{"id":41784,"date":"2021-12-18T15:57:18","date_gmt":"2021-12-18T14:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.valorelavoro.com\/?p=41784"},"modified":"2021-12-18T15:57:18","modified_gmt":"2021-12-18T14:57:18","slug":"bruno-giorgini-ladriaun-amore-partigiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/2021\/12\/bruno-giorgini-ladriaun-amore-partigiano\/","title":{"rendered":"Bruno Giorgini: L&#8217;Adria,un amore partigiano"},"content":{"rendered":"<p>di BRUNO GIORGINI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p id=\"breadcrumbs\">You are here: <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\">Home<\/a> \u00bb <a href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/category\/culture-e-religioni\/\">Culture e Religioni<\/a> \u00bb <strong>Bruno Giorgini: L\u2019Adria. Storia di un amore partigiano<\/strong><\/p>\n<div class=\"singlepost\">\n<div id=\"post-main-61986\" class=\"post clearfix\">\n<div class=\"entry\">\n<h1 class=\"post-title\"><a title=\"Permanent Link to Bruno Giorgini: L\u2019Adria. Storia di un amore partigiano\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/donne-lavoro-femminismi\/bruno-giorgini-ladria-storia-di-un-amore-partigiano\/\" rel=\"bookmark\">Bruno Giorgini: L\u2019Adria. Storia di un amore partigiano<\/a><\/h1>\n<div class=\"meta\"><a title=\"Articoli scritti da Bruno Giorgini\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/author\/bruno-giorgini\/\" rel=\"author\">Bruno Giorgini<\/a> | 16 Dicembre 2021 | <a title=\"Comments for Bruno Giorgini: L\u2019Adria. Storia di un amore partigiano\" href=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/donne-lavoro-femminismi\/bruno-giorgini-ladria-storia-di-un-amore-partigiano\/#respond\" rel=\"bookmark\">Comments (0)<\/a><\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"shr_canvas1\" class=\"shareaholic-canvas shareaholic-resolved-canvas shareaholic-ui\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-61987\" src=\"https:\/\/www.inchiestaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/GIORGINI.png\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"471\" \/><\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, e con approssimazioni successive, ho raccolto molte storie e vicende dove L\u2019Adria, ragazza ribelle comunista e libertaria, lotta e ama mentre l\u2019Italia \u00e8 oppressa dal regime fascista prima, nazifascista dopo. Operaia di famiglia proletaria antifascista anarchica e comunista, partecipa fin da giovanissima alla resistenza prima politica, quindi armata. La Resistenza e la guerra di Liberazione. Si trattava di narrazioni sparpagliate, frutto delle vicende di lotta e rivolta, nella mia famiglia pane e companatico quotidiani, che io bimbetto prima, adolescente poi, fino alla giovinezza, registravo nella mia memoria, a volte scrivendone dei rapidi appunti. L\u2019Adria infatti, subito dopo la Liberazione, mi partor\u00ec dventando mia madre. Mentre mio padre comparve all\u2019orizzonte soltanto nel 1952, riconoscendomi come figlio. Fino a allora risultavo figlio di NN (padre non noto), pi\u00f9 o meno definito daila voce popolare \u201cbastardo\u201d, se non \u201cfiglio di puttana\u201d, ma bonariamente. L\u2019intrico si dipan\u00f2 pian piano lungo molti anni durante i quali scopersi che il mio babbo, colui che mi aveva legalmente riconosciuto figlio, non era il mio genitore biologico. Indi leggendo un libro, \u201cQuelli di Bulow\u201d, mi imbattei in un mitico \u2013 fucilato scamp\u00f2 alla morte in modo quasi miracoloso \u2013 comandante partigiano \u201cBruno\u201dnel nome di battaglia, al secolo Pietro Gaudenzi e, a colpo sicuro, mi dissi: ecco mio padre, acquietando il mio animo e cessando la mia tormentata ricerca.<\/p>\n<p>Venne il momento in cui svelai, con toni pi\u00f9 o meno drammatici, la scoperta delle mie origini alle persone pi\u00f9 vicine, i miei cari come si suol dire, Adria compresa. Fu cos\u00ec che un giorno l\u2019Adria suon\u00f2 alla porta di casa a Bologna, mio figlio Francesco aveva tre anni, presentandomi \u201cBruno\u201d alias Pietro, pi\u00f9 o meno dicendo: sapete chi siete l\u2019uno per l\u2019altro. Pranzammo insieme a casa, e loro tornarono via a Forl\u00ec o Ravenna, non so. Fu la prima e ultima volta che lo vidi e gli strinsi la mano.