{"id":41767,"date":"2021-11-08T20:07:21","date_gmt":"2021-11-08T19:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41767"},"modified":"2021-11-22T17:16:22","modified_gmt":"2021-11-22T16:16:22","slug":"una-riforma-per-i-diritti-comuni-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/11\/una-riforma-per-i-diritti-comuni-del-lavoro\/","title":{"rendered":"Una riforma per i diritti comuni del lavoro"},"content":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<div id=\"contentleft\" class=\"maincontent\">\n<div id=\"content\">\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/economia\/\">Economia<\/a> \u00bb <strong>Duccio Campagnoli: Una riforma per i diritti comuni del lavoro resiliente<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-61769\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Duccio Campagnoli: Una riforma per i diritti comuni del lavoro resiliente\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/economia\/duccio-campagnoli-una-riforma-per-i-diritti-comuni-del-lavoro-resiliente\/\" rel=\"bookmark\">Duccio Campagnoli: Una riforma per i diritti comuni del lavoro resiliente<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Redazione\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/redazione\/\" rel=\"author\">Redazione<\/a> | 14 Ottobre 2021 | <a title=\"Comments for Duccio Campagnoli: Una riforma per i diritti comuni del lavoro resiliente\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/economia\/duccio-campagnoli-una-riforma-per-i-diritti-comuni-del-lavoro-resiliente\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-61770\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DUCCIO-DUE-448x251-custom.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PER IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA SERVE UNA RIFORMA PER DIRITTI COMUNI DEL LAVORO RESILIENTE .<\/p>\n<p>E\u2019 certamente vero che dopo la lunga crisi precipitata in realt\u00e0 dal 2008\/2009, che ha interrotto le magnifiche sorti e progressive della globalizzazione e tutte le credenze connesse; e ora nella drammatica esperienza della Pandemia divenuta Sindemia, dunque crisi non solo sanitaria, e anch\u2019essa globale, siamo entrati in un tempo nuovo; e che altrettanto vera \u00e8 e deve essere la consapevolezza di dover costruire una nuova prospettiva, nella quale la politica, addirittura la geopolitica deve parlare sopra l\u2019economia, deve saper vedere e indirizzare un cambiamento profondo. Qui si colloca allora la nuova e inusitata visione europea che si sente chiamata a costruire pi\u00f9 autonomamente e in modo pi\u00f9 integrato il suo futuro e da qui sono arrivati il grande Piano europeo di salvaguardia finanziaria e poi il \u201cNext Generation UE\u201d, la visione di un Nuovo Sviluppo da realizzare in comune tra e nei Paesi Membri e con la Transizione Digitale ed Ecologica . Commetterebbe serio errore chi considerasse questo nuovo Discorso europeo, troppo criticamente solo o soprattutto nuova retorica e della stessa ideologia economica precedente, liberal liberista, coperta da \u201csalsa verde\u201d; e non invece, almeno in parte, la percezione della effettiva necessit\u00e0 reale di una nuova visione. Piuttosto cruciale sar\u00e0 una considerazione essa si rigorosa del se e del come questo possibile nuovo paradigma sar\u00e0 svolto all\u2019altezza adeguata, e innanzitutto come un processo che deve davvero innovare non solo un modello di sviluppo ma innanzitutto la societ\u00e0 produttiva che dovrebbe realizzarlo. Cos\u00ec certo deve essere\u00a0 questa la\u00a0 sfida che \u00e8 calata e si offre anche all\u2019Italia, che vi arriva di nuovo con tutte le sue contraddizioni e fragilit\u00e0, sociali culturali e politiche. E proprio qui da noi in Italia occorre veder bene che questa prospettiva di cambiamento va realizzata prima ancora che con i capitali con un cambiamento e una innovazione appunto della societ\u00e0 produttiva. Poich\u00e8 siamo ancora il paese; tra quelli europei pi\u00f9 avanzati, con il tasso di attivit\u00e0 pi\u00f9 basso, con la scolarizzazione e l\u2019impegno in ricerca avanzata pi\u00f9 bassi, e pure invece con le disparit\u00e0 di genere e il ritmo di invecchiamento pi\u00f9 alti. Per questo forse , nella sua visione, quell\u2019alto rappresentante della classe dirigente europea che \u00e8 certamente il Presidente Draghi, ha messo ora in campo a fianco del PNRR, l\u2019 idea di un Patto sociale italiano, come forma politica e sociale necessaria a questa enorme e ineludibile sfida. Ma allora questo Patto deve significare Innovazione non solo economica, ma sociale coerente, anche quando deve essere radicale. E questa innovazione allora deve cominciare anche dal lato del Lavoro.