{"id":41682,"date":"2021-03-13T17:15:18","date_gmt":"2021-03-13T16:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41682"},"modified":"2021-03-13T17:20:11","modified_gmt":"2021-03-13T16:20:11","slug":"50anni-di-due-rivisteinchiesta-e-qualityquantity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/03\/50anni-di-due-rivisteinchiesta-e-qualityquantity\/","title":{"rendered":"50 anni di due riviste: Inchiesta e Quality"},"content":{"rendered":"<p>di VITTORIO CAPECCHI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/archivio\/\">Archivio<\/a> \u00bb <strong>Vittorio Capecchi: Mezzo secolo di due riviste: \u201cQuality and Quantity\u201d e \u201cInchiesta\u201d<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-60552\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Vittorio Capecchi: Mezzo secolo di  due riviste: \u201cQuality and Quantity\u201d e \u201cInchiesta\u201d\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/\" rel=\"bookmark\">Vittorio Capecchi: Mezzo secolo di due riviste: \u201cQuality and Quantity\u201d e \u201cInchiesta\u201d<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Vittorio Capecchi\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/vittorio-capecchi\/\" rel=\"author\">Vittorio Capecchi<\/a> | 11 Febbraio 2021 | <a title=\"Comments for Vittorio Capecchi: Mezzo secolo di  due riviste: \u201cQuality and Quantity\u201d e \u201cInchiesta\u201d\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60560\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/INCHIESTA-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"451\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60561\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QQ-1.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"368\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Mezzo secolo di due riviste : \u201cQuality and Quantity\u201d e \u201cInchiesta\u201d\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Diffondiamo l\u2019editoriale dell\u2019ultimo numero di \u201cInchiesta \u201d cartacea.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo 2020 \u00e8 terminata una fase durata cinquanta anni delle due riviste che ho fondato e diretto fino a oggi. Dopo 54 anni lascio la direzione di \u201cQuality and Quantity. International Journal of Methodology\u201d, rivista di modelli matematici in inglese (primo numero gennaio 1967 stampata da Marsilio, Padova). \u00a0Il \u00a0nuovo direttore di QQ \u00e8 il matematico sud coreano Han Woo Park della YeungNam University e \u201cQuality and Quantity\u201d \u00e8 oggi un bimensile edito da Springer Olanda di cinquecento pagine a numero per un totale di circa 3000 pagine annue di modelli matematici. Nel 2020 termina con questo numero la rivista cartacea \u201cInchiesta\u201d \u00a0(primo numero gennaio 1971 stampato da Dedalo, Bari) \u00a0che prosegue in <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">www.inchiestaonline.it<\/a> nata nel 2010 che ha pubblicato fino adesso pi\u00f9 di 4000 articoli, un numero di testi notevolmente pi\u00f9 elevato di quelli pubblicati in \u201cInchiesta\u201c cartacea.<\/p>\n<p>In questo editoriale viene raccontata la storia intrecciata di queste due riviste che non potrebbero\u00a0 essere pi\u00f9 distanti: per formato, lingua, contenuti degli articoli, casa editrice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1.Nascita della rivista \u00a0\u201cQuality and Quantity\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La nascita della rivista \u201cQuality and Quantity\u201d ha una data precisa (giugno 1956) quando, iscritto all\u2019Universit\u00e0 Bocconi e lasciata la famiglia residente a Pistoia per il Pensionato Universitario milanese inaugurato quell\u2019anno, faccio il primo esame da matricola con Francesco Brambilla, \u00a0l\u2019ordinario di statistica \u201cmatematica\u201d (da non confondere con statistica \u201ceconomica\u201d insegnata da Libero Lenti). Era il mio primo esame e gi\u00e0 trovarmi da Pistoia a Milano era un cambiamento notevole. Non ricordo bene come procedette l\u2019esame. Brambilla mi dette trenta e lode e poi mi disse : \u201cVedo nei suoi occhi la passione per la matematica. Domani mattina venga a trovarmi nel mio studio\u201d. Brambilla aveva il suo studio al terzo piano mentre al piano terreno era attrezzato il Centro meccanografico in cui c\u2019erano le macchine Olivetti \u00a0per lavorare con le schede perforate.<\/p>\n<p>La proposta che mi fece Brambilla era, anche allora, sorprendente, Dopo un periodo di assistenti presi in concomitanza con la tesi di laurea (assistenti che poi lo avevano abbandonato per fare soldi con la ricerca operativa) Brambilla aveva pensato di investire su tre matricole in modo da \u201ctirarsele su\u201d con studi matematici adeguati. La proposta, subito accettata (uno che veniva da Pistoia non poteva certamente mettere in discussione una persona autorevole come Brambilla), era quella di iniziare a fare l\u2019assistente di statistica insieme a Giorgio Faini e Michele Cifarelli (il primo diventato poi direttore del Centro di Calcolo della Bocconi e, il secondo, direttore del Dipartimento di statistica al posto di Brambilla). Brambilla mi disse solo di non leggere i libri dell<em>\u2019Innominabile<\/em> e di frequentare il Centro meccanografico per prendere confidenza con le macchine e sapere dalla sua Segretaria, Dora Branduardi, quando e dove sarebbero state tenute le lezioni,<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong>Scesi al piano terreno e parlai con la Dottoressa Branduardi chiedendole chi era mai questo <em>Innominabile <\/em>perch\u00e9 se non conoscevo il suo nome avrei potuto leggerlo inavvertitamente. Dovetti penare un po\u2019 per farmi dire quel nome. Era quello di Corrado Gini, a Milano noto come jettatore (aveva fatto cadere un lampadario alla Scala e quasi fatto affondare un piroscafo che andava negli Stati Uniiti). In realt\u00e0 Gini (noto per l\u2019Indice Gini) era stato soprattutto un fedelissimo fascista e Brambilla invece era stato nella Resistenza, segretario di Parri, e era stato anche torturato dalla Banda della Muti insieme all\u2019altro docente di matematica della Bocconi Giovanni Ricci<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Il messaggio di Brambilla era chiaro: passione per la bellezza dei modelli matematici sempre, \u00a0fascisti mai.