{"id":41701,"date":"2021-06-01T16:44:28","date_gmt":"2021-06-01T14:44:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41701"},"modified":"2021-06-01T16:44:28","modified_gmt":"2021-06-01T14:44:28","slug":"modelli-nella-modernizzazione-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/06\/modelli-nella-modernizzazione-cinese\/","title":{"rendered":"Modelli nella modernizzazione cinese"},"content":{"rendered":"<p>di MARCO FUMIAN<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.sinosfere.com e www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\">\n<div id=\"content\">\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/cina-politica-lavori-diritti\/\">Osservatorio Cina<\/a> \u00bb <strong>Marco Fumian: Modelli nella modernizzazione cinese<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-61244\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Marco Fumian: Modelli nella modernizzazione cinese\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/marco-fumian-modelli-nella-modernizzazione-cinese\/\" rel=\"bookmark\">Marco Fumian: Modelli nella modernizzazione cinese<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Marco Fumian\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/marco-fumian\/\" rel=\"author\">Marco Fumian<\/a> | 1 Giugno 2021 | <a title=\"Comments for Marco Fumian: Modelli nella modernizzazione cinese\" href=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/marco-fumian-modelli-nella-modernizzazione-cinese\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-61245\" src=\"http:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Cina.jpg\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>Pubblichiamo in accordo con Sinosfere (www.sinosfere.com), rivista di riflessione sull\u2019universo culturale cinese, quest\u2019articolo di Marco Fumian, docente di Lingua e Letteratura cinese moderna all\u2019Universit\u00e0 di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d, che costituisce l\u2019introduzione al suo pi\u00f9 recente numero monografico (Costellazioni, n. 13 del 23 maggio 2021), dedicato al cruciale tema Modelli, esplorato da molteplici contributi in prospettive diverse.<\/em><\/p>\n<p><strong>Marco Fumian: Esibire la virt\u00f9 diffondendo la norma. Una fenomenologia dei modelli nella storia della modernizzazione cinese<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La modernit\u00e0, in Cina, \u00e8 stata molto spesso immaginata come una palingenesi in cui il nuovo si sostituisce al vecchio incorporandolo, come un organismo che, per sopravvivere e prosperare, deve prima eliminare ogni sua vecchia cellula, e quindi sostituirla con un corredo di cellule interamente nuove, eppure dotate della memoria delle vecchie. Compito precipuo dello stato, almeno dalla fondazione della Repubblica Popolare, \u00e8 stato quello di guidare questo processo di trasformazione, tenendone le redini dall\u2019alto, dandogli simultaneamente motivazione, senso e direzione. La modernizzazione \u00e8 dunque un processo controllato teso a dare forma: il cambiamento va bilanciato dalla continuit\u00e0, la novit\u00e0 puntellata con il cemento della tradizione, i cavalli selvaggi del progresso imbrigliati attraverso la mano moderatrice della cultura, lo sradicamento e lo spaesamento mediati attraverso la reinvenzione dei legami d\u2019identit\u00e0, gli egoismi personali riadattati all\u2019insegna dell\u2019interesse collettivo, in maniera tale da modellare il corso della storia facendo s\u00ec che i suoi partecipanti si con-formino armoniosamente a essa.<\/p>\n<p>A questo fine i \u201cmodelli\u201d, con le loro radici saldamente affondate nella cultura tradizionale, ponti di passaggio tra tradizione e modernit\u00e0, dispositivi atti a somministrare educazione e disciplina, fissare la norma e l\u2019ideale, innescare controllo e ispirazione, costituiscono certamente un utilissimo strumento.<\/p>\n<p>Ma cosa sono i \u201cmodelli\u201d? Cosa intendiamo per modelli, qui, in senso ampio?