{"id":41593,"date":"2020-10-30T18:45:54","date_gmt":"2020-10-30T17:45:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41593"},"modified":"2020-11-14T18:11:48","modified_gmt":"2020-11-14T17:11:48","slug":"le-donne-di-angela-pascucci-nel-pianeta-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2020\/10\/le-donne-di-angela-pascucci-nel-pianeta-cina\/","title":{"rendered":"Le donne di Angela Pascucci nel pianeta Cina"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/donne-lavoro-femminismi\/\">Donne, lavoro, femminismi<\/a> \u00bb <strong>Sabrina Ardizzoni: Le donne di Angela Pascucci nel Pianeta Cina<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-59977\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Sabrina Ardizzoni: Le donne di Angela Pascucci nel Pianeta Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/sabrina-ardizzoni-le-donne-di-angela-pascucci-nel-pianeta-cina\/\" rel=\"bookmark\">Sabrina Ardizzoni: Le donne di Angela Pascucci nel Pianeta Cina<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Sabrina Ardizzoni\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/sabrina-ardizzoni\/\" rel=\"author\">Sabrina Ardizzoni<\/a> | 24 Ottobre 2020 | <a title=\"Comments for Sabrina Ardizzoni: Le donne di Angela Pascucci nel Pianeta Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/sabrina-ardizzoni-le-donne-di-angela-pascucci-nel-pianeta-cina\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-59978\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Angela.jpg\" alt=\"\" width=\"684\" height=\"434\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Contributo alla giornata di dialogo sul \u201cPianeta Cina\u201d del 10 ottobre 2020 a Bologna promosso da Il Manifesto in Rete e la Fondazione Claudio Sabattini<\/em><\/p>\n<p>\u00b0<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 un grande punto interrogativo. Cos\u00ec Claudia Pozzana (La poesia pensante, Quodlibet, 2010) ha sempre invitato a guardare alla Cina non come a un mondo monolitico di facile comprensione, ma come a una realt\u00e0 problematica dalle mille potenzialit\u00e0 e criticit\u00e0. Una visione poetica, la sua, in dialogo con il collega poeta Yang Lian (Dove si ferma il mare, Damocle Edizioni, 2016; Origine, Jaca Book, 2020), oggi molto noto e tradotto anche in Italia, un ponte pluriennale di alto livello tra i nostri paesi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec oggi ci siamo trovati a parlare di Cina a partire dal lavoro di Angela Pascucci, giornalista del Manifesto venuta prematuramente a mancare nel 2018, che in due libri ci ha offerto non solo uno spaccato polifonico di voci cinesi, ma anche un\u2019occasione per ragionare sulla metodologia del nostro lavoro di ricerca sulla Cina. Talkin\u2019 China, pubblicato dalla ManifestoLibri nel 2008, e Potere e societ\u00e0 in Cina, sono il frutto di un lungo lavoro di ricerca sul campo effettuato dalla giornalista de Il Manifesto \u2013 insieme a Gaia Perini, oggi presente a questa giornata di riflessione \u2013 durante il decennio di presidenza di Hu Jintao (1942- ), con primo ministro Wen Jiabao (1942- ), dal 2003 al 2013, anno in cui \u00e8 uscito Potere e societ\u00e0 per le Edizioni dell\u2019Asino.<\/p>\n<p>Il mio intervento qui parte dalle donne che Angela Pascucci ha raccontato, o che, meglio, hanno raccontato la sua Cina. Perch\u00e9 nel metodo di Angela, da cui noi molto abbiamo imparato, le persone intervistate non sono solo \u201coggetto\u201d di studio, ma soggetti creativi della loro stessa narrazione. L\u2019osservatore qui \u00e8 il tramite attraverso il quale si colora la tela dei colori tracciati dai protagonisti della narrazione.<\/p>\n<p>Guardare alle donne cinesi significa avere una lente di osservazione privilegiata sulla societ\u00e0. La rappresentazione delle donne fornisce un focus sulla societ\u00e0 \u201cche \u00e8 sempre politico\u201d, come ha affermato di recente la studiosa Gail Hershatter.1 Interrogare le donne in Cina e nella diaspora significa guardare a una parte di societ\u00e0 che rimane spesso nel buio, o viene considerata marginale. Scrivere la storia delle donne significa \u201criempire gli spazi vuoti della storia\u201d.