{"id":41470,"date":"2019-12-16T18:11:55","date_gmt":"2019-12-16T17:11:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41470"},"modified":"2019-12-16T18:11:55","modified_gmt":"2019-12-16T17:11:55","slug":"hong-kong-la-cina-gli-istituti-confucio-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2019\/12\/hong-kong-la-cina-gli-istituti-confucio-e-noi\/","title":{"rendered":"Hong Kong, la Cina, gli Istituti Confucio e noi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>AMINA CRISMA<\/strong><\/p>\n<p><strong>da Sinosfere, www.sinosfere.com del 15 dicembre 2019<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con<strong> Inchiesta www.inchiestaonline.it<\/strong>)<\/p>\n<p><br class=\"ITWTqi_23IoOPmK3O6ErT\" \/><\/p>\n<div class=\"ms-OverflowSet-item item-64\"><\/div>\n<div class=\"ms-TooltipHost root-161\"><\/div>\n<div class=\"ms-OverflowSet-item item-64\"><\/div>\n<div>\n<div>\n<div dir=\"ltr\">\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-58522\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/amina-2.png\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"225\" \/><\/div>\n<div><em>Su Hong Kong, la Cina, gli Istituti Confucio e il ruolo degli intellettuali \u00e8 attualmente in corso un dibattito che \u00e8 stato di recente inaugurato dalla lettera aperta a Xi Jinping di Stefania Stafutti, dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, condirettrice del locale Istituto Confucio, pubblicata sul Corriere della Sera del 20 novembre, a cui hanno fatto seguito gli interventi di Attilio Andreini, docente dell\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari e condirettore dell\u2019Istituto Confucio di Venezia, uscito il 25 novembre sulla rivista Sinosfere,\u00a0 di Maurizio Scarpari, socio onorario dell\u2019Associazione Italiana Studi Cinesi e per molti anni docente di Lingua e Letteratura cinese all\u2019ateneo veneziano, su La Lettura de Il Corriere della Sera dell\u20198 dicembre, e altri contributi sono poi seguiti. <\/em><strong>Inchiesta<\/strong><em>, che da tempo nel suo Osservatorio Cina \u00e8 attenta a questi problemi, cercando di suscitare in proposito una riflessione condivisa con la presentazione di dossier e saggi (come, ad esempio, \u201cGli Istituti Confucio e la libert\u00e0 accademica\u201d, del settembre 2014), invita i lettori di <\/em>valorelavoro<em> a seguire la discussione sui siti\u00a0 <a id=\"LPlnk723148\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.corriere.it<\/a>\u00a0 e <a id=\"LPlnk181760\" href=\"http:\/\/www.sinosfere.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.sinosfere.com<\/a> , nell\u2019auspicio che su questi temi possa svilupparsi un confronto quanto pi\u00f9 possibile libero e franco che siamo disponibili a ospitare sulla nostra versione online\u00a0 <a id=\"LPNoLP839848\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.inchiestaonline.it<\/a> . Come stimolo in tale direzione, riproponiamo all\u2019attenzione il contributo di <strong>Amina Crisma, apparso su Sinosfere il 15 dicembre<\/strong>.\u00a0<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato fin qui davvero poco spazio sui nostri pubblici scenari, quotidianamente occupati dal chiasso assordante di spot elettoralistici freneticamente protesi all\u2019esito dell\u2019ultimo sondaggio, per dare l\u2019attenzione che meritano ai fatti di Hong Kong. Come si osservava criticamente in un recente dibattito a Bologna con Ilaria Maria Sala che ne \u00e8 partecipe testimone e cronista, diversamente da quanto accadeva trent\u2019anni fa per Tian\u2019anmen sembra che il sentimento generalmente diffuso nella nostra opinione pubblica (giovani inclusi) non sia una qualche seppur minima empatia per gli studenti che chiedono autonomia da Pechino e suffragio universale, ma sia invece una\u00a0 sorda indifferenza, con diverse gradazioni: si va del cinico disincanto, ispirato dall\u2019opaca idea che libert\u00e0 sia una parola vuota e inutile, al dichiarato fastidio. La preoccupazione dominante sembra essere di tipo prettamente economicistico, che si pu\u00f2 riassumere nella domanda \u201cquanto nuocciono i disordini causati dal movimento all\u2019economia globale?