<\/p>\n<p>I modelli, potremmo dire, sono degli schemi che producono tassonomie, delle figurazioni che scaturiscono ingiunzioni e desideri, delle procedure, routinarie ma flessibili, che producono comportamenti regolati e regolari, socializzandoli. I modelli, innanzitutto, si manifestano nella storia sotto forma di figure esemplari. Non importa che si tratti di personaggi reali o fittizi, uomini importanti o gente comune, situati nel passato o assurti a gloria nel presente, creati ex novo oppure riciclati. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che essi, simboli immanenti del loro ordine sociale, appaiano prima di tutto come figure storicamente vere, o realisticamente veritiere, ma servano soprattutto a ostendere delle immagini ideali: come nel caso dei personaggi \u201ctipici\u201d dell\u2019epoca maoista, che, nel loro condensare \u201cci\u00f2 che fu\u201d, prefiguravano nel contempo \u201cci\u00f2 che avrebbe dovuto essere\u201d. Scopo di tali figure, infatti, \u00e8 incarnare delle virt\u00f9 e un certo ethos, delle aspirazioni e delle linee di condotta, utili al mantenimento della stabilit\u00e0 sociale o alla sua trasformazione, nella premessa che l\u2019individuo, interiorizzandone i valori, prima o poi li faccia propri, prendendoli ad esempio, o, almeno, temendone l\u2019autorit\u00e0 morale. Usati dai sovrani e dai funzionari del passato come mezzo per diffondere personificandole le virt\u00f9 cardinali dell\u2019etica tradizionale, i modelli esemplari traevano la loro ragion d\u2019essere dalla tendenza della pedagogia confuciana a vedere nell\u2019apprendimento attraverso l\u2019imitazione un mezzo principe per impartire l\u2019educazione morale dei soggetti, come attesta il saggio di Maria Franca Sibau, contenuto in questa raccolta, che esplora gli elementi di pedagogia esemplare contenuti nella novellistica di epoca Ming. Nel mondo moderno \u00e8 il Partito Comunista a ereditare, nel modo pi\u00f9 zelante e duraturo, tale pedagogia dei modelli, come dimostra il pullulante pantheon di santi, eroi e \u201cviti\u201d del sistema fabbricati in tutta l\u2019epoca maoista per articolare ogni singola ipostasi del jingshen (spirito) rivoluzionario, dall\u2019entusiasmo solidale alla tenacia nella lotta collettiva. Nella sua trattazione delle \u201copere teatrali modello\u201d della Rivoluzione Culturale, Rossella Ferrari evidenzia come tali opere fossero modello in una doppia valenza: da un lato, nel loro essere un canovaccio rielaborato e riproducibile, approntato collettivamente, al fine di fornire dei parametri stilistici e ideologici da replicare nella creazione artistica. Dall\u2019altro, nel loro fungere da script per la \u201cmimesi sociale\u201d, allo scopo di \u201cfornire modelli umani, ovvero di foggiare prototipi concreti di socializzazione e condotta politica\u201d. Ma il saggio di Ferrari mostra anche come i modelli, diffusi dall\u2019alto e interiorizzati dal basso, non sempre vengono recepiti nel modo desiderato, e spesso invece generano appropriazioni non previste se non addirittura conflittuali, come nel caso delle numerose \u201cvite postume\u201d di tali opere ricreate nel periodo post-maoista.<\/p>\n<p>Concepiti per trasmettere messaggi ideologico-morali, in un sistema in cui l\u2019etica e l\u2019ideologia sono plasmate dal \u201cmandato della Storia\u201d, i modelli esemplari, spiega Flora Sapio, hanno il compito di evolversi, cambiando pelle e significato, per adattarsi allo zeitgeist specifico di ogni macro-segmento storico, cos\u00ec da esemplificare le \u201cmissioni storiche\u201d che il Partito di volta in volta assegna agli attori delle proprie campagne di progresso nazionale. I modelli, perci\u00f2, sono i cittadini pi\u00f9 \u201cavanzati\u201d, coloro che pi\u00f9 degli altri si sono spinti in prima linea sul fronte della Storia, mostrando a tutti gli altri le azioni giuste per avanzare a loro volta correttamente sulla strada del progresso. Se Sapio si concentra sui modelli promossi direttamente