{"id":41573,"date":"2020-08-07T19:03:13","date_gmt":"2020-08-07T17:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41573"},"modified":"2020-11-21T17:09:18","modified_gmt":"2020-11-21T16:09:18","slug":"le-bombe-non-necessarie-su-hiroshima-e-nagasaki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2020\/08\/le-bombe-non-necessarie-su-hiroshima-e-nagasaki\/","title":{"rendered":"Le bombe non necessarie su Hiroshima e Nagasaki"},"content":{"rendered":"<p>di VITTORIO CAPECCHI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/guardare-indietro-per-guardare-avanti\/\">Guardare indietro per guardare avanti<\/a> \u00bb <strong>Vittorio Capecchi: Le bombe su Hiroshima e Nagasaki non erano necessarie per la resa del Giappone<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-59717\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Vittorio Capecchi: Le bombe su Hiroshima e Nagasaki non erano necessarie per la resa del Giappone\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/guerre-torture-attentati\/vittorio-capecchi-le-bombe-su-hiroshima-e-nagasaki-non-erano-necessarie-per-la-resa-del-giappone-2\/\" rel=\"bookmark\">Vittorio Capecchi: Le bombe su Hiroshima e Nagasaki non erano necessarie per la resa del Giappone<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Vittorio Capecchi\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/vittorio-capecchi\/\" rel=\"author\">Vittorio Capecchi<\/a> | 6 Agosto 2020 | <a title=\"Comments for Vittorio Capecchi: Le bombe su Hiroshima e Nagasaki non erano necessarie per la resa del Giappone\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/guerre-torture-attentati\/vittorio-capecchi-le-bombe-su-hiroshima-e-nagasaki-non-erano-necessarie-per-la-resa-del-giappone-2\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\"><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-59706\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/bomba-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per ricordare le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945)\u00a0 ripubblico l\u2019articolo scritto su <em><strong>il Manifesto<\/strong><\/em>\u00a0\u00a0 il 4 agosto 2005 e ne racconto la storia. Questa storia inizia nel 2004 nella biblioteca del MIT a Boston dove stavo con Adele a casa di Charles Sabel. Nella biblioteca del MIT consultavo la rivista <em>Technology Review <\/em>sulla quale Gar Alperowitz aveva scritto sulla responsabilit\u00e0 di chi aveva deciso di sgangiare le due bombe atomico spezzando la favoletta, allora corrent,\u00a0 che erano state gettate per far terminare la guerra sei mesi prima . Gar Alperowitz ha successivamente pubblicato il libro <em>The Decision to Use the Atomic Bomb<\/em> (Alfred Knops, 1995) ma in quel suo primo articolo sulla rivista del MIT c\u2019erano tutte le informazioni per poter scrivere l\u2019articolo su Il Manifesto del 2005.<\/p>\n<p><strong>La storia di questo articolo prosegue. <\/strong>Un giovane Gian Luca Valentini che legge<em> il Manifesto <\/em>nota il mio articolo e decide di interpellare tutti i critici della politica statunitense sulla decisione di gettare le due bombe su Hiroshima e Nagasaki e mi chiede l\u2019autorizzaxione a interpellarli. Incredibilmente, a\u00a0 Gian Luca rispondono Gar Alperowitz, Tsuyoski Hasegava, Doug Long, Ranier Karlsch, Alda Nannini\u00a0 (docente di Lingua e linguistica italiana in Giappone &#8211; nello specifico professore ordinario presso l&#8217;Istituto Universitario Musicale di Kunitachi dal 1991)\u00a0\u00a0rispondono ed esce\u00a0 cosi a cura mia e di Gian Luca,\u00a0 il numero 162 di <strong>\u201cInchiesta\u201d ottobre-dicembre 2008<\/strong> sulle bombe di Hiroshima e Nagasaki che \u00e8 un numero prezioso per documentare le responsabilit\u00e0 del governo di Truman nel gettare due bombe atomiche su un nemico giapponese\u00a0 che si era arreso.