<\/p>\n<p>Nei quattro anni di universit\u00e0 bocconiana frequentai\u00a0 i seminari di matematica che Brambilla teneva insieme ad Avondo Bodino (corsi sulla teoria delle code,su i numeri immaginari ecc .. ) affascinato dall\u2019immagineche Brambilla ripeteva spesso: \u201ci modelli matematici sono belli in s\u00e9 e se questi modelli non riescono ad interpretare unadata realt\u00e0 \u00e8 colpa della realt\u00e0 che non li merita\u201d.\u00a0Quello che Brambilla ci insegnava a vedere era la bellezza della costruzione logica dei modelli che si autoalimentavano definendo costruzioni e architetture sempre pi\u00f9 ardite e affascinanti che si distaccavano (per nostra fortuna) da un mondo\u00a0 imperfetto in cui trionfava la ricerca del successo\u00a0 e del denaro a qualunque costo. Brambilla non era solo un appassionato di matematica (il suo secolo preferito era il Settecento); era anche una persona impegnata politicamente, molto curiosa e interessata alle scienze sociali che proponevano letture critiche della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec un giorno del 1960, quando avevo gi\u00e0 scelto la tesi sui processi stocastici markoviani, Brambilla ci present\u00f2 un suo amico, Angelo Pagani, che per la prima volta ci parl\u00f2 di sociologia proponendoci un seminario sulle classi\u00a0sociali. Pagani dirigeva allora l\u2019Istituto per persone anziane, la Baggina, di Milano e la rivista \u201cLongevit\u00e0\u201d; nel 1960 aveva terminato il rapporto di ricerca <em>Classi e <\/em><em>dinamica sociale<\/em> realizzato insieme al Cresm di Pavia.<\/p>\n<p>Al piccolo gruppo che seguiva i seminari di Brambilla, Pagani present\u00f2 proprio quella ricerca insieme al tema teorico delle classi sociali in sociologia. L\u2019esposizione fu talmente convincente da farmi modificare il titolo della tesi in\u201cLa mobilit\u00e0 sociale come processo stocastico markoviano\u201d <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> con relatore Francesco Brambilla e correlatore\u00a0 Angelo Pagani. \u00a0Pagani \u00e8 stato non solo un sociologo competente e originale ma anche un grande organizzatore culturale dirigendo a Milano l\u2019ILSES (Istituto Lombardo Scienze Economiche e Sociali) e quandomor\u00ec prematuramente nel 1972 a 54 anni \u00a0fu una grave perdita per la sociologia italiana \u00a0oltre che personale (era stato testimone alle mie nozze con Silvia e sua figlia piccola, vedendomi altissimo, misurava l\u2019altezza degli alberi e dellecase in Capecchi)<\/p>\n<p>Una circostanza del tutto casuale mi apr\u00ec la via verso gli Stati Uniti. Un giorno del 1961 (mi ero laureato quell\u2019anno) Brambilla mi port\u00f2 una lettera spedita da Paul F. Lazarsfeld (Columbia University di New York) agli Istituti di statistica delle universit\u00e0 europee in cui si invitavano giovani ricercatori, che avevano applicato modelli matematici a tematiche sociologiche, a partecipare a un seminario organizzato dall\u2019Unesco a G\u00f6sing in Austria su \u201cMatematica e scienze sociali\u201d.\u00a0 Dato il titolo della mia tesi \u00a0venni subito accettato e \u00a0nel luglio del 1962 a \u00a0G\u00f6sing conobbi cos\u00ec Lazarsfeld (PFL) che mi piacque moltissimo non solo per la sue competenze matematiche (si era laureato nel 1925 in matematica con una \u00a0tesi sulle orbite di Mercurio) ma per la sua creativit\u00e0, cultura umanistica e impegno politico. Era nato a Vienna nel 1901 e la sua era una famiglia ebrea che aderiva al cos\u00ec detto austro marxismo insieme a protagonisti viennesi come \u00a0\u00a0Max Adler, Victor Adler, Alfred Adler e Otto Bauer che frequentavano la casa di PFL. Come prime ricerche a Vienna PFL collabor\u00f2 al Centro di psicologia sociale di Charlotte e <em>Karl B\u00fchler e la sua prima ricerca sociologica che utilizzava metodi qualitativi e quantitativi fu <\/em><em>I disoccupati di Marienthal <\/em><em>scritta nel 1932 con Marie Jahoda e Hans Zeisel.<\/em><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><em> Il nazismo \u00a0stava per\u00f2 avvicinandosi anche all\u2019Austria e PFL nel 1933 decise di utilizzare una borsa Rockfeller per andare via da Vienna \u00a0negli Stati Uniti.<\/em><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>Durante quel seminario a G\u00f6sing, oltre a curare insieme ad altri giovani gli atti del seminario<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> ,concordai con PFL di pubblicare un\u2019ampia antologia dei suoi scritti \u00a0e di frequentare, per realizzare quel progetto, il <em>Bureau\u00a0 of Applied Social Research<\/em> della Columbia University che lui dirigeva con Merton. Il soggiorno a New York nei primi anni \u201960 fu importante sia per la nascita di \u201cQuality and Quantity\u201d che per la nascita di \u201cInchiesta\u201d.<\/p>\n<p>La nascita di \u201cQuality and Quantity\u201d (QQ) venne evocata discutendo con PFL il progetto di una rivista in inglese per diffondere in Europa la matematica nelle scienze sociali . PFL mi aveva presentato a Parigi Raymond Boudon che stava preparando una antologia di scritti di PFL in francese. Raymond trov\u00f2 il titolo: \u201cQuality and Quantity\u201d utilizzando il titolo di un libro di Daniel Lerner uscito nel 1961.<\/p>\n<p>Si trattava di trovare un editore e il mio amico Paolo Ceccarelli \u00a0(amico dai primi\u00a0 anni alla Bocconi insieme a Francesco Indovina) risolse il problema. Paolo aveva una piccola quota azionaria nella casa editrice Marsilio di Padova e utilizz\u00f2 quel suo piccolissimo potere per fare uscire nel 1967 il primo numero di QQ che aveva \u00a0Raymond Boudon Associate Editor e la copertina arancione con la grafica ancora oggi utilizzata. L\u2019autore della grafica rimase ignoto e l\u2019unica cosa certa \u00e8 che il primo numero \u00a0di QQ si disperse nelle calli veneziane per una acqua alta particolarmente irrispettosa della bellezza della matematica. Nel 1969 il Mulino del mio amico Giovanni Evangelisti, subentr\u00f2 a Marsilio e con il Mulino arriv\u00f2 come Segretaria di Redazione Maria Theresa Viola Sandri, moglie del logico matematico Giorgio Sandri, allievo di Alberto Pasquinelli che aveva scritto sul primo numero di QQ. Dolores veniva dagli Stati Uniti, dove aveva incontrato Giorgio, ed era reduce da successi nel musical (aveva anche vinto un Grammy).