{"id":41691,"date":"2021-04-07T23:15:34","date_gmt":"2021-04-07T21:15:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41691"},"modified":"2021-04-07T23:15:34","modified_gmt":"2021-04-07T21:15:34","slug":"solidarieta-agli-studiosi-sanzionati-dal-governo-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/04\/solidarieta-agli-studiosi-sanzionati-dal-governo-cinese\/","title":{"rendered":"Solidariet\u00e0 agli studiosi sanzionati dal governo cinese"},"content":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA, MAURIZIO SCARPARI, VITTORIO CAPECCHI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it )<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Amina Crisma, Maurizio Scarpari, Vittorio Capecchi: Per la libert\u00e0 accademica e di ricerca. Solidariet\u00e0 agli studiosi colpiti dalle sanzioni del governo cinese<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-60924\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Amina Crisma, Maurizio Scarpari, Vittorio Capecchi: Per la libert\u00e0 accademica e di ricerca. Solidariet\u00e0 agli studiosi colpiti dalle sanzioni del governo cinese\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/amina-crisma-maurizio-scarpari-vittorio-capecchi-per-la-liberta-accademica-e-di-ricerca-solidarieta-agli-studiosi-colpiti-dalle-sanzioni-del-governo-cinese\/\" rel=\"bookmark\">Amina Crisma, Maurizio Scarpari, Vittorio Capecchi: Per la libert\u00e0 accademica e di ricerca. Solidariet\u00e0 agli studiosi colpiti dalle sanzioni del governo cinese<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da: Amina Crisma\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/amina-crisma\/\" rel=\"author\">Amina Crisma<\/a> | 7 Aprile 2021 | <a title=\"Comments for Amina Crisma, Maurizio Scarpari, Vittorio Capecchi: Per la libert\u00e0 accademica e di ricerca. Solidariet\u00e0 agli studiosi colpiti dalle sanzioni del governo cinese\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/cina-politica-lavori-diritti\/amina-crisma-maurizio-scarpari-vittorio-capecchi-per-la-liberta-accademica-e-di-ricerca-solidarieta-agli-studiosi-colpiti-dalle-sanzioni-del-governo-cinese\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-60929\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/ren1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p><strong>Amina Crisma,\u00a0 Maurizio Scarpari, Vittorio Capecchi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per la libert\u00e0 accademica e di ricerca: solidariet\u00e0 agli studiosi colpiti dalle sanzioni del governo cinese<\/strong><\/p>\n<p>Con un atto senza precedenti, di inaudita gravit\u00e0, in marzo il governo della Repubblica Popolare Cinese ha decretato il divieto di ingresso e di ogni rapporto con il territorio nazionale (inclusi Hong Kong e Macao) nei confronti di dieci persone (e dei loro congiunti) e di quattro organismi europei, rei di essersi occupati di \u201ctemi sensibili\u201d quali le violazioni dei diritti umani ai danni degli uiguri nel Xinjiang. Fra loro vi sono cinque parlamentari europei \u2013 Reinhard Butikofer (Verdi), Michael Gahler e Miriam Lexmann (Ppe), Raphael Glucksmann (Socialisti e Democratici), Ilhan Kyuchyuk (Renew Europe) \u2013 un esponente politico olandese, Sjoerd Wiemer Sjoerdsma, un deputato del parlamento belga, Samuel Cogolati, una di quello lituano, Dovile Sakaliene, e due studiosi, il tedesco Adrian Zenz e lo svedese Bjorn Jerden, a cui si aggiunge la britannica Jo Smith Finley (Reader in Chinese Studies alla Newcastle University, UK). Le istituzioni sanzionate sono, oltre a quest\u2019ultimo, il Comitato politico e di sicurezza del Consiglio Europeo (CPS) e la sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento comunitario, e inoltre il Mercator Institute for China Studies (MERICS) di Berlino, e lo Swedish National China Centre dello Swedish Institute of International Affairs. L\u2019accusa nei loro confronti \u00e8 di \u00abaver seriamente danneggiato la sovranit\u00e0 e gli interessi della Cina e volontariamente diffuso menzogne e disinformazione\u00bb.