\u201d, e non di rado emerge una ostentata e incondizionata adesione alle ragioni del pi\u00f9 forte, sintetizzabile nell\u2019assunto \u201cil governo di Pechino sapr\u00e0 da par suo riportare l\u2019ordine\u201d. Perfino in ambienti tradizionalmente sensibili a istanze democratiche, succede non di rado di registrare la convinzione che il movimento di Hong Kong sia latore non tanto di esigenze universali e universalistiche, quanto piuttosto di rivendicazioni particolaristiche di speciali privilegi locali.<br \/>\nTutta questa omologazione cos\u00ec evidentemente conforme a una sorta di pensiero unico predominante, di senso comune (cosa da non confondere assolutamente con il buon senso, come a suo tempo ben rammentava Alessandro Manzoni) che si presume talmente ovvio e scontato da non dover neppure darsi la pena di giustificarsi e dimostrarsi in qualche modo, oltre a essere un ulteriore sintomo, se ce ne fosse bisogno, della crisi strutturale che attraversa da noi l\u2019idea stessa di democrazia, credo sia indizio di fenomeni globali ancor pi\u00f9 vasti e profondi, che ci riguardano tutti da vicino. \u00c8 il caso di chiederci se non ci troviamo oggi di fronte all\u2019avvento di una prospettiva \u2013 una prospettiva \u201cconfuciana\u201d, come la definiva Max Weber in profetiche pagine riproposte significativamente all\u2019attenzione nei suoi ultimi interventi da un compianto maestro quale Paolo Prodi \u2013 che fa dell\u2019adattamento al mondo il solo principio ispiratore a cui ogni soggetto debba integralmente conformarsi, in una totale adesione alla realt\u00e0 data che annulla ogni altra e diversa istanza, e che annullando l\u2019individuo cancella ogni istanza di mutamento e di trasformazione. In questo senso, oggi pi\u00f9 che mai pregnanti ci appaiono i densi interrogativi che Paolo Prodi ci ha consegnato ne <em>Il tramonto della rivoluzione <\/em>(2015, 87):<\/p>\n<p>\u201cSi afferma l\u2019etica confuciana dell\u2019identificazione dell\u2019ordine morale con l\u2019ordine politico e con l\u2019ordine cosmico (\u2026). La Cina non soltanto \u00e8 vicina, non soltanto \u00e8 una potenza che ci sovrasta sul piano economico e geopolitico, ma sta entrando dentro di noi insieme alle nuove tecnologie. Una nuova religione economico-politica per la civilt\u00e0 del capitalismo finanziario e dei consumi? Sono fermamente convinto che ci troviamo di fronte a una svolta antropologica.\u201d<\/p>\n<p>Bench\u00e9 il confucianesimo non sia, a mio avviso, nella sua multiforme complessit\u00e0 riconducibile a tale dimensione di monolitico dispotismo, e anzi altre e ben diverse istanze siano presenti in quella grande tradizione, come cercher\u00f2 di mostrare nelle riflessioni che seguono, \u00e8 peraltro indubbio che sia una diffusa tendenza odierna nella RPC quella di avvalorarne una versione dichiaratamente autoritaria, e di farne, per dir cos\u00ec, una penetrante merce di esportazione. Sono insomma convinta che quanto oggi avviene a Hong Kong \u2013 e quanto in rapporto a Hong Kong\u00a0<em><strong>non avviene <\/strong><\/em>oggi da noi\u00a0\u2013 abbia molto a che fare con lo scenario potenzialmente totalizzante sopra evocato. Tutto ci\u00f2 ci segnala la crescente efficacia egemonica, nella generale distrazione, di una Grande Narrazione che non ammette n\u00e9 dissidenze n\u00e9 contestazioni. Ne \u00e8 un sintomo clamoroso (e non certo unico) il caso recente della protesta dell\u2019ambasciatore cinese in Italia per l\u2019audizione in videoconferenza al nostro Parlamento del leader di Hong Kong Joshua Wong: un episodio che