<\/p>\n<p>La situazione di QQ agli inizi del 1969 era la seguente: i testi in inglese erano di buona qualit\u00e0 (ad esempio, nel primo numero, gli scritti erano di Boudon, Pasquinelli, Nowak, Lunghini, Arcelli) e avevamo anche una Segretaria dinamica capace di cantare <em>My Fair Lady<\/em> ma non avevamo lettori e il pericolo di chiusura era presente. Al Congresso mondiale di sociologia del 1970 a Varna (Bulgaria) avvenne per\u00f2 un piccolo miracolo. Un rappresentante della casa editrice olandese Elsevier mi contatt\u00f2 e mi chiese di acquistare QQ perch\u00e9 volevano accreditarsi a livello internazionale nelle pubblicazioni matematiche orientate alle scienze sociali. Con Giovanni brindammo pi\u00f9 volte per lo scampato pericolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2<strong>. Nascita della rivista \u201cInchiesta\u201d<\/strong><\/p>\n<p>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La New York degli anni \u201960 quando frequentavo il <em>Bureau\u00a0 of Applied Social Research<\/em> della Columbia University di PFL influ\u00ec in modo decisivo sulla nascita di \u201cInchiesta\u201d.<\/p>\n<p>Ho immagini forti di quel periodo. Ad esempio nel 1967 partecipai a New York alla marcia per la pace in Vietnam, \u201cdei trecentomila\u201d, che venne aperta da Martin Luther King (ucciso l\u2019anno dopo) insieme ai professori in toga della Columbia University. Abitavo in quel periodo a casa di Cesare Lena, un giovane psichiatra cugino di mia moglie e, per arrivare a Central Park (punto di ritrovo e inizio della marcia) ,dovevo prendere un pullman e poi la metropolitana. Arrivai a Central Park dopo due ore e presi un cartello con scritto \u201cPeace Now\u201d iniziando a camminare dietro a un sottomarino giallo di cartapesta messo sopra un\u2019auto dalla quale usciva la musica dei Beetles, ovviamente <em>The Yellow Submarine<\/em>. Un\u2019atmosfera bellissima in cui il cambiamento del mondo sembrava possibile. Incontrai, ad esempio, Neil Henry, un assistente di PFL (scriver\u00e0 un libro sulla Analisi della struttura latente), e \u00a0quasi ci abbracciammo in omaggio a quella atmosfera. Poi dopo avere camminato tutto il giorno alle 10 di sera decisi di prendere la metropolitana e tornare a casa. Avevo visto in Italia il film di Larry Peerce: <em>New York ore 3, L\u2019ora dei vigliacchi<\/em>, uscito proprio nel 1967 (con Tony Musante e Martin Sheen) in cui venivano anticipati i temi di <em>Arancia meccanica<\/em>. Il film era una esplosione di violenza senza scopo nella metropolitana di New York. Presi la metropolitana e non mi successe niente salvo un piccolo dettagl<em>io: <\/em>il percorso di un\u2019ora e mezzo in metropolitana lo feci da<em> solo<\/em>; nessun passeggero era salito perch\u00e9 ritenuto pericoloso anche se in un orario lontano dalle 3 del mattino.<\/p>\n<p>La New York degli anni \u201960 \u00e8 stata per me un groviglio inestricabile di violenza e di sogni. La violenza era nella politica (in quegli anni oltre a Martin Luther King uccisero Malcom X, i capi del\u00a0 Black Panther Party, i due Kennedy) e nelle strade (ho visto pestare dalla polizia a pochi metri di distanza \u00a0un gruppo di Hare Krishna rei di cantare inni di pace). In quanto ai sogni nascevano sempre a New York \u00a0progetti di cambiamento come la <em>Radical Sociolog<\/em>y e la <em>Radical Economy<\/em>. I miei amati modelli matematici di QQ mi sembrarono inadeguati per incontrare la realt\u00e0 (come Brambilla aveva sempre capito). Iniziai a pensare a una rivista diversa.<\/p>\n<p>Per la nascita di una nuova \u00a0rivista \u00a0bisogna avere un gruppo di amiche e amici che credono nel progetto, decidere il nome della rivista e trovare un editore.<\/p>\n<p>Il gruppo fu formato da componenti diverse e iniziai con il contattare chi scriveva sulle due riviste pi\u00f9 vicine: \u00a0\u201cQuaderni Piacentini\u201d e \u201cQuaderni Rossi\u201d.\u00a0 Chiesi a\u00a0 Goffredo Fofi se mi suggeriva qualche nome per l\u2019area socioeconomica e lui mi indic\u00f2\u00a0 due giovani che stimava \u201cche conoscevano bene il Sud\u201d: gli oggi ben noti Giovanni Mottura ed Enrico Pugliese. Entr\u00f2 poi in \u201cInchiesta\u201d Francesco Ciafaloni che scrisse l\u2019editoriale del primo numero e alle prime riunioni di \u201cInchiesta\u201d partecip\u00f2 in modo significativo Mario Miegge che pubblic\u00f2 nel primo numero della rivista un articolo su capitalismo e scuola lunga mentre un altro valdese, lo storico Giorgio Rochat, scrisse un testo, allora molto apprezzato, su come era organizzato (male) l\u2019esercito italiano e perch\u00e9, dato questo disastro organizzativo, non c\u2019erano rischi di golpe.<\/p>\n<p>L\u2019area sociologica era formata da Massimo Paci, Tullio Aymone, Paolo Calza Bini, Enzo Mingione, Marzio Barbagli, con i contributi dei sociologi politici Carlo Donolo e Giordano Sivini. Una delle caratteristiche della nuova rivista fu la forte presenza di donne: Laura Balbo, Chiara Saraceno, Bianca Beccalli, Giuliana Chiaretti, Ada Cavazzani, Ota de Leonardis, Letizia Bianchi, Franca Bimbi, Laura Corradi. In quanto all\u2019economia, oltre alla collaborazione di Luigi Frey e Luca Meldolesi, si stabil\u00ec una stretta collaborazione con la Facolt\u00e0 di Modena che aveva allora come preside Michele Salvati ed economisti come Sebastiano Brusco, Andrea Ginzburg, Paolo Bosi, Ferdinando Vianello<\/p>\n<p>Una componente molto importante mi arriv\u00f2 attraverso QQ. Mentre vivevo come assistente di Brambilla nel Pensionato universitario della Bocconi decisi di partecipare a un Convegno sulle possibilit\u00e0 dei nuovi calcolatori organizzato dalla Olivetti Bull. Ero seduto del tutto casualmente accanto all\u2019Ingegner Vittorio Milani della Olivetti e durante gli intervalli gli parlai dei modelli matematici, di Brambilla e Pagani ecc.. \u00a0Il risultato fu che l\u2019Ing. Milani mi invit\u00f2 a frequentare l\u2019Olivetti con una piccola borsa di studio. La sorpresa fu che il pezzo di Olivetti che lui coordinava era il Centro di Psicologia diretto scientificamente dal grande psicoanalista freudiano Cesare Musatti con Renato Rozzi e Franco Novara (che diventarono miei grandi amici) che mi fecero capire come si poteva fare una inchiesta operaia avendo come mandante il sindacato e non il padronato (quella era una delle tante novit\u00e0 introdotte da Adriano Olivetti).