{"id":41595,"date":"2020-10-30T19:39:08","date_gmt":"2020-10-30T18:39:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41595"},"modified":"2020-11-14T18:11:35","modified_gmt":"2020-11-14T17:11:35","slug":"le-cine-di-angela-pascucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2020\/10\/le-cine-di-angela-pascucci\/","title":{"rendered":"Le Cine di Angela Pascucci"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/editoriali\/\">Editoriali<\/a> \u00bb <strong>Gaia Perini: Le Cine di Angela Pascucci<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-59972\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Gaia Perini: Le Cine di Angela Pascucci\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/editoriali\/gaia-perini-le-cine-di-angela-pascucci\/\" rel=\"bookmark\">Gaia Perini: Le Cine di Angela Pascucci<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Gaia Perini\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/gaia-perini\/\" rel=\"author\">Gaia Perini<\/a> | 24 Ottobre 2020 | <a title=\"Comments for Gaia Perini: Le Cine di Angela Pascucci\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/editoriali\/gaia-perini-le-cine-di-angela-pascucci\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-59975\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Angela-2.jpg\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"815\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Contributo alla giornata di dialogo sul \u201cPianeta Cina\u201d del 10 ottobre 2020 a Bologna promosso da Il Manifesto in Rete e la Fondazione Claudio Sabattini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ringrazio Il Manifesto in Rete e la fondazione Claudio Sabattini per aver organizzato questa giornata, in cui si \u00e8 aperto un dibattito tanto acceso quanto fondamentale sulla Cina contemporanea, ed in cui inoltre mi si offre l\u2019occasione di ricordare Angela Pascucci.<\/p>\n<p>Parlare di lei e del vuoto che ha lasciato \u00e8 per me qualcosa di molto personale, visto il legame affettivo che ci univa, ma non solo; se dovessi riassumere in una battuta sola il succo di questo mio intervento, direi che non \u00e8 soltanto Angela che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma \u00e8 la Cina che io e lei abbiamo vissuto insieme ad essere ormai scomparsa. O ad essersi trasformata al punto da risultare quasi irriconoscibile.<\/p>\n<p>Dal 2006 al 2012 \u2013 ossia negli anni della dirigenza di Hu Jintao e Wen Jiabao \u2013 scortai Angela nelle sue missioni in Cina in qualit\u00e0 di sua \u2018fixer\u2019, o \u2018stringer\u2019: in pratica, oltre a farle da interprete, la aiutavo a selezionare i temi su cui basare le inchieste e insieme costruivamo la scaletta di incontri con le persone che accettavano di essere intervistate. Due libri hanno preso vita in questo modo, due libri che fedelmente raccolgono le voci di chi decise di fidarsi e raccontare la sua storia: \u201cTalkin\u2019 China\u201d (Manifestolibri, 2008) e \u201cPotere e Societ\u00e0 in Cina. Storie di resistenza nella grande trasformazione\u201d (Edizioni dell\u2019Asino, 2013). Non credo che oggi questo meticoloso lavoro di inchiesta sarebbe ancora possibile.<\/p>\n<p>Prima di entrare nel vivo, vorrei fare qui una piccola digressione, che c\u2019entra e si intreccia con i miei ricordi di Angela, anche se si situa in un orizzonte temporale assai pi\u00f9 ravvicinato. Questa mattina, a seguito dell\u2019intervento di Alberto Gabriele si \u00e8 tornati sull\u2019inevitabile tema della contrapposizione fra Cina e Stati Uniti, analizzata sulla scorta di una visione dicotomica rigida, un dualismo ormai sdoganato da tutti i media e sempre pi\u00f9 soffocante, che separa l\u2019Est dall\u2019Ovest, come se fossero due entit\u00e0 monolitiche, inconciliabili, ontologicamente agli antipodi. All\u2019interno di questo discorso, l\u2019aggettivo che immancabilmente viene usato da una parte per criticare l\u2019altra \u00e8 \u201canticinese\u201d, o, al contrario, \u201cfilocinese\u201d. A ben vedere per\u00f2, i due termini, tutt\u2019altro che antitetici, non sono che le due facce di una stessa medaglia. Giacch\u00e9 entrambi si basano sull\u2019assunto che Xi Jinping ed i vertici di governo rappresentino per intero e senza scarti l\u2019intera societ\u00e0 cinese. Ormai essere contro le politiche di Xi \u00e8 essere contro la Cina. Come se un miliardo e quattrocento milioni di cinesi, sparsi su un territorio vasto e multiforme quanto l\u2019Europa, fossero tante pedine identiche su un\u2019unica scacchiera, infinite riproduzioni in piccolo del grande leader. C\u2019\u00e8 un che di razzista e di profondamente antidemocratico in questa confusione fra il governo (o lo stato-partito) e la nazione: immaginiamo se qualcuno ci tacciasse di essere \u201canti-italiani\u201d perch\u00e9 critichiamo Conte. \u00c8 un discorso ormai pervasivo e pericoloso, che fa s\u00ec che chi di Cina si occupa, magari da anni, venga assimilato alla destra trumpiana se solo osa parlare di Xinjiang, o se critica le scelte politiche fatte da Xi Jinping.