{"id":41765,"date":"2021-11-08T20:02:18","date_gmt":"2021-11-08T19:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41765"},"modified":"2021-11-22T17:16:41","modified_gmt":"2021-11-22T16:16:41","slug":"la-diversita-feconda-dialogo-etico-fra-religioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/11\/la-diversita-feconda-dialogo-etico-fra-religioni\/","title":{"rendered":"La diversit\u00e0 feconda, dialogo etico fra religioni"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/culture-e-religioni\/\">Culture e Religioni<\/a> \u00bb <strong>Massimo Canella: invito alla lettura 9. La diversit\u00e0 feconda. Un dialogo etico tra religioni.<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-61869\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Massimo Canella: invito alla lettura 9. La diversit\u00e0 feconda. Un dialogo etico tra religioni.\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/massimo-canella-invito-alla-lettura-9-la-diversita-feconda-un-dialogo-etico-tra-religioni\/\" rel=\"bookmark\">Massimo Canella: invito alla lettura 9. La diversit\u00e0 feconda. Un dialogo etico tra religioni.<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Massimo Canella\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/massimo-canella\/\" rel=\"author\">Massimo Canella<\/a> | 5 Novembre 2021 | <a title=\"Comments for Massimo Canella: invito alla lettura 9. La diversit\u00e0 feconda. Un dialogo etico tra religioni.\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/osservatorio-internazionale\/massimo-canella-invito-alla-lettura-9-la-diversita-feconda-un-dialogo-etico-tra-religioni\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-61870\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/DIVERSITA-FECONDA.png\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u201cIl dialogo non si svolge fra rappresentanti di culture o religioni diverse che giocano ciascuno il proprio rispettivo ruolo, ma fra uomini e donne che credono nel dialogo e nell\u2019incontro come motore delle relazioni umane. Vedo molto pi\u00f9 dialogo ecumenico e interreligioso all\u2019uscita di una scuola elementare o in un mercato rionale di quanto non possa avvenire nelle aule universitarie e nei luoghi di culto.\u201d Questa considerazione del canonista Pierluigi Consorti \u00e8 presente nell\u2019ultima pagina del volume a pi\u00f9 mani \u201cLa diversit\u00e0 feconda. Un dialogo etico fra le religioni nella citt\u00e0\u201d, curato da Simone Morandini e promosso dalla Fondazione Lanza, e, se non rappresenta \u201cil sugo di tutta la storia\u201d come le parole di Renzo in Manzoni, illumina in modo molto efficace la realt\u00e0 sociale, non solo europea, che ha fatto s\u00ec che l\u2019urgenza del dialogo interreligioso e interculturale abbia fatto superare ogni riserva dottrinaria, magari \u201ccon juicio\u201d, con un salto di qualit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non implica che non esistano altre importanti ragioni di questo dialogo. Fra i cristiani, l\u2019afflato messianico verso l\u2019unit\u00e0 della Chiesa. Fra i credenti delle religioni abramitiche, perch\u00e9, nelle parole del 1074 di papa Gregorio VII, \u201ccrediamo e confessiamo l\u2019unico Dio, ammesso nei diversi modi\u201d. Fra tutti, l\u2019aspirazione alla fratellanza e alla reciproca comprensione fra gli esseri umani. Implica per\u00f2 che, data in ogni caso la fondamentale irriducibilit\u00e0 del \u201cpatrimonium fidei\u201d o della visione del mondo delle diverse confessioni, anche la riflessione teologica ed etica non pu\u00f2 esimersi dall\u2019 affrontare un adattamento evolutivo, per cercare ugualmente i numerosi punti di incontro che possono essere trovati gi\u00e0 ora o che potrebbero darsi, nel proseguire del processo, in futuro. Yahia Zanolo propone un versetto del Corano, V, 48, che si presta a descrivere la via meno incerta fra quelle su cui il dialogo si \u00e8 incamminato: \u201cGareggiate dunque nelle opere buone, ch\u00e9 a Dio tutti tornerete, e allora Egli vi informer\u00e0 di quelle cose per le quali ora avete divergenze\u201d.