<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Con Musatti, Rozzi e Novara entrarono\u00a0 nel gruppo della nuova rivista anche Giovanni Jervis e Letizia Comba ai quali si aggiunse poi Giulio Maccacaro e \u00a0medici e psicologi del lavoro come IvaEmilio Rebecchi.<\/p>\n<p>Dopo la libera docenza presa nel 1967 avevo avuto nel 1968\/69 \u00a0l\u2019incarico di sociologia a Bologna a Magistero e \u00a0nello stesso anno l\u2019incarico di Metodologia della ricerca sociale e la Direzione delle ricerche nella Universit\u00e0 di scienze sociali\u00a0 di Trento diretta da Francesco Alberoni.<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>L\u2019incarico a Magistero port\u00f2 al gruppo della nuova rivista i pedagogisti Antonio Faeti, Antonio Genovese, Mario Gattullo e Piero Bertolini, preside di facolt\u00e0 dopo Bertin, e \u00a0Andrea Canevaro, anche lui preside di facolt\u00e0, port\u00f2 avanti la tematica della disabilit\u00e0 organizzando a Bologna il convegno\/esposizione Handimatica che esponeva le \u201cnuove tecnologie per persone disabili\u201d, una delle tematiche pi\u00f9 seguite da \u201cInchiesta\u201d (diressi per due anni un Master con quel titolo).<\/p>\n<p>Decidemmo come nome della rivista \u201cInchiesta\u201d perch\u00e9, come scriveva il presidente Mao, \u201cchi non ha fatto inchiesta non ha diritto di parola\u201d<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> Mancava ancora l\u2019editore e il nome di Raimondo Coga, direttore della Casa editrice Dedalo di Bari, mi arriv\u00f2 attraverso Mario Spinella (che dirigeva \u201cUtopia\u201d edita da Dedalo). Raimondo \u00e8 stato un imprenditore coraggioso di sinistra innovando sul piano tecnico i macchinari della tipografia e non avendo paura di pubblicare libri e riviste (un numero incredibile di riviste) anche in aree meno frequentate (Raimondo \u00e8 stato l\u2019editore di \u201cSapere\u201d, l\u2019edizione italiana della \u201cMonthly Review\u201d, \u201cQuaderni di storia\u201d, \u201cControspazio\u201d, \u201cIl manifesto mensile\u201d, \u201cCritica marxista\u201d, \u201cUtopia\u201d, \u201cClasse\u201d, \u201cFabbrica e Stato\u201d, \u201cMagistratura Democratica\u201d, \u201cTempi moderni\u201d, \u201cIl piccolo Hans\u201d, \u201cLavoro critico\u201d, \u201cQuaderni medievali\u201d e \u201cGulliver\u201d)<\/p>\n<p>\u201cInchiesta\u201d nacque cos\u00ec nel 1970 a Milano in un caff\u00e8 vicino al grattacielo Pirelli dove mi incontrai con Raimondo Coga che mi disse due cose. \u201cIl Manifesto\u201d mensile chiudeva per diventare un quotidiano e \u201cInchiesta\u201c poteva prendere il suo formato. Per differenziarsi era sufficiente passare da una copertina che si muoveva per linee orizzontali a una copertina che si muovesse per linee verticali. E cos\u00ec usci il primo numero.<\/p>\n<p>A questo punto si trattava di decidere se, come rivista, non avere punti politici di riferimento oppur aderire a un gruppo, un partito politico, un sindacato. L\u2019esperienza fatta all\u2019Olivetti di Ivrea mi spinse a scegliere il sindacato e cos\u00ec, con il primo numero di \u201cInchiesta\u201d in mano, mi presentai a Claudio Sabattini, che dirigeva la FLM, per verificare come \u201cInchiesta\u201d poteva essere utilizzata. Nel 1973 Claudio chiam\u00f2 Adele Pesce da Roma a Bologna per coordinare le 150 ore ed io divenni responsabile (ovviamente a titolo gratuito) del Centro studi della FLM prima bolognese e poi dell\u2019Emilia Romagna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Breve storia di mezzo secolo di \u201cQuality and Quantity\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 1971, quando esce il primo numero di \u201cInchiesta\u201d, ho fatto un viaggio nelle zone pi\u00f9 industriali della Cina con la rivista \u201cVento dell\u2019Est\u201d, diretta da Filippo Coccia e Maria Regis, insieme a mio fratello Giuliano, Renato Rozzi, Giovanni Jervis, Romano AlquatI. Guido Neri, Sandro Russo. Questo viaggio verr\u00e0 ripetuto nel 1973 nelle zone agricole tra i due grandi fiumi sempre con \u201cVento dell\u2019Est\u201d insieme a Giulio Maccacaro, Dario Paccino, Franca Basaglia, Gianni Sofri, Nicoletta Stame, Pietro Basso, Enrico Pugliese, Saverio Caruso, Anna Rollier. Il viaggio in Cina ha per me rappresentato non solo l\u2019incontro con la Cina in piena rivoluzione culturale\u00a0 ma anche un incontro tra QQ e \u201cInchiesta\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 1971 veniamo accompagnati a Tachai, la comune simbolo della Rivoluzione culturale, dove la popolazione formata da contadini poveri aveva portato la terra di una collina (con bilancieri) per metterla su di un fondo argilloso cos\u00ec da poterlo coltivare. Chiedo di poter parlare con gli insegnanti di matematica e in quel luogo sperduto posso leggere le formule (che non sono in caratteri cinesi) dei testi delle scuole superiori. Riconosco cos\u00ec le formule della programmazione lineare che insegnavo come assistente di Brambilla. Chiedo precisazioni e, attraverso l\u2019interprete, i due insegnanti mi spiegano che nella Cina della Rivoluzione culturale la matematica \u00e8 considerata essenziale per costruire dighe e anche per risolvere problemi di aternative (ad esempio la programmazione lineare era stata utilizzata per capire quale percorso ottimale avrebbe potuto avere un carico di alberi tagliati sulla collina per portarli a valle).<\/p>\n<p>Nel viaggio del 1973 (fatto prevalentemente nel mese di giugno) potei anche viaggiare su una barca di cemento di medie dimensioni dopo aver visitato la fabbrica di barche di cemento di Wuxi. La matematica era elaborata al livello universitario e agli operai venivano forniti dei calchi di barche su i quali spalmare il cemento cos\u00ec che le barche potessero galleggiare.