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 questa storia viene raccontata oggi ? <\/strong>Perch\u00e8 <strong>ieri sera<\/strong> nel programma diretto da Andrea Purgatori\u00a0<strong> Atlantide<\/strong> della rete 7 \u00e8 stato proiettato il documentario<strong> Hiroshima . The Real History<\/strong> (UK 2015) in cui nonostate il promettente titolo (<strong>The Real History<\/strong>) si attribuiscono tutte le responsabilit\u00e0 al governo giapponese e si considera verit\u00e0 l\u2019affermazione di\u00a0 Truman del 15 dicembre 1945: \u00ab<strong>A me sembrava che un quarto di milione dei nostri giovani uomini nel fiore degli anni valesse un paio di citt\u00e0 giapponesi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>1. Vittorio Capecchi: \u201cLa lunghissima estate del \u201945\u201d\u00a0 su Il Manifesto del 4 agosto 2005<\/strong><\/p>\n<p><strong>La bomba ha 60 anni Lo sterminio delle donne e degli uomini di Hiroshima e Nagasaki non \u00e8 stato un modo per finire subito la guerra contro un nemico ormai vinto e in cerca di resa ma un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 rimasto impunito che anticipa la politica di George Bush<\/strong><\/p>\n<p>Da sessanta anni, ad ogni anniversario dello sterminio delle donne e degli uomini di Hiroshima e Nagasaki, la domanda a cui si tenta di rispondere \u00e8: \u00abperch\u00e9?\u00bb. Oggi, grazie all\u2019ampia documentazione a disposizione, a questa domanda si pu\u00f2 rispondere senza particolari incertezze. Ma non solo. La domanda, da generico sgomento di fronte all\u2019orrore che quell\u2019avvenimento continua a suscitare, pu\u00f2 essere meglio formulata e articolata: perch\u00e9 il presidente americano Truman autorizz\u00f2 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 dopo che il Giappone si era arreso? E come \u00e8 stato possibile che questo crimine contro l\u2019umanit\u00e0 sia rimasto impunito?<\/p>\n<p><strong>La bomba: inutile per la resa del Giappone<\/strong><\/p>\n<p>La sequenza degli eventi puo essere ricostruita nel dettaglio. La Germania ha firmato la resa l\u20198 maggio 1945 e anche il Giappone \u00e8 ormai pronto ad arrendersi: non ha pi\u00f9 un apparato militare offensivo con \u00abmilioni di persone senza casa e le citt\u00e0 distrutte nella percentuale del 25-50%\u00bb (dichiarazione dell\u20198 luglio 1945 dell\u2019Us-British Intelligence Committee). Ci\u00f2 che accade nel mese di luglio \u00e8 particolarmente importante: \u00e8 una storia in cui si intrecciano i rapporti tra Usa e Urss per il controllo del Sud Est asiatico, la volont\u00e0 degli scienziati di sperimentare la bomba atomica, la decisione di sterminio di un presidente americano, il destino della popolazione inerme di due citt\u00e0 giapponesi.<\/p>\n<p>Documenti, a lungo rimasti segreti e censurati, mostrano che la resa del Giappone avviene il 12 luglio quando l\u2019imperatore giapponese, attraverso il suo primo ministro Togo, invia un telegramma all\u2019ambasciatore Sato a Mosca in cui chiede alla Russia (che non ha ancora formalmente dichiarato guerra al Giappone) di fare da intermediaria per trattare la resa. L\u2019imperatore \u00e8 per una resa incondizionata e chiede solo che questa non comporti la sua destituzione per salvaguardare la \u00absacralit\u00e0\u00bb della sua figura (condizione, del resto, che verr\u00e0 accettata dal governo americano, ma solo dopo aver sperimentato le due bombe atomiche). Truman \u00e8 a conoscenza della resa dell\u2019imperatore, come risulta dal suo diario autografo (reso pubblico dopo gli anni `70) in cui scrive il 18 luglio: \u00abStalin aveva messo a conoscenza il Primo Ministro del telegramma dell\u2019imperatore giapponese che chiedeva la pace. Stalin mi disse inoltre cosa aveva risposto. Era fiducioso. Credeva che il Giappone si sarebbe arreso prima dell\u2019intervento russo\u00bb. Da notare che sempre nello stesso diario Truman aveva annotato il giorno prima che \u00abStalin dichiarer\u00e0 guerra al Giappone il 15 agosto. Quando avverr\u00e0, sar\u00e0 la fine per i giapponesi\u00bb.<\/p>\n<p>Il 16 luglio, intanto, era stato fatto il primo test della bomba atomica nel New Mexico e Truman era stato ufficiamente informato che il risultato del test era positivo: la bomba era pronta e poteva essere sganciata sul Giappone. La fine della guerra e la resa del Giappone sono previste entro poche settimane (tra il 18 luglio e il 15 agosto). Ciononostante, la decisione di Truman \u00e8 quella di usare la bomba, distruggere due intere citt\u00e0 giapponesi e condannare ad una morte atroce uomini donne, bambini inermi. Ancora una volta la domanda \u00e8: perch\u00e9?