<\/p>\n<p>Riguardo al fatto che leggendo un libro io lo avessi individuato a colpo sicuro, uno psichiatra mio amico, Edelwaiss Cotti, disse tutto tranquillo: eh il sangue non \u00e8 acqua. E con queste sagge parole concludo questo breve excursus nelle mie traversie personali, che per\u00f2 si lasciarono dietro una scia di scritti, ricordi, parole che a un certo punto maturarono fino a farsi libro, e romanzo. In tre redazioi. La prima \u00e8 scritta a mano, la seconda con una macchina da scrivere Olivetti lettera 22, la terza al computer. Ma non pensavo di pubblicarlo. Era la mia storia! Non destinata a un pubblico. Per\u00f2 quando ormai vecchio, a settanta anni e passa, incontrai Amalia cui il libro non a caso \u00e8 dedicato; lei lo lesse, statu\u00ec che era un capolavoro e non poteva restare rinchiuso in un cassetto, bens\u00ec doveva vedere la luce, venendo pubblicato. L\u2019incontro con Antonio Bagnoli di Pendragon ha portato infine al libro attuale, ancora diverso dai primi tre che dicevo. Libro che ho presentato prima alla libreria Ubik di Bologna, ringraziando per la disponibilit\u00e0 a accogliermi, e recentemente a Modena presso il Centro Documentazione Donna. Con me Franca Ferrari dell\u2019Associazione femminista Blu Bramante e Caterina Liotti, gi\u00e0 Presidente del Centro, in una sequenza di botte e risposte di cui cerco di dare conto, parziale e assai incompleto, qui di seguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Comincia Franca Ferrari.<\/em><\/strong>:<\/p>\n<p>\u201cIl libro di Adria dalle belle caviglie, ribelle e antifascista perch\u00e8 non pu\u00f2 essere che cos\u00ec, cresciuta com\u2019\u00e8 ai valori anarchici e comunisti, il libro delle lotte, della clandestinit\u00e0 e degli scioperi, fino a Ravenna libera, si conclude con un lieto fine. La narrazione sulla resistenza \u00e8 comunque una narrazione a lieto fine, di vincitori. Noi, i figli di Adria e delle partigiane e partigiani di allora, alla loro et\u00e0, ci siamo trovati di fronte agli stessi fascisti, ancora tutti negli apparati dello Stato, e abbiamo visto scoppiare le bombe, la strategia della tensione l\u2019hanno chiamata, bombe e bombe, ed anche nel quotidiano, girare per la citt\u00e0, partecipare a un corteo, potevano mettere in gioco la tua vita, che ti attaccasse qualche fascista o che la polizia ti sparasse addosso mentre si sfilava. Abbiamo fatto anche tante cose giuste, giuste anche oggi, ma la narrazione su di noi, su quel periodo, ed ovviamente non li sto paragonando, \u00e8 una narrazione falsa, che copre di fango con le calunnie e le menzogne. Quando ci va bene, siamo i perdenti. Perch\u00e8 questa narrazione insistentemente contro?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bruno Giorgini<\/strong>.<\/p>\n<p>Comunque siamo in democrazia. Voglio dire che la strategia della tensione, come \u00e8 stata chiamata, la strategia delle stragi, quelle tentate e quelle attuate, anche le pi\u00f9 crudeli, penso alla strage della stazione di Bologna, non sono riuscite a ribaltare il quadro democratico e costituzionale della Repubblica. In questo senso anche noi abbiamo vinto. E ci sono state pure grandi riforme come quella delle pensioni, la costruzione del sistema sanitario nazionale, lo statuto dei diritti dei lavoratori, la liberalizzazione degli accessi all\u2019universit\u00e0, l\u2019attuazione dell\u2019ordinamento regionale, eccetera. Se invece ci si riferisce alla rivoluzione e al comunismo, beh l\u00ec non abbiamo perso noi, piuttosto con la scoperta del gulag, direi che il comunismo si \u00e8 suicidato.E non \u00e8 che in Cina sia andata molto meglio. Nonostante le nostre speranze il dittatore Mao non \u00e8 stato poi cos\u00ec diverso dal dittatore Stalin.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ancora Franca<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019Adria, il nonno anarchico, le valli. Valli che torner\u00f2 a vedere dopo che me le hai raccontate con tanto affetto. Mi sembrano i simboli di un amore che per essere tale deve essere strettamente intrecciato alla libert\u00e0: \u00e8 vero?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bruno Giorgini<\/strong><\/p>\n<p>Non so se sia vero in generale. Certo era vero nella mia famiglia. Certo era vero per L\u2019Adria, che pag\u00f2 a caro prezzo la sua libert\u00e0. Per partorire questo figlio dell\u2019 amore libero, questo figlio senza un padre ufficiale, seppure a Ravenna tutti sapessero, dovette abbandonare la citt\u00e0, andandosene in esilio a Cesena, una distanza per noi oggi infima ma a quei tempi abissale. L\u00ec, a Cesena, una qualche domenica qua e l\u00e0, arrivava Pietro e i tre, padre madre e figlio, potevano liberamente passeggiare lungo il Corso. Cosa che a Ravenna sarebbe stata impossibile.L\u2019Adria era comunista, ma i comunisti non l\u2019aiutarono. Anche per il Partito L\u2019Adria era e fu una reietta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Caterina Liotti<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Quello che a me ha colpito di questo libro \u00e8 l\u2019intreccio tra le storie dei personaggi che lo animano, in una sapiente ricostruzione narrativa, che, tenendo come filo conduttore la partigiana Adria, ci conduce attraverso 50 anni di storia di una famiglia romagnola. Altro elemento che ho molto apprezzato i continui riferimenti alla donne e alloro ruolo nella societ\u00e0 e questo lo si nota per ciascuna epoca affrontata nella narrazione Altro elemento che mi ha colpito \u00e8 la