<\/p>\n<p>Le contraddizioni della Rivoluzione culturale erano visibili. Il governo cinese aveva allora paura che grandi spostamenti di popolazione incontrollati dalle campagne alle citt\u00e0 portassero al caos totale e il risultato era, ad esempio, che all\u2019interprete cinese del viaggio del 1971 (residente a Pechino) era stato impedito di vedere per cinque anni moglie e figlia che stavano a Canton. Questo interprete ci chiese (e ovviamente dicemmo subito di si) il permesso di fare quella visita a casa ma \u00e8 evidente che contro quelle rigidit\u00e0 maoiste si mosse, con il consenso della popolazione, la \u00a0linea di Deng Xiaoping,<\/p>\n<p>Uscimmo come \u201cInchiesta\u201d dal viaggio in Cina con un orizzonte politico pi\u00f9 ampio colpiti dalle grandi lotte (vittoriose) della popolazione cinese contro la schistosomiasi\u00a0 e le inondazioni del Fiume Giallo, ma anche dai costi in termine di libert\u00e0 individuali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista di QQ era poi evidente che occorreva uscire dai modelli lineari. Ho descritto i grandi cambiamenti avvenuti in QQ nel volume che festeggiava i primi quaranta anni della rivista<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Come risulta chiaramente da quella storia i modelli matematici utilizzati da PFL avevano due limiti immediatamente visibili: erano modelli lineari (si parlava infatti di programmazione<em> lineare<\/em>, di modelli causali <em>lineari<\/em> ecc..) e potevano essere applicati solo a gruppi omogenei di livelli di scala (nominale, ordinale, di rapporti).<\/p>\n<p>La storia di QQ cambia quando negli anni \u201990 diventa condirettore Massimo Buscema direttore del Semeion di Roma, Ente Scientifico senza scopo di lucro, fondato nel 1985, con personalit\u00e0 giuridica riconosciuta nel 1991 dal Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca (MIUR).<\/p>\n<p>I modelli dell\u2019intelligenza artificiale sviluppati da Massimo e dal gruppo del Semeion sono lontanissimi da quelli utilizzati da PFL. Non sono pi\u00f9 lineari, possono considerare \u00a0informazioni basate sulla <em>fuzzy logic<\/em> (la logica sfumata), utilizzare contemporaneamente variabili a livelli diversi di scala, hanno la possibilit\u00e0 di passare da modelli lineari a modelli non lineari, possono far selezionare al computer i modelli non lineari pi\u00f9 adeguati, possono considerare relazioni di feedback tra variabili ecc..<\/p>\n<p>Una prima distinzione \u00e8 tra sistemi evolutivi e reti neurali. I sistemi evolutivi sono sistemi che si evolvono a partire da regole e da vincoli che vengono loro imposti e devono trovare una organizzazione ottimale rispetto a un determinato obiettivo. Le reti neurali invece, come le ANN (Artificial Neural Network), sono invece modelli matematici che attraversano una fase di \u00abapprendimento\u00bb costruendosi autonomamente una serie di \u00abstati interni\u00bb. La rete neurale, come afferma Buscema, si fa una rappresentazione interna dell\u2019ambiente e, se viene aiutata con degli algoritmi evolutivi adeguati, pu\u00f2 ottimizzare il suo apprendimento e raggiungere la previsione desiderata. Tra gli stati di input e quelli di output ci sono cos\u00ec degli stati \u00abnascosti\u00bb (<em>hidden<\/em>) degli \u00abstati interni\u00bb della rete. Vi sono cos\u00ec dei nodi di input, dei nodi hidden e dei nodi output.<\/p>\n<p>QQ diventa cos\u00ec una rivista che si muove nell\u2019area pi\u00f9 innovativa delle relazioni tra matematica e societ\u00e0. Consideriamo ad esempio come riuscire a prevedere se una persona avr\u00e0 o meno probabilit\u00e0 elevate di contrarre il morbo di Alzheimer oppure come riuscire a prevedere chi, in una classe di studenti, ha forti probabilit\u00e0 di essere bocciato e andare incontro a un insuccesso scolastico. In entrambe le applicazioni si tratta di realizzare una <em>previsione<\/em> e gi\u00e0 questo punto di partenza \u00e8 diverso dallo scenario dei modelli causali lineari di PFL dove ci\u00f2 che si proponeva era una metodologia per arrivare a una <em>spiegazione<\/em>.<\/p>\n<p>La previsione che una data persona possa essere colpita dall\u2019Alzheimer o da una bocciatura porta a intraprendere due fasi: (a) la scelta del tipo di ANN idonea per questo tipo di problema; (b) la raccolta dei dati da fornire come input alla rete artificiale. Saranno cos\u00ec utilizzati elettroencefalogrammi fatti a persone che avevano o non avevano ancora avuto l\u2019Alzheimer oppure questionari a studenti messi poi in relazione ai voti ottenuti alla fine dell\u2019anno scolastico. In entrambi i casi si ha una separazione tra <em>spiegazione<\/em> e <em>previsione<\/em>. I modelli basati sulle reti neurali artificiali permettono previsioni con piccoli margini di errore sulla probabilit\u00e0 di avere o non avere l\u2019Alzheimer oppure di essere o non essere bocciati.<\/p>\n<p>Si pone il problema politico della <em>prevenzione. <\/em>Se conosco che una persona ha elevate probabilit\u00e0 di avere l\u2019Alzheimer o di essere bocciata cosa posso fare per questa persona? Viene in mente il romanzo <em>Minority Report<\/em> di Philip K Dick in cui \u00a0dati di previsione sulle possibilit\u00e0 di una persona di diventare \u00a0o meno un criminale (l\u2019organizzazione si chiama <em>Precrimine)<\/em> alla fine porteranno alla tentazione di accentrare tutte le informazioni per avere pi\u00f9 potere. I problemi di etica politica, quando aumenta il potere di previsione, non possono essere ignorati.<\/p>\n<p>Il \u00a0\u00a0nome di QQ finisce con l\u2019avere un significato pi\u00f9 profondo: si pu\u00f2 infatti affermare che per arrivare alla \u201cquantity\u201d (la misurazione e la previsione dei fenomeni \u00a0della cultura scientifica) occorre vedervi strettamente collegata la \u201cquality\u201d (i valori etici della ricerca): <em>Quality<\/em> AND <em>Quantity.<\/em><\/p>\n<p>Punto di arrivo significativo \u00e8 \u00a0il volume a cura di Capecchi, Buscema, Contucci e D\u2019Amore scritto per i quaranta anni di QQ<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> : un volume innovativo in cui accanto ai modelli \u00a0di Buscema\u00a0 \u00e8 presente un\u2019area di applicazioni matematiche \u00a0molto innovative come quelle che collegano la matematica all\u2019arte testi scelti con cura dall\u2019amico Bruno D\u2019Amore del quale si consiglia la lettura dei libri <em>La matematica e la sua storia<\/em> (4 volumi scritti insieme a Silvia Sbaragli) e\u00a0 <em>Arte e matematica , <\/em>libri tutti editi da Dedalo.