<\/p>\n<p><strong>La bomba: per dominare il dopoguerra<\/strong><\/p>\n<p>La risposta oggi convergente da tutte le fonti \u00e8 che ci\u00f2 ha influenzato la decisione di Truman non era un temuto prolungamento della guerra (ormai di fatto terminata) ma il dopoguerra: se l\u2019Urss avesse dichiarato formalmente la guerra al Giappone il 15 agosto, le sue armate avrebbero potuto entrare prima di quelle americane nel Giappone arreso ed in ogni caso, nel dopoguerra, gli Stati uniti avrebbero dovuto spartire con l\u2019Urss la loro sfera di influenza nel Sud Est asiatico. Si tratta di una ipotesi confermata da una osservazione di Winston Churchill, il 23 luglio 1945: \u00abE\u2019 chiarissimo che al momento gli Stati uniti non desiderano la partecipazione russa alla guerra con il Giappone\u00bb. Nella stessa direzione vanno altre testimonianze. Nel diario di James V. Forrestal (ministro della marina Usa) si pu\u00f2 leggere che \u00abil segretario di stato Byrnes aveva una gran fretta di concludere la questione giapponese prima che i russi entrassero in gioco\u00bb. Il fisico Leo Szilard (che firm\u00f2 il 7 luglio del 1945 la prima petizione contro l\u2019utilizzo della bomba atomica) nel 1948 ha scritto: \u00abMr. Byrnes non argoment\u00f2 che l\u2019uso della bomba atomica contro le citt\u00e0 del Giappone fosse necessario per vincere la guerra. Egli sapeva, come anche tutto il resto del governo, che il Giappone era battuto sul campo. Per\u00f2 Byrnes era molto preoccupato per la crescente influenza della Russia in Europa\u00bb. Anche Albert Einstein (New York Times, 14 agosto 1946) afferm\u00f2 che nella decisione di gettare le due bome atomiche la causa principale era stato \u00abil desiderio di metter fine con ogni mezzo alla guerra nel Pacifico prima della partecipazione della Russia. Io sono certo che se ci fosse stato il presidente Roosevelt questo non sarebbe accaduto. Egli avrebbe proibito un\u2019azione del genere\u00bb. Sembrerebbe, dunque, che ci troviamo di fronte ad un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 come \u00abmisura preventiva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La bomba: chi era contro e chi a favore<\/strong><\/p>\n<p>Contro l\u2019uso dell\u2019atomica si dichiararono le massime autorit\u00e0 militari. Dice il generale Dwight D. Eisenhower: \u00abEro convinto che il Giappone fosse gi\u00e0 sconfitto e che il lancio della bomba fosse del tutto inutile\u2026 In quel momento il Giappone stava cercando un modo per arrendersi il pi\u00f9 dignitosamente possibile. Non era necessario colpirli con quella cosa spaventosa\u00bb. E dello stesso tipo sono le dichiarazioni dell\u2019ammiraglio William Leahy, capo di stato maggiore: \u00abI Giapponesi erano gi\u00e0 sconfitti e pronti alla resa. L\u2019uso di questa arma barbara contro Hiroshima e Nagasaki non ci fu di nessun aiuto nella nostra guerra contro il Giappone. Nell\u2019usarla per primi adottammo una norma etica simile a quella dei barbari nel medioevo. Non mi fu mai insegnato a fare la guerra in questo modo, e non si possono vincere le guerre sterminando donne e bambini\u00bb. Leahy individua anche il gruppo che \u00e8 stato pi\u00f9 a favore: \u00abGli scienziati ed altri volevano sperimentarla, date le enormi somme di denaro che erano state spese nel progetto: due miliardi di dollari\u00bb. Quindi, a parte il limitato gruppo dei fisici che era sulle posizione di Szilard e Einstein, c\u2019\u00e8 un gruppo consistente di attori legati al costosissimo progetto Manhattan che desidera \u00abrendere produttivo l\u2019investimento\u00bb.<\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec al 25 luglio, quando il Comitato presieduto da Truman e Byrnes (con anche la presenza del rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Harward James Conant, invitato al Comitato \u00aba nome della societ\u00e0 civile\u00bb, che vergognosamente appoggia lo sterminio) ordina al generale Caarl Spatz dell\u2019Air Force la \u00abmissione atomica\u00bb su quattro possibili obiettivi (Hiroshima, Kokura, Niigata e Nagasaki) indicando una data provvisoria (il 3 agosto).<\/p>\n<p>La prima bomba atomica scender\u00e0 sul centro di Hiroshima il 6 agosto alle ore 8,15 del mattino quando le scolaresche vanno a scuola e le donne e gli uomini al lavoro; la seconda scender\u00e0 il 9 agosto alle 11,02 nel quartiere pi\u00f9 povero (prevalentemente cattolico) di Nagasaki (tra le due bombe arriva, ormai ininfluente, la dichiarazione di guerra della Russia al Giappone).