{"id":41680,"date":"2021-03-10T08:18:12","date_gmt":"2021-03-10T07:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41680"},"modified":"2021-03-10T08:18:12","modified_gmt":"2021-03-10T07:18:12","slug":"project-china-un-progetto-chiamato-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/03\/project-china-un-progetto-chiamato-cina\/","title":{"rendered":"Project China. Un progetto chiamato Cina"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi<\/strong><\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi: Project China. Un progetto chiamato Cina<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-60760\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi: Project China. Un progetto chiamato Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/elisabetta-giaccho-thomas-saglia-project-china-un-prrgetto-chiamato-cina\/\" rel=\"bookmark\">Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi: Project China. Un progetto chiamato Cina<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Redazione\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/redazione\/\" rel=\"author\">Redazione<\/a> | 7 Marzo 2021 | <a title=\"Comments for Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi: Project China. Un progetto chiamato Cina\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/elisabetta-giaccho-thomas-saglia-project-china-un-prrgetto-chiamato-cina\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60761\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/CHINA.jpg\" alt=\"\" width=\"757\" height=\"1009\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Project China<\/strong> \u00e8 un progetto nato dalla nostra collaborazione e che ha avuto uno sviluppo piuttosto travagliato, da qui l\u2019idea di chiamarlo \u201cprogetto Cina\u201d (project China), come qualcosa di irrisolto e in continuo divenire. All\u2019inizio, infatti, volevamo semplicemente ascoltare e raccogliere esperienze e testimonianze intorno alla Cina, conoscerla attraverso la vita e le impressioni di chi ci ha vissuto almeno un po\u2019 come studente oppure lavoratore. Siamo partiti senza saperne granch\u00e9, se non armati dei classici stereotipi e di molta incoscienza; infatti queste prime interviste sono andate un po\u2019 con il pilota automatico, probabilmente perch\u00e9 noi non eravamo consapevoli della complessit\u00e0 che si celava nella miriade di aneddoti che ci venivano raccontanti e perch\u00e9 le domande che ponevamo avevano spesso come risultato quello di rinsaldare luoghi comuni che gi\u00e0 conoscevamo, ma senza che se ne potesse capire l\u2019origine o il significato.<\/p>\n<p>Tuttavia ci siamo resi conto molto presto come esistesse una sorta di dicotomia tra la Cina sognata e studiata, quella pi\u00f9 classica e che alcuni definiscono \u201cpi\u00f9 autentica\u201d, e quella invece esperita e vissuta nella vita di tutti i giorni, la Cina contemporanea e smaniosa, frenetica e dalle mille opportunit\u00e0 lavorative da cogliere \u201cperch\u00e9 oggi \u2013 si sa \u2013 il futuro passa per Pechino e Shanghai, non pi\u00f9 per New York e Londra\u201d. Erano idiosincrasie, queste, che andavano in conflitto con le aspettative di noi occidentali e che portavano a chiederci: <strong>Quindi, cos\u2019\u00e8 esattamente la Cina?<\/strong> La Cina che possiamo conoscere e vivere in Italia cosa ci racconta della Cina stessa? Questo intreccio di elementi nuovi, in contrasto fra loro, ci ha fatto prendere la decisione di inserire nella nostra ricerca anche persone cinesi: non tanto per dare un\u2019aria di completezza e imparzialit\u00e0 al tutto, quanto per una nostra reale necessit\u00e0 di sentire il loro punto di vista, per una e per la prima volta.<\/p>\n<p>Dopo la prima intervista con un ragazzo cinese nostro coetaneo, ci siamo resi conto che non stavamo pi\u00f9 solo scoprendo delle esperienze di vita in un posto per noi esotico, ma che stavamo entrando in contatto diretto con un\u2019altra cultura. Nonostante il bagaglio esperienziale comune e piuttosto simile, lo \u201cshock culturale\u201d non si \u00e8 fatto attendere e abbiamo sperimentato una difficolt\u00e0, a tratti insormontabile, di comunicazione che andava oltre la lingua che si stava utilizzando per parlare. Le domande poste, che a noi potevano sembrare ovvie, scontate, a tratti quasi troppo semplici (la vita in Cina e in Italia, il cibo, l\u2019istruzione, la politica,\u2026) venivano recepite ed elaborate in maniera diversa rispetto a ci\u00f2 che ci aspettavamo. Sentivamo una sorta di mancanza di volont\u00e0 critica (ma non di spirito critico) che forse era figlia di una differente prospettiva e non di una volont\u00e0 di nascondersi o di non esporsi troppo \u2013 anche se in alcuni casi \u00e8 probabilmente successo. Intervista dopo intervista, abbiamo parlato con molti ragazzi cinesi, alcuni dei quali nati in Italia, i pi\u00f9 invece cresciuti oppure trasferitisi per motivi di studio; \u00e8 stato purtroppo impossibile avvicinare la prima generazione di immigrati, spesso perch\u00e9 pi\u00f9 