<\/p>\n<p>A Dolores Sandri nel 2007 era intanto subentrato Massimiliano Geraci. Dolores fa comunque nel 2017 gli onori di casa al Convegno su \u201cComplessit\u00e0 e previsione\u201d organizzato per i cinquanta anni della rivista e patrocinato dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Al Convegno partecipano con interventi Mirko degli Esposti (prorettore vicario dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, Augusto Shantena Sabattini, Armando Bazzani, Bruno Giorgini (unico autore sia di QQ che di \u201cInchiesta\u201d), Rachele Sprugnoli, Chiara Faggiolani, Massimo Buscema, Pier Luigi Sacco, Enzo Grossi,Mario Breda, Antonio Dumas, Mario Agostinelli, Dino Buzzetti. Joris Van Eijnatten, Guido Ferilli, Francesca della Torre. Il volume degli atti non viene pubblicato perch\u00e9 la responsabile di Springer non accetta, come avevo proposto, il passaggio di Massimo Buscema da Coeditor a Editor.<\/p>\n<p>Nella nuova QQ diretta da Han Woo Park Massimiliano Geraci continua ad essere Managing editor, \u00a0io sono Founding Editor, ma Buscema non \u00e8 pi\u00f9 nella redazione di QQ. Massimo scrive <em>L\u2019arte della previsione <\/em>a cura di Vittorio Capecchi<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> In questo ultimo testo Capecchi. per chiarire la logica sottostante i modelli di intelligenza artificiale proposti da Buscema, fa ricorso all\u2019<em>Yijing<\/em> (I Ching), il pi\u00f9 antico libro della Cina. Si chiude cos\u00ec con la Cina (come era iniziata) questa breve storia \u00a0di mezzo secolo di QQ.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Breve storia di mezzo secolo di \u201cInchiesta\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il primo numero di \u201cInchiesta\u201d esce nel gennaio del 1971 con la bravissima amica \u00a0Luciana \u00a0Bellini che tiene i contatti tra Dedalo e \u201cInchiesta insieme al bravissimo amico Gino Aquilino.Preziose le collaborazioni ai primi numeri di \u201cInchiesta\u201d come quella dell\u2019amica Carla Caprioli!<\/p>\n<p>Negli anni \u201970 \u00a0la rivista diventa in modo imprevedibile \u00a0un successo editoriale perch\u00e9 diviene la \u201crivista delle 150 ore\u201d. Nel 1973 Claudio Sabattini convince Adele Pesce (che sar\u00e0 mia compagna e moglie per 32 anni) di spostarsi da Roma, dove dirigeva la rivista \u201cUnit\u00e0 Operaia\u201d, a Bologna per coordinare le 150 ore. Le 150 ore sono state una straordinaria conquista sindacale e il numero 16 di \u201cInchiesta\u201d (1974) <em>Corso di economia 150 ore<\/em> (con scritti di Paolo Bosi, Sebastiano Brusco, Filippo Cavazzuti, Carlo D\u2019Adda, Andrea Ginzburg, Paolo Onofri, Ferdinando Vianello; in pratica tutta la sinistra della facolt\u00e0 di economia di Modena) arriv\u00f2, cos\u00ec narrava la leggenda, alla incredibile tiratura \u00a0di 80.000 copie.<\/p>\n<p>Nel caos della mie librerie posseggo le prime sei annate di \u201cInchiesta\u201d rilegate (un regalo che mi fece Gino Rubini) ed a quelle annate faccio riferimento per capire le caratteristiche del successo che ebbe negli anni \u201970.<\/p>\n<p>Una prima caratteristica \u00e8 stata quella di essere diventata la \u201crivista delle 150 ore\u201d e nel luglio-agosto del 1973 insieme a \u201cFabbrica e Stato\u201d facemmo un numero con in copertina l\u2019immagine di un clavicembalo con la scritta \u201cSuonata per i padroni\u201d perch\u00e9 durante la vertenza i padroni dicevano \u201cMa che ve farete delle 150 ore? Imparerete a suonare il clavicembalo?\u201d Tranquilla la \u00a0risposta dei compagni: \u201cSe sar\u00e0 il caso perch\u00e9 no!\u201d. Quel numero usc\u00ec con testi di Antonio Lettieri, Rossana Rossanda, Giuseppe Chiarante e poi la pattuglia di \u201cInchiesta\u201d formata da Ciafaloni, Miegge, Capecchi e altri<\/p>\n<p>Una seconda caratteristica \u00e8 stata quella di documentare i diversi tipi di lotte che si svolgono sia nel centro-nord che nel sud Italia. Su \u201cinchiesta\u201d il contratto dei metalmeccanici (articolo di Claudio Sabattini e Tiziano Rinaldini \u201cristrutturazione capitalistica e contratto dei metalmeccanici\u201d) appaiono insieme alle lotte del sottoproletariato urbano nei quartieri di Napoli (Antonino Drago) insieme a quelle della psichiatria e medicina del lavoro (Giovanni Jervis, Letizia Comba, Marina Mizzau, Ferruccio Giacanelli, Ivar Oddone). Le lotte nella scuola erano documentate da Mario Gattullo, Marzio Barbagli, Marcello Dei. insieme alle riflessioni di Antonio Faeti sulle \u201ctempere liberatrici\u201d. Le testimonianze che venivano dalla Chiesa valdese si intersecavano con quelle cattoliche di sinistra come documenta il processo a Don Bruno Borghi riportato su \u201dInchiesta\u201d<\/p>\n<p>Una terza caratteristica fu poi quella della ricerca come formazione di giovani quadri sindacali e di collegamenti sempre pi\u00f9 stretti tra FLM e facolt\u00e0 universitarie. Su \u201cInchiesta\u201d comparivano articoli su classi sociali e sviluppo capitalistico (articoli di Sebastiano Brusco, Massimo Paci, Luca Meldolesi, Giovanni Mottura, Enrico Pugliese, Camillo Daneo, Tullio Aymone, Paolo Calza Bini) insieme ai tanti numeri speciali curati da Laura Balbo sulla condizione femminile. Contemporaneamente uscivano\u00a0 dal Centro studi che dirigevo le ricerche e le Conferenze di produzione nelle fabbriche metalmeccaniche emiliane con il coinvolgimento di fabbriche nazionali quando bisognava definire un piano nazionale come quello del meccano tessile. Al centro di quelle ricerche l\u2019appassionato e competente contributo dell\u2019amico Roberto Alvisi e le relazioni sempre intense con suo figlio Bruno.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima caratteristica, quella di imparare a diffondere la ricerca della verit\u00e0 che si cela dietro l\u2019apparente oggettivit\u00e0 delle statistiche. Ad esempio l\u2019amico Luciano Bergonzini, docente bolognese di statistica, mise in.discussione il Censimento demografico del 1971 e, in particolare, le percentuali ufficiali di \u201ccasalinghe\u201d e \u201clavoranti a domicilio\u201d<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. Il metodo inventato da Luciano era semplice: vennero scelti quattro piccoli comuni emiliani e, in ognuno di questi comuni, veniva fatta una riunione in cui Luciano e il sindaco analizzavano, per ogni famiglia, tutte le donne in et\u00e0 lavorativa chiedendo a un piccolo gruppo di \u201cesperti\u201d (studenti che avevano riempito i precedenti censimenti, il medico, il gerente della cooperativa, il postino ecc..) se quelle donne erano \u201ccasalinghe\u201d o \u201clavoranti