<\/p>\n<p>\u201cPotere e societ\u00e0 in Cina\u201d si intitola il secondo libro di Angela: potere E societ\u00e0 \u2013 gi\u00e0, perch\u00e9 non sono la stessa cosa.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, l\u2019approccio di Angela Pascucci mi pare tanto pi\u00f9 prezioso oggi: si basava infatti sulla volont\u00e0 di dar voce alle diverse Cine, mettendo in risalto la pluralit\u00e0 dei punti di vista, le contraddizioni, le \u201cdinamiche\u201d (per citare un termine a lei caro) della societ\u00e0 cinese, a partire dal suo \u201corizzonte interno\u201d (per citare un altro termine, questa volta proveniente dalla cassetta degli attrezzi dell\u2019intellettuale Wang Hui). Un lavoro insomma lontano anni luce dalla statica opposizione fra un \u201cnoi\u201d e un \u201cloro\u201d.<\/p>\n<p>Rivedere il lavoro di Angela ora \u00e8 anche un\u2019occasione per mettere a confronto le due Cine governative di Hu-Wen ieri e di Xi Jinping oggi. Cominciando appunto dalla possibilit\u00e0 di fare giornalismo di inchiesta: nell\u2019era di Hu Jintao e Wen Jiabao, non era n\u00e9 facile n\u00e9 scontato ottenere un\u2019intervista. Prima di ogni missione di Angela, io e lei lavoravamo circa un mese per mettere insieme i nominativi delle persone con cui parlare e in genere su trenta che ne contattavo, solo dieci o dodici arrivavano a darmi un s\u00ec. I rifiuti erano insomma la maggioranza, c\u2019era parecchio lavoro preliminare da fare e servivano molto tempo e altrettanta cocciutaggine, per\u00f2 comunque alla fine l\u2019inchiesta sul campo si faceva. Fu possibile intervistare il professore Wen Tiejun, una delle menti dietro la riforma delle campagne sintetizzata nella sigla \u201csannong\u201d (o triplice problema agrario), cos\u00ec come parlammo con contadini e operai migranti \u2013 con questi ultimi, servendoci di un interprete dal dialetto al cinese mandarino. Erano gli anni in cui Renzo Cavalieri e Ivan Franceschini pubblicavano il libro \u201cGermogli di societ\u00e0 civile in Cina\u201d: perch\u00e9 davvero esisteva una societ\u00e0 civile in fermento, dentro e fuori l\u2019accademia e i circoli artistici e intellettuali, fatta di ONG, di comunit\u00e0 di ogni tipo e genere, gruppi di teatro per donne migranti, attivisti sindacali clandestini, avvocatesse in incognito, neomaoisti e favolos* nonch\u00e9 fantasios* esponenti del movimento LGBTQIA+. La furia livellatrice e normalizzatrice della \u201chexie shehui\u201d (la societ\u00e0 armoniosa), non mancava di colpire di continuo; era tuttavia contrastata dai dibattiti e dalle forze creative che si sprigionavano dal basso. A livello accademico e nei think tanks vicini al governo, le battaglie ideologiche fra il campo \u2018liberal\u2019 della ziyoupai e la \u2018nuova sinistra\u2019 (xinzuopai) incidevano tanto sull\u2019opinione pubblica, quanto sulle riforme lanciate dal Partito Comunista. Fondamentalmente, in questa fase il PCC aveva bisogno di idee e progetti-pilota per sperimentare nuove forme di governance.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento di Xi Jinping e direi in particolare dopo il 2014, si \u00e8 aperta un\u2019altra fase, in decisa discontinuit\u00e0 con il decennio precedente. Non pretendo di essere esaustiva nella mia descrizione del passaggio, davvero complicato e soprattutto lento, graduale. Indico qui solo tre cambiamenti che mi paiono degni di nota: innanzitutto, dopo la fine dell\u2019era Hu-Wen non sono pi\u00f9 stati pubblicati i dati ufficiali legati ai cosiddetti incidenti di massa, ossia alle proteste spontanee, talvolta violente, che regolarmente prendevano di mira i governi locali. Sino al 2011, se ne registravano anche 180.000 all\u2019anno: si trattava di lotte portate avanti dalla popolazione legate in primo luogo all\u2019ambiente, sempre pi\u00f9 inquinato e invivibile, ed alle condizioni di lavoro nella \u2018fabbrica del mondo\u2019. \u00c9 difficile pensare che oggi questi moti di protesta non esistano pi\u00f9; semplicemente, non ne viene data notizia.