non sembra aver suscitato reazioni significative da parte di una pubblica opinione il cui torpore su questi temi si \u00e8 ancora una volta riconfermato. Analogamente, uno scarsissimo seguito ha avuto nel nostro Paese (le adesioni si contano sulle dita di una mano) l\u2019<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/appello-a-favore-di-xu-zhangrun-delluniversita-cinese-tsinghua\/\">appello<\/a> promosso nel mondo accademico internazionale da Jean Philippe Beja e altri noti sinologi in favore del Professor Xu Zhangrun, illustre giurista di fama mondiale, sospeso dall\u2019insegnamento all\u2019Universit\u00e0 Tsinghua in seguito alla sue critiche al mandato senza limiti che Xi Jinping si \u00e8 attribuito. Cos\u00ec come una sostanziale <em>pubblica distrazione <\/em>ha accolto la <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/politica\/la-panacea-cinese-una-risposta-al-sottosegretario-geraci-perche-e-pericoloso-prendere-la-cina-come-modello-di-gestione-dei-flussi-migratori\/\">\u201cRisposta al sottosegretario Geraci\u201d<\/a> che ha avuto per primo firmatario Ivan Franceschini (Australian Centre on Asia in the World, University of Canberra) sottoscritta da una ventina di sinologi italiani attivi nelle universit\u00e0 di varie parti del mondo, che sottolineava la pericolosit\u00e0 di considerare un valido modello la gestione cinese dei flussi migratori\u00a0\u2013 e non diversa sorte ha avuto la protesta diffusa sui giornali di mezzo mondo del presidente dell\u2019Associazione Europea Studi Cinesi (EACS) in occasione del clamoroso caso di censura verificatosi nel settembre 2014 al convegno di Braga, in cui la direttrice dello Hanban (organismo da cui tutti gli Istituti Confucio dipendono) aveva provveduto a depurare i materiali in distribuzione ai convegnisti di tutti i temi a suo avviso sgraditi al governo cinese\u00a0 \u2013 e gli\u00a0 esempi di questo genere si potrebbero moltiplicare .<br \/>\nFinalmente in questi giorni alcuni interventi di sinologi autorevoli giungono a scuotere il clima greve di torpida indifferenza che sin qui intorno a tali questioni \u00e8 parso largamente prevalere. Ha rotto il ghiaccio su Hong Kong Stefania Stafutti, dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, condirettrice del locale Istituto Confucio, con un\u2019accorata <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/19_novembre_20\/appello-docente-xi-jinping-incontri-studenti-hong-kong-466f6342-0bad-11ea-a21c-9507e0a03cd5.shtml\">lettera aperta<\/a> al presidente cinese Xi Jinping pubblicata sul <em>Corriere della Sera\u00a0<\/em>il 20 novembre, in cui senza alcun tono polemico, e anzi precisamente in nome del proprio amore per la Cina, lo invita caldamente ad aprire il dialogo con i manifestanti. Rivendicando un atteggiamento scevro di pregiudizi ideologici, volto \u201ca comprendere prima di giudicare\u201d, ella rammenta altres\u00ec che ci\u00f2 \u201cnon vuol dire essere sempre d\u2019accordo e non vuole dire rinunciare ai propri valori, primo fra tutti la democrazia e il diritto di esprimere le proprie idee\u201d.<br \/>\nA tale intervento ha fatto seguito un denso articolo di Attilio Andreini, dell\u2019Universit\u00e0 di Venezia, condirettore del locale Istituto Confucio, uscito il 25 novembre su <em>Sinosfere<\/em>, dal titolo <a href=\"http:\/\/sinosfere.com\/2019\/11\/25\/attilio-andreini-ecco-perche-e-fondamentale-parlare\/\">\u201cEcco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale parlare. La questione di Hong Kong e il ruolo dei sinologi\u201d<\/a>, che nella lettera di Stefania ravvisa, oltre all\u2019appello alle autorit\u00e0 cinesi, un\u2019implicita esortazione rivolta a tutti gli studiosi e a tutti gli intellettuali a non dimenticare la propria ineludibile responsabilit\u00e0 morale, il proprio dovere politico, il proprio ruolo civile. \u00c8 una riflessione che affronta