a domicilio\u201d. Il risultato fu indiscutibile: le percentuali di \u201ccasalinghe\u201d risultarono notevolmente pi\u00f9 basse e quelle che lavoravano a domicilio pi\u00f9 alte (ad esempio in uno di questi comuni le casalinghe risultarono il !3% mentre nelle statistiche ufficiali \u00a0erano il 40%; le lavoranti a domicilio passarono dal 3,6% al 12,3%). Sul piano politico e della formazione l\u2019articolo di Bergonzini ebbe un forte impatto: una storia da \u201cQuality\u201d AND \u201cQuantity\u201d per imparare a diffidare dei \u201cdati ufficiali\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1977 venne fatta una profonda ferita nella citt\u00e0 di Bologna: l\u2019uccisione di Francesco Lorusso e questa ferita, nelle istituzioni, fu descritta benissimo da Roberto Roversi, poeta e collaboratore di \u201cInchiesta\u201d. Quella uccisione ebbe ripercussioni in profondit\u00e0 nella mia vita privata e, per uscire da quella situazione, chiesi anche aiuto ai miei amico psicoanalisti.<\/p>\n<p>I cambiamenti non erano terminati. Nel 1980 il sindacato viene sconfitto alla Fiat dalla cos\u00ec detta \u201cmarcia dei 30.000\u201d e \u201cInchiesta\u201d analizza quella complessa sconfitta nel numero di ottobre-dicembre del 1980 con una poesia di Pasolini \u201cGli operai hanno ancora pochi anni di tempo?\u201d e un bellissimo pezzo di Adele: \u201cLa difficile utopia del possibile\u201d<a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Termina l\u2019esperienza del sindacato unitario FLM, si chiude il Centro studi che dirigevo e \u201cInchiesta\u201d deve affrontare una crisi profonda con Adele, che, dopo aver votato contro l\u2019accordo Fiat, esce dal sindacato. La soluzione provvisoria che prendo \u00e8 di continuare \u201cInchiesta\u201d pubblicando Numeri monografici.<\/p>\n<p>Gli anni \u201980 e \u201990 sono cosi caratterizzati da: Numeri a cura di Riccardo Petrella e Bruno Amoroso (\u201cEuropa Europe\u201d, \u201cMediterraneo\u201d, tre numeri); Numeri a cura di \u00a0Laura Balbo, Franca Bimbi, Saveria Capecchi (\u201cFriendly\u201d, \u201cPovert\u00e0 delle donne\u201d, \u201cPi\u00f9 facce molte teste\u201d, due numeri, \u201cDonne e comunicazione\u201d, \u201cMigrazioni al femminile\u201d); Numeri a cura di Adele Pesce (\u201cChe genere di mondo\u201d, \u201cLavorare e vivere con pari opportunit\u00e0\u201d, \u201cLa politica e la persona\u201d, un dialogo tra Vittorio Foa e Adele Pesce) Numeri a cura di Luce Irigaray (\u201cSessi e generi linguistici\u201d e \u201cIl divino concepito da noi\u201d); Numeri di \u201cInchiesta letteratura\u201d a cura di Mario Lavagetto e Donata Meneghelli (\u201cI classici nella cultura e nella editoria contemporanea\u201d, \u201cDenaro e romanzo\u201d, \u201cPadri e figli\u201d, \u201cUn alfabeto della narrativa italiana\u201d); Numeri a cura di pi\u00f9 autori (\u201cKarl Polanyi, un modello antropologico dell\u2019economia\u201d, \u201dFernand Braudel: I tempi della storia); Numero a cura di Franco Di Giangirolamo (\u201cIl popolo Mapuche\u201d); Numero a cura di Capecchi e Gian Luca Valentini (\u201cDi chi sono le responsabilit\u00e0 delle due bombe atomiche?\u201d)<\/p>\n<p>Questi numeri monografici permisero l\u2019esplorazione di nuovi territori (dalla letteratura ai Mapuche) e alcuni ebbero anche un successo notevole, come quello su Braudel presentato da lui personalmente a Bologna nella sede del Gramsci. La lontananza da \u201cInchiesta\u201d degli anni \u201970 era per\u00f2 notevole e Raimondo Coga pose l\u2019alt: o ritornare agli anni \u201970 oppure chiudere.<\/p>\n<p>Adele prese in mano la situazione e con le copertine di Massimo Paganini (bravissimo, che non cesser\u00f2 mai di ringraziare) con il numero 163 del 2009 \u201cInchiesta riprende il suo cammino con la redazione operativa che ancora oggi la caratterizza.<\/p>\n<p>Alla fine del 2009 vicende private sconvolgono la mia vita e quella di \u201cInchiesta\u201d. Adele Pesce muore improvvisamente per la rottura di un aneurisma. Mi trovo sospinto in mare aperto e mi viene in mente \u00a0di riprendere un progetto di libro sull\u2019<em>Yijing<\/em> (I Ching) del quale avevo parlato con Alfredo Salsano. Dato che \u00e8 un progetto che richiede la conoscenza del cinese antico chiedo all\u2019amico Pier Cesare Bori: \u201cpuoi darmi una mano?\u201d (Pier Cesare conosce dodici lingue tra le quali il cinese). Pier Cesare mi risponde \u201cNon posso aiutarti perch\u00e9 sto per andare in Cina per curare una traduzione. Per\u00f2 ti faccio telefonare da una mia amica che traduce dal cinese antico\u201d.<\/p>\n<p>Amina Crisma mi telefona e entra nelle mia vita e in quella di \u201cInchiesta\u201d portando in questa rivista la cultura e le contraddizioni della Cina come risulta dal testo pubblicato in questo numero. Nel 2010 acquisisco la propriet\u00e0 del sito www. Inchiestaonline.it e, in questo ultimo numero di \u201cInchiesta\u201d cartacea mi piace ricordare e ringraziare chi, in questo ultimo decennio, ha soprattutto scritto su questa rivista on line (Mario Agostinelli, Cristina Biondi, Massimo Canella, Sergio Caserta, Aulo Crisma, Roberto Dall\u2019Olio, Bruno Giorgini, Maurizio Matteuzzi, Alessandra Mecozzi, Marina Montella, Maria Pace Nemola, Oliva Novello, Nello Rubattu) . Si tratta di persone che hanno talenti particolari di scrittura e si trovano a loro agio anche in testi brevi. Un talento che mi fa guardare con affetto a <a href=\"http:\/\/www.inchiesta\">www.inchiesta<\/a> on line.it. Abbiamo scritto alla fine di questo numero \u201cArrivederci\u201d perch\u00e9 la redazione operativa von la quale mi sono sentito on line (Tiziano Rinaldini, Gianni Scaltriti, Luciano Berselli, Tommaso Cerusici) ha realizzato un \u201cbuon numero\u201d e allora perch\u00e9 mai \u201cInchiesta\u201d dovrebbe scomparire?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L. Pestalozza (a cura di) <em>Il processo alla Muti<\/em>, Feltrinelli, Milano 1956<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Questa tesi venne pubblicata nei <em>Quaderni per la ricerca operativa<\/em>, diretti da Francesco Brambilla . Nel tempo \u00a0ha avuto pi\u00f9 versioni. Quella pi\u00f9 completa \u00e8: V. Capecchi, \u201cProbl\u00e8mes m\u00e9thodologiques dans la mesure de la mobilit\u00e9 sociale\u00a0\u00bb. <em>Archives Europeennes \u00a0de Sociologie<\/em>. 