dal Partito, osservando come nella \u201cnuova era\u201d di Xi Jinping sia stato portato avanti uno sforzo di ri-centralizzazione politica nell\u2019opera antropo-poietica di modellizzazione al fine di meglio radicare nella societ\u00e0 i \u201cvalori essenziali del socialismo\u201d, B\u00f8rge Bakken e Jasmine Wang si soffermano invece sul processo di \u201ccommercializzazione\u201d dei modelli avvenuto con l\u2019affermazione del \u201csocialismo di mercato\u201d a partire dagli anni Novanta. Cos\u00ec, mentre un tempo il modello paradigmatico era \u201cun eroe sacrificale, che si immolava per il bene della comunit\u00e0, della nazione o della causa comunista e del Partito\u201d, negli ultimi decenni i modelli pi\u00f9 efficaci e pervasivi sono diventati quelli imprenditoriali e consumisti \u2013 uomini ricchi, celebrit\u00e0, eroi del consumo \u2013, persone che ostentano il loro successo e incoraggiano gli altri a ottenerlo, insegnandogli a \u201cpensare positivo\u201d e a \u201cnon lamentarsi mai\u201d, come nei tanti libri self-help spuntati come funghi per divulgare il verbo del Sogno sino-americano. Tali modelli sono dunque complici, sostengono Bakken e Wang, con gli arci-valori dominanti su cui poggia oggi l\u2019ideologia ufficiale, quelli di prosperit\u00e0 e armonia. Con questo saggio dialoga idealmente quello di Valeria Zanier, che esamina come i grandi businessmen cinesi siano stati elevati, in concomitanza con l\u2019ascesa dell\u2019economia di mercato, a \u201cmodelli autorevoli nell\u2019etica del lavoro e nella societ\u00e0 civile\u201d, venendo spesso rappresentati (e indulgendo a loro volta in tale autorappresentazione) come leader morali \u201ccon caratteristiche non comuni capaci di produrre una trasformazione nei dipendenti e spingerli a comportamenti innovativi e di eccezionale impatto\u201d. Analizzando due figure esemplari, i CEO di due aziende globali campioni del capitalismo cinese, Hai\u2019er e Huawei, Zanier illustra la \u201cfilosofia aziendale\u201d creata e incarnata da questi ultimi, ispirandosi tanto ai modelli di business americani quanto alle tradizioni filosofiche indigene. Che si tratti dell\u2019approccio pi\u00f9 olistico e \u201ctradizionale\u201d di Hai\u2019er, che mira a integrare armoniosamente l\u2019impiegato nell\u2019azienda conferendogli fiducia e responsabilit\u00e0, o quello pi\u00f9 aggressivo di Huawei che si rif\u00e0 a visioni pi\u00f9 agonistiche mutuate dalla storia cinese moderna, in entrambi i casi le due \u201cfilosofie\u201d mirano a fondere vita privata e vita aziendale dell\u2019individuo, dando cos\u00ec il loro contributo alla diffusione di modelli di soggettivazione neoliberale con \u201ccaratteristiche cinesi\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si intuisce, leggendo questi interventi, \u00e8 come il modello agisca operando su un doppio livello: da un lato, in modo esplicito, esso serve a ispirare e a motivare, spronando all\u2019emulazione allo scopo di acquisire i tratti utili desiderati, nella convinzione che, cos\u00ec facendo, sia l\u2019individuo che il sistema ne trarranno beneficio. Dall\u2019altro, in modo un po\u2019 pi\u00f9 implicito o deliberatamente nascosto (ma non nell\u2019epoca maoista, in cui i modelli positivi erano sempre accostati a quelli negativi, altrettanto essenziali nel loro ruolo normativo come simboli di azioni da evitare o tipi umani da attaccare), esso serve a distinguere e a gerarchizzare, producendo avvertimenti discreti ma fermi nei confronti di chi si allontana dal modello e intraprende una via di \u201cdeviazione\u201d. Tutti possono essere come Yao e Shun, sosteneva Mencio, riferendosi alla possibilit\u00e0 di diventare virtuosi come i santi-sovrani dell\u2019antichit\u00e0; e chiunque pu\u00f2 diventare un modello, aggiungeremmo noi: da qui, tutta un\u2019organizzazione costante e capillare di classifiche e premi, istituzionalizzata nei vari ambiti della vita sociale, tesa a incentivare e a gratificare il