{"id":41629,"date":"2020-12-16T20:19:20","date_gmt":"2020-12-16T19:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41629"},"modified":"2020-12-16T20:19:20","modified_gmt":"2020-12-16T19:19:20","slug":"mancusoi-quattro-maestri-confucio-e-etica-interculturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2020\/12\/mancusoi-quattro-maestri-confucio-e-etica-interculturale\/","title":{"rendered":"Mancuso,I quattro maestri.Confucio e etica interculturale"},"content":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\">\n<div id=\"content\">\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/culture-e-religioni\/\">Culture e Religioni<\/a> \u00bb <strong>Amina Crisma: I quattro maestri di Vito Mancuso. Confucio e la ricerca di un consenso etico tra culture.<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-60303\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Amina Crisma: I quattro maestri di Vito Mancuso. Confucio e la ricerca di un consenso etico tra culture.\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/amina-crisma-i-quattro-maestri-di-vito-mancuso-confucio-e-la-ricerca-di-un-consenso-etico-tra-culture\/\" rel=\"bookmark\">Amina Crisma: I quattro maestri di Vito Mancuso. Confucio e la ricerca di un consenso etico tra culture.<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Amina Crisma\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/amina-crisma\/\" rel=\"author\">Amina Crisma<\/a> | 16 Dicembre 2020 | <a title=\"Comments for Amina Crisma: I quattro maestri di Vito Mancuso. Confucio e la ricerca di un consenso etico tra culture.\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/amina-crisma-i-quattro-maestri-di-vito-mancuso-confucio-e-la-ricerca-di-un-consenso-etico-tra-culture\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-60304\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Mancuso.jpg\" alt=\"\" width=\"330\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I quattro maestri<\/em> di Vito Mancuso: Confucio e la ricerca di un consenso etico fra culture.<\/p>\n<p><strong>Ispirandosi a Karl Jaspers, il libro di Vito Mancuso <em>I quattro maestri<\/em> Garzanti 2020) su Socrate, Buddha, Confucio, Ges\u00f9 proponeuna riflessione sul magistero di queste quattro figure fondatrici in una prospettiva che ne sottolinea una sostanziale convergenza, e ne prefigura una possibile \u201cfusione di orizzonti\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>I quattro maestri<\/em>, il libro di Vito Mancuso recentemente uscito da Garzanti (novembre 2020),esplicitamente riprende una prospettiva delineata in una parte di un\u2019opera del 1957 di Karl Jaspers,<em> I grandi filosofi<\/em>, che qualche anno fa, in una collana diretta da lui e da Elido Fazi, \u00e8 stata presentata al lettore italiano come testo autonomo: <em>Socrate, Buddha, Confucio, Ges\u00f9. Le personalit\u00e0 decisive<\/em>(2013).1 Proponendo tale confronto, Jaspers ne sottolineava in pagine suggestive la pregnanza del tutto attuale:<\/p>\n<p>\u201cLa realt\u00e0 storica di questi grandi \u00e8 avvertibile mirando alla potenza straordinaria esercitata dal loro essere\u2026essi sono ancora visibili perch\u00e9 continuano ad operare ben al di l\u00e0 delle chiese e delle scuole sorte nel loro nome; la loro storicit\u00e0 e unicit\u00e0 pu\u00f2 inserirsi soltanto nella storicit\u00e0 universale dell\u2019essere umano\u201d, e cos\u00ec dunque importa \u201cdeterminarne le caratteristiche comuni, nelle quali si afferma allo stesso tempo la loro differenza\u201d.