<\/p>\n<p>Intorno alle donne \u2013 ma non solo \u2013 si costruiscono delle strutture immaginarie, emozionali, etiche, cognitive che inducono gli individui ad accettare un ruolo, un modello sociale e di genere \u201ccorretto\u201d, e con esso si identificano (Dooling 2005: 16).2 Sono le \u201cnorme culturali\u201d che rendono un individuo accettato nella societ\u00e0. E norme culturali che si costruiscono sulla base di un immaginario, frutto di un insieme di ideali che negoziano tra il sopra (il livello governativo, il diktat ideologico) e il sotto (le aspirazioni popolari, le masse, il popolo, la \u201cgente comune\u201d).<\/p>\n<p>Ho quindi interrogato i libri di Angela da cui estrapolato tra le sue numerose interviste, tre donne in Talkin\u2019 China, e sei in Potere e societ\u00e0. Alcune di esse vengono richiamate in questo contributo.<\/p>\n<p>Intervistare le donne non \u00e8 facile. Ce lo dice Angela stessa descrivendo la signora Wu, una contadina che lavora come custode in un orto botanico. Di lei afferma che \u201cConsidera noiosa la propria esistenza, e si meraviglia che qualcuno se la voglia far raccontare\u201d (Potere e societ\u00e0, p. 28.) Poi per\u00f2 si concede all\u2019intervista e si racconta, e evidenzia come il suo pensiero pi\u00f9 grande oggi sia il figlio di 21 anni, che \u201csmanetta col suo computer notte e giorno\u201d, e \u201ctrascina la sua vita nel mondo virtuale, e non ha alcuna voglia di darsi da fare in quello reale\u201d. Oggi li chiamiamo \u201chikikomori\u201d, e la preoccupazione verso adolescenti chiusi nelle loro stanze a \u201csmanettare\u201d accomuna molte mamme in tutto il mondo. Un mondo comune con una donna qualsiasi di questa parte del mondo. \u00c8 con spirito umano, quindi, che Angela si avvicina a queste donne, e ci fa avvicinare a loro, con lei.<\/p>\n<p>Tuttavia, il suo \u00e8 uno sguardo sempre politico.<\/p>\n<p>Non a caso ci racconta l\u2019episodio di Li Jianhua e la moglie. Due contadini migranti, in citt\u00e0, che si spaccano la schiena per anni, poi lui ha un incidente sul lavoro, e la preoccpuazione diventa non solo quella di pagare le cure, ma anche quella di perdere ore di lavoro che non sono tutelate e sono spesso pagate a cottimo. In questa descrizione c\u2019\u00e8 una volont\u00e0 di denuncia che ricorda il film di Zhang Yimou del 1992 La storia di Qiu Ju. Questa causa, dice Angela, \u201cha spezzato il cerchio della sottomissione\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nella sua ricerca, Angela mette in luce le sottomissioni, e non tanto quelle tra i generi, quanto quelle di classe.<\/p>\n<p>Tra gli intervistati, c\u2019\u00e8 il capitolo \u201cintellettuali\u201d, una categoria che storicamente in Cina ha goduto di posizioni privilegiate e che ha da sempre avuto il diritto di parola. Ad eccezione di queli anni in cui essere un intellettuale era era gi\u00e0 di per se un elemento sufficiente ad essere marchiato come nemico di classe. Gli intellettuali, del decennio di Hu Jintao e Wen Jiabao, erano interlocutori privilegiati per un dibattito costruttivo di una politica nuova di una societ\u00e0 nuova. Dai Jinhua, docente a Beida, l\u2019Universit\u00e0 pi\u00f9 prestigiosa in Cina, le concede un\u2019intervista, in cui le dice che:<\/p>\n<p>\u201cLa questione femminile si sovrappone a quella di classe e diventa il discorso prevalente. Prendiamo ad esempio i licenziamenti. La perdita del posto di lavoro delle operaie non viene vista come il frutto di una divisione sociale sempre pi\u00f9 aspra, ma come un problema femminile legato al genere. Per cui si \u00e8 detto: beh, queste donne potrebbero tornare alla famiglia, fare le madri e le mogli. In questo modo l\u2019aspetto di genere ha riassorbito un discorso molto pi\u00f9 duro, cio\u00e8 la divisione sociale che in questo periodo si \u00e8 creata e approfondita\u201d.