nitidamente ed esplicitamente la questione fondamentale che sta alla base del problema, e che concerne non solo gli specialisti degli studi sulla Cina, ma l\u2019intero mondo accademico nel suo insieme; credo valga la pena di citarla per esteso, quanto meno nei passi salienti:<\/p>\n<p>\u201cPi\u00f9 ancora che un accorato appello a promuovere il dialogo tra il Presidente Xi Jinping e gli studenti di Hong Kong, l\u2019intervento di Stafutti mi \u00e8 parso un invito a uscire allo scoperto e ad affrontare di petto le questioni scottanti, affinch\u00e9 ad affermarsi non sia un\u2019unica ed esclusiva narrazione di ci\u00f2 che sta accadendo (\u2026) A distanza di qualche giorno dalla sua pubblicazione la lettera di Stafutti pare non abbia sollevato alcun tipo di reazione pubblica. Ci\u00f2 significa che prevale, almeno nel contesto accademico italiano, la volont\u00e0 di evitare la trattazione di temi di attualit\u00e0 politica (\u2026) \u00a0Da ci\u00f2 deriva una seconda riflessione, che investe direttamente il mio ruolo di professore, di docente: a quale narrazione storica verr\u00e0 consegnato l\u2019oggi se mancheranno voci, parole, immagini capaci di rappresentarlo in tutta la sua complessit\u00e0? Come potr\u00e0 mai imprimersi una traccia interpretativa da trasmettere ai posteri se io per primo, che sono chiamato a professare, taccio? (\u2026)\u201d<\/p>\n<p>L\u2019articolo di Andreini, che si richiama fra l\u2019altro al grande impegno etico e politico a costruire un mondo umano e giusto proprio delle antiche fonti confuciane, si conclude con una energica esortazione:<\/p>\n<p>\u201cRendiamo dura la vita ai censori del futuro, a quelli che vorranno cancellare, espungere, purgare, \u201csbianchettare\u201d quei nei che disturbano la narrazione piatta e omologata dei fatti. Ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale parlare. Anche di ci\u00f2 che sta accadendo a Hong Kong\u201d.<\/p>\n<p>Al vibrante appello di Attilio Andreini \u00e8 seguito l\u20198 dicembre su <em>La Lettura\u00a0<\/em>un articolo di Maurizio Scarpari, che \u00e8 stato a lungo professore di Lingua cinese classica dell\u2019Universit\u00e0 di Venezia e socio onorario della Associazione Italiana Studi Cinesi, dal titolo dichiaratamente provocatorio e senz\u2019altro destinato a suscitare vivaci polemiche: \u201cFuori gli Istituti Confucio dalle universit\u00e0 italiane\u201d. Il ruolo degli Istituti \u00e8 un tema che egli ha da tempo sollevato: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/scuola-e-universita\/maurizio-scarpari-soft-power-in-salsa-agrodolce-confucianesimo-istituti-confucio-e-liberta-accademica\/\">\u201cSoft power in salsa agrodolce: Confucianesimo, Istituti Confucio e libert\u00e0 accademica\u201d<\/a> si intitolava un suo pezzo uscito su <em>Inchiesta<\/em>\u00a0il 29 settembre 2014. Nel suo \u00a0intervento egli si fa fautore di una chiara e inequivoca definizione di ambiti fra Istituti Confucio e atenei: a suo avviso, \u201cne guadagnerebbe l\u2019immagine stessa della Cina, la cui capacit\u00e0 di attrazione, al netto di finanziamenti e benefit con cui sta inondando il mondo, \u00e8 ben lungi dall\u2019essersi affermata, qui da noi come nella maggior parte dei Paesi occidentali\u201d. L\u2019esigenza di cui egli si fa latore mi sembra in sostanza riconducibile all\u2019antichissima istanza confuciana di \u201crettificazione dei nomi\u201d: se il pressoch\u00e9 totale silenzio su Hong Kong va ascritto al condizionamento esercitato dai centri culturali legati al governo di Pechino sulla libert\u00e0 accademica e di ricerca e sulla politica nel nostro Paese, egli argomenta, occorre che si giunga a una chiara riformulazione del ruolo degli Istituti Confucio rispetto alle nostre universit\u00e0, senza sovrapposizioni ambigue di compiti e di giurisdizioni, riportandoli allo status degli altri istituti culturali, e sviluppando attivit\u00e0 congiunte \u201cnel pieno rispetto delle competenze e delle autonomie di entrambi\u201d:<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 giunta l\u2019ora di liberarsi di paure e condizionamenti nei confronti sia delle istituzioni cinesi sia delle autorit\u00e0 accademiche di entrambi i Paesi, per consentire finalmente alla sinologia dei nostri atenei di assumere un ruolo attivo nella definizione delle politiche che vedranno sempre pi\u00f9 impegnato il governo, visto che la Cina \u00e8 un interlocutore imprescindibile\u201d.