disinteressati e perch\u00e9 la scarsa conoscenza dell\u2019italiano rappresentava un ostacolo e motivo di imbarazzo. Questi confronti ci hanno cos\u00ec permesso di arrivare al primo punto di svolta nel nostro percorso, ovvero quando ci siamo resi conto che la Cina non \u00e8 semplicemente quella realt\u00e0 distante che sembra funzionare per slogan opposti, composta da una societ\u00e0 alacre e pioniera del nuovo futuro, ma che \u00e8 l\u2019insieme di tutti questi elementi che sono il frutto di un\u2019evoluzione, di una storia e di una cultura iniziate migliaia di anni fa. Questa consapevolezza ci ha fatto ancora di pi\u00f9 progredire e investire le nostre energie nella volont\u00e0 di capirne di pi\u00f9, sia per noi che per quello che \u00e8 diventato un progetto a tutti gli effetti. Abbiamo infatti deciso di partecipare a bandi che ci permettessero di condividere tutte queste esperienze raccolte in un anno di lavoro e, oramai decisi a portarlo a termine, ci siamo presi una pausa per riordinare le idee per poi proseguire con pi\u00f9 chiarezza.<\/p>\n<p>Proprio in quel momento, per\u00f2, qualcosa \u00e8 cambiato: questa volta non dentro di noi, ma nel mondo \u00e8 arrivato qualcosa con cui ancora oggi stiamo facendo i conti, ovvero la pandemia. Qui il nostro progetto ha iniziato a prendere la forma finale che \u00e8 nel documentario, la pausa di riflessione sommata alla nuova spinta mediatica relativa alla Cina ci ha fatto rendere conto che il nostro viaggio non era terminato, e che le nostre nuove certezze si basavano s\u00ec su qualcosa di pi\u00f9 concreto e composito, ma che altrettanto molte domande rimanevano insolute; anche la gestione della pandemia stessa in Italia e in Cina aveva, per esempio, scoperchiato qualcosa che rimandava chiaramente a diverse visioni e a differenze culturali. Da questo momento in poi la ricerca \u00e8 stata volta non pi\u00f9 alle singole esperienze, bens\u00ec alla volont\u00e0 di unire questi puntini per costruire un disegno quanto pi\u00f9 completo possibile di ci\u00f2 che \u00e8 la Cina oggi. Ci siamo resi conto immediatamente che il terreno diventava sempre pi\u00f9 scivoloso e che le opinioni avevano lasciato il passo a confronti e scontri di visioni diverse su come interpretare questo controverso Paese. Ore e ore di dibattito e confronto fra di noi portavano a opinioni cangianti ogni qualvolta le persone ci davano nuovi elementi sui quali riflettere, a partire dall\u2019imprescindibile storia del Paese, dal rendersi conto cio\u00e8 che la Cina odierna \u00e8 frutto soprattutto del suo recente passato, della volont\u00e0 di uscire da una situazione disastrata e di ritagliarsi nuovamente quel ruolo che i cinesi vedono come appartener loro nel mondo. Il lockdown ci ha fatto riflettere altres\u00ec sulla questione dell\u2019obbedienza e della libert\u00e0, una libert\u00e0 che, per quanto guidata e mal sfruttata, noi diamo per scontata e che crediamo essere universale nel suo significato e nella sua espressione. Per quanto iniziassimo a comprendere determinate dinamiche e approcci culturali, cercavamo il confronto e, in questo senso, due interviste in particolare a due ragazzi cinesi ci hanno aiutato ancora una volta ad aprire gli occhi e a mettere sempre tutto in discussione.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che questa tematica sia l\u2019emblema di ci\u00f2 che stava crescendo in noi, ovvero il rendersi conto che non stavamo solo parlando un Paese diverso dal nostro ma che ci stavamo confrontando con una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa, un Paese che \u00e8 un continente con una cultura e delle radici diverse e lontane dalle nostre; per la prima volta nella nostra vita stavamo mettendo in discussione noi stessi come individui e come parti di un sistema e di una fetta di mondo, rendendoci oramai evidente come questa non fosse pi\u00f9 l\u2019unica nello scacchiere mondiale. Di qui si sono susseguite domande e interviste per indagare questo aspetto, e che si andavano sempre pi\u00f9 a intrecciare con ci\u00f2 che la Cina manifesta all\u2019interno e all\u2019esterno di se stessa attraverso la sua massima rappresentazione, ovvero il governo del Partito comunista cinese. Per un occidentale \u00e8 probabilmente molto difficile immaginare e comprendere appieno il suo rapporto con la cittadinanza, e discernere dove inizi uno e finisca l\u2019altro, dove inizi lo scambio (il famoso \u201csogno cinese\u201d) e dove finisca la libert\u00e0 individuale a vantaggio di un\u2019unit\u00e0 di intenti e di armonia nazionale. Un altro aspetto sul quale \u2013 come naturale conseguenza \u2013 abbiamo posato la nostra riflessione \u00e8 il ruolo della propaganda e del soft power che un Paese esercita sia verso i propri cittadini che, in misura ancora maggiore, nei confronti del resto del mondo; dunque ci siamo interrogati su quali e sull\u2019origine dei valori che noi definiamo come parte integrante del nostro bagaglio culturale, scoprendo come siamo comunque padri e allo stesso tempo figli di quell\u2019altra