comportamento esemplare, con il compito da un lato di esibire pubblicamente la virt\u00f9,1 e dall\u2019altro di misurare le distanze che separano individui e istituzioni dal modello, come attestano le innumerevoli tavole o cartelloni esposti ovunque per attestare lavoratori modello, studenti modello, funzionari modello, esercenti modello, etc., o per stilare delle graduatorie degli stessi soggetti in base alla loro qualit\u00e0 (il carattere bang di bangyang, il termine oggi forse pi\u00f9 usato per riferirsi a chi \u00e8 un modello, inteso come una persona esemplare da imitare, si riferisce originariamente a una tavola di legno su cui \u00e8 incisa una lista di nomi, in particolare quelli dei vincitori degli esami imperiali).<\/p>\n<p>Tale modellizzazione della societ\u00e0 ha almeno due effetti ideologici notevoli. Il primo \u00e8 che essa ristruttura la realt\u00e0, e il modo con cui l\u2019individuo \u00e8 portato a immaginarsi in essa, creando un mondo esemplare in cui l\u2019ideale chiede di essere inteso come reale e il reale, qualora si discosti dal modello, \u00e8 spesso sottaciuto come qualcosa di imbarazzante, vergognoso, in parte indicibile, finendo per diventare in molti casi perfino impensabile. Dall\u2019altro ci\u00f2 crea pressioni tanto in chi cerca di essere come il modello, ma non ne ha i mezzi per arrivarci, tanto in chi non ci tiene ad arrivarci, ma \u00e8 incalzato a farlo; un meccanismo che in entrambi i casi costringe chi lo subisce a trovare strategie per convivere con la propria subalternit\u00e0 simbolica, ratificata socialmente proprio dal modello. Di questo parla l\u2019articolo di Roberta Zavoretti, che confronta da un lato una tipica narrazione esemplare della \u201cnuova era\u201d, veicolata come spesso avviene da una serie televisiva, e dall\u2019altro gli attuali orientamenti giuridici sul matrimonio con gli effetti che questi ultimi tendono a produrre sulle condizioni e sulle scelte delle donne nella Cina di oggi. Protagonista della storia \u00e8 infatti un uomo, un indefettibile \u201cdeserving poor\u201d che grazie alla sua bravura, ambizione e tenacia scala la societ\u00e0 e contribuisce allo sviluppo di quest\u2019ultima: trattasi della tipica parabola che divulga celebrandolo il \u201csogno cinese\u201d, e dimostra mettendola in scena la sua natura meritocratica. Mentre per\u00f2 la storia fa passare deliberatamente sottotraccia lo sforzo del protagonista maschile di contrarre un matrimonio conveniente come mezzo necessario per costruirsi un capitale sociale e avere accesso alla propriet\u00e0 privata \u2013 nascondendo perci\u00f2 l\u2019\u201caltra met\u00e0 del volto\u201d del modello, come scriveva Wang Xiaoming un po\u2019 di anni fa2 \u2013, questa invece mette in luce le insufficienze della moglie, la sua mancanza di ambizione e di valore, insomma il suo non essere all\u2019altezza del modello, per giustificarne l\u2019abbandono da parte dell\u2019eroe, naturalizzando cos\u00ec una disparit\u00e0 costruita sulle differenze di genere.<\/p>\n<p>Ma per modello intendiamo anche qualcosa di pi\u00f9 impersonale rispetto alle figure esemplari, ovvero qualsiasi matrice o disegno o piano \u201cregolatore\u201d che contiene gli schemi e le istruzioni necessarie per operare secondo certi meccanismi normativi, o quantomeno per immaginarli e farli immaginare come tali. Maurizio Marinelli, per esempio, ci parla di \u201curbanismo normativo\u201d come forma di governamentalit\u00e0 tipica della Cina di oggi, applicata tanto nelle metropoli della mainland quanto a Hong Kong, dove in seguito al ritorno all\u2019\u201cabbraccio della madrepatria\u201d avvenuto nel 1997 sono state applicate logiche di \u201cdisciplina, sanificazione e normazione\u201d divenute caratteristiche del \u201cmodello urbano cinese di Hong Kong\u201d. Risultato pi\u00f9 evidente di questa riqualificazione implementata inflessibilmente dall\u2019alto \u00e8 stata la riproduzione socio-spaziale del \u201cdivario socio-economico\u201d, in