<\/p>\n<p>In una presentazione sul web del volume multidisciplinare e interdisciplinare curato da Morandini il teologo Brunetto Salvarani propone di estendere l\u2019attenzione, oltre che agli aspetti teologico, etico, interculturale e di riflesso sociologico, anche al quadro giuridico in cui le relazioni fra le diverse comunit\u00e0 religiose si inseriscono. Sottolinea cio\u00e8 la necessit\u00e0 che tutti, credenti o non credenti, aggiornino la loro concezione del rapporto fra comunit\u00e0 religiose e autorit\u00e0 civili, che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere quello del conte di Cavour o del cattolico liberale Manzoni. Nella nostra cultura, soprattutto dei paesi cattolici, \u00e8 stato centrale il rapporto fra Stato e Chiesa: dalla lotta delle investiture del citato papa Gregorio VII allo schiaffo di Anagni, dalla Riforma di Martin Lutero al giurisdizionalismo, fino all\u2019Illuminismo e all\u2019affermarsi polemico della modernit\u00e0 liberale. Lungo questo percorso la Chiesa si \u00e8 adattata a ridimensionare e purificare il proprio ruolo in una societ\u00e0 in cui non era pi\u00f9 egemone, continuando a rivendicare la libert\u00e0 del proprio apostolato, l\u2019indipendenza del proprio ordinamento giuridico e l\u2019importanza del proprio contributo al bene comune. Lo Stato da parte sua doveva affermare la sua sovranit\u00e0 originaria rispetto a tutti gli ordinamenti che rispetto al suo erano \u201cprivati\u201d, secondo la formula di Luigi Luzzatti per cui la Chiesa doveva essere \u201clibera in uno Stato sovrano\u201d.<\/p>\n<p>I concordati sono stati un modo per contemperare queste opposte esigenze, mutuando alcune modalit\u00e0 dal diritto internazionale. In Italia le altre confessioni religiose, intellettualmente e politicamente vivaci, erano fenomeni minoritari che nascevano dalla stessa storia, ponevano il problema della libert\u00e0 ed erano indicatori del suo effettivo conseguimento. Ora la situazione \u00e8 completamente mutata. Mentre le problematiche tradizionali si sono sostanzialmente assestate, a causa dell\u2019immigrazione e della globalizzazione culturale e informativa molte confessioni o tradizioni religiose diverse si sono insediate nel territorio e nei tessuti urbani. Un approccio solo \u201cr\u00e9publicain\u201d o tardo-protestante, che considerasse lo Stato interessato solo alla garanzia della libert\u00e0 di coscienza, dimostrerebbe una certa insufficienza davanti al fatto che non \u00e8 possibile distinguere nettamente fra convinzioni religiose e la connessa appartenenza a culture antropologicamente \u201caltre\u201d, a volte radicalmente, e che a volte questi nuovi \u201cvicini\u201d non hanno neanche il concetto che sia possibile non professare alcuna religione e vivono come necessaria l\u2019appartenenza ad una o all\u2019altra comunit\u00e0, a volte condizionata da appartenenze etniche o nazionali, quale sia il suo livello di organizzazione. Si aggiunga che le situazioni interne ad ogni comunit\u00e0 di provenienza estera sono molto differenziate. In una cittadina veneta, Alte Ceccato, tre moschee frequentate da persone provenienti dal Bangladesh fanno riferimento a tre gruppi religiosi islamici diversi, e a Mestre si \u00e8 appena svolta una manifestazione per i diritti umani della minoranza ind\u00f9 del Bangladesh. Il grado di secolarizzazione della nostra societ\u00e0, in altri termini, spesso non corrisponde a quello di questi nuovi concittadini. Salvarani, relativamente all\u2019Italia, indica alcune urgenze da risolvere a livello statale: in presenza di interlocutori effettivamente rappresentativi, l\u2019estensione nei limiti del possibile delle Intese previste dalla Costituzione, il cui processo a suo dire si \u00e8 bloccato o limitato a confessioni numericamente marginali; l\u2019adozione di una legge sulla libert\u00e0 religiosa, che fissi alcuni paletti e dia alcune garanzie a prescindere dalla realizzazione delle Intese; la riforma dell\u2019insegnamento della religione nelle scuole, organizzato nel 1984 in modi ora non pi\u00f9 utili in un mondo che non potrebbe essere pi\u00f9 cambiato. Lo Stato deve porsi pertanto come garante attivo delle condizioni di convivenza e di dialogo, nello spazio pubblico, delle comunit\u00e0 religiose e culturali nella loro variet\u00e0 e complessit\u00e0, in un ambiente secolarizzato, ferma restando la realistica interlocuzione in essere con la Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Dopo questa non inutile digressione sulla questione affrontata dal punto di vista della coesione repubblicana, \u00e8 giusto tornare ai contenuti spirituali e sociali del libro in questione, difficili anche solo da elencare data la loro ricchezza e variet\u00e0. Esso si articola in tre sezioni. Nella prima, denominata \u201cOrizzonti\u201d: il teologo Claudio Monge si occupa, partendo dall\u2019esegesi di alcuni passi della dichiarazione congiunta di Abu Dhabi di papa Francesco e dell\u2019Imam della moschea di Al-Azhar, dell\u2019urgenza sociale del dialogo interreligioso, dell\u2019opportunit\u00e0 di una rifondazione della teologia in chiave antropologica interreligiosa e dl dialogo interreligioso come ricerca di convergenze al servizio dell\u2019umano; un altro teologo, Pier Davide Guenzi, indaga sul contributo delle religioni per un\u2019etica della citt\u00e0 plurale; il professor Enzo Pace, sociologo delle religioni di rilievo internazionale, presenta i dati necessari a una valutazione realistica della situazione italiana ed europea e i dettagli di alcuni esempi di dialogo a livello civico particolarmente ricchi di risultati concreti: Bradford in Inghilterra, Bordeaux, Monaco di Baviera, anche Novellara in Emilia.