<\/p>\n<p>Altrettanto evidente deve essere, allora, che una giusta visione del Progetto-Piano Nazionale di Ripresa e Rilancio dovrebbe considerare, in un tempo che e\u0300 e sara\u0300 ancora per non poco di incertezza anche nella \u201cSicurezza pubblica\u201d, una Reimpostazione e Riorganizzazione delle attivita\u0300 rispetto a tutte le problematiche e necessita\u0300 emerse, appunto, di una nuova \u201cResilienza\u201d da costruire e assicurare nella produzione e quindi nella organizzazione del lavoro, come nel rapporto con i mercati, e nella stessa organizzazione sociale (salute pubblica, orari sociali, mobilita\u0300,etc,). Si tratta quindi di promuovere una Ri-Progettazione non solo delle imprese, ma anche di un Lavoro che deve divenire piu\u0300 pronto verso le necessita\u0300 di rapido cambiamento organizzativo, che peraltro l\u2019emergenza sanitaria ci ha solo anticipatamente e bruscamente mostrato. Si deve pensare dunque, come ormai tanti osservatori hanno affermato, per il Rilancio e la Resilienza anche ad un Lavoro piu\u0300 \u201cResiliente\u201c; ma tale, allora, innanzitutto perche\u0301 piu\u0300 Sicuro; piu\u0300 Sicuro perche\u0301 piu\u0300 Tutelato e Formato; piu\u0300 Flessibile perche\u0301 meno Precario. Cosi\u0300 come si deve pensare ad una Societa\u0300 anch\u2019essa piu\u0300 Resiliente e sicura perche\u0301 piu\u2019 coesa e inclusiva. Si ripropongono dunque, per un paradigma di rinnovamento e di Riforme legislative, in tutta la loro concretezza, e come Interesse generale, il Principio e il Fine scritti nella Costituzione di realizzazione di una Cittadinanza e di una Sicurezza Sociale basate anche sul Diritto ad un Lavoro, ad un Reddito e a una Condizione di Vita Dignitosa.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 non osservare allora, qui s\u00ec criticamente, che nel gran dibattito sul Piano di Rilancio che il Paese attende non sembra, francamente, che si sia affermata ancora adeguatamente tale necessaria centralit\u00e0 del tema Lavoro: che avrebbe dovuto essere concretizzata con maggiore attenzione nella stesso PNRR, come Piano anche per l\u2019Occupazione, e per un Lavoro certo da rilanciare anch\u2019esso \u201cnella Resilienza\u201d, ma allora pi\u00f9 Resiliente perch\u00e9 pi\u00f9 sicuro, tutelato e qualificato. Dovrebbe comunque essere recuperata ora nella sua attuazione, e non solo negli strumenti gi\u00e0 indicati ( Centri per l\u2019impiego, formazione, priorit\u00e0 a giovani e donne ), ma innanzitutto nei concreti progetti di politica industriale ( Transizione digitale ed ecologica, riconversione di settori, sviluppo di filiere,) e di riorganizzazione dei grandi Servizi Pubblici ( Amministrazioni, Sanit\u00e0 ) da realizzare, certo non riducibili ad una gran batteria di bandi. A maggior ragione, quella che appunto \u00e8 stata chiamata nei tanti anni gi\u00e0 passati ad attenderla, \u201cRiforma degli ammortizzatori sociali \u201c deve essere vista ora come una delle Riforme indispensabili e prioritarie connesse al PNRR, al pari di quelle gi\u00e0 \u201c richieste \u201c e indicate, pure spesso francamente un po\u2019 pi\u00f9 eccentriche. Per tale Riforma allora si dovrebbero considerare non solo le tecnicalit\u00e0 da introdurre, ma innanzitutto le questioni nuove e strategiche sulle quali intervenire, per utilizzare appieno l\u2019occasione irripetibile che si presenta di determinare un processo di vera riunificazione di diritti basilari comuni di tutte le parti del lavoro, (ora divise, come si \u00e8 drammaticamente visto nell\u2019emergenza, da tante diverse condizioni). Sarebbe giusto pure e innanzitutto pensare di cambiare persino la dizione, riduttiva, di \u201c Ammortizzatori Sociali \u201c, che mantiene l\u2019idea \u2013 d\u2019altro tempo \u2013 di interventi di previdenza e assistenza \u201c ex post \u201c per accompagnare e attutire \u201c colpi\u201d imprevisti e circoscritti di riduzioni d\u2019attivit\u00e0 