<\/p>\n<p>Poi, un secondo cambiamento che ritengo significativo e a cui ho assistito direttamente \u00e8 stata la riorganizzazione del tessuto urbano delle grandi citt\u00e0, a partire dalla capitale, Pechino. A fine novembre del 2017, quando fuori gi\u00e0 c\u2019era un freddo intenso e spirava il classico vento dalla Siberia, si diede il via alla stagione delle \u2018evictions\u2019, ossia dell\u2019esproprio forzato e della demolizione in tempo reale \u2013 nell\u2019arco di una settimana scarsa \u2013 di intere zone abitate dai ceti pi\u00f9 poveri. Tramite wechat, sui telefonini dei pechinesi cominciarono ad apparire video di folle rimaste all\u2019improvviso senza casa, gente che si portava in spalla tutto quello che le era rimasto. Pure dentro al mio compound le ruspe tirarono gi\u00f9 in meno di 24 ore una piccola abitazione abusiva occupata da una coppia che campava riparando biciclette e consegnando l\u2019acqua potabile a domicilio. E mentre la municipalit\u00e0 celebrava la nuova Pechino da bere facendo piazza pulita del \u2018degrado\u2019, decine e anzi centinaia di pechinesi si mobilitarono per aiutare chi dalla sera alla mattina si era ritrovato espulso dal \u201csogno cinese\u201d. Ma dur\u00f2 poco; non fu che una protesta breve e tutto sommato silenziosa. Oggi, in molte aree da sempre abitate dalla classe lavoratrice, \u00e8 dura trovare un chiosco a conduzione famigliare, o la classica bettola di sei metri quadri con le pile di cestelli di ravioli al vapore all\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Infine, il cambiamento pi\u00f9 lento e a lungo termine: la scomparsa del pluralismo e quindi del dibattito. Se non in circoli sempre pi\u00f9 chiusi, dove si parla a voce sempre pi\u00f9 bassa. \u00c9 emblematica al proposito la vicenda del professore di diritto dell\u2019Universit\u00e0 Tsinghua, Xu Zhangrun, reo di aver detto che il mandato di Xi non pu\u00f2 essere eterno. Espandendo il quadro, quello che sta accadendo nelle regioni di frontiera, in Xinjiang cos\u00ec come ad Hong Kong, \u00e8 l\u2019ennesima, macroscopica dimostrazione di quanto sia in atto un riassetto dello stato-nazione finalizzato a uniformare i modi di vita e cancellare la biodiversit\u00e0 sociale del continente Cina. Pare che la seconda potenza mondiale stia sviluppando una fortissima allergia nei confronti della propria diversit\u00e0 interna, che per interi millenni ne ha arricchito la storia e la cultura.<\/p>\n<p>Ma non bisogna disperare. Soprattutto, non bisogna cedere alla tentazione di incasellare la Cina in una definizione certa e immutabile. A mio parere, in questo momento storico preciso, la Cina \u00e8 un paese in tutto e per tutto capitalista con una dirigenza (sia centrale che locale) fortemente autoritaria \u2013 non userei mai la parola \u201ctotalitaria\u201d, ma \u201cautoritaria\u201d s\u00ec, assolutamente. Lo \u00e8 ora, non \u00e8 detto che questo stato duri per sempre. La trasformazione avvenuta ad esempio fra il 2012 e il 2020 pu\u00f2 ripetersi ancora, deviando di nuovo il corso della storia verso altre imprevedibili direzioni. Non lo sappiamo e non lo possiamo sapere. Ritornando al caleidoscopio di voci ed esperienze raccolte nei due libri di Angela, e ripescando il suo termine chiave, \u201cdinamica\u201d, bisognerebbe guardare la Cina come ad un work in progress, un\u2019opera in fieri, in movimento \u2013 od un film, ma senza attaccarsi all\u2019immagine statica del singolo fotogramma. Cercare il cinema anche nella foto. Perch\u00e9 la Cina (le Cine) \u00e8 vita, \u00e8 la vita di un quinto della nostra specie su questo pianeta, che esiste e pensa ben al di l\u00e0 dei nostri sogni, incubi, proiezioni immaginarie \u2013 esiste e pensa persino al di l\u00e0 dei sogni e delle ambizioni di chi la dirige.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Editoriali \u00bb Gaia Perini: Le Cine<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[75,1],"tags":[],"class_list":["post-41595","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-osservatorio-cina","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41595"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41595\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41596,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41595\/revisions\/41596"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}