<\/p>\n<p>Nella terza, denominata \u201cDeclinazioni: lo spazio delle etiche applicate\u201d: il teologo Leopoldo Sandon\u00e0 investiga sulla bioetica come laboratorio dialogico; Simone Morandini e Matteo Mascia della Fondazione Lanza riprendono i temi sulla convergenza a supporto di \u201cquella struttura ecosistemica planetaria che supporta la vita\u201d, gi\u00e0 trattati pi\u00f9 ampiamente nel brillante volume intitolato \u201cCambiare rotta: Il futuro nell\u2019Antropocene\u201d, edito sempre dalle Dehoniane e commentato dalla nostra rivista con articolo del 23 giugno scorso, cui il presente si ricollega; la professoressa Francesca Marin dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, filosofa, si sofferma sulla tematica non solamente ebraica del rapporto fra ritualit\u00e0 e sicurezza, e quindi fra tutela della salute e libert\u00e0 religiosa, a proposito della circoncisione rituale. Ogni intervento affronta tematiche di grande portata, meriterebbe un articolo a s\u00e8 e merita comunque un invito alla sua lettura.<\/p>\n<p>La seconda sezione, intitolata: \u201cUna sinfonia di voci\u201d, come promette il titolo ha un carattere pi\u00f9 rapsodico: pi\u00f9 che approfondire le articolazioni concrete del dialogo, qui vengono messe in luce le aperture di ogni tradizione non cattolica verso ci\u00f2 che \u00e8 universalmente umano, e quindi potenzialmente condivisibile con gli altri. Per il pastore valdese William Jourdan \u201cla consapevolezza protestante espressa in una identit\u00e0 che si articola, fin dalle sue origini, in forme plurali, dovrebbe rendere il protestantesimo pi\u00f9 sensibile alle istanze di una societ\u00e0 che \u00e8 plurale\u201d; pur tuttavia queste potenzialit\u00e0 si concretizzeranno \u201csolo nel corso del Novecento [\u2026] nel 1973 attraverso la \u201cConcordia di Leuenberg\u201d, documento che sancisce un pieno riconoscimento reciproco fra le Chiese luterane e riformate [\u2026] sulla base di una comune comprensione dell\u2019evangelo che non annulla le differenze\u201d (pp. 64-65). Altre forme di dialogo sono in corso fra i protestanti storici e il crescente evangelismo carismatico, su cui \u00e8 uscito presso Claudiana l\u2019opera: \u201cValdesi, metodisti e pentecostali in dialogo\u201d; Jourdan ne trae un passo (\u201cNon si pu\u00f2 escludere, intraprendendo con altre fedi il dialogo su Cristo, che Cristo per mezzo di noi parli a loro, e per mezzo di loro parli a noi\u201d) che si pu\u00f2 avvicinare alla sura coranica citata da Zanolo, anche se sembra riguardare il dialogo ecumenico pi\u00f9 che quello interculturale.<\/p>\n<p>Due interventi trattano delle altre religioni abramitiche. Miriam Camerini offre un saggio dell\u2019inesauribile piacere intellettuale che pu\u00f2 offrire lo studio della Torah ebraica, che \u201csecondo i maestri, deve essere come il colpo di un martello sull\u2019incudine: infinite sono le scintille (di senso, di significato) che se ne devono e possono sprigionare, e ogni volta diverse, come e perch\u00e9 sono diversa io che approccio il testo\u201d (p. 74); non per questo ne esce una immagine meno problematica dei rapporti con Acher, con l\u2019Altro. Yahia Zanolo distingue tre tipi di dialogo: quello di convenienza \u201cispirato da una filosofica indifferenza, o da un universalismo relativista\u201d; quello di realt\u00e0 sulla \u201ccomune accettazione di alcuni valori morali e concetti metafisici, nella consapevolezza di dover fronteggiare un comune pericolo di secolarizzazione\u201d; quello di vertice, che consiste nel \u201criconoscere l\u2019azione della Conoscenza che scopre l\u2019unica Verit\u00e0 al di l\u00e0 del velo e della molteplicit\u00e0 delle forme\u201d (pp. 82-83). Zanolo considera questo riconoscimento come fine ultimo del processo, ma dettaglia le forme del secondo, di cui riconosce la necessit\u00e0, e auspica \u201cuna vera intesa \u2013 evitando fermamente ogni ombra di sincretismo \u2013 nell\u2019attesa dello svelamento escatologico che metter\u00e0 a nudo il nostro dramma umano, la cui natura e realizzazione permane nel mistero della divina Volont\u00e0\u201d (p. 87).