per problemi di mercato e crisi d\u2019azienda. Saremo di fronte invece, verosimilmente, non ad una prossima facile \u201cRinascita\u201d, ma ad una condizione nella quale convivranno per lungo tempo crisi e rilancio, e soprattutto si svolgeranno a tutte le scale scelte e processi di Grandi Riconversioni e Riorganizzazioni, spinte ancor piu\u0300 dalle radicali innovazioni tecnologiche che caleranno e in modo ancor piu\u0300 accelerato, per rincorrere competitivita\u0300 e spazi di mercati piu\u0300 ristretti, nella manifattura come nei servizi, nella distribuzione commerciale e nella logistica. E\u2019 questo, in tutta chiarezza, lo scenario concreto nel quale si inserisce la stessa visione europea di \u201c Next Generation \u201c, che sar\u00e0 dunque non un albero di cuccagna ma un grande e ben difficile banco di prova anche e soprattutto per l\u2019Italia. Per questo del resto Draghi, lucidamente, mette l\u2019accento sulle necessita\u0300 di un \u201csalto di produttivita\u0300\u201d.<\/p>\n<p>Ma allora si dovr\u00e0 affrontare non tanto il problema di \u201c non poter mantenere posti di lavoro in aziende decotte\u201d- come recita di nuovo la vulgata padronale \u2013 ma soprattutto la necessit\u00e0 di governare processi di ristrutturazione, per aggiornamento all\u2019innovazione. Si richiede quindi un Mix Inedito di interventi pubblici, con incentivi e sostegni finanziari per investimenti ma anche per nuova organizzazione del lavoro. E d\u2019altra parte occorre assicurare finalmente una eguale tutela e protezione del lavoro nelle micro e piccole imprese e nei settori cresciuti tanto tumultuosamente quanto spesso precariamente ( turismo, commercio, logistica, intrattenimento, servizi alla persona ) che ora possono essere i principali ambiti, di un\u2019onda lunga di ulteriore precarizzazione del lavoro, quello piu\u0300 debole e innanzitutto femminile. Occorre quindi una Riforma Generale, \u201cUniversalista\u201d, per unire il Lavoro con Diritti Comuni; e qui di seguito proviamo allora a ripercorrere l\u2019Agenda di tale Riforma, evidenziando le soluzioni innovative che sembrano indispensabili, non per disegnare una astratta Riforma Ideale, ma quella concretamente necessaria alla luce delle considerazioni sin qui svolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. Non pi\u00f9 \u201ccasse integrazioni\u201d, ma gestione flessibile contrattata dell\u2019orario di lavoro<\/strong><\/p>\n<p>La Riforma potrebbe e dovrebbe innanzitutto non solo estendere ma reimpostare le attuali attempate \u201cCasse integrazioni\u201d, con una visione che non pu\u00f2 ignorare anche il tema generale della riorganizzazione degli orari di lavoro. Cosa del resto richiama se non questa riorganizzazione di tempi di lavoro anche il tema gi\u00e0 tanto attuale dello smart working che va dunque ora anch\u2019esso regolato e contrattualizzato nei tanti aspetti che assume e nei temi che solleva ? Si dovrebbero formulare quindi Nuovi Istituti definibili \u201c Contributi di integrazione salariale per la salvaguardia dell\u2019occupazione \u201c, ponendosi esplicitamente come alternativi, in prima istanza, alle riduzioni di organico con licenziamenti collettivi \u201cin tronco\u201d. E mettendo a terra cos\u00ec pure lo \u201cspirito\u201d della \u201cRaccomandazione\u201d all\u2019evitare i licenziamenti a cui si \u00e8 giunti, al momento dello sblocco, (incomprensibilmente lasciato correre in assenza ancora della pur tanto annunziata nuova \u201c Legge sugli ammortizzatori \u201c) per moral suasion del Presidente Draghi; ma che, non potendo essere codificata solo dalle parole di buona volont\u00e0, dovrebbe piuttosto ora trovare prosieguo e concretizzazione nella Legge. Da un lato quindi si dovrebbe ridefinire un Istituto, al posto della attuale Cassa Integrazione \u201c Ordinaria\u201d (con il quale INPS potrebbe pure erogare le integrazioni ai lavoratori direttamente attraverso le imprese eliminando cos\u00ec i pericoli di ritardi che tanto sono pesati e ancora pesano), di compensazione alle riduzione di salari e stipendi per temporanee riduzioni di orario, definite con accordi sindacali, derivanti da riduzioni parziali di attivita\u0300 per motivi oggettivi di mercato o di ristrutturazione e riorganizzazione. E, d\u2019altro lato, un Istituto che sostenga, in casi