cui la citt\u00e0 \u201cper il profitto\u201d ha represso la citt\u00e0 \u201cper le persone\u201d e la citt\u00e0 \u201cverticale\u201d ha soffocato la citt\u00e0 \u201corizzontale\u201d, creando una \u201cdicotomia profonda\u201d fra la \u201ccitt\u00e0 della luce\u201d (city of light) e la \u201ccitt\u00e0 del degrado\u201d (city of blight). Emblema di questo paradigma \u00e8 stata la \u201cprogressiva rimozione dei mercati di strada per fare spazio ad alti edifici ultra-moderni e di lusso che si conformano al nesso visione politica\/politiche concrete del governo cinese\u201d, il cui esito \u00e8 stato spazzare via forme di convivenza, solidariet\u00e0 e resistenza dal basso. Di uno spazio fisico e culturale parla anche il saggio di Amandine P\u00e9ronnet, che analizza invece la funzione esemplare di un monastero buddhista, il tempio delle monache Pushou situato sul monte Wutai nello Shanxi. Sostenuto \u201cfinanziariamente e simbolicamente\u201d dallo stato, il tempio opera come un \u201cmodello funzionale sia per l\u2019intero sa\u1e45gha (o comunit\u00e0 monastica buddhista) sia, in particolare, per le monache della Cina di oggi\u201d. Essendo riuscito a stabilire per se stesso \u201cun\u2019immagine di eccellenza\u201d, il tempo si presenta come un \u201cmonastero-celebrit\u00e0\u201d (star nunnery) situato al \u201cvertice della gerarchia dei templi per monache del buddhismo cinese\u201d, e quindi, in virt\u00f9 di tale collocazione, esse fornisce un metro con cui confrontarsi e su cui modellarsi per gli altri templi che si trovano nei gradini sottostanti di tale gerarchia.<\/p>\n<p>\u00c8 da notare, per\u00f2, che ad assegnare il ruolo e lo status di modello, facendosene in ultima istanza custode e amministratore, \u00e8 primariamente lo stato stesso. Cos\u00ec, per ottenere e mantenere tale ruolo, e lo status privilegiato che ne deriva, l\u2019istituzione monastica non \u00e8 tenuta semplicemente a diffondere dei valori e delle norme intrinseche allo specifico ambito religioso di cui si occupa, operando esclusivamente come un modello per cos\u00ec dire di monache per le monache; esso deve, viceversa, dimostrare di poter svolgere una funzione utile da applicare nella societ\u00e0 nel suo complesso. A questo scopo il suo operato deve essere integrato nella macchina ideologica dello stato, da un lato producendo visioni \u201ccorrette\u201d della religione in linea con quelle approvate dallo stato (contribuendo per esempio a combattere superstizioni ed eterodossie), dall\u2019altro partecipando all\u2019edificazione e alla diffusione di norme e valori sociali secolari in sintonia con gli obiettivi di civilizzazione portati avanti dal Partito. Di modelli relativi alla concezione e alla costruzione dello stato tratta infine Federico Brusadelli, che parla dell\u2019ascesa e del declino, in Cina, del \u201cmodello federalista\u201d, importato e discusso nel \u201cperiodo-sella\u201d del primo Novecento e quindi abbandonato in seguito all\u2019affermazione indiscussa del modello centralista, per quanto proiettato oggi esternamente come visione utile a immaginare le relazioni internazionali della RPC. Nel tracciare questa parabola, il saggio mette in luce alcune modalit\u00e0 significative con cui i \u201cconcetti\u201d nella Cina moderna sono stati spesso scritti e riscritti, trasformandosi in modelli. In primo luogo, vediamo lo sforzo costante di elaborare creativamente idee operative, intese come bussole per orientare l\u2019azione politica e sociale, al fine di applicarle adattandole alle esigenze e agli obiettivi storici concreti. Tuttavia, quando i concetti si impongono storicamente e vengono incorporati nella dottrina ufficiale, bench\u00e9 messi al servizio come si diceva pocanzi dello \u201cspirito del tempo\u201d (shidai jingshen) attribuito a una specifica \u201cera\u201d, essi tendono a essere in buona parte destoricizzati ed essenzializzati. Ogni era, in altre parole, richiede una \u201crettificazione dei