rilevanza che la trama assegna agli eventi storici, a tanti eventi storici. E il legame tra le scelte personali e il destino delle comunit\u00e0. Quando le storie sono storie di gente comune ci si domanda sempre se pu\u00f2 valere la pena trasmetterne la memoria. Il libro \u00e8 appena uscito. Come ti sei sentito a questo proposito quando hai messo la parola fine? Timoroso? Sicuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Bruno Giorgini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Tutte le mattine mi domando se questo mio romanzo sia un capolavoro o una ciofeca. A volte dico capolavoro, a volte ciofeca, e sempre mi pare a ragion veduta. Per la memoria. Io credo che, alla fin fine, la gente comune faccia la storia. Tra l\u2019altro ce lo ha insegnato Elsa Morante scrivendo appunto \u201cLa Storia\u201d, dove si racconta del piccolo Useppe con un mare di persone comuni che fanno la Storia. Aggiungo che il destino ha voluto che L\u2019Adria si trovasse all\u2019incrocio di grandi eventi, essendone protagonista. Penso per esempio alla cosidetta \u201cbattaglia delle valli\u201d, quando circa ottocento partigiani armati alla bell\u2019e meglio sconfissero sul campo una armata di tremila soldati tedeschi, mettendoli in fuga cos\u00ec liberando Ravenna. Fu un evento europeo, si parva licet un po\u2019 come la battaglia di Stalingrado della Resistenza, insieme all\u2019insurrezione del ghetto di Varsavia. E ancor oggi, al di l\u00e0 della retorica sui valorosi combattenti per la libert\u00e0, non si capisce come ci siano riusciti. Una leggenda e una specie di magia, eppure accadde. Machiavelli direbbe che la Fortuna, cio\u00e8 il caso e l\u2019intuizione, ebbe gran parte del merito.<\/p>\n<p>Quella vittoria dei garibaldini ravennati comandati da Bulow fu una ventata d\u2019orgoglio e ottimismo per tutto il partigianato italiano che qualcuno voleva mandare a casa in attesa di tempi migliori, quando le truppe alleate fossero arrivate a un tiro di schioppo.E invece.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Catrina Liotti<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Qual \u00e8 la parte che ti \u00e8 costata di pi\u00f9 in termini di ricerca storica, di approfondimenti? E quella a cui sei pi\u00f9 affezionato..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Bruno Giorgini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Devo confessare di non avere svolto nessuna ricerca storica. Io volevo scrivere un romanzo, certo fondato su alcuni ricordi di eventi tramandati dall\u2019Adria, ma laddove si aprivano dei vuoti che nuocevano alla fluidit\u00e0 della narrazione, li ho colmati inventando. Ovviamente facendo s\u00ec che le invenzioni fossero congruenti col contesto, e quindi se non vere, almeno verosimili. Per il resto sono affezionato a ogni parola, a ogni virgola, a ogni spazio, anche quelli vuoti, di questo libro, che vuole essere tra l\u2019altro un dono all\u2019Adria, un dono a colei che mi fu madre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Infine Franca Ferrari mi scrive: dopo tu hai introdotto il tema della scrittura al femminile<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Volevo porre un problema. L\u2019Adria \u00e8 un libro dove si raccontano avventure, fatti, sentimenti, pensieri di una donna scritti e descritti da un uomo.<\/p>\n<p>Essendo il linguaggio una forma di vita (Wittengstein), e avendo noi imparato che le forme di vita sono almeno due, quella femminile e quella maschile (in realt\u00e0 molte pi\u00f9, ma mi si perdoni la semplificazione brutale), la lingua, lo stile di questo romanzo non \u00e8 che introduce una discrasia tra il femminile, la donna protagonista, e il maschile, l\u2019uomo che scrive? Oppure invece si realizza una armonia, sia pure parziale. Personalmente non lo so, per\u00f2 ho cercato quando mi era possibile, proprio di richiamare alla memoria non solo i fatti, ma il modo e le parole con cui L\u2019Adria me li aveva detti.<\/p>\n<p>BRUNO GIORGINI<\/p>\n<p>(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BRUNO GIORGINI (in collaborazione con www.inchiestaonline.it) You are here: Home \u00bb Culture e Religioni<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-41784","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-primo-piano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41784","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41784"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41784\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41785,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41784\/revisions\/41785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41784"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41784"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/valorelavoro-cert.cloud\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41784"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}