<\/p>\n<p>(Potere e societ\u00e0: 113-118. Intervista del 2011)<\/p>\n<p>Sullo sfondo non dimentichiamo che la questione di genere in Cina \u00e8 legata alla visione tradizionale che poggia le fondamenta sulle multiple tradizioni delle scuole confuciane che hanno dominato nell\u2019ambiente cinese dalla dinastia Han (206 a.C-220 d.C). Il Confucianesimo (che non \u00e8 certo un pensiero unico, immutabile, ma un insieme di scuole ben articolate e storicizzate in diverse correnti) sta assistendo oggi a una rinascita voluta dallo stato, che \u00e8 pi\u00f9 una \u201criformulazione\u201d, nella direzione di una riproposizione di un pensiero ideologico unico e in quanto tale portatore di \u201carmonia\u201d.3 In questa tradizione, la societ\u00e0 \u00e8 marcatamente patriarcale e la donna viene relegata nei piani pi\u00f9 bassi. La divisione tra yin e yang e la gerarchia del mondo metafisico si riflette in una gerarchia dell\u2019ordine sociale in cui la donna si trova sempre in posizione sfavorevole.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019avvio delle riforme politiche ed economiche di Deng Xiaoping, ossia quando ha avuto inizio quel processo che Wang Hui (Il nuovo ordine cinese, ManifestoLibri, 2006) definisce come un processo di de-politicizzazione della Cina, la questione di classe diventa sempre meno importante, ci si focalizza di pi\u00f9 su questioni come il genere, le identit\u00e0 nazionali, lo sviluppo economico, ma la partecipazione delle donne alla vita politica rimane importante, anzi.<\/p>\n<p>Angela ci parla delle donne in politica. Sono donne nei piani \u201cbassi\u201d della politica: Yan Yiben, vicesindaco della cittadina di Lijiang, nello Yunnan, gettonata meta turistica di cinesi e stranieri. Donna di una minoranza etnica, quella Naxi, di cui va molto orgogliosa, viene descritta come un\u2019abile politica \u201ccapace di trasformare l\u2019intervista in un evento mediatico\u201d, che \u201ctrasforma ogni domanda in un comizio elettorale\u201d. Una donna che sa come usare il potere e mantenerlo, tenendo alta la bandiera della \u201cmodernit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 questa una parola chiave che si sente molto nella bocca di coloro che nei fatti sono ai margini, coloro per i quali la \u201cmodernit\u00e0\u201d, come la intendiamo noi (ma come la intendiamo noi?) \u00e8 quasi una chimera. Soprattutto dobbiamo tenere presente che anche l\u2019idea di modernit\u00e0 non \u00e8 univoca, bens\u00ec legata allo sviluppo economico e al raggiungimento di un livello \u201cdecente\u201d di accesso ai beni di consumo. Il lavoro del vicensindaco Yan consiste nel portare la modernit\u00e0 a Lijiang, nella sua comunit\u00e0 di abitanti, abbastanza omogenea, di contadini di etnia di minoranza, attraverso il turismo. Ossia trasformando Lijiang in un \u201cnon luogo molto cinese e molto globale\u201d. \u00c8 ammirevole l\u2019eleganza con cui Angela inserisce i propri giudizi di valore come note a margine di un discorso, senza nascondersi dietro false oggettivit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019impegno del vicesindaco Yan, cos\u00ec come quello della sua collega He Xueying, verso lo sviluppo \u00e8 sempre teso al mantenimento della cultura del luogo e alla protezione ambientale. Uno sviluppo sostenibile, dice, non \u00e8 scontato, ma \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>He Xueying \u00e8 una giovane quadro della township, e viene descritta come \u201cdecisa e dall\u2019aria robusta, dalle mani avvezze al lavoro.\u201d Sono donne, contadine che hanno fatto un salto di status a partire da una configurazione socio-culturale tradizionale, di matrice Han o di minoranza etnica, come, in questo caso, Naxi, e che alle mansioni domestiche<\/p>\n<p>della tradizione, aggiungono quelle dei campi e del grande fuori: al nei (dentro) della casa, si aggiunge il wai (fuori). Oggi molte sono le donne a capo dei villaggi, in tutta la Cina, mentre quelle nei piani alti della politica, al contrario, diminuiscono.