nomi\u201d, ma, ogni volta che i nomi sono stati rettificati sulla base dell\u2019esigenze ideologiche specifiche di quella stessa era, essi sono transustanziati in valori assoluti e universali, come se fosse sempre stato cos\u00ec, e cos\u00ec sar\u00e0 sempre. Unendo dunque piani temporali diversi a partire dall\u2019episteme del presente, la modellizzazione dei concetti produce la \u201csincronicit\u00e0 del non-sincrono\u201d, lavando via le rotture storiche e congiungendo in un continuum identitario presente passato e futuro (vedi il mito dei \u201ccinquemila\u201d anni di identit\u00e0 storico-culturale ininterrotta della Cina). Oggi pi\u00f9 che mai vediamo questo meccanismo all\u2019opera con Xi Jinping, che, nella sua ricorrente celebrazione dell\u2019\u201ceccellenza\u201d della cultura cinese tradizionale, non fa altro che trasportare nel presente nozioni antiche e altre meno antiche in modo disinvoltamente selettivo, torcendone il significato per adattarlo agli obiettivi di modernit\u00e0 perseguiti attualmente dal Partito, creando cos\u00ec l\u2019immagine di una cultura cinese modello eternizzata in cui tutte le linee di faglia e i traumi della storia e della societ\u00e0 cinese sono armonizzati in un insieme idealizzato che da un lato mira a gratificare chi ne fa parte e dall\u2019altro punta ancora una volta mira a impartire la norma esemplare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>1 B\u00f8rge Bakken usa al riguardo l\u2019espressione \u201c(to) parade virtue\u201d. Vedi The Exemplary Society Human Improvement, Social Control, and the Dangers of Modernity in China (Oxford: Oxford University Press, 2000), 92.<\/p>\n<p>2 Wang Xiaoming, \u201cXin yishixingtai yu Zhongguo dangdai wenhua\u201d \u65b0\u610f\u8bc6\u5f62\u6001\u4e0e\u4e2d\u56fd\u5f53\u4ee3\u6587\u5316 (La nuova ideologia e la cultura cinese contemporanea), Wenhua Yanjiu, 7, 2003, 19-22.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contributi pubblicati in questo numero:<\/strong><\/p>\n<p>Rossella Ferrari: \u201cVite postume di un modello. Reincarnazioni postsocialiste del teatro della Rivoluzione Culturale\u201d<\/p>\n<p>Flora Sapio: \u201cIl ruolo storiografico delle \u2018figure-matrice\u2019 e delle \u2018figure-esemplari\u2019\u201d<\/p>\n<p>B\u00f8rge Bakken e Jasmine Wang: \u201cLa commercializzazione del model-learning in Cina\u201d<\/p>\n<p>Roberta Zavoretti: \u201cMoglie avvisata, famiglia salvata. Politica del matrimonio e modelli esemplari del sogno cinese\u201d<\/p>\n<p>Valeria Zanier: \u201cUna moralizzazione, cento standardizzazioni. Modelli di leadership nella cultura d\u2019impresa cinese contemporanea\u201d<\/p>\n<p>Maurizio Marinelli: \u201cIl Modello Urbano Cinese di Hong Kong. Sfide alla prosperit\u00e0 sociale\u201d<\/p>\n<p>Amandine P\u00e9ronnet: \u201cStabilire un\u2019immagine di eccellenza. La costruzione di un modello monastico buddhista per monache nella Cina contemporanea\u201d<\/p>\n<p>Federico Brusadelli: \u201cFederalismo vs centralismo. Sviluppo concettuale ed eredit\u00e0 politiche di due modelli in conflitto\u201d<\/p>\n<p>Maria Franca Sibau: \u201cEsemplarit\u00e0 e didatticismo nella novellistica tardo Ming\u201d (in pubblicazione)<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \">\u00a0<strong>MARCO FUMIAN<br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \">(in collaborazione con www.sinosfere.com e www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO FUMIAN (in collaborazione con www.sinosfere.com e www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Osservatorio<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41701","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41701","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41701"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41702,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41701\/revisions\/41702"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41701"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}