<\/p>\n<p>Per documentare l\u2019entusiasmo che l\u2019annuncio di questo crimine contro l\u2019umanit\u00e0 riceve negli Stati uniti si pu\u00f2 ricordare la testimonianza del fisico Sam Cohen sulla sera del 6 agosto 1945: \u00abQuella sera, Oppenheimer non pass\u00f2 dall\u2019ingresso laterale, fece piuttosto una entrata trionfale come Napoleone al ritorno di una grande vittoria. Mentre entrava, tutti \u2013 a eccezione forse di una o due persone \u2013 si alzarono in piedi applaudendo e battendo i piedi; erano veramente orgogliosi che ci\u00f2 che avevano costruito avesse funzionato ed erano orgogliosi di se stessi e di Oppenheimer\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La bomba: come fu mistificata<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019euforia, Truman si rende conto che non pu\u00f2 rivelare al mondo che ha ordinato un crimine contro civili senza che ve ne fosse bisogno per finire la guerra. Due sono le strategie utilizzate: la menzogna e la censura. La prima menzogna (quella con le gambe corte) \u00e8 detta da Truman alla radio il 9 agosto quando afferma che \u00abla prima bomba atomica \u00e8 stata sganciata su Hiroshima, una base militare\u00bb. La seconda menzogna (quella con le gambe lunghe) serve a nascondere che il Giappone aveva gi\u00e0 dichiarato la resa: la bomba \u00e8 \u00abgiustificata\u00bb dal numero di morti americani evitato. Come afferm\u00f2 Truman il 15 dicembre 1945: \u00abA me sembrava che un quarto di milione dei nostri giovani uomini nel fiore degli anni valesse un paio di citt\u00e0 giapponesi\u00bb.<\/p>\n<p>Viene poi fatta scattare una durissima censura sia negli Stati uniti che in Giappone. Ad Eisenhower viene inviato il 2 aprile 1946 un memorandum in cui si ordina: \u00abDa nessuno dei documenti destinati alla pubblicazione deve risultare che la bomba atomica fu lanciata su un popolo che aveva gi\u00e0 cercato la pace\u00bb e nel 1946 venne approvato l\u2019Atto dell\u2019energia atomica che prevedeva l\u2019ergastolo e la pena di morte per chi divulgasse \u00abdocumenti protetti da segreto con lo scopo di danneggiare gli Stati uniti\u00bb. In Giappone il silenzio stampa e la censura di qualunque commento critico all\u2019uso dell\u2019atomica furono ferrei fino al 1949.<\/p>\n<p>Le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki non hanno segnato, dunque, la fine della seconda guerra mondiale ma l\u2019inizio di una nuova era. Quella che usa lo sterminio come misura preventiva, separa l\u2019economia e la politica dall\u2019etica, difende la \u00abneutralit\u00e0\u00bb della ricerca scientifica, legittima la menzogna e l\u2019impunit\u00e0 per chi ha il potere. Il neoliberismo alla Bush \u00e8 stato anticipato sessanta anni fa da Harry Truman.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/editoriali\/vittorio-capecchi-hiroshima-e-nagasaki-anticipano-il-neoliberismo\/attachment\/hiroshima-e-nagasaki\/\" rel=\"attachment wp-att-31115\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31115\" title=\"Hiroshima e Nagasaki\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Hiroshima-e-Nagasaki.jpg\" alt=\"\" width=\"586\" height=\"439\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>2. La copertina del numero di \u201cInchiesta del 2008<\/strong><\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\">Il disegno della copertina \u00e8 stato fatto da <strong>Ginevra Angiuli (Ginny), <\/strong>oggi assistente ai costumi di importanti serie televisive come <strong>I Medici, <\/strong>alla quale invio i miei auguri pi\u00f9 affettuosi.<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-59718\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/inchiesta-162-2008-1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"600\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\">\u00a0VITTORIO CAPECCHI<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VITTORIO CAPECCHI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Guardare indietro per<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[105,16,1],"tags":[],"class_list":["post-41573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","category-news","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41573"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41599,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41573\/revisions\/41599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}