<\/p>\n<p>La signora Wenxiu fa da contraltare alle contadine-funzionarie: lei coltiva i suoi broccoli biologici in una sperimentazione di coltivazione organica e cooperativa di produzione agraria, sempre nello Yunnan. Da lei emerge una voce sempre comune tra le contadine, che non si lamentano della fatica, ma sentono su di s\u00e9 la colpa dell\u2019essere nel piano pi\u00f9 basso della societ\u00e0: \u201cnon siamo abbastanza istruiti\/e per essere boss o leader\u201d, ma i suoi figli, non saranno contadini. Questo per lei \u00e8 il suo sogno cinese.<\/p>\n<p>Una ricerca, quella di Angela, di interrogare e dare voce alle donne, ma anche degli uomini, che stanno tra citt\u00e0 e campagna, in una sorta di terzo spazio neutro, che \u00e8 quello della migrazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ci presenta Han Huimin, la presidente di un\u2019associazione di donne migranti di Pechino. Una di quelle donne che cercano di creare un senso di collettivit\u00e0, una classe, di organizzare le donne che lasciano le campagne per andare in citt\u00e0 a realizzare il loro sogno cinese. Oggi sarebbe pi\u00f9 difficile intervistare queste donne, in quanto il raggiungimento della \u201csociet\u00e0 armoniosa\u201d, volta alla conquista del \u201csogno cinese\u201d non permette ai soggetti socialmente attivi di associarsi in gruppi che esprimano istanze diverse da quelle dirette dall\u2019alto.<\/p>\n<p>Donne che ce l\u2019hanno fatta ce ne sono molte. Sono quelle che si esprimono attraverso il linguaggio dell\u2019arte, o della comunicazione, come Yuesai Kan, famosa in America come in Cina, una donna di successo che \u00e8 stata nominata ambasciatrice della cultura cinese delle donne nell\u2019Unesco. Ma di quale cultura? Il suo successo nel mondo dello spettacolo, della cosmesi e del branding ci catapulta in una Cina ad un\u2019altra velocit\u00e0. Esprimiamo totale ammirazione per questa donna che ce l\u2019ha fatta, ed altrettanta per le donne del collettivo Women,4 contadini migranti che lavorano in citt\u00e0, nei sobborghi delle periferie geografiche e sociali, che con una telecamera in mano girano un documentario su loro stesse. In questo modo portano avanti un\u2019opera di introspezione che le porta ad avere consapevolezza delle proprie trasformazioni e delle proprie posizioni in bilico in questa societ\u00e0 in continuo mutamento.<\/p>\n<p>Infine citiamo qui l\u2019avvocato Li, nome fittizio, un\u2019altra donna dell\u2019\u00e9lite, un avvocato (avvocatessa) di Pechino che ci fornisce l\u2019occasione di ragionare sul sistema giudiziario cinese, sulle forme di tutele dei lavoratori, ed anche delle donne. Ci mette in evidenza come in Cina \u201ceppure le leggi ci sono, persino buone, ma per una serie di complesse dinamiche in molti casi vengono applicate in un modo non soddisfacente, in altri casi in modo solo parziale\u201d. Una legge, dice, \u201cimbottita nel baratro delle disuguaglianze\u201d.<\/p>\n<p>Nella polifonia cinese messa in luce da Angela emerge la contraddizione della societ\u00e0 cinese nella visione della donna: da una parte l\u2019auspicato ritorno a un ideale tradizionale confuciano di \u201cbrava moglie, buona madre\u201d, devota alla famiglia e allo<\/p>\n<p>stato; dall\u2019altro un\u2019apertura verso spazi di attivismo politico, come quello del movimento #MeToo, che, nonostante sia stato represso sul nascere, ha avuto un ampio spazio di risonanza e di diffusione, anche a livello dello stato. Pensiamo che a seguito delle istanze portate avanti, se pure con difficolt\u00e0, dalle donne contro le molestie sessuali sul luogo di lavoro, \u00e8 nato un movimento molto ampio sui media, anche mainstream, che ha portato il legislatore a riconoscere, non pi\u00f9 tardi di gennaio 2020, il reato di molestia sessuale. Una conquista non scontata. O la legge sulla violenza domestica, che