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 che li accomuna, al di l\u00e0 della loro differenza, \u00e8 che \u201ccome i profeti, essi conoscono la solitudine, la tranquillit\u00e0, la luce che si ottiene nella meditazione. Ma sono profeti in un senso pi\u00f9 grande: qualcosa in essi si \u00e8 lacerato. Il mondo non \u00e8 in ordine. Si sente e si esige una trasformazione radicale. Essi sono presi e noi non sappiamo da che. Dicono ci\u00f2 che tuttavia non si pu\u00f2 esprimere adeguatamente (\u2026) Irrompono attraverso le consuetudini, le verit\u00e0 comunemente ammesse, il semplice oggetto di pensiero. Creano uno spazio nuovo con possibilit\u00e0 nuove e lo popolano di tentativi che non vengono mai portati a compimento definitivo\u201d.<\/p>\n<p>Richiamandosi dichiaratamente a tale prospettiva, Vito Mancuso la sviluppa nel suo volume procedendo a un\u2019articolata disamina e a un\u2019esposizione complessiva del magistero\u00a0 e dell\u2019esemplarit\u00e0 di ciascuna di queste quattro figure fondatrici, caratterizzando ciascuna in un ruolo specifico \u2013di educatore, di medico, di politico, di profeta \u2013che viene infine a convergere nella sezione conclusiva, intitolata <em>Il quinto maestro<\/em>, ossia \u201cil maestro interiore\u201dcostituito dalla coscienza di ognuno:<\/p>\n<p>\u201cI quattro maestri nel loro insieme prefigurano un itinerario.(\u2026) Socrate fu un educatore il cui obiettivo era il singolo individuo in quanto produttore di pensiero e di autenticit\u00e0 esistenziale. (\u2026) Il Buddha fu un medico il cui obiettivo era la guarigione del singolo individuo per strapparlo alla ruota del divenire. (\u2026) Confucio fu un politico il cui obiettivo era la cura dei legami che uniscono gli esseri umani in un sistema coeso al fine di generare armonia. (\u2026.) Ges\u00f9 fu un profeta il cui obiettivo era l\u2019annuncio di un nuovo statuto del mondo e del cambiamento possibile per cogliere la vita nel suo volto pi\u00f9 vero. Nella nostra esistenza tutti abbiamo bisogno di educazione, di guarigione, di armonia dei rapporti e di speranza in un mondo pi\u00f9 giusto, ma quello che in ogni caso \u00e8 essenziale \u00e8 capire qual \u00e8 di volta in volta il bisogno effettivo della nostra interiorit\u00e0 per raggiungere la pace interiore e, almeno qualche volta, anche la felicit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Desisto comunque da ogni improbabile tentativo ulteriore di riassumere i contenuti delle quasi cinquecento pagine di questo volume, che potrebbe rischiare di banalizzarli, e rispetto ai quali in ogni caso ciascun lettore \u00e8 ovviamente in grado di districarsi da s\u00e9 (l\u2019autore stesso provvede a offrirne una sintesi efficace in una serie di conversazioni su <em>Uomini e profeti<\/em> di RadioTre). Da parte mia, mi sembra pi\u00f9 utile attirare l\u2019attenzione su quello che, dal mio punto di vista, \u00e8 l\u2019orizzonte globale che il libro addita: la ricerca di un consenso etico fra culture, che in questo lavoro, fra l\u2019altro, registra una significativa espansione dell\u2019interesse per le tradizioni orientali gi\u00e0 in qualche misura percepibile fin da <em>L\u2019anima e il suo destino <\/em>(2007)2, e che altrove Vito Mancuso ha enunciato, richiamando intense parole di Pavel Florenskij, come dimensione ovunque e da sempre presente:<\/p>\n<p>\u201cl\u2019autentico concetto di verit\u00e0 (..) ben al di l\u00e0 di identificarsi con la sola esattezza, viene a coincidere con il bene. Con le parole di Florenskij: \u00abLa verit\u00e0 era stata sempre data agli uomini, e non era frutto dello studio di un qualche libro, non era una struttura razionale, bens\u00ec quanto di pi\u00f9 profondov\u2019\u00e8dentro di noi: essa \u00e8 ci\u00f2 di cui viviamo, che respiriamo, ci\u00f2 di cui ci cibiamo\u00bb. La verit\u00e0 \u00e8 la vita buona; la verit\u00e0 \u00e8 la libert\u00e0 che fa il bene.