potenza che si contende l\u2019influenza mondiale con la Cina, ovvero gli Stati Uniti. Alla fine di questo percorso, dove le domande sicuramente sono risultate ben pi\u00f9 delle risposte che ci siamo dati, si \u00e8 dovuti arrivare al punto di metterle in forma audiovisiva. Come gi\u00e0 detto, tutta la seconda parte del nostro progetto si \u00e8 svolta in periodo di lockdown, e questo ha implicato non molte sfide sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista tecnico e strutturale. Si pu\u00f2 dire che il nostro lavoro \u00e8 stato davvero fatto in casa, totalmente realizzato nell\u2019intimo di una camera che poteva diventare una prigione e che invece \u00e8 diventato un portale sul mondo nel quale abbiamo raggiunto e incontrato virtualmente moltissime persone.<\/p>\n<p>Data l\u2019impossibilit\u00e0 di raccogliere materiale video, ci siamo affidati molto agli archivi e alle risorse disponibili online, cos\u00ec come al moltissimo materiale donatoci dalle persone coinvolte nelle interviste. Abbiamo deciso di mantenere questa natura ibrida e condivisa come anima del progetto e di far s\u00ec che l\u2019intero nostro lavoro potesse essere liberamente visibile su richiesta per tutti. Rendere il nostro percorso un film non \u00e8 stato semplice, anche perch\u00e9 non ci sentivamo e non ci sentiamo tutt\u2019ora degli esperti; di conseguenza non avrebbe potuto essere un punto sulla Cina, ma doveva mantenere, anche nella narrativa, l\u2019idea di percorso e di evoluzione del pensiero a partire dagli stereotipi fino alla riflessione sul ruolo nostro e della Cina nel mondo. Abbiamo quindi deciso di utilizzare Elisabetta come avatar di questo percorso in modo tale che potesse accompagnare in maniera diretta lo spettatore in questo viaggio che si snoda nel tempo e nello spazio, ma anche tra i sogni e gli studi televisivi. Non \u00e8 stato semplice, ma \u00e8 stata una grande sfida \u2013 come tutto in questo progetto \u2013 e speriamo che, anche grazie al nostro lavoro, molte persone possano perlomeno rendersi conto delle sfaccettature e della complessit\u00e0 di punti di vista che compongono il parlare, ma anche solo il conoscere questa grande realt\u00e0 fatta di luci, ombre e contrasti quale \u00e8 la Cina.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60762\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/CHINA-2.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"405\" \/><\/p>\n<div><strong>THOMAS SAGLIA<\/strong> (Trento, 1990)<br \/>\nDopo gli studi universitari, dove ha approfondito la storia e la teoria del cinema, del teatro e della musica a Trento, ha svolto un anno di servizio civile presso la redazione di Altrove Reporter. Qui ha avuto il ruolo di responsabile del settore audiovisivo (interviste, copertura video) ed \u00e8 stato autore, regista e montatore del suo primo documentario, I capitali italiani (2016, 60\u2019), un\u2019indagine sull\u2019emigrazione trentina in cinque capitali europee (Berlino, Londra, Vienna, Bruxelles e Amsterdam). \u00c8 arrivato finalista nel concorso \u201cMemorie migranti\u201d di Gualdo Tadino. Nel frattempo ha collaborato con diverse realt\u00e0 territoriali (Jump Cut, Comune di Riva del Garda, Accademia della montagna, Trento Film Festival). Si \u00e8 diplomato in regia presso la ZeLIG, School for Documentary, Television e New Media, di Bolzano dove, tra i vari progetti, ha realizzato due lungometraggi in qualit\u00e0 di regista e comontatore: PAPA\u2019 DARIO! (2018, 75\u2019) e Le creature di Andrea (2019, 75\u2019). Quest\u2019ultimo ha vinto il premio del pubblico al ViaEmili@DocFest di Modena e ha ricevuto una menzione speciale al Trento Film Festival. Tra i cortometraggi si possono annoverare Lo scambio (2017, 16\u2019), Verde bosco (2018, 10\u2019) e Vigilia (2019, 13\u2019), progetto autoriale incentrato sul Gay Pride svoltosi a Trento e che lo ha visto impegnato come regista, cinematographer e montatore.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>ELISABETTA GIACCHI<\/strong> (Orzinuovi, 1991)<\/div>\n<div>Si laurea a Firenze con il massimo dei voti in storia dell\u2019arte moderna e parallelamente svolge il servizio civile ad Altrove Reporter, dove copre i ruoli di progettista e intervistatrice. \u00c8 infatti quest\u2019ultima esperienza che la porta successivamente ad approfondire gli ambiti della progettazione, dell\u2019illustrazione e dell\u2019animazione. A oggi, ha collaborato con differenti associazioni e realt\u00e0 del territorio trentino al fine di promuovere l\u2019arte attraverso mostre e iniziative culturali.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Thomas Saglia e Elisabetta Giacchi (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are here: Home<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41680","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41680"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41681,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41680\/revisions\/41681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}