha raggiunto un accordo con COSCO, la principale azienda cinese di trasporto marittimo, per la parziale acquisizione di due terminal per i container. Sebbene COSCO si fosse impegnata a rispettare gli accordi collettivi esistenti tra l\u2019autorit\u00e0 portuale greca e i sindacati, ben presto l\u2019azienda ha iniziato a importare lavoratori temporanei attraverso agenzie specializzate prima dalla Cina e poi, in seguito a una serie di scioperi, dall\u2019Europa orientale, al punto che nel 2016 appena un quinto della forza lavoro era locale.<\/p>\n<p>Per quanto significativi, questi aneddoti non permettono di generalizzare. Considerata la vastit\u00e0 e relativa novit\u00e0 del tema, la letteratura accademica si rivela ugualmente frammentaria. Analisi degli investimenti cinesi in contesto europeo non evidenziano particolari criticit\u00e0. Adottando una prospettiva manageriale, Yu Zheng e Chris Smith (2018) hanno messo in discussione l\u2019idea stessa che esistano pratiche occupazionali tipicamente \u2018cinesi\u2019 in grado di fungere da modello per le aziende transnazionali cinesi che entrano per la prima volta nel mercato europeo. Sottolineando la variet\u00e0 dei metodi con cui gli investitori cinesi si relazionano ai propri dipendenti tanto in Cina quanto in Europa, Zheng e Smith hanno rilevato come nel mercato del lavoro europeo queste aziende \u2018abbiano trovato pi\u00f9 spazio per negoziare con gli attori istituzionali esistenti (stati nazionali, sindacati, agenzie per l\u2019occupazione) per sviluppare diverse pratiche d\u2019impiego\u2019. In questi negoziati, le aziende cinesi si sarebbero dimostrate \u2018pragmatiche, adattabili e disponibili a lavorare con le istituzioni locali\u2019. A conferma di ci\u00f2, nel 2017 Wolfgang Mueller (2018) ha condotto una ricerca su un campione di 42 imprese a capitale cinese nei settori manifatturiero, logistico e dei servizi in Germania. Attraverso una serie di interviste con sindacalisti, Mueller \u00e8 giunto alla conclusione che dopo l\u2019ingresso dei nuovi investitori \u2018la cultura di co-determinazione al livello di fabbrica e azienda, cos\u00ec come gli accordi collettivi, rimangono essenzialmente invariati o, in alcuni casi, addirittura migliorano.\u2019 In aggiunta, a suo avviso gli investitori cinesi sarebbero pi\u00f9 propensi ad adottare una prospettiva di lungo periodo, investendo nelle aziende anche in momenti di difficolt\u00e0, una prassi in forte contrasto con la mancanza di visione di altri investitori occidentali,<\/p>\n<p>Le ricerche su investimenti cinesi in contesti extra-europei offrono un quadro molto pi\u00f9 sfumato. Esaminando gli investimenti statali e privati cinesi nei settori minerario e edile in Zambia, Ching Kwan Lee (2017) ha notato una differenza sostanziale tra capitale statale cinese e capitale privato globale. Sebbene entrambi i tipi di capitale non si dimostrassero particolarmente benevoli nei confronti dei lavoratori, gli investitori statali cinesi in Zambia offrivano una forma di \u2018sfruttamento stabile\u2019 caratterizzata da salari bassi compensati da una relativa stabilit\u00e0 occupazionale, in contrasto con l\u2019\u2018esclusione flessibile\u2019 offerta altri investitori privati stranieri, in cui salari pi\u00f9 elevati erano accompagnati da una maggiore precariet\u00e0. Lee ha spiegato questa divergenza con le diverse logiche di accumulazione che motiverebbero i due tipi di capitale, con gli investitori statali cinesi che sarebbero suscettibili non solo all\u2019imperativo di massimizzare il profitto, ma anche a esigenze di natura politica legate alle priorit\u00e0 delle autorit\u00e0 cinesi. Focalizzandosi su un episodio ben pi\u00f9 drammatico, Aaron Halegua (2018) ha documentato il calvario di migliaia di lavoratori cinesi convinti con l\u2019inganno ad accettare lavori nei cantieri per la costruzione di un casin\u00f2 e resort di lusso parte della Nuova Via della Seta a Saipan, un territorio statunitense nel Pacifico. Impiegati da tre imprese cinesi \u2013 un\u2019azienda statale, una societ\u00e0 per azioni e un\u2019impresa privata \u2013 questi lavoratori si sono trovati costretti a lavorare orari interminabili, per salari inferiori al minimo legale e in precarie condizioni di sicurezza, impossibilitati a rientrare in Cina tanto per via del sequestro dei passaporti da parte dei manager, quanto per l\u2019illegalit\u00e0 della propria posizione nel Paese. In assenza di sindacati, Halegua ha sottolineato l\u2019importanza dei media locali e dell\u2019opinione pubblica nel risolvere la situazione. In una vena simile, Zhang Shuchi (2018) ha descritto l\u2019odissea legale di un lavoratore cinese distaccato presso una sussidiaria di un\u2019impresa statale cinese in Papua Nuova Guinea aggredito da persone del posto, mettendo in luce l\u2019estrema vulnerabilit\u00e0 dei lavoratori cinesi all\u2019estero.