{"id":41431,"date":"2019-11-13T19:14:04","date_gmt":"2019-11-13T18:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41431"},"modified":"2019-11-13T19:14:04","modified_gmt":"2019-11-13T18:14:04","slug":"ci-sono-molte-vie-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2019\/11\/ci-sono-molte-vie-della-seta\/","title":{"rendered":"Ci sono molte Vie della Seta"},"content":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/libri-e-librerie\/\">Libri e librerie<\/a> \u00bb <strong>Amina Crisma: Ci sono pi\u00f9 Vie della Seta<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-57493\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Amina Crisma: Ci sono pi\u00f9 Vie della Seta\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-ci-sono-piu-vie-della-seta\/\" rel=\"bookmark\">Amina Crisma: Ci sono pi\u00f9 Vie della Seta<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Amina Crisma\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/amina-crisma\/\" rel=\"author\">Amina Crisma<\/a> | 13 Novembre 2019 | <a title=\"Comments for Amina Crisma: Ci sono pi\u00f9 Vie della Seta\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/libri-e-librerie\/amina-crisma-ci-sono-piu-vie-della-seta\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57494\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Vie-della-seta.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"218\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recensione a <strong>Le Vie della Seta. Popoli, culture, paesaggi<\/strong> a cura di <strong>Susan Whitfield<\/strong> (Einaudi 2019, pp. 479, euro 85). Un testo non integrale di questa recensione \u00e8 stato pubblicato da <em>Il Manifesto<\/em><\/p>\n<p>\u201cVia della Seta\u201d \u00e8 la suggestiva denominazione sorta nel tardo Ottocento e divenuta popolare nel secolo scorso con cui si \u00e8 soliti convenzionalmente designare il vasto insieme di reti commerciali interregionali che sin dalla fine del I millennio a.C. ha collegato l\u2019Asia all\u2019Europa e al Mediterraneo. E\u2019 una designazione per certi versi fuorviante, poich\u00e9 svariati generi di prodotti vi erano implicati: oltre ai filati e ai tessuti, v\u2019erano pietre semipreziose, ambra, spezie, metalli, vasellame, vetro, pellicce, medicinali, cavalli, e perfino schiavi. Si tratta di uno spazio multiforme attraverso il quale sono transitati nel corso dei secoli uomini e merci, tecniche e fedi religiose, immagini e racconti, monaci e mercanti, esploratori e avventurieri, banditi e pellegrini. Uno spazio di concretissime interazioni, che al contempo forma l\u2019oggetto di fascinose affabulazioni, e che forse pi\u00f9 d\u2019ogni altro ci rivela che sin da un\u2019antichit\u00e0 remota, e non solo dai tempi di internet, l\u2019esperienza umana \u00e8 costitutivamente fatta di connessioni.<\/p>\n<p>Oggi questo vasto spazio, che ha rivestito a lungo un ruolo di primaria importanza nell\u2019economia planetaria per conoscere poi in et\u00e0 moderna un\u2019eclissi e un declino, torna alla ribalta nella poderosa riconfigurazione dell\u2019ordine geopolitico e geoeconomico del mondo a cui stiamo assistendo. E\u2019 il crescente protagonismo della Cina su scala mondiale a riportarlo al centro della scena, con il progetto di una \u201cNuova Via della Seta\u201d (BRI, Belt and Road Initiative) che di quella antica viene rappresentata dal governo della Repubblica Popolare Cinese come l\u2019erede e la continuatrice: si tratta di un gigantesco piano strategico di sviluppo infrastrutturale finalizzato a incrementare le connessioni terrestri e marittime fra Asia, Europa e Africa, e destinato ad avere un enorme impatto sugli assetti globali: la sua realizzazione coinvolgerebbe 65 Paesi, equivalenti a circa il 70% della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Mentre si accende il dibattito su tale ambizioso progetto e sulle sue enormi e controverse implicazioni (ne d\u00e0 conto fra l\u2019altro un aggiornato dossier sul numero di Inchiesta che ora esce, n. 205, luglio\/settembre 2019), si moltiplicano gli inviti a ripensarne attentamente le premesse antiche, fra i quali si segnala la grande mostra Dall\u2019antica alla nuova Via della Seta a cura di Louis Godart e Maurizio Scarpari e svoltasi a Roma da settembre 2016 a febbraio 2017 (Tecnostampa 2016), e il volume di Franco Cardini e Alessandro Vanoli La Via della seta, una storia millenaria fra Oriente e Occidente (Il Mulino 2017). Ripercorrendo le vicende di quelle antiche strade fino alle soglie dell\u2019et\u00e0 contemporanea, questo libro ne pone in rilievo la decisiva importanza: si tratta di \u201cun percorso su cui poggiano le nostre radici\u201d, e riattraversarlo non significa soltanto ricostruire il passato, ma comprendere la sostanza del nostro presente, e del nostro futuro, poich\u00e9 esso ci induce a riconsiderare radicalmente i nostri pregiudizi eurocentrici, l\u2019illusione ottica secondo la quale l\u2019Occidente sarebbe sempre stato il motore delle vicende umane, mostrandoci che per un periodo lunghissimo prima dell\u2019et\u00e0 moderna \u201cla storia fu invece dell\u2019Asia, ed era l\u2019Asia il cuore della civilt\u00e0\u201d. Prenderne coscienza \u00e8 dunque oggi pi\u00f9 che mai necessario, di fronte alle trasformazioni globali in atto: \u201cChe lo si voglia o meno, la Via della Seta ha a che fare con le nostre radici e col nostro destino.