1957, pp. 285-318<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> P. F. Lazaersfeld, M. Jahoda, H. Zeisel, <em>Die Arbeitslosen von Marienthal<\/em> 1932, tr.it. <em>I disoccupati di Marienthal<\/em>, Edizioni Lavoro, Roma 1991<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Su PFL ho scritto numerosi saggi: V. Capecchi, \u201cMetodologia e ricerca nell\u2019opera di Paul F. Lazarsfeld\u201d, in\u00a0 P. F. Lazarsfeld, <em>Metodologia e ricerca sociologica<\/em>, Il Mulino, Bologna 1967, pp. VII- CXCVI; V. Capecchi \u201cStruttura e tecniche della ricerca\u201d, in P .Rossi \/a cura di), <em>Ricerca sociologica e ruolo del sociologo<\/em>, Il Mulino. Bologna, 1972; V. Capecchi, \u201cIl contributo di Lazarsfeld alla metodologia sociologica\u201d E. \u00a0Campelli (a cura di), <em>Paul Felix Lazarsfeld un \u201cclassico\u201d marginale?, <\/em>Numero speciale di<em> Sociologia e ricerca sociale, <\/em>1999, pp.35-79<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> S. Sternberg, V. Capecchi. T. Kloek, C.T. Leenders (eds), <em>Mathematics and Social Sciences. <\/em>Mouton, Paris, 1965<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Sull\u2019esperienza dell\u2019inchiesta operaia all\u2019Olivetti di Ivrea ricordo il libri: R. Rozzi: <em>Psicologi e operai, <\/em>Feltrinelli , Milano 1975; C. Musatti, F. Novara, R. Rozzi, G. Baussano, <em>Psicologi in fabbrica. La psicologia del lavoro negli stabilimenti Olivet<\/em>ti, Einaudi, Torino, !980; F. Novara, R. Rozzi e R. Garruccio (a cura di), <em>Uomini e lavoro alla Olivetti, <\/em>Editore Bruno Mondadori, Milano 2005.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> A Trento ebbi tre contatti significativi: contatti di simpatia con Alberoni, contatti intensi con gli studenti e i loro leader (Renato Curcio, Marco Boato, Mauro Rostagno ucciso nel 1988 dalla mafia in Sicilia), contatti di grande amicizia con i quattro docenti ai quali, come Direttore delle Ricerche, avevo potuto affidare gli incarichi: Renato Rozzi, Romano Alquati, Giovanni Arrighi, Sergio Bologna.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> V. Capecchi, \u201c Chi non ha fatto inchiesta non ha diritto di parola. La nascita della rivista <em>Inchiesta<\/em>\u201d, in E. Pugliese (a cura di) <em>L\u2019inchiesta sociale in Italia<\/em>, Carocci, Roma, 2008, pp. 49-54<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> V. Capecchi, \u201cMathematics and Sociology. From Lazarsfeld to Artificial Neural Networks \u201c, in V. Capecchi, M, Buscema, P. Contucci, B. D\u2019Amore (eds) <em>Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts, <\/em>Springer Dordrecht 2010. Questo testo \u00e8 stato tradotto in italiano: V. Capecchi, \u201cMatematica e saociologia. Da Lazarsfeld alle reti neurali artificiali\u201d, <em>Sociologia e ricerca sociale, <\/em>n.81, 2007, pp. 5-90. Una successiva versione di quel testo \u00e8 V. Capecchi: I nuovi orizzonti dei metodi quantitativi\u201d, <em>Journal of Educational, Cultural and Psychological Studies,<\/em> n.), 2014, pp.259 \u2013 p. 281<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> V. Capecchi, M. Buscema, P. Contucci, B. D\u2019Amore (eds.) <em>Applications of Mathematics in Models, Artificial Neural Networks and Arts<\/em>, Springer, Dordrecht, 2010<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> P. M. Buscema,<em> L\u2019arte della previsione. Intervista sulla intelligenza artificiale a cura di V. Capecchi, <\/em>Mimesis, Milano 2020<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> L. Bergonzini \u201cCasalinghe o lavoranti a domicilio?\u201d, <em>Inchiesta,<\/em> 10, 1973, pp. 50-54<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/lavoro-e-sindacato\/vittorio-capecchi-mezzo-secolo-di-due-riviste-quality-and-quantity-e-inchiesta\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Il pezzo di Adele si pu\u00f2 leggere in A. Pesce, <em>Fare cose con le parole. Lavoro, sindacato, politica, femminismo,<\/em> (a cura di V. Capecchi e D. Meneghelli, Dedalo, Bari, 2012<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ringraziammeti e saluti del direttore e delle redazione operativa <\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019ultimo numero di \u201cInchiesta\u201d cartacea dopo mezzo secolo di copie stampate , che possono essere richieste alla Edizioni Dedalo (Bari).<\/p>\n<p>Inviamo (<strong>il direttore Capecchi e la redazione operativa formata da Tiziano Rinaldini, \u00a0Luciano Berselli, Tommaso Cerusici, Gianni Scaltriti<\/strong>) due ringraziamenti.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 a <strong>Claudia Coga<\/strong>, \u00a0che Capecchi ha visto, bambina, venire a trovare il padre Raimondo nella Casa editrice. Claudia, insieme al fratello, \u00e0 stata bravissima a portare avanti una casa editrice in una fase piena di difficolt\u00e0 e se \u201cInchiesta\u201d \u00e8 arrivata all\u2019et\u00e0 di mezzo secolo, lo si deve al suo coraggio e alla sua capacit\u00e0 di guidare un vascello in mezzo a onde pericolose.<\/p>\n<p>Vogliamo anche ringraziare chi ha tenuto in questo ultimo periodo le relazioni della Casa editrice con la redazione operativa di \u201cInchiesta\u201d: <strong>Anna Maria Antonacci<\/strong> e il tipografo <strong>Stefano Fontana<\/strong> hanno svolto un lavoro prezioso offrendo le loro competenze \u00a0con massima disponibilit\u00e0, e chi dirige una rivista cartacea sa quanto siano determinanti e \u00a0preziose queste collaborazioni.<\/p>\n<p><strong>Alle lettrici e ai lettori di \u201dInchiesta\u201d<\/strong> inviamo un arrivederci perch\u00e9 \u201dInchiesta\u201d \u00a0prosegue con www.inchiestaonline.it e ci impegniamo a continuare a narrare le nuove avventure e disavventure dei protagonisti \u00a0nazionali e internazionali che agitano gli scenari presentati in questo numero.<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \">\u00a0VITTORIO CAPECCHI<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VITTORIO CAPECCHI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are here: Home \u00bb Archivio \u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41682"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41686,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41682\/revisions\/41686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}