di crisi d\u2019impresa strutturali, ove inevitabili e necessari, percorsi di riconversione professionale o di ricollocazione dei lavoratori. Percorsi quindi effettivamente organizzati in collaborazione tra un\u2019impresa che cos\u00ec corrisponda al dovere di una sua \u201cResponsabilit\u00e0 sociale\u201d e gli Enti pubblici preposti alle politiche attive del lavoro; e che dunque assicurino per un tempo congruo, sia il salario\/stipendio con il contributo pubblico, sia l\u2019impegno formativo, se davvero non si vuole piu\u0300 lasciare il lavoratore nella solitudine della improvvisa disoccupazione e nell\u2019affanno della ricerca solo individuale o tra le carte di mille Enti, di altre effettive opportunita\u0300. Non si tratta di chimere: esiste gi\u00e0 da tempo l\u2019esempio del \u201c Kurz Arbeit \u201c tedesco, il \u201c lavoro breve\u201d, cio\u00e8 con orario ridotto, con salari e stipendi compensati dall\u2019intervento pubblico, esplicitamente rivolto ad evitare riduzioni d\u2019organico, consolidato durante il lockdown e che si pu\u00f2 adottare in tutte le imprese anche piccole e piccolissime ; cos\u00ec come proprio sul modello tedesco di intervento nei processi di ristrutturazione d\u2019azienda con interventi di formazione per l\u2019 adeguamento professionale o per la riconversione e ricollocazione \u00e8 stato pensato l\u2019altro Fondo europeo \u201cSure\u201d, che quindi l\u2019Italia, che gi\u00e0 ne sta usufruendo, non dovrebbe utilizzare solo per finanziare le attuali casse integrazioni. D\u2019altra parte ci sembra, francamente, che solo per questa via si puo\u0300 rendere prioritaria e generalizzare la soluzione dei Contratti di solidarieta\u0300, gi\u00e0 presente nella nostra normativa, e che gi\u00e0 Cgil Cisl Uil chiedono di allargare; ma che, lasciata solo all\u2019esito della Contrattazione, \u00e8 rimasta, e resterebbe, se pure irrobustita con qualche incentivo in pi\u00f9, circoscritta ai casi delle aziende ove vi sono migliori possibilit\u00e0 e maggior forza sindacale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.Riforma della legge sui licenziamenti collettivi<\/strong><\/p>\n<p>Il ricorso a tali nuovi strumenti dovrebbe diventare obbligatorio come \u00e8 del tutto sostenibile anche in punta di diritto: e\u0300 stato gi\u00e0 argomentato infatti da autorevoli giuslavoristi, ( tra gli altri il Prof. Alleva), che una finalit\u00e0 di \u201cprevenzione delle riduzioni d\u2019organico\u201d, \u00e8 in effetti presente e fondante nel principio giuridico che a suo tempo ha ispirato l\u2019attuale intervento pubblico con le \u201c Casse Integrazioni\u201d, ed \u00e8 questo stesso principio che \u00e8 stato attuato nell\u2019emergenza laddove i Decreti del Governo Conte a ben leggere hanno definito non un \u201c blocco dei licenziamenti\u201d, ma \u201cun divieto di comminarli senza prima aver attivato l\u2019utilizzo degli ammortizzatori sociali esistenti.. \u201c . Su questa via gi\u00e0 aperta e attuata, dunque, potr\u00e0 e dovr\u00e0 essere riargomentata anche una riforma (pur essa da tempo richiesta ed attesa) della Legge 223\/93, che disciplina ancora i licenziamenti collettivi, affermando che \u201c il datore di lavoro deve esperire l\u2019uso degli istituti alternativi ai licenziamenti o dimostrarne l\u2019inattuabilita\u0300\u201d. Del resto proprio un obbligo di assicurare quantomeno una preventiva informazione con congruo anticipo, subito accompagnata da una congrua copertura di cassa integrazione prima dei licenziamenti verrebbe, a quanto si sente, immaginata a fronte dei recenti eclatanti casi di licenziamento per delocalizzazione d\u2019azienda da parte di aziende multinazionali operanti in Italia;e allora appare assai pi\u00f9 giusto razionale e sostenibile poter affrontare anche questi casi con una norma generale,risultando invece meno comprensibile ( e forse anche pi\u00f9 sostenibile alla luce di norme a tutela di concorrenza e mercato internazionale aperto) una condizione speciale connessa alla \u201cnazionalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Questi nuovi istituti infine,naturalmente, debbono divenire veramente eguali per tutti i lavoratori, quindi assorbendo sia pure progressivamente anche i tanti \u201cFondi bilaterali\u201d sin qui creati e cogestiti da Associazioni imprenditoriali e