<\/p>\n<p>Penso sia opportuno che una pubblica discussione quanto pi\u00f9 possibile ampia e libera raccolga le sollecitazioni a una riflessione plurale e condivisa non solo sul ruolo degli Istituti Confucio, ma anche, pi\u00f9 in generale, sul rapporto con la Cina (e come redazione di <em>Inchiesta\u00a0<\/em>da tempo siamo impegnati in questo senso nel nostro Osservatorio Cina, ospitando saggi e dibattiti a pi\u00f9 voci, da <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/amina-crisma-maurizio-scarpari-guido-samarani-davide-cucino-passato-e-presente-nella-cina-doggi\/\">\u201cPassato e presente nella Cina d\u2019oggi\u201d<\/a> a \u201cRitorno a Confucio\u201d al pi\u00f9 recente dossier sulla Nuova Via della Seta).\u00a0 Si tratta di una questione vitale che ci riguarda tutti, e che per essere affrontata nella sua complessit\u00e0 richiede l\u2019esercizio di quel <em>parlare aperto\u00a0<\/em>(la\u00a0<i>parresia\u00a0<\/i>rievocata da Michel Foucault) che le grandi tradizioni antiche, sia cinesi sia greche, ci additano. \u201c\u00c8 nel rappresentare la Storia che si partecipa al suo divenire; parlare, pronunciarsi, \u00e8 gi\u00e0 \u201cfare\u201d, ci ricorda Attilio Andreini richiamandosi al magistero di Confucio, e questo parlare e pronunciarsi oggi pi\u00f9 che mai chiama in causa le nostre responsabilit\u00e0.<br \/>\nDi contro a una Grande Narrazione monolitica, univoca e compatta, credo sia oggi pi\u00f9 che mai necessario restituire visibilit\u00e0 alla irriducibile pluralit\u00e0 delle posizioni e delle voci, e riscoprire e praticare quel <em>dovere di rimostranza nei confronti del potere sovrano\u00a0<\/em>che, diversamente da quanto vogliono gli stereotipi intorno a una presunta Sinit\u00e0 Perenne e immarcescibile, ha sempre fertilmente percorso e animato, fin dall\u2019antichit\u00e0 remota, le tradizioni cinesi. \u201cPensare \u00e8 operare distinzioni\u201d sosteneva un grande maestro confuciano del III secolo a.C., Xunzi, e il grande pensiero antico non ha mai tradotto in una melassa indistinta quella nozione di \u201carmonia\u201d che oggi cos\u00ec facilmente si tende a utilizzare in chiave di slogan autoritario. \u201cArmonia\u201d, per dirla nei termini del fra Cristoforo di manzoniana memoria, \u00e8 l\u2019ideale di un mondo dove non vi siano \u201cn\u00e9 bastonati n\u00e9 bastonatori\u201d: un\u2019aspirazione che non si pu\u00f2 certo confondere con il negare o occultare la fondamentale distinzione fra gli uni e gli altri.<\/p>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><strong>Amina CRISMA<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">da <strong>Sinosfere www.sinosfere.com del 15 dicembre 2019<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\">in collaborazione con <strong>www.inchiestaonline.it<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA da Sinosfere, www.sinosfere.com del 15 dicembre 2019 (in collaborazione con Inchiesta www.inchiestaonline.it)<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41470","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41470","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41470"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41471,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41470\/revisions\/41471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}