\u201d3<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di differenti linguaggi e di differenti narrazioni, la convergenza delle grandi tradizioni spirituali dell\u2019umanit\u00e0 intorno a un nucleo fondamentale \u2013di eminente, straordinaria semplicit\u00e0 -di idee condivise che orientano i comportamenti concreti, \u00e8 un dato incontestabile che emerge dalle fonti con icastica nettezza: basti pensare alla memorabile formulazione dei <em>Dialoghi di Confucio<\/em>:\u201cIl senso dell\u2019umanit\u00e0 <em>(ren<\/em>) \u00e8 amare gli esseri umani (<em>ai ren)<\/em>\u201d.4<\/p>\n<p>Questa fondamentale concordia della sapienza antica, che ben coglieva, fra l\u2019altro, Lev Tolstoj,e che ora pi\u00f9 che mai \u00e8 opportuno ribadire, a fronte delle chiassose retoriche degli sciovinismi e degli essenzialismi culturali vecchi e nuovi, e attualmente pi\u00f9 che mai imperversanti, \u00e8 da tempo oggetto di una riflessione che ha avuto ed ha vari promotori e protagonisti, e che si\u00e8 andata e si va svolgendo in vari luoghi, fra Oriente e Occidente.5<\/p>\n<p>In particolare, vi ha dedicato fin dagli anni Novanta pagine seminali, che oggi e sempre converrebbe riaprire, un maestro di interculturalit\u00e0 amato ed ammirato da Vito Mancuso, PierCesare Bori (<em>Per un consenso etico fra culture<\/em>,1991).6 Nella sua prospettiva, sulle orme di Simone Weil, si disegna un \u201cuniversalismo come pluralit\u00e0 delle vie\u201d, in cui si d\u00e0 spazio simultaneamente sia a ci\u00f2 che accomuna sia a ci\u00f2 che differenzia\u00a0 i diversi discorsi, perch\u00e9 non si tratta n\u00e9 di negare le differenze entro una generale uniformit\u00e0 che ne ignori e ne cancelli le corpose e concrete specificit\u00e0, n\u00e9 di enfatizzare queste ultime come dati assoluti, reciprocamente incomunicanti, impermeabili, non dialettizzabili.7 Si tratta invece di pensare il destino della Terra, come proponeva Hannah Arendt, come universalit\u00e0 e insieme come pluralit\u00e0 irriducibile: una pluralit\u00e0 che non di rado attraversa persino l\u2019insegnamento dei singoli maestri, configurandolo non come realt\u00e0 statica e univoca, ma come dinamico campo di tensioni fra istanze diverse.8<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ad esempio, nel magistero di Confucio si pu\u00f2 cogliere, accanto a un\u2019energica e ben nota istanza ordinatrice, la presenza di un sorprendente tratto di imprevedibilit\u00e0 anticonformista che non di rado addirittura sgomenta i suoi discepoli, come hanno rilevato nei loro attenti studi Jean Levi e Simon Leys; nei suoi <em>Dialoghi<\/em>, alle celeberrime prescrizioni intorno al dovere di obbedienza si affiancano le esortazioni (assai meno note, e certamente non enfatizzate dalle attuali rivisitazioni ufficiali in chiave autoritaria del pensiero confuciano, ma altrettanto energiche e vibranti nelle fonti antiche) a praticare il dovere di rimostranza, nei confronti di un potere sovrano che venga meno al suo compito di dare attuazione al senso dell\u2019umanit\u00e0 e della giustizia (<em>renyi)<\/em>: un versante, questo, che in particolare il pensiero di Mencio, il maggiore e pi\u00f9 fedele interprete di Confucio, si incarica compiutamente di tematizzare.9<\/p>\n<p>A quanto pare, non \u00e8 certo la cognizione di cosa sia il bene a far difetto agli esseri umani, di ogni tempo e di ogni latitudine; sono, semmai, la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di perseguirlo a rivelarsi quanto mai labili e incerte, e a renderlo, cos\u00ec, fragile e vulnerabile, come ci ricorda un pregnante titolo di Martha Nussbaum (<em>La fragilit\u00e0 del bene<\/em>, 1996).10<\/p>\n<p>Anche su quest\u2019aspetto, il pensiero confuciano rivela una propria caratteristica e peculiare misura, in quanto se da una parte afferma energicamente la propria fede incrollabile nella capacit\u00e0 dell\u2019uomo di perfezionarsi incessantemente, dall\u2019altra ne considera assai realisticamente i limiti, le concrete debolezze, le pulsioni aggressive, gli istinti egoistici: esemplare, in questo senso, il trattato sulla natura dell\u2019uomo di Xunzi, del III secolo a.C..11<\/p>\n<p>E cos\u00ec, sulle tracce delle considerazioni sulla realt\u00e0 effettuale della natura umana di questo maestro confuciano vissuto all\u2019alba dell\u2019impero, non addebiteremo a delle teorie le ragioni dei nostri mali 12, quanto piuttosto a una prassi, individuale e collettiva, da riformulare in adesione a un ordinamento del t<em>ianxia<\/em>, ossia di \u201ctutto quanto sta sotto il cielo\u201d, che cancelli la sopraffazione e la violenza e si ispiri al senso dell\u2019umanit\u00e0 e della giustizia (<em>renyi<\/em>).