fino a qualche tempo fa non veniva riconosciuta, o comunque non veniva denunciata perch\u00e9 \u2026 i panni sporchi si lavano in casa! Solo da pochi anni \u00e8 un reato riconosciuto, ma le tecnicit\u00e0 dell\u2019applicazione sono tali che la denuncia \u00e8 quasi scoraggiata.5<\/p>\n<p>Intanto, la Cina ha allentato la morsa dello hukou, la residenza sociale, e ha riformato la politica del figlio unico. Tuttavia, aprire la possibilit\u00e0 di avere pi\u00f9 figli non ha invertito il trend delle nascite: chi aveva una figlia, vuole un figlio maschio; chi aveva un maschio non ha voluto il secondo figlio. Molte donne in citt\u00e0 scelgono di non avere figli, o addirittura di non sposarsi, ma se questo le fa avanzare sulla scala sociale, le discrimina eticamente, su di loro si applica un\u2019etichetta, quella delle \u201cdonne d\u2019avanzo\u201d, o left-over women,6 che ci ricorda come nella cultura tradizionale le donne non potevano essere superiori ai loro uomini, per titolo di studio o cultura, ma dovevano essere completamente dedite al marito: \u201cSe sposi un cane segui un cane, se sposi un pollo, segui il pollo\u201d, dice l\u2019antico proverbio.<\/p>\n<p>Oggi, chi deve assumere, tra una donna sposata e una non sposata sceglie una sposata con figli, possibilmente due, perch\u00e9 altrimenti incombe la minaccia della maternit\u00e0, e il gap salariale, a partire dai lavori pi\u00f9 umili, fino ai lavori della dirigenza, si allarga.<\/p>\n<p>Due donne ultranovantenni molto note, di successo, da me intervistate nel 2018 e 2019, mi hanno detto: \u201cNella mia carriera, o nella vita privata non ho mai sentito di essere discriminata in quanto donna\u201d. Ma non sono donne qualunque, sono donne dell\u2019\u00e9lite.<\/p>\n<p>Una scienziata, Tu Youyou (1930- ) \u00e8 stata insignita del premio Nobel per la medicina nel 2015 per le sue ricerche scientifiche durante l\u2019epoca di Mao.<\/p>\n<p>Oggi le donne della mia generazione, o pi\u00f9 giovani, non possono pi\u00f9 dire la stessa cosa.<\/p>\n<p>Se la parola per \u201cfemminismo\u201d in Cina \u00e8 passata da sottolineare la femminilit\u00e0 (n\u00fcxingzhuyi) alla rivendicazione di diritti (n\u00fcquanzhuyi), questo ci dice che il discorso dei diritti non \u00e8 chiuso, anzi, \u00e8 pi\u00f9 che mai aperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p>1 Non ci sono traduzioni in italiano, ma questi due testi sono tra i pi\u00f9 rappresentativi: <em>Women in China\u2019s Long Twentieth Century<\/em>. University of California Press, 2007; <em>The Gender of Memory: Rural Women and China\u2019s Collective Past<\/em>. University of California Press, 2011.<\/p>\n<p>2 <em>Women\u2019s Literary Feminism in Twentieth-Century China<\/em>. Palgrave Macmillan, 2005.<\/p>\n<p>3 Sulla riformulazione del Confucianesimo in chiave ideologica attuata dalla Cina del Presidente Xi Jinping (1953- ), si pu\u00f2 vedere Scarpari, <em>Ritorno a Confucio-La Cina di oggi fra tradizione e mercato<\/em>, Il Mulino 2015.<\/p>\n<p>4 Women, che in inglese significa \u201cdonne\u201d, in cinese significa \u201cnoi\u201d. Cambia la pronuncia, ma la grafia \u00e8 la stessa.<\/p>\n<p>5 A questo proposito si possono vedere i seguenti articoli: <em>Violenza domestica in Cina<\/em> e <em>La tragedia di Lamu<\/em>.<\/p>\n<p>6 Leta Hong Fincher, <em>Left-over Women: the Resurgence of Gender Inequality in China<\/em>. Zed Books, 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Donne, lavoro, femminismi \u00bb Sabrina Ardizzoni:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75,1],"tags":[],"class_list":["post-41593","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-osservatorio-cina","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41593"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41593\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41594,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41593\/revisions\/41594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}