\u201d<\/p>\n<p>Un cospicuo contributo ad approfondire ulteriormente tale confronto ci viene ora offerto dal volume Le Vie della Seta. Popoli, culture, paesaggi che esce ora da Einaudi (2019, pp. 479), con un ricco corredo iconografico, a cura di una specialista autorevole, Susan Whitfield, autrice di vari studi sulla materia, curatrice della collezione di manoscritti dell\u2019Asia centrale alla BritishLibrary, particolarmente esperta di testi di Dunhuang e di storia intellettuale dell\u2019epoca Tang.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 frutto del lavoro collettivo di un vasto team internazionale: pi\u00f9 di ottanta studiosi di varie provenienze \u2013 dal British Museum al Coll\u00e8ge de France, dall\u2019Universit\u00e0 Beida di Pechino alla Columbia, da Teheran a Vienna, da Bangkok a Kyoto, da Tbilisi a Oxford, solo per evocarne alcune \u2013 disegnano un quadro sfaccettato e multiforme che, dopo due parti iniziali dedicate alla mappatura e alla fotografia, si articola in sezioni incentrate, anzich\u00e9 su ripartizioni cronologiche o politiche, su diversi paesaggi: steppe, montagne e altipiani, deserti e oasi, fiumi e pianure, mari e cieli \u2013 e tale orientamento \u00e8 limpidamente e persuasivamente motivato dalla curatrice in relazione alla caratteristica cruciale degli orizzonti che vengono ad essere evocati, e che ne rappresenta la peculiarit\u00e0 costitutiva: \u201cNelle Vie della Seta \u00e8 centrale l\u2019interazione oltre i confini, siano essi cronologici, geografici, culturali, politici o immaginari\u201d.<\/p>\n<p>In rapporto ai suoi differenti ambienti, che trascendono tali limitazioni, si ricostruiscono cos\u00ec in pagine scrupolosamente documentate i percorsi delle merci, del denaro, delle tecniche produttive, delle conoscenze, le vie di diffusione delle religioni, dal buddhismo al cristianesimo nestoriano all\u2019islam, le circolazioni dei testi, le interazioni di influenze artistiche, di cui fornisce una delle attestazioni pi\u00f9 significative e famose la scultura antropomorfa che connota l\u2019iconografia buddhista, e che tramite il Gandhara si irradia dall\u2019India fino in Cina. Si pu\u00f2 davvero comprendere che cosa voglia dire Eurasia osservando le fattezze e i panneggi inequivocabilmente greci dei Buddha che essa rappresenta; e lo si pu\u00f2 del pari percepire ammirando il blu oltremare del manto di una nostra Madonna quattrocentesca, la cui intensit\u00e0 \u00e8 dovuta al lapislazzuli proveniente dall\u2019Indu Kush del quale gi\u00e0 Marco Polo, avendone visitato la miniera, celebrava l\u2019ineguagliabile splendore.<\/p>\n<p>Tra i vari argomenti presenti nel libro, trovano spazio aspetti poco noti o generalmente poco frequentati, dal sistema di controllo dell\u2019acqua nelle oasi alla pirateria e allo schiavismo nel Mar Cinese Meridionale, dai rapporti fra i monasteri buddhisti e l\u2019economia delle citt\u00e0 all\u2019interazione fra i popoli delle steppe e i cinesi, che risulta ben pi\u00f9 complessa di quanto si sia soliti immaginare. Nel suo insieme, questo volume plurale e pluralistico sin dal titolo si caratterizza significativamente nel contrapporre una molteplicit\u00e0 di punti di vista differenti all\u2019univocit\u00e0 e alla compattezza di una certa Grande Narrazione sinocentrica invalsa, in cui perpetuamente predomina l\u2019egemonia prestabilita di un gigantesco protagonista e tutti gli altri (le cosiddette \u201cminoranze\u201d) figurano da minuscoli comprimari. Considerata dagli scenari plurali dell\u2019Asia centrale, non solo tutta la vicenda delle Vie della Seta, ma la stessa storia della Cina si configura assai pi\u00f9 frastagliata e multiversa di quanto generalmente non appaia-<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">\u00a0AMINA CRISMA<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Libri e librerie<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41431","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41431"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41432,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41431\/revisions\/41432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}