<\/p>\n<p>Nel pensiero cinese dell\u2019et\u00e0 assiale, la dimensione etica \u00e8 aspirazione a una santit\u00e0 interiore (<em>neisheng<\/em>) e a una sovrumana, numinosa chiaroveggenza (<em>shenming<\/em>) che si traducono integralmente in \u201cregalit\u00e0 esteriore\u201d (<em>waiwang<\/em>) ossia in progetto politico di trasformazione del mondo.13<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>1 <\/strong>Karl Jaspers (1957), <em>Socrate, Buddha, Confucio, Ges\u00f9. Le personalit\u00e0 decisive<\/em>, Fazi 2013.<\/p>\n<p>2Vito Mancuso, <em>L\u2019anima e il suo destino<\/em>,Raffaello Cortina 2007.<\/p>\n<p>3Vito Mancuso,<em>Rifondazione della fede<\/em>, Mondadori 2005, p. 148.<\/p>\n<p>4Lunyu <em>12.22<\/em>. Cfr. Amina Crisma, <em>Confucianesimo e taoism<\/em>o, EMI, pp. 47 sgg.<\/p>\n<p>5Cfr. Amina Crisma, \u201cUmanit\u00e0 nelle tradizioni di pensiero cinesi\u201d, <em>Parolechiave<\/em>57\/2017, pp. 109-130.<\/p>\n<p>6Pier Cesare Bori, <em>Per un consenso etico fra culture<\/em>, Marietti 1991. Sul magistero interculturale di Bori, si veda \u201cPierCesare Bori e la rivista Inchiesta\u201d, in www.inchiestaonline.it, che raccoglie scritti suoi e su di lui.<\/p>\n<p>7Pier Cesare Bori, <em>Universalismo come pluralit\u00e0 delle vie<\/em>, Marietti 2004.<\/p>\n<p>8Amina Crisma, \u201cLa prospettiva interculturale di Pier Cesare Bori\u201d,<em> Inchiesta<\/em> 4 novembre 2020 www.inchiestaonline.it<\/p>\n<div id=\"mainContainer\">9Amina Crisma, \u201cChi \u00e8 oggi per noi Confucio? Interpretazioni a confronto\u201d, in S. Pozzi (a cura di), <em>Confucio re senza corona<\/em>, O barra o 2011, pp. 71-136.<\/div>\n<div>10Martha C. Nussbaum, L<em>a fragilit\u00e0 del bene<\/em>, Il Mulino, 1996.<\/div>\n<div>11Maurizio Scarpari, <em>Xunzi e il problema del male<\/em>, Cafoscarina 1997.<\/div>\n<div>12In particolare, i nostri mali non mi sembrano ascrivibili al pensiero di Nietzsche, a cui nel libro di Vito Mancuso si accenna come \u201cispiratore dei nostri giorni assetati di violenza\u201d, e che nella sua inquietudine profonda, oltre a intrattenere un ambivalente rapporto con il \u201cDioniso crocifisso\u201d, rimane memorabile, paradossalmente, per quell\u2019ultimo celeberrimo gesto \u201ccristico\u201d di solidariet\u00e0 con una vittima, che sembra tratto da un romanzo di Dostoevskij: l\u2019abbraccio al cavallo bastonato, il 3 gennaio 1889, a Torino, prima di sprofondare nella follia (cfr. Roberto Dionigi, <em>Il doppio cervello di Nietzsch<\/em>e, Quodlibet 2000).<\/div>\n<div>13Amina Crisma, <em>Conflitto e armonia nel pensiero cinese dell\u2019et\u00e0 classic<\/em>a, Unipress 2004. Ead.,<em> Meditazione taoista<\/em>, RCS 2021 (in stampa).<\/div>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\">AMINA CRISMA<\/div>\n<div class=\"shareaholic-canvas shareaholic-ui shareaholic-resolved-canvas\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Culture e Religioni<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41629","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41629","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41629"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41630,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41629\/revisions\/41630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}