<\/p>\n<p>Tre interventi trattano di tradizioni che non fanno riferimento all\u2019unico Dio di cui parlava papa Gregorio VII, esprimendo, nelle parole di Morandini, \u201cpercezioni di verit\u00e0 espresse in forme assai diverse da quelle care al mondo mediterraneo\u201d (p. 12). Amina Crisma offre una robustissima sintesi dei suoi studi sul confucianesimo e sul taoismo, approfondendo le molteplici valenze del Ren (senso dell\u2019umanit\u00e0 che nei confuciani porta alla benevolenza e al coraggio contro l\u2019ingiustizia all\u2019interno del solidale ripetersi delle relazioni tradizionali) e del Dao (via, metodo, enunciazione, e nei testi taoisti eterna processualit\u00e0 che tutto racchiude, invisibile sorgente delle forme visibili): viene messa in luce la peculiarit\u00e0 del contributo etico delle due scuole di pensiero, che per Crisma consistono \u201cnel sentimento di filialit\u00e0 (verso gli esseri umani e verso la natura) e nel senso del limite\u201d, valorizzando nelle parole di Morandini \u201cla pluralit\u00e0 e il cambiamento da cui esse sono attraversate\u201d (p. 13). La monaca Hansananda Ghiri ricorda che per l\u2019induismo \u201cla Verit\u00e0 che \u00e8 Una, i saggi chiamano con modi diversi\u201d (Rig Veda, 1.164.46) e chiarisce che \u201cperfino nelle dottrine in cui si afferma che il mondo manifesto ha una realt\u00e0 ontologica, reale, il sat (manifesto) nasce dall\u2019asat (trascendenza), unica sorgente indifferenziata\u201d, Viene richiamata la nozione fondamentale di Dharma, che Ghiri propone di tradurre come \u201carmonia\u201d, sottolineando la ormai ben acquisita nozione che il pensiero orientale ha ricordato al nostro orgoglio di conquistatori che nella natura e nelle societ\u00e0 tout se tient, come insegna e dimostra articolatamente nella sua enciclica ecologica papa Francesco; viene chiarito comunque che esso per gli induisti \u00e8 \u201cla maglia perfettamente ordinata di principi etici e fisici che tiene insieme l\u2019intero Universo\u201d (p. 111). Il professor Massimo Raveri di Ca\u2019 Foscari, infine, spiega, con quella che Thomas Mann avrebbe chiamato \u201cseconda semplicit\u00e0\u201d, il senso profondo del percorso buddista, con la sua straordinaria profondit\u00e0 intellettuale e il vivo senso di empatia col dolore di ogni essere vivente.<\/p>\n<p>Lo scopo di questo volume consiste, secondo una espressione di Adriano Fabris, nello sviluppo di una \u201ccompetenza dialogica\u201d, che Morandini vede articolata nell\u2019imparare a riconoscersi al di l\u00e0 dei pregiudizi e degli stereotipi (\u201cchiamarsi per nome\u201d), nell\u2019ascoltare con attenzione e empatia l\u2019argomentare altrui, nell\u2019intendere le risonanze che si danno anche con parole diverse e nell\u2019individuare percorsi di collaborazione, cura condivisa, orientamento alla prassi (p. 16). Non va nascosto che c\u2019\u00e8 anche un piano sottinteso di rivendicazione comune della visione religiosa del mondo rispetto al cosiddetto pensiero unico del mondo del mercato globale, unilaterale o unidimensionale come diceva Herbert Marcuse, da gestire con cautela perch\u00e9 non porti, pur nell\u2019inevitabile rispetto del realismo politico, a forme di flessibilit\u00e0 di principio sul piano delle libert\u00e0 e dei diritti. E va ripetuto che il processo viene molto accelerato dalle necessit\u00e0 indotte dalle contingenze storiche, non solo di quelle, cos\u00ec ben puntualizzate, che si danno nelle nostre citt\u00e0 occidentali. Sono quasi un grido di dolore, per esempio, le parole dei vescovi dell\u2019India che papa Francesco cita al n. 271 di \u201cFratelli tutti\u201d: \u201cl\u2019obiettivo del dialogo \u00e8 stabilire amicizia, pace, armonia,e condividere valori ed esperienze morali in uno spirito di verit\u00e0 e di amore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\">(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Culture e Religioni \u00bb Massimo Canella:<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[105,75,1],"tags":[],"class_list":["post-41765","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","category-osservatorio-cina","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41765"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41766,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41765\/revisions\/41766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}