<\/p>\n<p>Media nazionali che sembrano ormai totalmente proni alla Grande Narrazione del governo della RPC hanno presentato queste sanzioni come una \u201creazione\u201d, eguale e simmetrica, rispetto alle (caute, moderate e simboliche) sanzioni irrogate dalla UE (che sembra essersi ora destata da un lungo torpore pi\u00f9 che trentennale: le sue precedenti sanzioni nei confronti del governo di Pechino risalgono all\u201989 di Tian\u2019anmen) verso quattro funzionari statali cinesi, ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Xinjiang. Insomma, secondo questa favoletta mistificante e narcotizzante, si tratterebbe di una banale partita di ping pong. Va invece detto, con la massima chiarezza, che la reazione cinese non \u00e8 n\u00e9 proporzionata n\u00e9 simmetrica: essa anzi si caratterizza per un\u2019ostentata e deliberata dismisura, in quanto colpisce parlamentari eletti democraticamente, libere istituzioni, liberi ricercatori; \u00e8 un\u2019ostentazione di potenza (e di prepotenza, e di onnipotenza) ben lontana dalla morigerata prudenza confuciana che ha generalmente caratterizzato la diplomazia cinese, prima dell\u2019avvento di Xi Jinping.<\/p>\n<p>\u00c8 un greve atto intimidatorio che ha una valenza deterrente, non solo nei confronti della presente libert\u00e0 di indagine, ma anche nei confronti di quella futura, e che va respinto con grande fermezza, non certo in nome di nuove guerre fredde, e di retoriche virulente, e di sciovinismi e nazionalismi aggressivi, ma proprio per opporsi a tutto ci\u00f2, in nome di quel dovere di rimostranza che nella Cina antica si \u00e8 sempre praticato nei confronti della tracotanza del potere, in nome di quel senso di umanit\u00e0 e giustizia (renyi) che i Classici della civilt\u00e0 cinese preconizzavano come ideale da realizzare per l\u2019umana ecumene, e che \u00e8 l\u2019unica base possibile per la fraternit\u00e0 di tutti nel tianxia, \u00absotto il cielo\u00bb. E in questo senso, l\u2019Europa, il cui dialogo con la Cina ha una lunga e fertile storia, avrebbe un ruolo importante da svolgere, se si decidesse a diventare a pieno titolo soggetto politico di un mondo che si volesse autenticamente plurale e multipolare.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 accademica internazionale appare oggi conscia dell\u2019importanza della posta in gioco: ne va della libert\u00e0 di ricerca, attuale e futura, che non \u00e8 un privilegio corporativo, ma lo spazio delle garanzie di tutte\/tutti e di ciascuna\/o, la precondizione ineludibile per costruire un mondo in cui<\/p>\n<p>non sia sempre la volont\u00e0 di potenza ad avere l\u2019ultima parola, e non sia sempre la voce dei lupi a prevaricare su quella degli agnelli.<\/p>\n<p>Una Dichiarazione di solidariet\u00e0 con i ricercatori sanzionati, \u201cSolidarity statement on behalf of scholars sanctioned for their work on China\u201d, sta raccogliendo centinaia di firme nelle universit\u00e0 e nei centri di ricerca di tutto il mondo. Invitiamo i nostri lettori a diffonderla e a sottoscriverla.<\/p>\n<p>Questo il link a cui si trova:<\/p>\n<p>https:\/\/docs.google.com\/forms\/d\/e\/1FAIpQLSfVfAIPteAVw45newLwTxaWGEaZydE6GPg<\/p>\n<p>O_ZyKh0F8-ZrbsQ\/ viewform<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eccone la traduzione.<\/p>\n<p><strong>SOLIDARIET\u00c0 AGLI STUDIOSI SANZIONATI PER LE LORO RICERCHE SULLA CINA<\/strong><\/p>\n<p>Nel marzo 2021, il governo cinese ha annunciato l\u2019imposizione di sanzioni a studiosi dell\u2019Unione Europea e del Regno Unito e alle loro famiglie, includenti divieto di ingresso, blocco dei beni, divieto per cittadini ed enti cinesi di intrattenere rapporti con loro. Si tratta di Bj\u00f6rn Jerd\u00e9n (Direttore dello Swedish National China Center presso lo Swedish Institute of International Affairs), Jo Smith Finley (Reader in Chinese Studies presso la Newcastle University, UK), Adrian Zenz (Senior Fellow in China Studies presso la Victims of Communism Memorial Foundation, USA) e del Mercator Institute for China Studies (MERICS) con sede a Berlino. Queste misure, per le quali il governo cinese non ha fornito alcuna giustificazione giuridica, sono state adottate come ritorsione per ricerche sulla Cina, includenti le violazioni dei diritti umani nella regione autonoma uigura dello Xinjiang. Le sanzioni sono estese alle \u00abistituzioni associate\u00bb.