<\/p>\n<p>Pur in assenza di analisi sistematiche sull\u2019impatto degli investimenti cinesi su relazioni industriali e diritti dei lavoratori all\u2019estero, questa breve e parziale panoramica della letteratura esistente ci permette di trarre alcune conclusioni preliminari. Innanzitutto, gli studi citati lasciano intendere chiaramente come gli attori locali giochino un ruolo fondamentale nel prevenire e arginare eventuali abusi da parte di investitori stranieri, cinesi o meno. L\u2019esistenza di partiti d\u2019opposizione forti e organizzati, affiancati da media e sindacati indipendenti e da un apparato di supervisione del lavoro efficiente, \u00e8 vitale nel porre dei limiti alla capacit\u00e0 degli investitori di stabilire delle alleanze con le autorit\u00e0 locali a detrimento degli interessi di lavoratori e cittadini. Allo stesso tempo, pur riconoscendo come i lavoratori in contesti politici autoritari siano pi\u00f9 vulnerabili, \u00e8 importante per\u00f2 ricordare anche come in molti casi questa posizione di debolezza non sia necessariamente conseguenza delle attivit\u00e0 degli investitori cinesi \u2013 che si limitano ad approfittare di una situazione gi\u00e0 esistente \u2013 quanto piuttosto il risultato di decenni di politiche mirate ad attrarre investimenti, accompagnate da riforme strutturali imposte da organismi finanziari internazionali quali la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, un esame della letteratura esistente rivela come una serie di domande le cui risposte tendiamo a dare per scontate in realt\u00e0 rimangano tuttora aperte. Ha davvero senso parlare di \u2018capitale cinese\u2019 come se si trattasse di un\u2019entit\u00e0 monolitica e indifferenziata? \u00c8 vero che la Cina sta esportando nei propri cantieri all\u2019estero orde di lavoratori, sottraendo cos\u00ec posti di lavoro alla forza lavoro locale? Ci sono prove che gli investitori cinesi agiscano con totale mancanza di rispetto per la legislazione locale, causando una corsa al ribasso negli standard lavorativi? Andando oltre la semplice aneddotica, gli studi esistenti rivelano una realt\u00e0 molto pi\u00f9 sfaccettata e complessa di quanto non siamo soliti immaginare e ci invitano a evitare facili e convenienti generalizzazioni \u2013 un\u2019esortazione che vale tanto per i critici quanto per gli apologeti. Come ha scritto Ching Kwan Lee, una tale complessit\u00e0 \u2018mette in guardia rispetto al facile ricorso ad assolute e grandiose generalizzazioni in termini di egemonia, impero, e neocolonialismo\u2019 e richiede \u2018una ricerca empirica e comparata solida e a grana fine\u2019 (2017, 161). Essenziale per il raggiungimento di questo risultato \u00e8 lo stabilimento di nuove collaborazioni tra accademia e societ\u00e0 civile, in particolare in quelle realt\u00e0 autoritarie caratterizzate da scarsa trasparenza e limitato accesso alle informazioni. Ugualmente importante \u00e8 che si contrastino quelle narrazioni semplicistiche e opportunistiche che cercano di trasformare preoccupazioni legittime di natura economica e politica in aperta ostilit\u00e0 nei confronti dell\u2019anello pi\u00f9 debole dell\u2019avventura cinese all\u2019estero: i lavoratori.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia <\/strong><\/p>\n<p>Halegua, Aaron, \u2018Labour Exploitation in Saipan (Again): What Difference Does 20 Years Make?\u2019, <em>Business &amp; Human Rights Resource Centre<\/em>, 3 dicembre 2018, https:\/\/www.business-humanrights.org\/en\/labour-exploitation-in-saipan-again-what-difference-does-20-years-make.<\/p>\n<p>Lee, Ching Kwan, <em>The Specter of Global China: Politics, Labor, and Foreign Investment in Africa<\/em>, The University of Chicago Press, Chicago, 2017.<\/p>\n<p>Mueller, Wolfgang, \u2018Chinese Investors in Germany: A Threat to Jobs and Labour Standards?\u2019, <em>Made in China Journal<\/em>, vol. 3 no. 4, dicembre 2018, pp. 34\u201339.<\/p>\n<p>Philippine Daily Inquirer, \u2018How Come There Are So Many Chinese Workers Here?\u2019, <em>The Straits Times<\/em>, 7 febbraio 2019, https:\/\/www.straitstimes.com\/asia\/se-asia\/how-come-there-are-so-many-chinese-workers-here-inquirer.<\/p>\n<p>Siu, Phila, \u2018Why Are Chinese Workers So Unpopular in Southeast Asia?\u2019, <em>South China Morning Post<\/em>, 1 giugno 2019, https:\/\/www.scmp.com\/week-asia\/politics\/article\/3012674\/why-are-chinese-workers-so-unpopular-southeast-asia.<\/p>\n<p>Zhang, Shuchi, \u2018My Rights Have Been Left Behind in Papua New Guinea: The Predicament of Chinese Overseas Workers\u2019, in Ivan Franceschini e Nicholas Loubere (a cura di), <em>Made in China Yearbook 2018: Dog Days<\/em>, ANU Press, Canberra, 2019, pp. 220\u201323.<\/p>\n<p>Zheng, Yu e Chris Smith, \u2018Chinese Multinational Corporations in Europe: Racing to the Bottom?\u2019, in Ivan Franceschini e Nicholas Loubere (a cura di), <em>Made in China Yearbook 2017: Gilded Age<\/em>, ANU Press, Canberra, 2018, pp. 74\u201379.<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\u00a0<strong>IVAN FRANCESCHINI<br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">(a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IVAN FRANCESCHINI (a cura di Amina Crisma, in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41404"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41405,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41404\/revisions\/41405"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}