Organizzazioni sindacali, per erogare succedanei ridotti di cassa integrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3.Riforma e generalizzazione della indennit\u00e0 di disoccupazione e armonizzazione con il reddito di cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>Altro punto qualificante della Riforma dovrebbe poi essere il far diventare compiutamente Istituto generale le attuali Indennita\u0300 di Disoccupazione, ( Naspi e contigue ), quindi allargandole in forme congrue \u2013 piuttosto che introdurre altre diverse previdenze \u2013 alla integrazione di redditi parziali e insufficienti rispetto ad una soglia minima, del lavoro parasubordinato o del lavoro autonomo, cosi come del lavoro a tempo determinato; ed estenderla a disoccupati di pi\u00f9 lungo termine e inoccupati in cerca di lavoro, proprio per contrastare il fenomeno, invece in questi mesi cresciuto, dell\u2019abbandono delle \u201ctabulae\u201d dell\u2019offerta di lavoro, e dell\u2019inabissamento nel lavoro sommerso e irregolare, Cosi pure la soluzione che sembra pi\u00f9 lineare ed appropriata per consolidare, riformandolo, lo stesso Reddito di Cittadinanza e per farlo meglio intendere come diritto giusto e comune, pure a tutti gli altri lavoratori \u00e8 connetterlo a questa stessa Indennit\u00e0 di disoccupazione della quale del resto, a ben vedere, \u00e8 gi\u00e0, in sostanza soltanto un \u2018applicazione a lavoratori con contributi assicurativi insufficienti o gi\u00e0 disoccupati o inoccupati. Infine si potr\u00e0 cosi prevedere inoltre per tutti i percettori di essa, opportunita\u0300 e obblighi anche condizionali di formazione, ben piu\u0300 efficaci di qualsivoglia altra attivita\u0300 ispettiva. Sarebbe un altro grave errrore sul piano della cultura del lavoro, invece far arretrare ora, il Reddito di cittadinanza, a causa degli insuccessi per l\u2019 avviamento al lavoro, a Sussidio di poverta\u0300, perch\u00e9 si finirebbe cos\u00ec per rinunciare all\u2019intervento in tutto il variegato mondo del lavoro semi o del tutto irregolare che invece il reddito di cittadinanza ha colto, e che dovrebbe essere rafforzato e qualificato per promuovere l\u2019emersione la regolarizzazione e la possibile qualificazione. Un vero e pi\u00f9 forte intervento sulle povert\u00e0 invece dovrebbe da un lato ed innanzitutto essere affidato ai Comuni, per connetterlo alla gestione complessiva, tramite tutti i servizi necessari delle condizioni bisognose di cura effettiva per uscire dall\u2019 emarginazione e dal degrado; e dall\u2019altro, proprio in coerenza e nell\u2019ambito di una visione di Riforme riunificanti tutti gli istituti di protezione sociale dalla disoccupazione, appare la opportunita\u0300 di una conclusiva iniziativa legislativa che dia corpo, finalmente, al Principio Costituzionale del diritto \u201c all\u2019\u201desistenza dignitosa\u201d dell\u2019Art.36, nella forma di un Minimo Vitale concretizzato in una soglia di Reddito Minimo, che possa essere assunto cos\u00ec come base di riferimento unificata delle diverse previdenze sociali, e della stessa soglia dell\u2019incapienza fiscale, oggi ancora incomprensibilmente diversificate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Duccio Campagnoli \u00e8 stato\u00a0<\/strong><\/em><em><strong> Segretario generale della Camera del Lavoro di Bologna e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Emilia Romagna.<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"shr_canvas2\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading shareaholic-custom\">\n<div class=\"shareaholic-share-arrow shareaholic-share-arrow-version-1 \"><\/div>\n<div class=\"shareaholic-share-buttons-heading-text\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Economia \u00bb Duccio Campagnoli: Una riforma<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,403,1,19],"tags":[],"class_list":["post-41767","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lavoro-ed-economia","category-politica","category-primo-piano","category-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41767"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41767\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41768,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41767\/revisions\/41768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}