<\/p>\n<p>Le sanzioni costituiscono l\u2019ultima tappa di un\u2019escalation nel processo di limitazione del dibattito intellettuale che si \u00e8 verificato negli ultimi decenni, e che ha incluso tentativi di diffamare studiosi non cinesi sui media cinesi controllati dal Partito-Stato, o di negare loro l\u2019ingresso in Cina, cos\u00ec come la persecuzione di ricercatori e la chiusura di spazi di libera ricerca a Hong Kong. Le vittime pi\u00f9 vulnerabili di tale persecuzione sono stati gli studiosi cinesi le cui critiche al governo li hanno esposti in alcuni casi a misure estremamente gravi, tra cui azioni disciplinari, licenziamenti, sanzioni penali, detenzione in condizioni inumane. Ne hanno fatto esperienza colleghi che ora vivono in esilio forzato, ma anche intellettuali che sono rimasti in Cina, come il compianto premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, il professor Xu Zhangrun, il professor Ilham Tohti, e molti altri.<\/p>\n<p>Le attuali misure contro studiosi non cinesi prendono di mira singoli individui e istituzioni, ma in tal modo mirano a influenzare l\u2019intera comunit\u00e0 accademica che opera sulla Cina e a suo contatto, nonch\u00e9 le controparti nel mondo accademico cinese. La soppressione del pensiero critico all\u2019interno e all\u2019esterno della Cina \u00e8 una grave perdita in ogni rapporto con la societ\u00e0 cinese, e sminuisce e condiziona il pluralismo dei dibattiti accademici in Cina. Ci\u00f2 ben si evince dalle dichiarazioni secondo cui non devono esservi \u00abrelazioni con studiosi ed enti sanzionati, un divieto che evidentemente limita anche la libert\u00e0 dei soggetti accademici cinesi\u00bb.<\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 dubbio su chi abbia la responsabilit\u00e0 di questi atti di repressione della libert\u00e0 accademica. Il governo cinese ha cercato di descriverli come equivalenti alle sanzioni imposte ad alcuni dei suoi funzionari per coinvolgimento in gravissime violazioni dei diritti umani, sanzioni in accordo con il Global Magnitsky Act. Si pu\u00f2 discutere di tali misure e della normativa che le sottende, ma non vi \u00e8 invece alcuna base legale o morale per la persecuzione degli studiosi semplicemente perch\u00e9 denunciano e criticano le violazioni dei diritti umani da parte di un governo potente. Le sanzioni per le violazioni dei diritti umani non si possono paragonare alle sanzioni irrogate a chi ha la sola colpa di esprimersi criticamente.<\/p>\n<p>Detto questo, anche le universit\u00e0 e gli istituti di ricerca nelle democrazie liberali hanno la responsabilit\u00e0 di rispondere alla repressione accademica transnazionale e di proteggere il pluralismo di opinioni. Se vogliamo evitare di percorrere la via della separatezza e della contrapposizione, che non gioverebbe a nessuno, \u00e8 essenziale che le universit\u00e0 mettano in atto procedure adeguate allo scopo di creare le condizioni per un impegno costruttivo. Ci\u00f2 richiede un\u2019effettiva trasparenza sugli accordi firmati con controparti in stati autocratici, conferendo priorit\u00e0 in tutti questi accordi alla libert\u00e0 di ricerca e insegnamento, pensiero ed espressione, garantendo la significativa consultazione e partecipazione degli accademici che abbiano conoscenza di tali stati nelle decisioni da assumere, riconoscendo e compensando anche i rischi che le sanzioni comportano per gli avanzamenti di carriera del personale che vi \u00e8 implicato.<\/p>\n<p>Noi sottoscritti studiosi esprimiamo la nostra solidariet\u00e0 a tutti i nostri colleghi perseguitati. Chiediamo al governo cinese di revocare queste sanzioni ingiustificate, e di accettare che lo studio della Cina, come lo studio di qualsiasi paese, comporti il controllo delle sue politiche, dei suoi obiettivi e delle sue azioni. Ci impegniamo inoltre a continuare a essere inclusivi nel nostro lavoro e a esserlo rispetto a tutte le opinioni accademiche, comprese quelle che il governo cinese sta cercando di emarginare. Chiediamo alle nostre universit\u00e0 e ai nostri istituti di ricerca di dimostrare il loro impegno incondizionato per la libert\u00e0 accademica, e dichiariamo che la strategia di intimidazione che si sta tentando di attuare non avr\u00e0 successo. \u00c8 solo promuovendo un dibattito accademico critico e pluralistico che lo studio e la ricerca possono contribuire al bene comune globale.<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AMINA CRISMA, MAURIZIO SCARPARI, VITTORIO CAPECCHI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it ) You are here:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41691","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41691"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41691\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41692,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41691\/revisions\/41692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}